L’arte di rimettere in comunicazione le due metà di sé
La tecnica dei contatti crociati nasce come metodo per ristabilire la comunicazione naturale tra i due emisferi cerebrali.
Il nostro cervello, infatti, lavora in modo incrociato: l’emisfero destro governa la parte sinistra del corpo e quello sinistro la parte destra.
Quando questa comunicazione si indebolisce — a causa di stress, traumi, eccessiva attività mentale o disconnessione dal corpo — si crea una sorta di “scollamento” interiore. La persona può sentirsi confusa, stanca, sbilanciata o con difficoltà a concentrarsi.
I contatti crociati agiscono come un ponte: ristabiliscono il dialogo tra i due poli del sistema nervoso e, a un livello più sottile,
tra i due aspetti complementari dell’essere umano — quello razionale e quello intuitivo, quello maschile e quello femminile, quello terrestre e quello spirituale.
È una tecnica di integrazione e armonizzazione, che permette all’energia di fluire liberamente lungo l’asse centrale, riportando equilibrio, lucidità e presenza.
Nel linguaggio olistico potremmo dire che i contatti crociati riattivano il movimento della vita dentro di noi, aiutando corpo e coscienza a tornare in coerenza.
La mente si calma, il respiro si fa più naturale, e la persona ritrova il proprio centro.
Ritrovare l’unità attraverso il dialogo del corpo
Ci sono momenti in cui ci sentiamo divisi: la mente va da una parte, il corpo dall’altra.
Un lato spinge, l’altro trattiene.
È come se dentro di noi parlasse solo una voce, mentre l’altra tace.
Ogni lato del corpo risponde a un lato dell’anima: il destro, solare e attivo; il sinistro, lunare e accogliente.
Quando questi due flussi si incrociano, la vita torna a scorrere intera.
È un richiamo all’unità, un respiro che ricuce ciò che era diviso.
Non è solo un esercizio del corpo, ma un gesto di riconciliazione interiore.
L’energia si riallinea, il pensiero e l’intuizione tornano a parlarsi, e nel cuore si apre uno spazio di silenzio limpido, dove tutto trova posto.
In quel punto d’incontro, tra la parte che agisce e quella che ascolta,
nasce la vera presenza:
l’essere che si ricorda di sé.
“Quando le due correnti si abbracciano,
il corpo respira l’anima,
e l’anima torna a vivere nel corpo.”