25 marzo
13 maggio
4 giugno
Kodbir, 25 marzo 2012
Carissimi amici, tanti saluti dal Bangladesh.
Spero che questo mio scritto vi trovi tutti bene e in cammino per celebrare la santa Pasqua.
Dallo scorso Natale mi sono trasferito nel sottocentro di Dhanjuri che si chiama Kodbir. Mi occupo in particolare di questa zona aiutando se possibile anche in parrocchia. L’area in cui lavoro è formata da tanti villaggi in prevalenza musulmani, poi a seguire indù, pagani e santal. A questi ultimi mi dedico, perché minoranza con tutti i problemi relativi a essa, e perché tra essi vi sono villaggi in cui vivono anche i nostri cristiani bisognosi di cura pastorale.
Ho deciso di trasferirmi nel sottocentro in accordo con quanto deciso dai padri del Pime di Dinajpur e cioè sviluppare i sottocentri così che in un futuro possano diventare parrocchia e perché conforme al carisma dell’Istituto quello della missione "ad gentes" cioè tra i non cristiani. Infatti, tra i Santal con cui lavoro la maggior parte di essi è pagana. Per loro è ancora valido il primo annunzio tra non poche difficoltà e incomprensioni. Il compound della missione è molto piccolo: casa delle suore con dispensario, una chiesetta, una scuola e una piccola casa per me. Il sottocentro è posto all’interno di un villaggio formato da cinquanta famiglie in prevalenza cristiane.
In questo periodo sto facendo il “mofosol” di quaresima cioè la visita ai villaggi per catechesi, confessione, messa e visita alle famiglie. Sono aiutato da una suora Santal delle missionarie dell’Immacolata in questo lavoro pastorale mentre un’altra suora italiana porta avanti un piccolo dispensario per l’assistenza ai malati in particolari per quelli che non possono permettersi di pagare la visita da un dottore.
In questo mio peregrinare da villaggio in villaggio sto facendo conoscere la lettera che il Santo Padre ha scritto per il periodo quaresimale. La ritengo una bellissima lettera non solo per questo tempo in preparazione alla Pasqua, ma anche per la nostra vita. E’ mia intenzione costruire da essa un piccolo piano pastorale da realizzare in questi luoghi. Spero, con l’aiuto dei catechisti dei villaggi, di poter costruire una comunità cristiana fondata sulla fede in Dio e nella quale regni la carità di Dio.
Chiedo le vostre preghiere affinché questo progetto si possa realizzare. Da parte mia vi porto tutti nel cuore ringraziandovi sempre per quello che state facendo per la missione in Bangladesh. A voi tutti auguro una santa Pasqua. La gioia del Signore risorto e presente in mezzo a noi sia la nostra forza.
Un abbraccio, p. Michele Brambilla
Kodbir, 13 maggio
Carissimi amici, tanti saluti a tutti dal Bangladesh.
Lo scorso 11 maggio abbiamo celebrato presso il sottocentro Kodbir la giornata dell’infanzia missionaria. Vi hanno preso parte 190 bambini venuti da otto dei nostri villaggi. Un programma intenso e ben riuscito grazie all’aiuto degli animatori del villaggio di Kodbir.
Al mattino verso le 7.30 ecco arrivare il primo gruppo dal villaggio più distante, circa 11 Km. Poi a susseguirsi tutti gli altri. Accolti calorosamente è stata offerta a tutti quanti una bella colazione a base di te e riso soffiato.
Verso le 10 ha avuto inizio la santa messa animata dal gruppo giovani locale e presieduta dal sottoscritto. “Lasciate che i bambini vengano e me” (Mc.10,14) è stata la frase di vangelo scelta come tema per la festa. L’amore di Dio per ogni figlio è incommensurabile e unico. Di Lui ci si può fidare perché ci vuol bene e pensa a ciascuno di noi.
