8 gennaio
14 aprile
12 settembre
30 ottobre
5 novembre
26 novembre
20 dicembre
31 dicembre
Dhanjuri - Dinajpur - 1/4 gennaio
In questo mese di Gennaio si fa sentire il freddo. Avevo chiuso l’anno 2009 dando il battesimo, durante la Messa della notte di Natale, a sette persone, cinque bambini e due adolescenti, .
Il primo giorno del nuovo anno presenta una bella nebbia. Accompagno il Vescovo Moses a Dhanjuri per la Messa di inizio anno. Alle 8,30 il freddo si fa ancora sentire. La Nuova Chiesa di Dhanjuri è piena e sembra che il Bambino sorrida. La comunità di Dhanjuri ha ricevuto il messaggio del Natale cento anni fa.
Dopo la Messa dobbiamo raggiungere il villaggio di Patajaghir, uno dei cento della missione di Dhanjuri, perché dopo diversi anni hanno chiesto di far parte della Chiesa ricevendo il Battesimo.
Patajaghir dista da Dhanjuri in linea d’aria 15 Km. , ma per arrivarci impieghiamo quasi un’ora. Questa zona, prediletta da p. Viganò, ha visto l’annunzio del Vangelo circa 40 anni fa. Già 30 anni fa Sr. Giacomelli e Sr.Assunta vi si recavano a parlare di Gesù.
Ricevuti dai tamburi Santal entriamo nel villaggio accolti dal capo villaggio e da tanta gente incuriosita. Il giorno prima erano arrivati giovani di Dhanjuri per preparare ed animare la liturgia.
Tanti i bambini ed i curiosi. Iniziamo l’Eucarestia dopo mezzogiorno e i battezzati sono 92, in maggioranza giovani ed adulti. Mons. Moses in modo semplice spiega il dono del Sacramento che inizia un vivere insieme a Cristo.
Come nuova comunità di fede, dice loro, di pregare insieme, di leggere e spiegare il Vangelo, e essere fedeli alla recita del Rosario e partecipare all’Eucarestia ogni qualvolta un Sacerdote potrà venire a visitarli (quattro- cinque volte l’anno).
Un villaggio dove non è ancora arrivata la corrente elettrica, dove le case sono di fango, mancano tante altre cose, ma c’è un calore umano che infonde tanta speranza e fa sorridere.
Il giorno due Gennaio mi trovo impegnato in tutte quelle cose che seguono l’inizio di un nuovo anno, come l’inizio dell’anno scolastico, la distribuzione dei libri per la scuola elementare, l’invio di alcuni al boarding, altri agli esami delle scuole superiori, e qualcuno in ospedale a Dhaka per operazione ai reni.
Il giorno tre Gennaio impegni vari per la preparazione all’ordinazione di Peter Soren. Una grande tenda davanti alla Chiesa Cattedrale per accogliere tutti per l’ordinazione. La preparazione per dare un pasto a quelli che parteciperanno da fuori. Il servizio di cucina. I giovani per l’accoglienza di quelli che verranno da fuori. Il tutto condito dalla nebbia ed il freddo.
La sera il diacono Peter Soren si prepara all’ordinazione con un‘ora di adorazione e poi la cerimonia della famiglia e del villaggio che avviano il giovane ad una vita di responsabilità. Da Dhaka giunge Mons. Thetonius Gomes attuale Vescovo Ausiliare di Dhaka e precedente Vescovo di Dinajpur, legato a Peter Soren per averlo conosciuto da giovane e seguito nel suo cammino di formazione.
Finalmente il quattro Gennaio, alle nove, la processione che vede circa cinquanta Sacerdoti preceduti dal gruppo di ragazze che danzano, che accompagnano i genitori ed il diacono Peter verso il luogo della celebrazione. Il Presbiterio di Dinajpur conta 33 Sacerdoti diocesani.
Sono presenti i Padri del PIME, altri Sacerdoti compagni di studio di Peter, il gruppo dei Francescani che operano in diocesi, i Fratelli della Santa Croce impegnati nel campo educativo scolastico. I giovani ed i ragazzi sono tanti.
La celebrazione dell’ordinazione si svolge in perfetto ordine accompagnata dalle danze e dai canti sia in Bengalese che in Santal. La preghiera liturgica scorre veloce e si giunge alla fine senza accorgersene. P.Peter Soren riceve dal Vescovo l’Ordinazione di presbitero della Chiesa Cattolica per il servizio della Parola, della Eucaristia e del Perdono rendendo presente il Salvatore che opera attraverso i Sacramenti per il bene dell’umanità intera.
Un grazie va al gruppo missionario di Gaeta che ha sostenuto Peter Soren in questi anni nel suo cammino di formazione con la preghiera e la solidarietà. Come segno della partecipazione P.Peter ha ricevuto il Calice ed i paramenti sacri offerti dal gruppo missionario di Gaeta.
