La Tavola Ouija non è un gioco 🔥
Ci sono strumenti che non si aprono per curiosità.
La Ouija non è un passatempo, ma un varco: non ti concede il controllo su chi risponde, né la certezza di poter chiudere ciò che hai evocato.
Non sempre dall’altra parte trovi amore.
Spesso bussano presenze che cercano energia, che si nutrono di paura, che non hanno motivo di lasciarti in pace.
È così che ciò che inizia come leggerezza si trasforma in peso.
Ogni tradizione antica lo ricorda:
interferire con ciò che non si conosce può generare conseguenze profonde.
La vera forza non è sfidare l’invisibile, ma rispettarlo.
Essere responsabili significa scegliere la propria pace, proteggere la propria casa, custodire la propria anima.
Aprire è facile. Chiudere non sempre lo è.
E la curiosità, da sola, non vale mai la perdita della luce.
La saggezza sta nel distinguere le porte che guidano alla crescita da quelle che è meglio lasciare chiuse.
La tavola Ouija e le Sedute Spiritiche sono pratiche attraverso cui si cerca di entrare in contatto con entità o presenze invisibili.
Spesso vengono utilizzati strumenti come bicchieri, pendoli o tavolette con lettere, per ricevere messaggi attraverso movimenti che si ritiene siano guidati da forze esterne. Anche se a volte queste esperienze possono sembrare affascinanti.
Non sono strumenti sicuri né consapevoli di comunicazione spirituale,
e possono esporre a energie confuse o disarmoniche, soprattutto se praticate senza preparazione, protezione o discernimento.
A volte la curiosità ci spinge verso strumenti che sembrano innocui, ma che in realtà non lo sono.
La tavola Ouija è uno di questi: viene venduta come un gioco, ma in molte tradizioni è considerata un portale energetico.
Aprire un portale significa permettere a qualcosa di entrare.
E non sempre ciò che arriva è ciò che immaginiamo o desideriamo.
Le energie dell’invisibile non sono tutte uguali: ci sono presenze di luce, ma ci sono anche quelle che si nutrono di paura, confusione e debolezza.
Chi ha provato a “giocare” con la Ouija spesso racconta esperienze di ansia, insonnia, sogni inquieti, rumori inspiegabili, percezione di presenze nella propria casa.
Anche se si smette di usarla, l’ambiente può restare carico di un’energia pesante che non si dissolve facilmente.
Questo non è un invito a temere, ma a non sottovalutare.
Se desideri entrare in contatto con la tua interiorità o ricevere messaggi spirituali, ci sono molte vie sicure e luminose:
la meditazione,
i Registri Akashici,
il dialogo con il cuore,
il lavoro con le energie degli Spiriti Alleati.
Sono strade che non aprono porte “a caso”, ma conducono dentro di te, dove l’anima custodisce verità e saggezza.
Ricorda: non tutto ciò che chiamiamo può rispondere alla luce.
Scegli sempre strumenti che ti nutrono, che ti riportano pace, che ti connettono a ciò che è davvero sacro.
La curiosità è una forza preziosa… ma va guidata con consapevolezza.
Non aprire mai porte che non sai chiudere.
Quando ero più giovane, in un momento di grande curiosità e sensibilità, mi sono avvicinata alla scrittura automatica senza le dovute precauzioni.
Quella leggerezza, dettata dall’inesperienza, mi ha portata a vivere alcune esperienze spiacevoli e destabilizzanti, che con il tempo ho compreso e trasformato.
Proprio per questo oggi non pratico né consiglio la ouija, le sedute spiritiche né la scrittura automatica priva di protezione, perché possono aprire canali non sempre gestibili o benefici per chi li esplora.
Nel mio percorso spirituale scelgo forme di comunicazione sottile protette, rispettose e luminose, basate sull’amore, l’intento puro e la connessione con il Sé superiore, le guide spirituali o le energie della guarigione.
Ogni pratica che propongo nasce da uno spazio sacro, radicato e consapevole.