ESAME ASTRO-POETICO DI CRISTINA PELUCCHI
Nella poesia di Cristina si comprende, sin dai primi versi, la sua profondità di pensiero, presente dietro una brillante forma lirica. L’essenza del suo messaggio si perde nei meandri delle fugaci apparizioni di cose dette e non dette; ora celate, ora rivelate attraverso l'espressione di sentimenti prorompenti come fuochi d'artificio in una notte d'estate. La scrittrice scrive nella sua presentazione del proprio testo "La Luce nei Diamanti": "Le mie poesie e miei racconti nascono dal cuore, perché vogliono dare un messaggio di speranza a questo mondo arido..." La poetessa così prosegue: "Credo che gli artisti svolgano un importante ruolo nella società, lavorando per dare una nuova forma al futuro..."
Fra le numerose sillogi, mi è rimasto impresso qualche verso della poesia Anime in volo dove la poetessa è riuscita a creare un connubio fra l'amore e la libertà: "...ma l'amore, quello vero//ci ha curati.//Abbiamo guarito le nostre anime e poi le nostre ali//ora siamo liberi di volare//io nel tuo cielo//tu nel mio//ed ora quel cielo è tutto nostro//è l'infinito...// La scrittrice, ci insegna come l'amore non ha limiti né di tempo, né di spazio, né di forma né di colore. Questi non ha regole. L'amore è pura libertà.
Le poesie di Cristina, pregne d'amore, si rivelano come una libera manifestazione dell'essere nel suo eterno divenire storico. Da una attenta analisi del tema natale della poetessa possiamo, infatti, ricavare alcuni aspetti importanti che hanno influenzato il suo poetare:
La Luna, congiunta al macrocosmico e spirituale Nettuno nel profondo segno dello sagittario, assume un' espressione particolare dalla quale emerge, e in modo prorompente, come l’artista sia riuscita a creare poesie pregne di emozione, di energia, di eleganza e di profonda sensibilità. Va infatti sottolineato che, a causa della spirituale congiunzione Nettuno-Luna, l'artista realizza versi dai quali si comprende come questa viva e soffra in modo celato una forma di emozione atipica: stato d'animo che conferisce, troppo spesso, una solitudine esistenziale la quale emerge, si amplia e si accresce a causa della quadratura fra il luminare maggiore Sole e l'impetuoso Marte per riuscire a creare sillogi solari e profonde , ma solo dopo aver percepito e vissuto tensioni e drammi interiori soprattutto a livello inconscio, nel “limbo venusiano”.
Nel tema emergono altri valori planetari degni di nota che generano una forma di ipersensibilità originale, pronta a comporre poesie e messaggi pregni di amore; quell'amore Celeste come recita Dante Alighieri nel XXXIII Canto del Paradiso nel terminare la Divina Commedia: "amor che move il sole e l'altre stelle". Infatti, non vanno dimenticate le influenze planetarie della Venere in Capricorno seria e concreta perché "saturnizzata". Questa realizza due importanti aspetti armonici: uno con la magnetica Luna Nera e un altro col pianeta dell'occulto Plutone. Entrambe le corde celesti rappresentano un amore vissuto in modo misterioso e nascosto, ma pronto a venire alla luce in modo energico appena risente di un transito astrale appropriato.
Dall'escursus poetico-astrologico, emerge come nel tema della poetessa, il pianeta dell'aggressività Marte sia presente nel segno della Bilancia. Questi, poiché assorbe le influenze venusiane, manifesta un'azione tesa verso l'estrinsecazione della bontà e dell'amore; ciò accade anche se Marte è sinonimo d'inquietudine sia interiore che esteriore.
Proseguendo nell'interpretazione delle influenze planetarie, si evince come l'artista sia portata a riflettere, immergersi, vivere e manifestare l’arte in modo chiaro e comprensibile a tutti. Allo stesso tempo non tralascia di esprimere quel “quid” che, per chi sa percepire oltre i versi delle liriche, individua quella parte del mondo spirituale celata ai più. Tale realtà scaturisce dalla positiva influenza della magnetica Luna Nera nel marziano segno dell' Ariete ed in ottimo aspetto di sestile con l’amorosa Venere presente nel saturnino Capricorno . Da tale aspetto, emerge una facilità di creare che porta il lettore a rilevare fra le rime un particolare tipo la realtà occulta che lo avvicina verso il grande mistero dell'amore.