La Chiesa è un mistero dell’Amore di Dio che vuole raggiungere tutti gli uomini. Gli avvenimenti di questo mese di Gennaio ne sono una conferma.
Il Cronista.
Fr.Adolfo
Dinajpur - 5/8 gennaio
Cinque di Gennaio. P.Peter (vedi Banglanews 399) celebra la Prima Messa in Cattedrale attorniato da circa 30 Sacerdoti, diocesani e del Pime. L’Eucarestia è la preghiera migliore per ringraziare Dio Padre e tutte le persone vicine e lontane, presenti ed assenti, vive o defunte.
P.Scuccato, 90 anni, viene ricoverato in Ospedale e dopo i vari esami i dottori consigliano di mandarlo a Dhaka per un “pace maker”. Arriva Virginia Bassi, nipote di P. Poggi, per la sua visita annuale. Si spera sempre in qualche leccornia … in cucina.
Sei di Gennaio. P.Scuccato parte per Dhaka e parte anche Fratel Massimo Cattaneo che ha avuto notizia che la mamma è in coma. Partirà in nottata per l’Italia.
Presso la Cattedrale di Dinajpur oggi alle 7 inizia la funzione che vede quattro novizie della congregazione di Santi Rani che fanno i voti iniziali. Dedicando la loro vita iniziano il loro servizio alla Chiesa di Dinajpur e del Bangladesh. Sono sei le Suore che fanno i voti solenni e tre che celebrano 25 anni di vita consacrata.
Tanti i parenti ed amici giunti dai villaggi e Missioni di provenienza delle Suore. Sembra che ci sia gran parte della Chiesa del Bangladesh. Gruppo da Shelabunia, diocesi di Khulna; da Ruhea e da Khalisha, diocesi di Dinajpur; da Rohampur e da Bonpara e Mathurapur, diocesi di Rajshahi; Nagori e Rangamaatia, arcidiocesi di Dhaka e Gournadi, diocesi di Chittagong. E’ giornata di festa con canti, danze e dolci per tutti. Tanti i fotografi, ma io ho dimenticato la mia macchina. Vedrò se potrò recuperare qualche foto da farvi avere.
Sette di Gennaio. Ci comunicano che la mamma di Fratel Massimo è andata in cielo durante la notte mentre Massimo era in viaggio per l’Italia. P.Scuccato è stato operato ed ha un “cuore nuovo”, dicono i soliti invidiosi che lo porterà al traguardo dei cento anni.
Intanto a Mariampur ci si prepara per l’ordinazione del diacono Prodip Alfred Marandy.
Giunti al giorno otto Gennaio. Sono le sei del mattino quando partiamo da Dinajpur, P.Martinelli che guida la Land Rover, io che al suo fianco faccio da navigatore e due Suore di Maria Bambina che vengono a Mariampur per l’ordinazione di Prodip Alfred Marandy. Circa 100 Km. ci separano da Mariampur.
Una fitta nebbia copre la strada ed i terreni tutto intorno. Visibilità 50 metri. Mentre P.Martinelli lavora con le luci, i tergicristalli ed il clacson, io aguzzo gli occhi per distinguere i tricicli, le biciclette o altro che può essere di ostacolo al nostro andare mentre con un panno pulisco i vetri ogni dieci minuti per evitare che si appannano.
Meno male che camion, autobus o altre macchine che incrociamo hanno le luci. Soltanto che ogni tanto invadono, per loro sicurezza, la nostra carreggiata e a noi tocca fare gli equilibristi e sterzare per evitare qualche albero sul lato della strada. Giungiamo, sani e salvi ,grazie agli Angeli Custodi della strada (ACdS) alle 8,30 mentre il sole incomincia a far capolino tra la nebbia.
Alle 9,15 inizia il rito dell’ordinazione con la processione che porta il Vescovo e circa 40 Sacerdoti all’altare preparato sotto una grande tenda dove stanno prendendo posto circa duemila persone. La liturgia con i canti e le danze prosegue per due ore e richiama alla mente dei sacerdoti presenti il giorno della loro consacrazione a Cristo per la Chiesa.
Gli anziani genitori accompagnano il diacono Alfredo all’altare e lo donano al Vescovo perché lo consacri al Signore nella Chiesa per il bene dell’umanità.
Dopo la liturgia gli incontri con persone e gruppi. Anche oggi la moltiplicazione del cibo per i duemila e passa che in ordine si presentano al cancello delle Suore dove è allestito “il ristorante”.
