25 marzo
31 marzo
8 maggio
12 agosto
Dhaka, 5 febbraio 2015
Carissimi don Donato e don Pierino,
certo che abbiamo fatto un figurone, con quelle camicie tutte uguali, ricevute in dono a Mirpur, la missione dove ora mi trovo, alla periferia di Dhaka, la capitale del Bangladesh...
Dopo 41 anni dalla nostra Ordinazione Sacerdotale, dopo tante promesse di venire a trovarmi in Bangladesh, finalmente il sogno è divenuto realtà.
Ma non solo il Bangladesh: avete portato anche me ad Hong Kong e a Bangkok, a trovare altri amici missionari.
Esperienze bellissime di incontri e condivisioni in campi di lavoro così diversi e tante volte così difficili. Ringraziamo insieme il Signore!
Ed io devo ringraziare e abbracciare specialmente voi due pellegrini, che avete pensato e realizzato questo sogno! Siete stati magnifici, insancabili e con gli occhi e il cuore aperti, per vedere, capire, conoscere tante realtà così diverse e non facili da accogliere!
Ed ora, tornati a casa, per noi tutti è arrivato il Lunedì... la routine quotidiana, fatta di tante cose piccole e grandi, belle e faticose, ma tutte piene di Grazie del Signore.
Il ricordo di quei giorni ci accompagna e ci incoraggia ad andare avanti: quante persone abbiamo incontrato che donano la vita per il Signore e i fratelli in silenzio e con gioia: chiediamo a Lui di donarci lo stesso spirito ed entusiasmo senza se e senza ma...
Il dono che abbiamo ricevuto 41 anni fa con la nostra Ordinazione Sacerdotale, è troppo grande e prezioso e cresce sempre di più, nella misura in cui lo doniamo senza riserve e con gioia...
" Circondati da un così grande numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso
e che ci intralcia, corriamo con perseveranza
nella corsa che ci sta davanti,
tenendo fisso lo sguardo su Gesù... ( Ebr. 12,1 )
Un grande abbraccio e una preghiera di cuore.
Buona Quaresima.
p. Quirico
Don Pierino, parroco di Fino Mornasco (Como) e don Donato, parroco di Mandello Lario (Lecco), miei amici carissimi, sono stati miei compagni di seminario a Como, dalla prima media fino alla terza liceo, quando io sono andato al PIME: siamo stati ordinati sacerdoti nello stesso anno 1973. Ad Hong Kong abbiamo trovato un missionario di Mandello, p.Mario Marazzi, 87 anni, che ci ha guidato ed accompagnato in visita alla citta e alle missioni locali, con vigore giovanile (si faceva fatica a stargli dietro...). A Bangkok abbiamo trovato un cugino primo di don Donato, p. Piergiacomo Urbani di Isolaccia, che festeggia quest'anno il 50mo di Ordinazione Sacerdotale: da tanti anni missionario ed insegnante nei seminari Thailandesi. In un villaggio della missione di Fang, sui monti della Thailandia, abbiamo trovato un giovane di Isolaccia che, avendo perso il lavoro in Italia, è venuto a lavorare in missione. Sempre sui monti della Thilandia abbiamo incontrato p.Giovanni Pansa di Lierna (Lecco), lì da più di 45 anni: ha dei laboratori di cucito e di artigianato per i giovani delle tribù dei monti. In Bangladesh siamo andati a pregare sulla tomba di p.Sandro Giacomelli, di Isolaccia, morto in un incidente stradale in moto e sepolto nel villaggio di Kodbir, dove aveva vissuto per 30 anni.
Dhaka, 5 febbraio 2015
Carissimi tutti,
mercoledì 18 Febbraio abbiamo iniziato anche a Mirpur il cammino della Quaresima distribuendo a tutti i bambini un piccolo salvadanaio di terracotta.