Ai bambini è stata presentata la figura di Gesù come quella di un amico sempre accogliente e in cerca di loro. Lasciarsi trovare da Lui è fonte di gioia per ciascuno di noi. Al termine della santa messa, sul campo adiacente alla piccola scuola della missione si sono svolti i giochi e alcune gare sportive in stile bengalese.
Verso le 12 ecco l’imprevista pioggia, un temporale di due ore non atteso e neanche voluto. Che fare? ci siamo detti, ed ecco che da alcuni animatori la proposta di andare nelle aule e far cantare i ragazzi. È stato un successo, canti e balli che farebbero invidia ai ballerini della Scala. Terminato il temporale ecco arrivare il pranzo: riso, lenticchie, zucca e l’immancabile maiale preparato dai nostri fedelissimi cuochi.
Dopo pranzo un festival canoro e la consegna dei premi ai vincitori hanno concluso la giornata.
Ringrazio il Signore e questi bambini per aver vissuto un giorno indimenticabile e pieno di gioia, la gioia che questi bimbi nella loro semplicità e povertà riescono sempre a trasmettere.
Ciao a tutti padre Michele Brambilla.
Kodbir - 4 giugno 2012
Carissimi amici, tanti saluti dal Bangladesh.
Mi rifaccio vivo dopo poco tempo per informarvi circa il bell’incontro dei giovani avvenuto lo scorso 1 giugno al sottocentro di Kodbir. Tre settimane prima avevamo avuto circa 200 bambini per celebrare insieme la giornata dell’infanzia missionaria attraverso la preghiera, il pranzo, i giochi e il festival canoro. Dopo di loro è stata la volta dei giovani, ragazzi e ragazze dai 15 ai 22 anni si sono ritrovati insieme per cercare di scoprire la loro vocazione. Erano in 170, tutti Santal e tra di loro, con mia sorpresa più di 50 non cristiani venuti da villaggi che non ho ancora visitato.
Tutti i partecipanti sono stati accolti dai giovani di Kodbir e dopo la registrazione è stata offerta loro una bella colazione. Verso le 11 ha avuto inizio la santa messa celebrata da p.Lazarus Soren rettore del seminario minore di Suihari. Nella sua omelia ha ricordato la vocazione di ognuno come dono di Dio, una vocazione che va cercata vivendo un rapporto bello e sereno con il Signore.
Al termine della santa messa altre due testimonianze hanno messo in luce la bellezza della vocazione come dono di Dio. La prima di fratel Massimo Cattaneo missionario laico del PIME che racconta come un’esperienza in Guinea Bissau e il confronto con la parola di Dio l’ha aiutato a scoprire la sua vocazione di missionario che ora sta svolgendo in Bangladesh interessandosi del lavoro giovanile. Infatti, le due scuole tecniche di cui è direttore non solo preparano i giovani per un lavoro ma, al termine della scuola, è dato loro un lavoro in alcune delle ditte nei pressi della capitale.
La seconda testimonianza è stata quella di suor Parboti delle missionarie dell’Immacolata. Nel raccontare la sua vocazione non ha certo nascosto i vari problemi anche se, come ha detto, tutti superabili se si fa la volontà di Dio.
Dopo le testimonianze, i protagonisti sono stati i giovani con le loro domande, interrogativi, riflessioni che hanno espresso chiaramente le domande, i dubbi e le perplessità che qualsiasi giovane si porte nel cuore. Spero che questo incontro abbia fatto capir loro che non sono soli in questo cammino che li può portare a una piena maturità umana e spirituale. Al termine dell’incontro un mega pranzo con l’immancabile maialino e nel pomeriggio un torneo di pallavolo hanno richiamato l’attenzione non solo dei presenti ma anche di molta gente dei villaggi attorno. Al termine della giornata ho dato appuntamento a tutti per il 3 agosto, dove accoglieremo il nuovo vescovo in visita pastorale.
