e come si collegano questi due piani".
È il piano materiale, quello dell’esperienza fisica.
Qui impariamo attraverso il corpo, le emozioni, le relazioni, le situazioni quotidiane.
È la dimensione dove l’anima si “incarna” per fare esperienza, crescere, sciogliere memorie, evolvere.
Non è un luogo buio o lontano.
È un piano di coscienza più sottile, dove l’anima torna quando lascia il corpo.
Qui l’anima non è più vincolata alla materia, e riconosce molte cose che da incarnata non vedeva.
È un piano:
di memoria
di consapevolezza
di rielaborazione
di ritorno alla propria essenza
Non c’è sofferenza come la conosciamo noi. C’è uno stato diverso, una prospettiva più ampia.
I due piani non sono separati: sono due frequenze della stessa realtà.
Noi viviamo nel più denso.
Loro vivono nel più sottile.
A volte si “sfiorano”:
nei sogni
nelle sensazioni
nelle intuizioni
nei ricordi improvvisi
nei segnali simbolici
nei momenti in cui pensiamo intensamente ai nostri defunti
Non è magia.
È vibrazione.
Per sensibilità naturale, empatia, apertura intuitiva, o perché il proprio campo energetico è più “poroso”.
Non serve essere medium: a volte basta essere molto presenti e ricettivi.
“L’anima si libera dal corpo, si alleggerisce dai limiti fisici e passa in un piano dove vede con più chiarezza. Qui rivede ciò che ha vissuto, comprende ciò che non aveva capito e continua il suo percorso evolutivo. Non è un addio, è un cambiamento di forma.”
Perché la mente teme ciò che non può controllare.
Ma il mondo sottile non è pericoloso: è naturale quanto il respiro.
Siamo noi a non essere abituati a parlarne.
Non si tratta di “crederci o no”.
Si tratta di sentire che la vita non finisce: cambia solo vibrazione.