I salvadanai sono stati pitturati con vari colori dai ragazzi del catechismo. Qui a Mirpur il catechismo settimanale si svolge al Venerdiì, perchè è giorno di festa in Bangladesh, quando le scuole, gli uffici e le fabbriche sono chiuse. La Domenica è giorno lavorativo e le scuole sono aperte.
Ogni bambino della Missione ha portato il salvadanaio a casa e durante la Quaresima vi metterà i suoi risparmi, frutto di piccoli sacrifici e rinunce. Alla fine della Quaresima, il Giovedì Santo, festa dell’ Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli, i salvadanai saranno messi vicino all’altare, come dono a Gesù per la sua Ultima Cena.
Il ricavato sara’ donato ai poveri e ai malati del nostro quartiere, perche’ possano fare un po’ di festa durante la Pasqua. E' importante per i bambini (poveri e ricchi: fra i nostri bambini cittadini ci sono tutte e due le categorie...) saper rinunciare, fin da piccoli, a qualcosa per i piu' bisognosi e sofferenti, e non solo crescere pretendendo tutto quello che gli piace... Anche dare una mano per piccoli lavori in casa e anche qui in missione e non solo essere serviti in tutto, è' molto educativo...
Un piccolo salvadanaio, con pochi soldi,
ma tanto amore per Gesù
e per i più poveri e sofferenti…
Buon cammino quaresimale
verso la Pasqua di Gesù
Una preghiera di cuore.
p.Quirico
con tutti i bambini di Mirpur.
p.s. I giornali oggi parlavano di relativa calma sul fronte degli scioperi, perchè ieri sono stati bruciati solo due pulman e senza che ci fossero vittime, perchè la gente ha avuto il tempo di scendere e scappare, essendo i pullman quasi fermi... Siamo al 50mo giorno di scioperi e blocchi stradali ad oltranza dell'opposizione contro il governo, che sono costati 78 morti e 300 feriti, e con danni economici molto rilevanti, e non si vede una via d'uscita. Alcuni gruppi di eminenti cittadini della società civile, non legati ai partiti politici, hanno cercato di proporre vie di soluzioni attraverso il dialogo tra governo e opposizione, ma senza risultati...
72 sono i morti e tanti i dispersi dello scontro avvenuto due giorni fa, sul fiume Padma, uno dei più grandi del Bangladesh, tra un traghetto e un battello passeggeri. I traghetti sono molto grandi e pieni di veicoli, camion, macchine e pulman, ma sono molto lenti, mentre i battelli passeggeri sono piccoli, strapieni di passeggeri, ma molto veloci e la gente li preferisce: ma non sono sicuri...
E così ci uniamo anche noi con i nostri piccoli e grandi dolori ai dolori dei paesi in guerra e ai dolori di Gesù che continuamente sale al Calvario portando con se' tutti i nostri dolori e tutti i dolori del mondo...
Mirpur, 5 marzo 2015
Compiere 85 anni in Bangladesh non è cosa da poco, specialmente se si è arrivati quasi 50 anni fa, come p.Adolfo. E compierli arzillo e sopratutto contento, in pace con sè stesso e con il mondo come lui, è una Grazia del Signore!
E' questo il segreto che vorremmo sapere da p.Adolfo: quello di una vecchiaia serena e contenta. Non èche non abbia anche lui i suoi acciacchi e fastidi, ma li accetta e li vive sempre con quella "verve" tipica della sua terra... Gaeta, la perla del sud (come dice lui...).
Per sè non si sa di preciso dove sia nato: sembra su una nave della "Regia Marina Italiana" che incrociava al largo di Zara, il 28 Febbraio 1930; ma la sua terra di famiglia è stata Gaeta, dove c'è anche una targa in suo onore, sulla montagna sopra la città, vicino alla statua della Madonna: "Al figlio prediletto di Gaeta, Adolfo L'Imperio..."
