Kuno's Mansion: la Community italiana di Ranma - Vietata la riproduzione anche parziale dei testi senza autorizzazione
La decisione di affidare il ruolo di Ranma a un "Double Cast" è stata presa appena cinque giorni prima del doppiaggio (afureko) del primo episodio. Si dice che fino all'ultimo momento siano circolate diverse proposte. Questo a causa della natura del tutto peculiare del personaggio, che si trasforma da uomo a donna e da donna a uomo ogni volta che viene bagnato con acqua fredda o calda.
"A un certo punto si era pensato anche di utilizzare un'elaborazione elettronica della voce, in modo da far interpretare entrambe le versioni a un unico doppiatore", rivela la produttrice Yoko Matsushita della Kitty Film, spiegando il motivo per cui alla fine si è optato per il Double Cast: "Sentire una vera voce maschile quando è un ragazzo, e una vera voce femminile quando è una ragazza, è decisamente più naturale. Ma soprattutto, questo contrasto serve a imprimere con forza nello spettatore la sua caratteristica principale: la trasformazione."
Sebbene ci siano dei precedenti di Double Cast negli anime (come per il personaggio di Yellow in Genesis Climber Mospeada), questa è la prima volta in assoluto che accade per un personaggio protagonista. Interpretare un unico personaggio in due sembra essere più difficile del previsto.
"Il direttore del doppiaggio Shigeharu Shiba mi ha detto: 'Mantieni la voce da ragazza, ma parla come un maschiaccio', però all'inizio finivo inevitabilmente per usare una voce maschile (ride)", racconta Megumi Hayashibara (Ranma donna) ripensando alle sessioni del primo episodio. La doppiatrice ha ammesso che all'inizio era terrorizzata, poiché le era stato detto esplicitamente che si trattava del ruolo più difficile dell'intera serie.
D'altra parte, Kappei Yamaguchi, che interpreta Ranma uomo, ha dichiarato: "I fan del manga originale sono estremamente severi nei loro giudizi e controlleranno ogni minimo dettaglio. Lavoreremo sodo in totale sintonia per non deludere le loro aspettative."
Con l'alto livello di interesse e discussione attorno alla serie, il Ranma Saotome interpretato in perfetta sintonia da Kappei Yamaguchi e Megumi Hayashibara sembra destinato a diventare il personaggio più osservato e atteso di questa primavera.
Tradotto e adattato da Animage n. 131, pagg. 58-59 (maggio 1989).
"Ranma ½ era la terza serie televisiva tratta da un'opera di Rumiko Takahashi. Poiché il regista Tsutomu Shibayama era molto occupato, fui io a svolgere effettivamente il ruolo di Series Director (SD).
Da parte di Kitty Film c'era una linea di pensiero ben precisa su cosa dovesse essere un anime tratto da un'opera della Takahashi, ma questa non si incastrò bene con la nostra direzione artistica. Di conseguenza si accumularono vari problemi e la serie fu cancellata prima di poter completare i due cour previsti.
Ad essere onesti, è un'opera di cui non desidero parlare molto."
(Tomomi Mochizuki sulla sua esperienza con Ranma ½)
Tradotto e adattato da Animedia n. 143 (maggio 1993).
Per quanto riguarda gli sviluppi di Ranma da ottobre in poi, abbiamo chiesto anticipazioni alla produttrice Yoko Matsushita della Kitty Film, che fa la sua prima apparizione in questa rubrica:
«Da ottobre accoglieremo il nuovo regista Koji Sawai e Hiroshi Toda per la composizione della serie; anche il titolo cambierà in "Ranma ½: Nettōhen" e, a livello di spirito, lo consideriamo a tutti gli effetti come l'inizio di una serie completamente nuova. Inizieremo con la "gara di consegna a domicilio di arti marziali", seguita dall'episodio del Neko-ken. Ad esempio, Shampoo non apparirà nella gara di consegna, e nella storia del Neko-ken non faremo comparire Gosunkugi, personaggio che è invece presente nel manga originale. Piuttosto che concentrarci sulle oscillazioni sentimentali e sui bisticci tra Ranma e Akane, intendiamo dare maggiore enfasi al divertimento e alla spettacolarità delle scene di combattimento».
Tradotto e adattato da Newtype n. 52 (luglio 1989).
Ranma ½ è ripartito da zero con il nuovo sottotitolo "Nettōhen". A partire dal regista, anche i membri principali dello staff sono stati completamente rinnovati. Che tipo di opera diventerà d'ora in poi? Siamo andati a chiederlo direttamente alla produttrice Yoko Matsushita della Kitty Film.
