Nel lavoro Olistico e Spirituale
Nel lavoro olistico e spirituale si parla spesso di energia, guarigione, connessione, canali aperti.
Molto meno spesso si parla di responsabilità.
Eppure è proprio lì che passa la vera linea di maturità.
Il potere personale non è:
avere percezioni sottili
sentire tanto
canalizzare
usare tecniche
Il potere personale è saper stare in ciò che si fa, senza delegare all’invisibile ciò che è umano.
È la capacità di:
riconoscere i propri limiti
non promettere ciò che non può essere mantenuto
non confondere sostegno con salvezza
non usare il linguaggio spirituale per evitare la realtà
La linea è sottile.
Il rischio nasce quando:
la guarigione viene sempre spostata “altrove”
la responsabilità viene attribuita a entità, energie, piani superiori
il cliente viene mantenuto in una posizione di attesa o dipendenza
In questi casi la spiritualità smette di essere cura
e diventa sostituzione della responsabilità personale.
Nessuna tecnica è neutra.
Conta come viene usata e da dove.
L’etica nel lavoro olistico non è:
fare “il bene”
avere buone intenzioni
È:
non oltrepassare ruoli
non confondere accompagnamento e potere
non usare il bisogno dell’altro per sentirsi necessari
A volte la scelta più etica è dire:
qui non arrivo
qui serve altro
qui mi fermo
Una spiritualità matura:
non promette guarigioni
non crea dipendenze
non toglie potere alle persone
non si mette sopra
Restituisce.
Restituisce centratura, autonomia, discernimento.
Perché il vero lavoro spirituale non è fare qualcosa all’altro,
ma aiutare l’altro a rientrare in sé.
Il potere personale non è controllo sull’invisibile.
È presenza nella realtà.
E la responsabilità non limita la spiritualità.
La rende credibile, umana e viva.