Infatti nella zona di Gaeta ha lavorato molto nella sua giovinezza, quando da geometra della Provincia di Latina contribuì anche alla costruzione della strada Formia-Gaeta: bella, panoramica, ma con un po' troppe curve, che se uno non sta attento, finisce in mare... Ma era colpa delle tante tombe o resti romani che venivano scoperti durante i lavori e che imponevano una curva, così dice lui...
Lasciata la promettente carriera di geometra, divenne missionario del PIME, salpò i mari e approdò' in Bangladesh nel 1966... e non si è ancora stancato di rimanerci, rimandando sempre le vacanze sognate sulla Montagna Spaccata di Gaeta.
In Bangladesh ha continuato a fare quello che sapeva fare meglio: strade e ponti, scuole e chiese... ormai ne ha perso il conto. Alcune male-lingue dicono che nessuno ha mai visto il suo diploma di geometra: ma nessuna delle costruzioni fatte da p.Adolfo qui in Bangladesh, finora è' caduta, nonostante le alluvioni e i cicloni periodici di questa terra benedetta... E questo ci basta!
Quello che però non ha perso, nonostante l'età e gli acciacchi, è il suo "pallino" (se così si può dire) di insegnare il catechismo e parlare del Signore ai giovani (non ai bambini, che è più facile). Tutti i Venerdì (giorno di vacanza delle scuole in Bangladesh) e per tanti anni, ha avuto gruppi di giovani alla sua scuola di fede e di vita. Anche oggi, che potrebbe fare il pensionato tranquillo, va regolarmente (in rikshaw, perchè le gambe non sono più snelle come una volta) nel seminario delle scuole superiori di Suihari, per parlare del Signore e del suo amore, ai futuri preti bengalesi.
Di tutte le sue opere in Bangladesh, la più bella è certamente il Santuario della Madonna di Rajarampur, meta di pellegrinaggi da tutta la Diocesi e da tutto il Bangladesh. E' il luogo anche di un "miracolo" ormai riconosciuto anche dalle autorità ecclesiali. Infatti la chiesa è stata costruita "insieme" da tre missionari del PIME: il p. Giovanni Beretta; il p.Faustino Cescato, già in Paradiso, definito da un' autorità del Goveno Bengalese "il migliore architetto-costruttore autodidatta"; e il nostro caro p.Adolfo, architetto-geometra, riconosciuto e promosso sul campo di lavoro, tra le risaie e i fiumi del Bangladesh... Il miracolo sta nel lavoro fatto "insieme" da questi tre grandi missionari del Bangladesh...
E per finire vorrei riportare la conclusione del messaggio scritto da p.Adolfo agli amici, in occasione dei suoi 85 anni:
"Mi piace concludere, rivolgendomi a Maria con le parole di papa Francesco:
"Madre della tenerezza, che ci avvolgi di pazienza e di misericordia, aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e rigidità... Intercedi presso il Tuo Figlio perché siano agili le nostre mani, i nostri piedi e i nostri cuori; così edificheremo la Chiesa con la verità nella carità. Madre nostra, saremo il Popolo di Dio, pellegrinante verso il Regno."
Con un grazie, un abbraccio ed un augurio di Pace e Bene,
il vostro vecchio p.Adolfo"
Mirpur , 25 marzo 2015
Tonmoe Simsong è un ragazzo di 12 anni, molto buono, ma che non riesce a parlare bene e a farsi capire, pur dando prova di intelligenza. Due anni fa si è perso e non è stato più trovato, nonostante le ricerche fatte dai famigliari per tanti mesi, presso parenti e amici, e un po' dovunque.
Una settimana fa è stata pubblicata una sua foto su un giornale locale e i suoi famigliari l'hanno riconosciuto e sono andati a prenderlo in Sylhet, una regione lontana da Dhaka 200 Km: come vi sia arrivato, come e dove sia vissuto per due anni, lui non sa spiegarlo, ma è stato felicissimo di riabbracciare la mamma (a destra nella foto) e tutti i suoi famigliari. Nella foto anche il momento dei saluti e dell'addio alle persone che l'hanno accolto come un figlio. Le sue condizioni fisiche sono buone: vuol dire che ha incontrato gente buona che l'ha accolto e curato, fino a quando un commerciante del posto, ha avuto l'idea di pubblicare la sua foto sui giornali, alla ricerca dei suoi famigliari.