A voi tutti i miei saluti e… buone vacanze.
padre Michele Brambilla.
Kodbir, 6 agosto 2012
Carissimi amici, tanti saluti dal Bangladesh.
Lo scorso 3 agosto è stata una data importante per il sottocentro di Kodbir. Il nuovo vescovo monsignor Sebastian Tudu ha fatto visita alla comunità riunita tutta insieme per accogliere il suo pastore e passare una stupenda giornata con lui.
Alle ore otto è arrivato il vescovo accolto dal più anziano del villaggio che ha messo nelle sue mani una brocca d’acqua in segno di benvenuto. Poi attraverso danze Santal e Orao siamo entrati nel compound della missione, dove alcune donne hanno lavato i piedi del vescovo come segno di ospitalità.
La prima parte della visita pastorale è stata caratterizzata da due incontri del vescovo con i preti e le suore e poi con i catechisti e i capi villaggi. In quest’ultimo incontro il vescovo ha ricordato che noi siamo la chiesa e ci ha invitato ha verificare la profondità della nostra fede e l’unità tra di noi a partire dalla famiglia per poi passare ai singoli villaggi e infine alla comunità cristiana del sottocentro formata da circa 1200 cristiani. Un incontro molto bello dove spunti di riflessione non sono certamente mancati.
Alle ore10.30 è iniziata la santa messa con la presenza di 800 persone. Una funzione molto bella animata da canti e danze durante la quale 34 ragazzi/e hanno ricevuto il sacramento della prima comunione.
La festa è proseguita con il pranzo insieme e un festival di danze e canti proseguito per tutto il pomeriggio. Un festival dove i bambini/e della nostra scuola elementare sono stati i protagonisti.
Mi rendo conto che una cronaca non può esaurire la bellezza dell’evento che bisogna vivere in prima persona, ma ci tengo sempre a farvi partecipi della missione che si realizza anche grazie al vostro sostegno.
Un abbraccio padre Michele Brambilla
Kodbir, 13 dicembre 2012
Carissimi amici, un caro saluto a tutti voi dal lontano Bangladesh.
Si sta avvicinando il Natale che per me significa terminare il primo anno presso il sottocentro di Kodbir. Un anno intenso con tante gioie, dolori, soddisfazioni e rimpianti. È la normalità della nostra vita che accetto cosciente di essere qui per compiere la volontà di Colui che mi ha donato la vita e la vocazione sacerdotale missionaria. Da dire ci sarebbero tante cose ma penso che le mie lettere dell’ultimo anno abbiano descritto il mio lavoro e anche il mio stato d’animo.
In questi giorni sto visitando i villaggi con le suore e il catechista parlando loro della nostra fede. Accogliendo l’invito del Papa anche noi vogliamo approfondire la nostra fede che in sostanza è la nostra relazione con Lui, Gesù, per vivere in pienezza la nostra vocazione alla santità. Abbiamo deciso di aumentare la nostra presenza nei villaggi per la catechesi e l’incontro con la gente. Lo facciamo per portare a tutti Lui attraverso l’annuncio della Parola, l’Eucaristia e l’amministrazione dei sacramenti, in particolare la confessione. Ogni giorno mi rendo conto che questa esperienza è per me un’occasione per approfondire l’incontro con Lui e conoscere la sua volontà.
Il Natale è alle porte e ognuno di noi lo sta preparando a suo modo. In Bangladesh è la stagione migliore per sistemare le case di fango e decorarle con qualche simbolo natalizio. I ragazzi e i giovani iniziano a chiedere ai propri genitori il vestito nuovo per il Natale e i capi villaggio pensano a come celebrarlo insieme. A tutti sarà proposta la novena natalizia da vivere comunitariamente per preparare la venuta di Gesù nei nostri cuori.
A voi tutti i miei più vivi auguri di un sereno e santo Natale nel Signore Gesù. Un abbraccio a tutti p. Michele Brambilla