La coscienza collettiva è un oceano invisibile
in cui tutti navighiamo. Ogni pensiero che emetti, ogni emozione che provi,
non resta confinata dentro di te. Si muove, vibra, si unisce al campo più vasto dell’umanità.
Siamo gocce distinte, ma l’acqua è la stessa.
La coscienza collettiva è memoria condivisa, è soffio antico che ci unisce oltre le parole, è quella sensazione misteriosa che provi quando un dolore lontano ti tocca,
quando la gioia di uno sconosciuto ti commuove, quando senti che qualcosa sta cambiando nel mondo… e dentro di te.
È lo spazio dove prendono forma i sogni collettivi, ma anche le paure tramandate. Dove si muovono idee, emozioni, immagini che influenzano la realtà, anche se non le vedi.
Quando mediti in cerchio, quando benedici la vita, quando scegli di pensare in modo nuovo, stai contribuendo a riscrivere questo campo.
La coscienza collettiva è viva. Respira con noi. E può guarire.
Ma ha bisogno di cuori svegli, di presenze gentili, di anime che scelgano di offrire al mondo pensieri di luce, anche nel mezzo del caos.
Siamo responsabili di ciò che immettiamo in questo grande cielo interiore.
E ogni gesto amorevole, ogni atto di presenza, è una nota nuova nella sinfonia dell’umanità.