Tonmoe è un ragazzo cristiano, di etnia Garo, ed è vissuto per due anni, accolto e curato, in una zona mussulmana. Noi che viviamo in un paese al 90% mussulmano, in cui i cristiani sono una piccola minoranza (500mila su 160 milioni), possiamo testimoniare che ci sono ovunque persone buone e di fede. Tutte le cose terribili che sentiamo sul terrorismo, sono di una minoranza fanatica, che usa la religione per scopi politici e che colpisce e fa soffrire per primi, i propri fratelli nella fede...
"Fa piu' rumore un albero che cade,che una foresta che cresce..." dice un proverbio orientale...
Il male del mondo fa un grande rumore, amplificato a dismisura dalla TV e da Internet, e talvolta restiamo attoniti e siamo tentati di scoraggiarci... mentre il bene è silenzioso e quasi invisibile, ma è ovunque, e molto, ma molto più grande... se no il mondo sarebbe finito già' da un pezzo...
La Pasqua è il messaggio della vittoria di Gesù sul male e sulla morte. Lui solo può ravvivare la nostra speranza nel futuro e la nostra fiducia nella bontà, che sempre abita nel cuore dell'uomo, perchè ce l'ha messa il Signore, quando l'ha creato a sua immagine...
Buona Pasqua a tutti nel Signore Risorto.
Una preghiera di cuore.
p. Quirico
Mirpur, 31 marzo 2015
"O Signore Misericordioso, dona anche a me, come quel giorno, il velo splendente della Veronica, perchè il tuo volto sia impresso sempre nel mio cuore, e possa affrontare senza timore, le tempeste della vita..."
Con questo bellissimo canto (nella musica bengalese ha il ritmo dolcissimo di una nenia...), abbiamo contemplato ogni Venerdì di questa Quaresima, l'immagine della Veronica, alla VI stazione della Via Crucis...
La foto qui a sinistra (e anche quella seguente) è tratta dalla Via Crucis dipinta da una pittrice mussulmana, Suraya Rahoman. Suraya lesse tutto il racconto della Passione, prima di dipingere i 14 quadri della Via Crucis. La cosa più difficile, disse, è stata dipingere il volto di chi, innocente, soffre ingiustamente...
Soraya ha rappresentato la Veronica (e anche la Madonna), con il sari bianco delle donne che sono nel lutto e nel dolore. Il colore della veste di Gesù è il rosso del sangue dei martiri...
Il volto di Gesù sembra quasi impresso direttamente sul sari bianco della Veronica, ad indicare che deve essere scolpito nei nostri cuori ed accompagnarci sempre nel cammino della vita...
L'incontro di Maria con Gesù sulla via del Calvario, diventa un abbraccio di consolazione e di amore. Gesù quasi abbandona la croce, per abbracciare la Madre e consolarla nel suo grande dolore e così ricevere anche Lui conforto e coraggio per proseguire il cammino...
Sullo sfondo si riflettono le forme di tante croci: Suraya diceva che nel dolore di Gesù, lei vedeva tutti i dolori del mondo...
