Interessante è fare un parallelo fra il contenuto presente nei “Comandamenti” di Pitagora che sono 34 e i Comandamenti presenti Sacri testi della Bibbia.
1° Comandamento: Venera prima gli Iddii immortali, a norma di lor gerarchia, adora:
(Deuteronomio cp.10,v.12: “Il Signore Vostro Dio vi chiede soltanto questo:’ di rispettarlo come lui vi ha indicato. Di amarlo e di onoralo) e Deuteronomio cap. 6, v. 5: “E tu devi amare il Signore…” Inoltre anche Gesué si esprime in modo analogo: “23,v.11:”Per il vostro bene amate il Signore vostro Dio.”)
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2° Comandamento: e l'Orco poi venera/Onora , e i fulgidi Eroi divinificati e ai Daimoni sotterranei offri secondo il rito
2° Giudici cap. 10.v.14:” Chiamate in aiuto gli dei che vi siete scelti. Fatevi liberare da loro ora che siete nella disperazione” 1 lett. Giovanni cap. 3 V.2 “Noi sin da ora siamo Figli di Dio” (Siracide 14,11:” Figlio mio, se puoi, trattati bene e presenta al Signore i doni che gli devi”; Inolre il Deuteronomio cap.13,v.6: “Continua a temere il Signore tuo Dio, lo onorerai e potrai fare giuramento solo nel Suo Nome). 14) Non seguirai altri dei presi fra le Divinità dei popoli vicini…
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3°Comandamento: "ai genitori fa onore, e ai nati più prossimi a te".
3(Esodo 20, v.12: “Rispetta tuo padre e tua madre” , Siracide 3, v.3:” Chi rispetta suo padre riceve perdono dei peccati; 4)chi rispetta
sua madre è come uno che accumula tesori ” Ma Luca scrive cap. 14,v.26:”Se qualcuno viene da me e non odia suo padre e sua madre, non può essere mio discepolo”.
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4° Comandamento: "Degli altri, ogni più egregio per merito renditi amico. (lui con serene parole, con utili azioni imitando. Nè in ira averlo, per lieve mancanza l'amico, a potere tuo: chè già, accanto al potere, convive la Necessità".
Ø 4° Ricordare Luca cap. 16 v. 9: “fatevi amici con le disoneste ricchezze, così quando non avrete più ricchezze i vostri amici vi accoglieranno verso Dio (Dimore Celesti); mentre Isaia nel cap. 64,v.8 asserisce:” Signore non adirarti troppo”.
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5° Comandamento: "Quindi tali cose tu sappi, e sappi infrenar queste altree lo stomaco anzitutto, e così il sonno, e sì il sesso,> e sì la brama".
Ø 5° Siracide cap. 37, v.31: “Ricorda che l’ingordigia ha rovinato tanta gente, mentre chi si controlla, allunga la vita” e Timoteo cap. 4, v.8:” Quando abbiamo da mangiare e da vestirci, conteniamoci”
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6° Comandamento: "Cosa turpe, perciò, NON con altri farai, e non da solo: pudore abbi ansicon te più di tutto"
6 “…ama il prossimo tuo COME TE STESSO” cap. 19, v. 18 del Levitico e Matteo cap. 19,v.19)
7° Comandamento: " Poi sempre, a detti e in fatti, esercitare EQUITA'",
(Matteo cap. 5 v.16) :”poiché vedano le vostre opere buone (giuste) e rendano gloria “; Tobia cap. 4,v.5: “ Fa, sempre quello che è giusto, e finché vivrai non imboccare mai la strada che porta al male; soltanto una vita onesta può portar fortuna”.
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8° Comandamento: " e abituarti a mai essere, in cosa veruna, avventato".
8 Proverbi cap. 13, v. 16:” L’accorto agisce sempre con riflessione”.
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9° Comandamento: "e ricòrdati che, insomma, a tutti è pur d'uopo morire."