Conclusione
Il primo di Gennaio i neo battezzati sono stati segnati in fronte con il Crisma benedetto il Giovedì Santo. Lo stesso Olio ha usato il Vescovo per consacrare le mani di Peter e Alfred rendendoli abili : a consacrare il pane ed il vino nell’Eucarestia, a perdonare i peccati, a benedire, ad aiutare i malati ed i moribondi ad entrare nel Regno promesso.
Cristo si rende visibile tra noi uomini perché ciascuno abbia pienezza di vita. La Chiesa è Sacramento di Salvezza per tutti gli uomini. ( Vat. II)
Spesso nasce tra i poveri o sperduti villaggi come a Betlehem; da vite che sono come semi che muoiono per generare nuove vite ( se il chicco di grano non muore non porta frutto), su strade nuove tra nebbia, tra timori e paure in cerca di una luce.
D’altra parte S.Paolo dice “….è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano la sapienza, noi invece annunciamo Cristo Crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani… (1Cor )
Ed è Lui che realizza la Sua Chiesa in cui Maria è la dimensione gratuita e gioiosa per dare speranza a chi l’ha persa, a chi è nel dubbio, a chi la ignora.
Cronista temporaneo
Fr.Adolfo
(assunto come "precario" nella redazione di Banglanews, con lo stesso stipendio dei due titolari: Bruno e Giuliano)
Dinajpur - 13-14 aprile
La notte tra il 13 ed il 14 di Aprile, capodanno dell'anno bengalese, sul distretto di Dinajpur si è abbattuta una tromba d'aria che ha causato danni notevoli sradicando alberi, scoperchiando case. Siamo stati senza corrente elettrica a Dinajpur sino ad oggi mezzogiorno. A Dhanjuri diverse le case scoperchiate o danneggiate dagli alberi sdradicati per il forte vento. Nessun danno al boarding o in missione, tranne qualche lamiera che è volata. In lebbrosario è volato il tetto di lamiera che copriva iln fabbricato del reparto uomini con infermeria. Danni anche al granoturco ed al riso. Si prevede questo tipo di tempo per altri due giorni. E' stato un capo d'anno molto...ventoso.
A presto. Fr.Adolfo
Dinajpur -15 maggio
Rullano i tamburi di Dhanjuri che fanno dimenticare il caldo e sono segno di nuova gioia. TUTTI gli STUDENTI della scuola DHANJURI SAINT FRANCIS HIGH SCHOOL che si sono presentati all'esame statale della decima (SSC) sono stati promossi. 13 con A+ (massimo dei voti da 4 in su' ) 4 con A- ( meno di 4) Solo una è stata promossa con B. Dei 18 ragazzi, 10 sono del boarding e 8 del villaggio.
Festa anche per voi che con il vostro sostegno allo studio avete dato questa gioia.
Maria, sede della Sapienza, continui a vigilare su chi insegna, chi studia e chi è solidale con noi.
Eccovi tre foto di questi momenti. Si vede che il P.Cherubim è il primo a gioire.
Il ragazzo Natanael, di Khalisha, spiega ai malati del lebbrosario il perchè di tanta gioia.
Anche una ragazza lebbrosa che impara il cucito è stata promossa. Dolci per tutti.
Grazie di cuore
Fr.Adolfo
Dinajpur - 25 maggio
p. Enzo Corba
Quando si compiono 83 anni certamente bisogna fare o dire qualcosa.
Il 25 Maggio 1927 nasceva la diocesi di Dinajpur dalla grande diocesi di Krishanagar. Dal 1855 i Missionari del PIME erano giunti ed avevano iniziato la semina della Parola. Lavoro duro, di pochi, con difficoltà materiali ed ambienti ostili. Dopo 72 anni dall’arrivo ecco che la Chiesa di Dinajpur nasceva responsabile di parte del vasto territorio del Bengala. Mons Santino Taveggia passò da Krishanagar a Dinajpur per accudire questa nuova comunità. P.Enzo Corba ha ricordato che il primo periodo di vita è stato quello dei Pionieri. Catechisti, Suore e Sacerdoti sono i portatori della Parola. Viaggiano visitando villaggi dove a volte non sono accolti ( vedi libro di P.Pinos e P. Pesce), sostando nei mercati per parlare con la gente comune, curano i malati specie quelli che sono emarginati come i lebbrosi. Muoiono giovani a causa delle malattie, delle condizioni di povertà in cui si trovavano, del caldo tropicale. I responsabili pensano che sia meglio chiudere e non mandare più nessuno. Sembra che non ci sia un futuro. Dal 1927 al 1955 è il periodo della semina dei pionieri. Peter, Mohanto, P.Rocca, P.Marietti, P.Maggioni e tanti altri. 12 Padri, poche Suore, 238 villaggi cristiani sparsi su un territorio di circa 50.000 Kmq.