La Via Crucis dipinta ad olio da Suraya Rahoman, si trova nella Cappella del Seminario Minore di Dinajpur ed è stata fatta fare da p.Adolfo L'Imperio, quando era Rettore del Seminario. P.Adolfo voleva una Via Crucis "bengalese" e avendo conosciuto Suraya a Dhaka, le aveva chiesto se era disposta a farlo. Suraya gli disse che prima voleva leggere il racconto della Passione di Gesù e poi, se si sentiva, avrebbe fatto i dipinti, ma con calma e prendendo tutto il tempo necessario per riflettere e pensare. Le sono voluti due anni per terminare l'opera. Quando è andata in Seminario a presentare ai seminaristi i suoi quadri, era commossa: il dolore di Gesù, disse, le aveva toccato il cuore. P.Adolfo ha fatto stampare anche un bellissimo libretto con tutti i 14 quadri di Suraya, il racconto della Via Crucis e le preghiere in bengalese: è il libretto che ancora oggi viene usato in tutte le chiese del Bangladesh. Alla fine del libretto sono riportati dei brevi commenti scritti da Suraya alle 14 stazioni. Grazie Suraya e grazie p.Adolfo: il dolore di Gesù sia sempre impresso nei nostri cuori.
NdR: Tutti i dipinti della Via Crucis di Suraya si trovano sul sito "Bangladesh"
Mirpur - 8 maggio 2015
Nei giorni scorsi abbiamo sentito tremare la terra anche noi, anche se in modo leggero: tanta paura ma pochi danni. Il Bangladesh è come un grande delta pieno di fiumi e sabbia, senza sassi e rocce: infatti se c’è una cosa che non si trova qui, neanche a scavare sotto terra, sono i sassi. Quindi apparentemente non siamo in una zona sismica, anche se ogni tanto si avvertono scosse di terremoto, ma sempre leggere.
Nel Nepal però, che è proprio sopra il Bangladesh, il terremoto ha fatto grandi disastri con migliaia di vittime: non si sapranno i numeri se non tra molto tempo, con tanti paesi isolati sui monti.
Quest'anno proprio è senza pace: tra le guerre infinite del Medio Oriente e gli sbarchi ininterrotti di profughi in Italia, ci mancava proprio anche il terremoto...
Quando vediamo i volti di tante persone sofferenti alla TV, specialmente quelli dei bambini, restiamo senza parole: quanto dolore e disperazione sparsi ovunque: il Signore sia vicino a tutti i sofferenti e aiuti tutti a ritrovare le vie della solidarietà e della pace. I nostri ragazzi hanno fatto delle raccolte di soldi tra di loro a scuola, da mandare ai bambini del Nepal: sono stati molto colpiti dalle immagini di dolore di questa grande tragedia.
La Primavera però ci ha portato anche tante gioie e benedizioni, di cui ringraziamo il Signore. La stagione è stata molto buona e gli alberi sono pieni di frutta: mango, lici, Katal, papaie, banane: una grande gioia, specialmente per i bambini.
E’ sempre un gran divertimento per i bambini, salire sugli alberi pieni di frutta, come l’albero del pane nella foto qui sotto…
Buona Primavera a tutti,
con tanti cari saluti.
p. Quirico
Ecco qui nelle foto a sinistra
il frutto dell'albero del pane,
quasi 10 Kg: dolcissimo...
e si può mangiare in tanti...
Mirpur, 12 agosto 2015
Carissimo p.Franco,
e carissimi amici tutti delle missioni, grazie del messaggio e degli incoraggiamenti
che fanno sempre bene e di cui tutti abbiamo bisogno.
Siamo appena tornati dalla bellissima festa di Rajshahi: l'Ordinazione Sacerdotale
del nostro carissimo p.Dominic Hasdak, il quarto missionario del PIME bengalese.
Tanta gente, tanti sacerdoti e suore, tanti canti a preghiere: p.Domicic contento e felice.
Il Signore gli conservi sempre questa gioia, la gioia della Missione!
Il nostro p.Amal, ringraziando il vescovo Gervase alla fine della cerimonia, l'ha invitato
a donare alla Chiesa altri giovani missionari, e a mandare in missione anche sacerdoti
diocesani bengalesi associati al PIME: il Bangladesh ha ricevuto tanto dai missionari,
arrivati nella zona ben 160 anni fa; ora puo' dare alla Chiesa e alle Missioni il suo contributo.