9 Ezechiele 31, v. 14:”Tutti sono destinati alla morte”; Salmo 39 in occasione della fragilità della vita, Sapienza cap.2,v.2:”siamo stati messi al mondo per caso e al momento di lasciarlo sarà come se non fossimo esistiti” ;Tobia 4,10:”La carità ti libera dalla morte” e Proverbi 14,27 “Rispettare il Signore procura la vita, fa sfuggire alla trappola della morte (si intende spirituale).
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§ 10° Comandamento: "Quindi, ricchezze, oggi cerca acquistarne, esitarne domani;"
(Salmo 49, v. 7: “Essi hanno fiducia nei loro beni e si vantano delle loro ricchezze. 8 Nessuno può redimere un altro uomo o pagare a Dio il proprio riscatto” Deuteronomio cap. 21, v.6 : “dividerà tra i suoi figli i beni che possiede.”
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§ 11° Comandamento: "e quanti, per daimoniche sorti, han dolori i mortali, quei che tu n'abbia in destino, sopportali calmo, senz' ira. Curarli, sì, ti conviene, a tutto potere: e pensare che non poi molti, ai buoni, la Mòira dolori ne dà". (Proverbi 16,32: “Il paziente vale più di un eroe” Quelet cap. 7, v.9 “Controllo i tuoi scatti d’ira, è da stolti lasciarsi dominare dalla rabbia” e Deuteronomio cap. 21, v.6: “dividerà tra i suoi figli i beni che possiede”.
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§ 12° "Discorsi, a umano orecchio, ne sogliono, e vili ed egregi, battere: tu, nè di quelli ti urtar, nè da questi permetti ch'altri ti stolga: e se mai venga detta menzogna, con calma tu le resisti: ed, in tutto, adempi quanto ora ti dico ".
12 Giobbe: 2”La mia bocca non pronunzierà menzogna, la mia lingua non si presterà all’inganno” Siracide cap.41 v.17:”Vergognatevi della menzogna davanti ad un capo” e il salmo 40 v.5 :”Beato l’uomo che non si volge a chi segue la menzogna”.
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§ 13° Comandamento: "Niuno, nè con parole mai, nè con opere, a indurti valga, a mai dire o far cosa che a te poi il meglio non fosse."
13 Atti 21 v.24:”Tu ti comporti bene osservando la Legge” Deuteronomio Cap. 5v. 32”Badate di fare come il Signore via ha comandato”.
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§ 14° Comandamento: "Prima di agire rifletti, perciò: che non seguan stoltezze";
14 Proverbi Cap. 13 v. 10 “La sapienza si trova presso coloro che prendono consigli”.
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§ 15° Comandamento: "che fare o dir stoltezze, la è cosa da uomo dappoco. Ma tu le cose farai, che poi non ti nuocciano: niuna, quindi, che assai bene esperto tu non ne sia; ma, quanto".
15 Proverbi cap. 14 v. 17 “Chi è iracondo commette sciocchezze” e Proverbi Cap. 14 v. 23 “ Ogni fatica ha il suo guadagno, ma le chiacchiere producono solo miseria”.
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§ 16° Comandamento: "davvero è d'uopo impara, e vita lietissima avrai. D'uopo è così, non già incuria aver per l'igiene del corpo",
16 Proverbi Cap. 30 v. 8 “Tieni lontano da me falsità e menzogna e dammi quel che è necessari senza farmi né ricco né povero” e Siracide Cap. 11 v. 30 “Il povero sarà stimato per la sua intelligenza e il ricco per i suoi soldi”.
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§ 17° Comandamento:"ma ed in bevanda e in cibo, e nella palestra, misura serbar: misura ciò dico, che niuna mai noia ti rechi. Quindi a una dieta ti adusa, pulita, ma senza mollezze;
17 Siracide Cap. 30 v. 16 “Non c’è ricchezza migliore della salute” inoltre dal Talmud: “Ognuno deve lavarsi mani e piede ogni giorno per rispetto al su0 fattore” (shab, 50b).
