USA, 2018 - in produzione
Genere: commedia, drammatico, sportivo
Stagioni: 2
Episodi: 20
Ideatore: Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg, Josh Heald
USA, 2018 - in produzione
Genere: commedia, drammatico, sportivo
Stagioni: 2
Episodi: 20
Ideatore: Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg, Josh Heald
Se Karate è usato per difendere l’Onore e difendere la Vita allora Karate significa qualcosa.
Ma se Karate viene usato per difendere un trofeo di ferro e plastica allora Karate non significa niente.
(cit. Maestro Miyagi)
Ho appena terminato la visione delle prime due stagioni di Cobra Kai e siccome l’ho praticamente divorata in tre giorni, ho deciso di condividere così di getto il mio pensiero (decisamente positivo) su questa serie, sequel di un grande cult degli anni ’80 quale Karate Kid, dove vedremo il ritorno di Daniel LaRusso e Johnny Lawrence, (ovvero Ralph Macchio e William Zabka) come protagonisti.
Cobra Kai è stata distribuita nel 2018 da Youtube Premium, per poi essere acquisita di diritto (insieme alla seconda stagione e quasi sicuramente la terza) ad Agosto 2020 dal gigante delle piattaforme online, Netflix.
La storia si svolge esattamente trentaquattro anni dopo l'All Valley Karate Tournament del 1984. Johnny è alle prese con problemi economici e non ha quasi nessun rapporto con il figlio Robby (interpretato da Tanner Buchanan). Daniel, invece, è felicemente sposato con due figli e ha un lavoro di successo nel campo della vendita di automobili. Dopo aver difeso il giovane Miguel (interpretato da un giovane e talentuoso Xolo Mariduena) da alcuni bulli della sua scuola, Johnny decide di riaprire il Cobra Kai dojo, scatenando ancora una volta la rivalità con il suo ex nemico che farà veramente di tutto pur di cercare di fermare sul nascere la nuova attività, convinto che Lawrence non sia affatto cambiato e rappresenti una minaccia per la comunità e per i suoi allievi. Il primo a scegliere di immergersi nel mondo del karate e di seguire il sensei è Miguel che, sostenuto dalla nonna, convince la madre che allenarsi sia la scelta perfetta per reagire alle offese subite a scuola e le lezioni del suo maestro, seppur a tratti estreme e discutibili, riescono a fargli ottenere i primi risultati, diventando un eroe per gli “sfigati” del liceo e attirando l'attenzione di Samantha LaRusso (interpretata da Mary Mouser), la figlia di Daniel. Quest'ultimo, nel frattempo, dopo innumerevoli peripezie e litigi con il rivale di sempre… si ritroverà ad allenare e a fare da sensei… proprio al figlio di Lawrence…
Per ovvi motivi non scriverò la trama della seconda stagione, rischierei di rovinare tutto… ma posso accennarvi soltanto che Daniel LaRusso e Johnny Lawrence non saranno le uniche vecchie conoscenze che vedrete in questa serie tv… detto questo mi fermo e continuo con la recensione.
Dunque… per chi come me ha amato il primo film di una delle saghe più famose degli anni ’80 non può non apprezzare questo prodotto. I creatori Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg e Josh Heald sono riusciti in un’impresa davvero coraggiosa e difficile, considerando che già i sequel del primo film e soprattutto l’inguardabile The Karate Kid - La leggenda continua del 2010… non hanno fatto impazzire critica e soprattutto il pubblico. Ma questa serie tv si è rivelata un prodotto ben riuscito ed intelligente che è riuscito a coinvolgere più generazioni, ed è stato possibile grazie al momento nostalgia (tramite flashback del film degli anni ’80 e non solo) e a due grandi interpretazioni dei protagonisti originali del primo film (veri mentori e maestri di vita, oltre che di Karate), il tutto mescolato bene a vari intrecci amorosi e colpi di scena di un classico teen-Drama moderno. Gli autori hanno avuto l’idea geniale di creare, anche nel caso degli adolescenti, dei personaggi caratterizzati da un'evoluzione naturale e credibile, partendo da alcuni stereotipi che vengono progressivamente distrutti e stravolti in più di un'occasione cercando di equilibrare aspetti positivi e negativi.
Proprio come nel film originale, il giovane Miguel incarna le classiche contraddizioni del bravo ragazzo che reagendo alle ingiustizie rischia di passare da vittima a carnefice, soprattutto grazie all'addestramento Cobra Kai; invece Robby è il classico ribelle arrabbiato con un padre assente… e vuole farsi “giustizia” da se, cercando l’aiuto proprio dal nemico storico del padre.
Per quanto riguarda la versione adulta dei due storici personaggi devo ammettere che ho preferito di gran lunga quella del vecchio bullo Johnny Lawrence (protagonista assoluto): l’interpretazione di William Zabka è risultata coinvolgente e soprattutto credibile… un uomo di mezza età che deve fare i conti con gli errori del passato e con una sconfitta subita in gioventù che ha continuato a influenzarlo emotivamente… un uomo tormentato ed insicuro che vede nel proprio ritorno alle origini e all'ambiente in cui si era sentito capito e apprezzato la possibilità di aprire un nuovo capitolo della propria vita; la versione adulta di LaRusso, perde nettamente il confronto con Johnny (almeno inizialmente e nella prima stagione ), risultando troppo pieno di sé e con poca empatia nei confronti della propria famiglia e del prossimo.
Devo ammettere che era da un bel po’ che non vedevo una serie tv tutta d’un fiato, l’ultima volta è successo con Peaky Blinders (e ho detto tutto). Venti episodi volati via in un attimo, ogni puntata ti lasciava con la curiosità ed eri obbligato a continuare. Nonostante molte situazioni, soprattutto nella prima stagione, fossero davvero prevedibili e scontate, il risultato finale è stato eccellente: una bella storia di riscatto, vendetta, amicizia e amore; buoni e cattivi che si mescolano quasi ad ogni puntata (ammetto che è difficile scegliere per quale Dojo schierarsi), il tutto dosato bene grazia anche ad una sceneggiatura perfetta che è riuscita ad usare riferimenti e citazioni del lungometraggio cult per avvicinare anche le nuove generazioni alla storia senza alcun problema. Non mancano tematiche di attualità quali il bullismo e la crisi economica, trattate sempre in maniera superficiale senza approfondimenti che sarebbero risultati pesanti, e ci sono tanti momenti ricchi di umorismo soprattutto quando si accende la rivalità storica tra i due ormai vecchi Sensei e non mancheranno le risate. Ovviamente non sono da meno le sequenze di azione e di combattimento… davvero ben fatte e credibili.
Uno dei momenti più belli e toccanti della serie è stato quando Daniel LaRusso, in un momento di smarrimento nella sua vita, ripensa agli insegnamenti del maestro Miyagi che lo riportano immediatamente sulla retta via. Tutto questo per farci apprezzare come i consigli e gli insegnamenti del vecchio mentore sono ancora importanti e soprattutto un invito a prenderlo come esempio. Alla fine della puntata Pat Morita, l’attore che interpretava il Maestro Myagi, è stato ricordato con un omaggio davvero rispettoso ed emozionante.
Concludo questa recensione consigliando la visione di questa serie tv in primis a tutti i fan della saga, la prima impressione che proverete sarà di come il tempo sia volato velocemente, per poi tuffarvi di petto in un momento nostalgico che non sarà triste (almeno spero), ma molto coinvolgente e piacevole; ed ovviamente consiglio a tutti di vederla, perché Cobra Kai si adatta veramente a più generazioni.
Sempre Vostri
C & C