Il Vescovo Gervase ha promesso di farlo nei prossimi anni.
La Diocesi di Rajshahi e' una delle piu' ricche di clero, insieme a quella di Dhaka: in quasi tutte le missioni ci sono tre sacerdoti... Speriamo che anche le diocesi del Bangladesh si aprano alla dimensione missionaria, prima scambiandosi i sacerdoti tra di loro, con le Diocesi piu' povere di clero, poi mandandoli anche in missione.
Domenica 2 Agosto nella nostra Parrocchia di Mirpur,alla presenza di p.Amal, c'e' stato l'addio ufficiale
della comunita' parrocchiale ai tre giovani che il 9 Agosto sono entrati nel Seminario Maggiore di Banani,
iniziando cosi' ufficialmente il loro cammino con il PIME; un quarto giovane li raggiungera' a giorni dopo la fine degli esami.
Hanno vissuto a Mirpur in parrocchia con noi sei anni, studiando nelle scuole della zona, ed ora,terminati gli esami di maturita', hanno chiesto di diventare missionari del PIME: il cammino missionario del PIME bengalese continua...
Il PIME bengalese ha avuto cosi' il suo quarto missionario: p.Amal, il primo, arrivo' ben 18 anni fa; p.Mollic 6 anni fa insieme a fratel Joseph; ed ora p.Dominic.
Nel Seminario Maggiore Nazionale di Banani, avevamo gia' tre seminaristi del PIME, che l'anno prossimo passeranno a Monza per completare il corso teologico; ora saranno sette. Ringraziamo il Signore!
Il 30 Luglio 1850 l'inizio del nostro Istituto Missionario fu su un calesse che andava verso Saronno, con i primi tre missionari...
"Lungo la via per Saronno, il fondatore mons. Ramazzotti veniva incoraggiando i due giovani che erano con lui sul calesse,
don Giovanni Mazzucconi, nostro primo martire in Oceania e don Carlo Salerio, con parole di fede e di amore, e aggiungeva:
‘Noi andiamo ora a Saronno con un misero calesse, e forse ci precedono a schiere gli angeli del Signore’!".
Era un sogno dolcissimo: è stata e continua ad essere, una storia di tutti i giorni!
Ora il calesse si e' un po' modernizzato e ci salgono ragazzi di tutto il mondo: speriamo e preghiamo che gli angeli ci accompagnino sempre, nel nostro cammino missionario...
Ed ora una preghiera per te carissimo p.Franco, che oggi 11 Agosto,
dovevi avere un "piccolo" intervento al cuore per rimetterlo in sintonia...
Che il tuo cuore sia sempre piu' simile a quello del Signore,
pieno di amore e di fede, e, come il suo, batta regolarmente,
senza fare gli straordinari...
Buona guarigione e buon ritorno.
Una preghiera di cuore... proprio adatta allo scopo...
p. Quirico
Mirpur, 25 novembre 2015
Carissima mamma,
il 7 Ottobre 1974 festa della Madonna del Rosario (una preghiera a te così cara), partivo per il Bangladesh per la prima volta. Avevo 25 anni e non avevo paura di niente: tanto giovane e un po' incosciente! Tu invece qualche timore lo avevi: "Tira so la maia da lana; stag a tent ai serpent ! " e io che ti rispondevo... "Cul cold chel fa in quel paes !" "e po' i serpent vegnan fo' dimò da noc..."
Il Bangladesh per te, per il papà e per le mie due sorelline, era un paese così lontano e misterioso... fin quando anche voi tutti non siete venuti a trovarmi e a vedere la mia missione. Allora è stato un amore a prima vista, per il paese e la sua gente, da parte di tutti voi. Tu dicesti al papà "Andem giò vun a la volta: che se ven gio' l'aereo, almen vun al resta a cà..." Anche l'aereo ti faceva un po' paura, per non parlare delle scale mobili dell'aeroporto... E così sei arrivata in Bangladesh, con la Rosetta della Streceta, che era venuta a vedere l'Adriano, il bambino che mi aveva detto di battezzare con il nome del suo unico figlio, morto in motorino a Olgiate, a 19 anni...