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18° Comandamento: " quindi dal compier ti astieni ogn'atto che susciti invidia. Così, oltre il còngruo non spendere, a mo' di chi il bello non sa",
18 Timoteo Cap. 6 v. 5 “Quando abbiamo da mangiare e da vestirci contentiamoci…” v.10 “L’amore dei soldi è la radice di ogni male” e i Proverbi Cap. 25 v. 21 “Se il tuo amico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere” e Atti degli Apostoli Cap. 9 v. 9 “Saulo rimase tre giorni senza prendere né cibo né vivande”.
19° Comandamento: "nè già esser gretto: misura, in tutto, è davver nobiltà".
Sapienza Cap. 6 v. 23 “ Non mi accompagnerò all’invidia che consuma” e Neemia Cap. 19 v. 9 “Un uomo mondo raccoglierà le ceneri”.
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20° Comandamento: "Non fare insomma il tuo male, e pondera prima di agire. Onde anzitutto dal sonno, per quanto soave, sorgendo, subito datti ben cura di quanto in giornata vuoi farei".
20 Luca Cap. 15 v. 14 “Quando ebbi speso tutto venne una gran carestia” Luca Cap. 10 v. 35 “Ciò che spenderai più di te lo rifonderò”
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21° Comandamento: "E non il sonno negli occhi, per quanto languenti, accettare, prima che ogn'atto tuo diurno, tre volte abbi tratto ad esame: <<Dove son stato? che ho fatto? qual obbligo non ho adempiuto?>>
21 Siracide cap. 50 v 28 “Felice chi rifletterà su queste cose”.
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22°Comandamento:"E, dal principio partendo, percorri anche il dopo del dopo. Bassezze hai fatto? ten biasima. Elette azioni? ti allegra:
22 Proverbi cap. 15 v. 1 “Pena severa per chi si allontana dal retto sentiero” Apocalisse cap 19 v. 7 “Rallegriamoci ed esultiamo, diamo onore e lode…” v. 8”Le opere giuste di quanti appartengono al Signore”.
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23° Comandamento:"Di quelle affliggiti, a queste ti adopra, ed a ciò ti appassiona: a ciò che te della virtus divina sull'orme porrà".
23 1° Re Cap. 19 v. 10 e Cap. 19 v.14 “ Sono pieno di fervore per il Signore”.
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24° Comandamento: "Sì, sì: per Quegli che all'anime nostre ha trasmessa la Tètrade, fonte alla eterni-fluente Natura".
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25° Comandamento: "Ma all'opra ti accingi tu, il compimento pregandone ai Numi: e da essi afforzato",
25 Isaia Cap 19 v. 20 “ Invocheranno il Signore ed Egli manderà il Suo Salvatore” e Isaia cap. 58 v. 9 “Lo invocherai ed il Signore ti risponderà”
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26° Comandamento: "saprai degli Iddii immortali, saprai degli umani caduchi, l'essenza ond'uno trapassa, ond'altri si volve ed impera".
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27° Comandamento: "Saprai Themi, che sia; Natura, a sè identica ovunque; e il non sperar 1' insperabile, e il non lasciar nulla inspiegato".
27 Giobbe Cap. 12 v. 22”Dio strappa dalle tenebre le cose celate”
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28° "Saprai che gli uomini prove sopportan da essi accettate. Miseri: accanto a loro sta il bene, e nol vede nè ode".
Proverbi Cap. 11 v. 27 “Chi ricerca il male, male avrà
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29° Comandamento: "la liberazione dai mali, la scorgono pochi; tal Parca il senno ai mortali deprava! E ne son trabalzati qua, e là, come su mobili rulli, tra urti infiniti. Trista seguace è congenita in essi un'occulta e maligna irosità, da eccitarsi non già, ma allentarsi e fuggirsi".
