Titolo originale: Nobody
USA, 2021
Genere: azione, drammatico
Durata: 92'
Regia: Il'ja Najšuller
Prima di addentrarci nella recensione di Io sono nessuno, viene spontaneo stringerci a Bon Odenkirk, che il 28 luglio 2021 (esattamente il giorno in cui ho visto il film), durante le riprese della sesta ed ultima stagione di Better Call Saul, collassa improvvisamente sul set a causa di un problema cardiaco e viene ricoverato d'urgenza. Fortunatamente si è ripresto e noi non aspettiamo altro che un suo ritorno sullo schermo… “It's all good, man”
Al centro di Nobody (preferisco il titolo originale) c'è Hutch Mansell (interpretato da Bob Odenkirk), la cui routine quotidiana è divisa tra casa e lavoro, con una struttura talmente abitudinaria che ormai parla appena con la moglie (interpretata da Connie Nielsen) e i figli e, puntuale come le tasse, esce di casa con il cassonetto dei rifiuti con quei pochi secondi di ritardo che rendono impossibile fermare l'apposito furgone. Interagisce principalmente con il fratellastro al telefono e con il padre (interpretato da un sontuoso Christopher Lloyd) faccia a faccia, nella casa di riposo dove il genitore mangia, dorme e guarda la TV.
Tutto cambia però, una sera infatti due ladri si intrufolano in casa sua e Hutch li lascia andare senza opporre troppa resistenza, il che delude il resto della famiglia. Il motivo, in realtà, è molto valido: come emergerà nel corso della narrazione, Hutch ha un passato violento legato al governo statunitense, e la tentazione di rispondere all'attacco in modo brutale era forte. E così, quando l'occasione si ripresenta, il protagonista rifiuta di trattenersi, dando inizio a un ciclo di violenza che lo metterà in conflitto con la mafia russa.
Il paragone con John Wick è automatico, sorge in maniera spontanea, però ci sono delle differenze sostanziali tra i due personaggi che li rendono allo stesso tempo simili ma diversi. Laddove Wick è cambiato e torna alle vecchie abitudini a malincuore, ribadendo più volte di volerne uscire definitivamente, Hutch ammette candidamente di avere una parte di sé che si è finalmente risvegliata dopo essere rimasta sepolta troppo a lungo. Uno fugge, l'altro va alla ricerca di guai, e presumibilmente continuerà a farlo nel sequel a cui gli sceneggiatori stanno già ufficiosamente lavorando (la Universal non ha dato ancora l’ufficialità, ma gli incassi finora, quasi 60 milioni di dollari nel mondo con un budget di 16 milioni con una pandemia in corso suggeriscono che lo farà a breve).
Nobody è in tutto e per tutto Bob Odenkirk, che da anni si diverte a esplorare la zona di confine tra l'essere simpatico e una carogna (ogni riferimento a Breaking Bad / Better Call Saul è puramente casuale). E a differenza di altri divi action più avanti con gli anni, il cinquantottenne Odenkirk è molto credibile come uomo d'azione che però aveva appeso al chiodo le maniere forti ed è un po' impreparato, come si può notare sul poster ufficiale dove è lui a prenderle. Quel fascino un po' sciupato si traduce in un apparato ludico efficace che mette chiaramente le carte in tavola e mantiene tutte le promesse con il giusto equilibrio tra serietà e momenti più volutamente surreali (le scene con Lloyd riservano momenti di altissimo livello).
Se Odenkirk è il biglietto da visita per la riapertura dei cinema non possiamo che affermare che il grande schermo è tornato ed è in ottima forma.
Sempre Vostri
C & C