Per approfondire la dinamica artistica generata dalle influenze lunari, bisogna attribuire il giusto valore alla presenza del pianeta della spiritualità Nettuno, simbolo anche dell'io collettivo, in buon aspetto di sestile con il luminare maggiore Sole: questa corda celeste eleva l'intuito della Cristina e fa di lei una poetessa tesa a scrivere sillogi e poesie veramente cariche di intuito e di solare amore.
Le sensibili ed emotive energie, sono attivate ed accresciute dalla presenza del pianeta Urano, simbolo dei cambiamenti e delle metamorfosi, proprio in armonia di sestile con la Luna, lo spirituale Nettuno e in buon aspetto di trigono con la Venere che simboleggia l’amore, l’amicizia e la bellezza. Questa corda celeste apporta un modus vivendi che aumenta, lievita ed amplifica una forma d'intuizione che accresce le emozioni non comuni.
Attraverso tali influenze: sia uranian-venusiane, che solar-lunar-nettuniane, la nativa è pronta a realizzare le “nozze mistiche” fra Eros e Psiche, fra il Sole e la Luna, (in sestile fra loro); fra il conscio e l’inconscio, tra il razionale e l’irrazionale. Da questa assonanza di situazioni planetarie, è facile comprendere come l’artista riesca a percepire e vivere le realtà fenomeniche dell’ipersensibile e a manifestarle oltre la IV dimensione einsteniana del tempo,la creazione di opere poetiche pregne di scintille di luce.
Si può asserire con certezza, che le poesie di Cristina sono nate da forti vicissitudini , profonde riflessioni e contrasti interiori che scaturiscono da una profonda lotta soprattutto fra l’elemento Terra e l’elemento Acqua. Non va dimenticata la forza e l’influenza della Venere in un segno di terra in buon aspetto sia con il pianeta delle cose misteriose ed occulte Plutone il quale coadiuvato dalle influenze del saggio e severo Saturno e la Luna Nera.
Il poetare venusiano, ci ricorda la poesia "E SE" : E, se non avessi braccia//come potrei stringerti?//Se non avessi bocca come potrei baciarti?//Se non avessi mani//come potrei accarezzarti?//Se non avessi un corpo?//Se fossi solo un'anima pura...//come potrei...?//...
Un’astrale nota celeste, che aggiunge una notevole sensibilità occulta che porta a percepire anche ciò che dista molto da noi e che ci protende verso il mistero, è la presenza della Luna Nera nel nettuniano segno dei Pesci, governato dal pianeta che simboleggia sia l’io collettivo che il macrocosmico e spirituale Nettuno , dio del mare. Da queste energie lunanerian-nettunian-venusiane, scaturisce la capacità di percepire anche alcune realtà fenomeniche silenziose, nascoste sotto la cenere, ma pronte a manifestarsi attraverso le opere poetiche. Ciò ci ricorda quanto recita nella silloge: Tra Cielo e Mare: "...ascoltavo in silenzio il canto del mare//sotto un cielo di stelle//lo sguardo sempre rivolto lassù//fintanto che ho visto una stella cadere//e una lacrima rigava il mio volto...//
Va aggiunto che poiché l’infero Plutone, si trova a vivere un buon trigono con l’intelligente Mercurio, le capacità di percepire e di verificare le cose celate della realtà aumentano, si accrescono sino a diventare il “Motus Proprio” che conferisce una logica occulta pronta a celarsi dietro i messaggi poetici. Basterebbe soffermarsi su questi messaggi per scoprire l'entità e il valore celato del “Foat” teosofico immerso in una luce particolare, complessa ed atipica.
E’ proprio a causa della congiunzione Mercurio-Plutone che la nativa riesce a percepire, quindi ad imporre nel “Regno del pensiero” idee razional-plutoniane che portano nella poesia pregna d’amore, un velato sapore d’antico, di primitivo o primordiale sapore di vita vissuta un tempo che fu e che ritorna con impeto ad essere oggi, come ieri in maniera vera.
Dalle poesie, l’artista percepisce come il tempo, pur passando, rimane fermo lì, a voler dimostrare che l’eterna vibrazione micro-macrocosmica del Basso rapportata all’Alto, rimane inalterata in modo aspaziale ed atemporale.
Astrocritica d'arte
di Alessandro D’Angelo