Il nuovo regista di Ranma è Koji Sawai, che la scorsa estate si è occupato della regia (storyboard e direzione) di Patlabor: The Movie. Il regista Sawai ha già lavorato alla direzione di singoli episodi anche per Maison Ikkoku, un'altra opera originale di Rumiko Takahashi. Ha preso il testimone raccogliendo l'eredità del lavoro svolto da Tomomi Mochizuki nella serie precedente. Inoltre, anche la composizione della serie è passata da Toshiki Inoue a Hiroshi Toda. Con il cambio del personale chiave che definisce l'identità e il "colore" dell'opera, come cambierà Ranma?
"Nella serie precedente, sviluppavamo una singola storia nell'arco di due o tre episodi, ma d'ora in poi l'intenzione è quella di creare, per quanto possibile, episodi autoconclusivi (una storia completa in ogni puntata). Tuttavia, se adattassimo ogni singolo capitolo del manga originale in un solo episodio autoconclusivo, finiremmo per raggiungere troppo rapidamente la pubblicazione cartacea. Nel manga, una singola saga si sviluppa solitamente nell'arco di 3-5 capitoli", spiega la produttrice Matsushita, "ma dal punto di vista dell'anime, intendiamo espandere ogni singola idea disseminata all'interno di quegli episodi per metterci alla prova con dinamiche sempre diverse. Per esempio, il primo episodio della nuova serie riprende la "gara di consegna a domicilio di arti marziali" presente nel manga, ma l'abbiamo realizzata cambiando i personaggi coinvolti."
A quanto dice la produttrice Matsushita, le scene di combattimento in Ranma saranno ancora più numerose rispetto alla prima serie. Se c'è la parola "combattimento" nel titolo, Ranma non vuole essere secondo a nessuno... Sarà questa l'occasione per mostrare il suo vero valore?
A proposito, stando a queste indiscrezioni... Dalla bocca della produttrice Matsushita è emerso che vorrebbe mostrare in modo completo gli episodi-fantasma dell'arco del pattinaggio artistico marziale, che nella serie precedente erano stati solo annunciati nelle anticipazioni ma poi proiettati esclusivamente durante gli eventi speciali dedicati ai fan. Chissà quando potremo vederli...
Tradotto e adattato da Animage n. 138, pagg. 56-57 (dicembre 1989).
I raggi del sole estivo splendono radiosi su un mare cristallino. Un vero paradiso meridionale in cui Ranma e i suoi amici si trovano in vacanza, sfoggiando splendidi costumi da bagno. Tuttavia, con l'arrivo delle tenebre notturne, un'ombra misteriosa e minacciosa si organizza per colpire...
Con il debutto nelle sale ormai imminente, abbiamo intervistato il regista Akira Suzuki per farci svelare i punti di forza di questo secondo lungometraggio.
Chi è il nuovo antagonista, il principe Toma? «Se doveste definirlo in poche parole, Toma è un bambino che possiede la mentalità e l'autorità di un sovrano. È abituato a farsi servire dai suoi sottoposti e a impartire ordini continui, dando la cosa totalmente per scontata. Tuttavia, i comandi che impartisce sono incredibilmente infantili».
La bizzarra selezione delle spose: «Il fatto che ordini ai suoi scagnozzi (come Sarutoru) di rapire e radunare candidate spose riflette la sua parte "regale", ma la scelta di trasformare la selezione della vera sposa in una specie di torneo di incontri di arti marziali mostra tutta la sua immaturità da ragazzino. Inoltre, il modo in cui proietta su Akane l'immagine di sua madre lo rende un vero e proprio "bambino stregato". Dall'altra parte, anche Ranma ha un lato estremamente infantile e si scalda per un nonnulla: sotto questo aspetto, i due si daranno filo da torcere a vicenda!»
Un ritmo da action movie puro: «I combattimenti ravvicinati sono l'essenza stessa di "Ranma", ma in questo film abbiamo voluto spingere l'acceleratore creando una struttura da vero e proprio film d'azione non-stop, dove le coreografie si susseguono senza sosta».
Giustizia per Mousse e Kuno: «Nonostante i ritmi serrati dei combattimenti, ho voluto dare grandissima importanza all'evoluzione emotiva dei singoli personaggi. Volevo valorizzare e "far fare bella figura" a quei comprimari come Mousse o Tatewaki Kuno che, per motivi di trama, non riescono mai a essere i protagonisti assoluti. Volevo regalare loro un momento di gloria, anche se breve. Per esempio, di solito Shampoo non degna Mousse di uno sguardo, non importa quanto lui si impegni; nel film, invece, le faremo mostrare un'espressione leggermente più dolce e grata nei suoi confronti. Questo non stravolgerà lo status quo della loro relazione, ma è un piccolo regalo per i fan».
Identikit del Regista: Akira Suzuki. Nato a Tokyo nel 1955. Ha lavorato a produzioni storiche come Urusei Yatsura (Lamù) e Le avventure dell'Ape Magà. Padre di due figli, ha confessato che per la scelta delle palette di colori di questo film si è affidato molto ai gusti e ai consigli dei suoi bambini.
Tradotto e adattato da Animage n. 170, pagg. 60-61 (agosto 1992).