29 Sapienza Cap. 10 v. 1 “La sapienza liberò l’uomo dalla sua caduta”; Colossesi Cap. 1 v. 13 “Il Padre ci ha liberati dal potere delle tenebre” ; Quelet Cap. 1 v. 3 “L’uomo si affatica e tribola per tutta la vita. Ma cosa ci guadagna?” v.8”Tutte le cose sono in continuo movimento”.Proverbi Cap. 14 v. 17 “L’iracondo commette sciocchezze” Siracide Cap. 22 v. 27 “La mia lingua non sia la mia rovina” Isaia Cap. 64 v,8 “Signore non adirarTi troppo”
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30° Comandamento:"Zeus padre, eh sì, li torresti pur tutti a pur molte sciagure, se a tutti ti degnassi svelar di qual dàimone han l'uso".
30 Ezechiele cap. 36,v.29” Vi liberò da tutte le vostre impurità. Non manderò più carestia contro di voi”)
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31°Comandamento: "Ma tu, coraggio: l'origine di quei mortali è divina, a cui Natura va aprendo le arcane virtù ch'ella spiega".
31 Salmo 32,v.10: ”La grazia circonda chi confida nel Signore)
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32° "Se di essi in te c'è qualcosa, verrai sin là dove ti esorto,reintegrato e silente, e l'anima immune da mali. Ma lascia i cibi ch'io dissi, nei dì che a far pura e disciolta.
32 (Nella lettera ai Romani cap. 14 v.21 Il testo asserisce che non bisogna mangiare carne. In altre parole ci fa comprendere che siamo anche quello che mangiamo)"
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33° Comandamento: "l'anima intendi: ed osserva, discèvera e vàluta tutto, e Intelligenza sovrana erigi ad auriga dall'alto".
33: (Matteo 10,v.28 e Luca 12, v.4 “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo” Inoltre il libro della Sapienza nel cap. 9 al v.15 riporta:” Un corpo corruttibile appesantisce l’anima”
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34° Comandamento: "Così, se, il corpo lasciando, nell'etere libero andrai"
34 ( Matteo 10, v.28:” Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima; abbiate piuttosto paura di colui che può distruggere sia l’anima che il corpo”, concetto ripetuto in Luca 12, 4 e 2Re cap. 2,v.11 “….ed Elia ascendeva al cielo nel turbine.
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PITAGORA e i suoi COMANDAMENTI raffrontati alla BIBBIA: Il Pitagora "storico", il suo nome significa "annunciatore del Pizio" o "conduttore della Pizia - viene comunemente collocato intorno al 570 - 500 a.C. La prima redazione scritta dei "Versi aurei" o "Aurei detti" attribuiti a lui che ci sia pervenuta, risale al I secolo a.C. La traduzione che riporto è quella fatta a cura del cosiddetto "Gruppo di UR" nei primi anni '20, e per quanto un po' ostica la trovo preferibile ad altre più "addomesticate", "Orco" con "giuramento".
§1 Venera prima gli Iddii immortali, a norma di lor gerarchia, adora:
§2° e l'Orco poi venera/Onora , e i fulgidi Eroi divinificati e ai Daimoni sotterranei offri secondo il rito
§ 3° - ai genitori fa onore, e ai nati più prossimi a te.
§4° Degli altri, ogni più egregio per merito renditi amico. (lui con serene parole, con utili azioni imitando. Nè in ira averlo, per lieve mancanza l'amico, a potere tuo: chè già, accanto al potere, convive la Necessità.
§ 5° Quindi tali cose tu sappi, e sappi infrenar queste altree lo stomaco anzitutto, e così il sonno, e sì il sesso,> e sì la brama.
§ 6° Cosa turpe, perciò, NON con altri farai, e non da solo: pudore abbi ansicon te più di tutto
§ 7° Poi sempre, a detti e in fatti, esercitare EQUITA',
§8° e abituarti a mai essere, in cosa veruna, avventato,
§ 9° e ricòrdati che, insomma, a tutti è pur d'uopo morire.
§10° Quindi, ricchezze, oggi cerca acquistarne, esitarne domani;
§11° e quanti, per daimoniche sorti, han dolori i mortali, quei che tu n'abbia in destino, sopportali calmo, senz' ira. Curarli, sì, ti conviene, a tutto potere: e pensare che non poi molti, ai buoni, la Mòiradolori ne dà.