E quella sera, quando, ormai notte, abbiamo visto venire da lontano, lungo il viale delle noci di cocco della missione di Borni, un gruppo di donne mussulmane del villaggio vicino, con i loro bambini e con le lanterne accese (non c'era la corrente elettrica): di giorno non avevano osato venire in Missione, quando c'era stata la festa di accoglienza in tuo onore. Arrivate davanti alla nostra casa mi dissero: "Ma ke dekte ciai" " Vogliamo vedere la mamma! " Quando ti chiamai fuori sulla veranda, tu dicesti parole dolci e gentili, in una lingua per loro misteriosa, e tutti se ne andarono felici e contenti !
Quarantun' anni sono passati dalla prima partenza: quanti viaggi avanti e indietro dal Bangladesh; quante volte sei venuta all'aeroporto a salutarmi; quante lacrime nascoste e quante preghiere dette alla Madonna del Rosario, perchè mi fosse sempre vicina...
Ti ringrazio, perchè non mi hai mai detto di non andare più, di restare a casa: "L'è la sua strada..." dicevi al papà e alle sorelline, anche loro in lacrime... Ognuno ha la sua strada da percorrere e qualche strada va più lontano, ma non siamo mai soli : l'affetto e le preghiere di quanti ci vogliono bene ci accompagnano sempre! Al telefono mi dicevi sempre: "Un'Ave Maria e andem avanti". La mamma terrena ci è vicina solo per un tratto di strada, ma la Madre celeste non ci lascia mai. Vorrei saper dire l'Ave Maria ogni giorno come la dicevi tu, con la tua fede e il tuo amore!
Ora che sei in Paradiso con tutti i nostri cari, guarda un po' giù e tienici d'occhio, perchè abbiamo a percorrere la nostra strada, con la fede semplice e piena di amore, come l'hai percorsa tu...
Riposa in pace, carissima mamma e prega il Signore per noi !
Un grande abbraccio.
Il tuo Chico.
Missione di Borni, Bangladesh, Gennaio 1984
p.s. La mia carissima mamma Pina è andata in Paradiso il 16 Novembre scorso a 94 anni. Ho avuto la grazia di poter tornare in tempo per darle l'ultimo saluto e l'ultimo bacio.
Si è spenta a poco a poco in pace, nel Signore, senza tribolazioni, dopo una vita piena di fede e amore.
Tutto è grazia! Ringraziamo insieme il Signore!
Uniti nella preghiera. p.Quirico
Mirpur, 15 dicembre 2015
Carissimi tutti, il Bangladesh è un paese al 90% Mussulmano, al 10% Indu con altre minoranze:
i cristiani sono una piccolissima minoranza: 500 mila su 160 milioni.
Anche nelle nostre scuole, la maggioranza degli alunni sono mussulmani e indu. Eppure il Presepe suscita sempre una grande meraviglia in tutti.
Il giorno di Natale tantissimi musulmani e indu vengono nella nostra chiesa con le donne e i bambini, per una visita e molti chiedono spiegazioni, informazioni su quello che vedono: il Presepe è anche una testimonianza silenziosa di bontà e di pace…
Danze con i colori della bandiera bengalese alla festa della scuola
I nostri alunni hanno terminato gli esami finali dell' anno scolastico,
che si è concluso con una bella festa piena di danze e colori.
Fra qualche giorno arriveranno i risultati degli esami con le promozioni e…
le bocciature. Il nuovo anno scolastico inizierà ai primi di Gennaio.
Un caro saluto da tutti i nostri bambini e una preghiera di cuore per tutti nella Notte Santa.
P.Quirico