Ogni epoca conserva i propri misteri, luoghi che affascinano l’immaginazione e fanno discutere tra scienza e mito. Due tra i più celebri sono il Triangolo delle Bermuda e il Mostro di Loch Ness.
Situato nell’Oceano Atlantico, tra Florida, Porto Rico e Bermuda, è noto come “Triangolo maledetto”. Nel corso del Novecento ha attirato l’attenzione per presunti episodi di navi e aerei scomparsi senza lasciare traccia.
La leggenda racconta di tempeste improvvise, anomalie magnetiche, vortici e addirittura portali dimensionali.
La realtà evidenzia invece fattori naturali: forti correnti come la Corrente del Golfo, uragani frequenti ed errori di navigazione. Essendo una delle rotte più trafficate al mondo, il numero di incidenti è statisticamente più alto, ma non superiore ad altre aree oceaniche.
Nelle acque profonde del lago scozzese di Loch Ness, la leggenda narra da secoli l’esistenza di una creatura misteriosa, affettuosamente chiamata Nessie.
La leggenda descrive un animale con lungo collo e gobbe, simile a un antico rettile marino, apparso in avvistamenti e fotografie a partire dagli anni ’30.
La realtà mostra che molte immagini si sono rivelate falsi, giochi di luce o tronchi galleggianti. Nonostante numerose spedizioni scientifiche con sonar e rilevazioni, non sono mai state trovate prove concrete dell’esistenza del mostro.
Il Triangolo delle Bermuda e il Mostro di Loch Ness rappresentano due esempi moderni di miti collettivi:
luoghi dove il confine tra spiegazione razionale e immaginazione resta sottile.
Che si tratti di mari agitati o di laghi avvolti nella nebbia, questi misteri continuano ad attrarre curiosità e a ricordarci che, oltre alla scienza, l’essere umano ha bisogno di storie che alimentino il senso di meraviglia.