§12° Discorsi, a umano orecchio, ne sogliono, e vili ed egregi, battere: tu, nè di quelli ti urtar, nè da questi permetti ch'altri ti stolga: e se mai venga detta menzogna, con calma tu le resisti: ed, in tutto, adempi quanto ora ti dico.
§ 13° Niuno, nè con parole mai, nè con opere, a indurti valga, a mai dire o far cosa che a te poi il meglio non fosse.
§ 14 Prima di agire rifletti, perciò: che non seguan stoltezze;
§ 15 che fare o dir stoltezze, la è cosa da uomo dappoco. Ma tu le cose farai, che poi non ti nuocciano: niuna, quindi, che assai bene esperto tu non ne sia; ma, quanto
§ 16 davvero è d'uopo impara, e vita lietissima avrai. D'uopo è così, non già incuria aver per l'igiene del corpo,
§17 ma ed in bevanda e in cibo, e nella palestra, misura serbar: misura ciò dico, che niuna mai noia ti rechi. Quindi a una dieta ti adusa, pulita, ma senza mollezze;
§ 18 quindi dal compier ti astieni ogn'atto che susciti invidia. Così, oltre il còngruo non spendere, a mo' di chi il bello non sa,
§ 19 nè già esser gretto: misura, in tutto, è davver nobiltà.
§ 20 Non fare insomma il tuo male, e pondera prima di agire. Onde anzitutto dal sonno, per quanto soave, sorgendo, subito datti ben cura di quanto in giornata vuoi farei.
§21 E non il sonno negli occhi, per quanto languenti, accettare, prima che ogn'atto tuo diurno, tre volte abbi tratto ad esame: <<Dove son stato? che ho fatto? qual obbligo non ho adempiuto?>>
§22 E, dal principio partendo, percorri anche il dopo del dopo. Bassezze hai fatto? ten biasima. Elette azioni? ti allegra:
§23 Di quelle affliggiti, a queste ti adopra, ed a ciò ti appassiona: a ciò che te della virtus divina sull'orme porrà.
§24 Sì, sì: per Quegli che all'anime nostre ha trasmessa la Tètrade, fonte alla eterni-fluente Natura.
§25 Ma all'opra ti accingi tu, il compimento pregandone ai Numi: e da essi afforzato,
§26 saprai degli Iddii immortali, saprai degli umani caduchi, l'essenza ond'uno trapassa, ond'altri si volve ed impera.
§27 Saprai Themi, che sia; Natura, a sè identica ovunque; e il non sperar 1' insperabile, e il non lasciar nulla inspiegato.
§28 Saprai che gli uomini prove sopportan da essi accettate. Miseri: accanto a loro sta il bene, e nol vede nè ode
§29 la liberazione dai mali, la scorgono pochi; tal Parca il senno ai mortali deprava! E ne son trabalzati qua, e là, come su mobili rulli, tra urti infiniti. Trista seguace è congenita in essi un'occulta e maligna irosità, da eccitarsi non già, ma allentarsi e fuggirsi.
§30 > Zeus padre, eh sì, li torresti pur tutti a pur molte sciagure, se a tutti ti degnassi svelar di qual dàimone han l'uso.
§ 31> Ma tu, coraggio: l'origine di quei mortali è divina, a cui Natura va aprendo le arcane virtù ch'ella spiega.
§ 32> Se di essi in te c'è qualcosa, verrai sin là dove ti esorto,reintegrato e silente, e l'anima immune da mali. Ma lascia i cibi ch'io dissi, nei dì che a far pura e disciolta. (Nella lettera ai Romani cap. 14 v.21 Il testo asserisce che non bisogna mangiare carne. In altre parole ci fa comprendere che siamo anche quello che mangiamo)
§ 33> l'anima intendi: ed osserva, discèvera e vàluta tutto, e Intelligenza sovrana erigi ad auriga dall'alto.
§ 34 > Così, se, il corpo lasciando, nell'etere libero andrai,
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