Mons. Moses Costa
Mons Moses Costa, come sapete è il Vescovo di Dinajpur, ha voluto ricordare che dal 1927 sono nate le diocesi di Dumka e Raiganj e parte di Jalpaiguri in India. In Bangladesh nasce la diocesi di Rajshahi il 21 Maggio 1990.
Periodo anche di conflitti locali e mondiale che vede la Chiesa crescere di numero specie nei momenti difficili. Dal 1955 al 2005, dice P.Corba, è il periodo del consolidamento della comunità. L’educazione sotto tutti gli aspetti diventa la dinamica della Chiesa. Scuole, convitti, Chiese, seminario, catechistato sono attività che devono dare forza e vigore a questa Chiesa che è chiamata ad annunciare il Vangelo. Nel 1955 vi era un solo sacerdote locale; nel 2005 sono 56 i Sacerdoti locali di Dinajpur e Rajshahi. L’Eucarestia resta il centro che sprigiona la vita nuova e dona la forza di testimoniare il Cristo risorto per la vita del mondo. E allora questa Chiesa ispirata dalla luce del Vaticano II, guarda al futuro in una società che chiede testimoni dello Spirito, servitori dei poveri, ascoltatori dello Spirito di Dio presente in mezzo agli uomini. Impegno primario resta l’educazione dei ragazzi e giovani per una società che sia al servizio della persona.
Una giornata piena che ha visto circa 80 tra Sacerdoti e Suore approfondire il loro servizio in questa Chiesa per questo paese e per il mondo interno. L’Eucarestia ha concluso la giornata con la presenza dei giovani protagonisti del rinnovamento della società.
Dhanjuri - 11 luglio
Le sorprese sono momenti che danno gioia alla vita. Possono essere piccole o grandi.
Comunque oggi a sorprendermi sono stati i ragazzi del Boarding di Dhanjuri. Motivo: la festa di St. Benedetto, che come sapete è il titolare del boarding.
Fr.Cherubim, parroco impegnato nella visita a più di cento villaggi con P.Michele e Fr.Peter, tre giorni fa disse ai ragazzi: "Organizzate voi la festa del vostro Patrono. Il giorno cade di Domenica e noi Sacerdoti saremo impegnati fuori dal centro".
Quale anziano in aiuto, giunto a Dhanjuri Venerdì ho fatto il mio giro di controllo dei vari lavori in corso, ho discusso e avviato i corsi di computer con Biplob, responsabile da oggi, e ho solo notato vari gruppi indaffarati a discutere, ma senza dare molto peso. Poi c’è per aria la finalissima della Coppa del mondo.
Sabato sera mi viene chiesto un contributo per la festa di St.Benedetto. Ho arricciato il naso ed ho messo nella busta del programma soltanto Tk. 1.000 (10 Euro), un poco scettico. Un poco malfidente…
Arrivati a Domenica, il cielo coperto ci regala pioggia continua sino alla Messa solenne da me presieduta. Verso le dieci si chiarisce il cielo e cessa la pioggia, e inizia un continuo muoversi.
Alle due del pomeriggio inizia il “campionato interno” tra quattro squadre dei ragazzi del boarding.
La finale, alle 16 è tra le squadre di D.Bosco e S.Benedetto. Vince, ai rigori, la S. Benedetto.
Dopo il campionato una bella doccia, tutti in divisa di scuola (camicia bianca e pantaloni azzurri) e si va in Chiesa. Ci viene chiesto di metterci in circolo con la centro il SS.Sacramento per un’ora di adorazione. Sono i ragazzi a guidare i canti, le letture e le preghiere. Conclude P.Peter (il più giovane tra i sacerdoti presenti) con la benedizione. In un angolo della Chiesa dico tra me e me: “guarda un po’ cosa sanno fare questi ragazzi”.
Usciti di Chiesa continua la sorpresa. I ragazzi in divisa formano un fila ed in processione portano il quadro di S.Benedetto dalla Chiesa al piazzale interno del boarding. Le ragazze e le Suore seguono anche loro invitate alla festa. All’ingresso pioggia di petali per tutti.
Il cortile interno è stato preparato, a tempo di record, per dare modo a tutti di sedersi comodamente a tavoli preparati per la cena. Il benvenuto a tutti viene dato un canto che accompagna l’offerta di un fiore a ciascun partecipante. Mentalmente faccio il conto di circa mille fiori di tutte le qualità, colori e forme. Meno male, dico a me stesso, che la natura in questo periodo è prodiga di fiori qui intorno e domani nasceranno i nuovi. Ma è il gesto che conta. Il cortile è stato coperto con drappi di stoffa, come si usa da queste parti. Dico a P.Michele: ”speriamo che non piova”. Lui mi risponde “Si vedono le stelle,” e penso che S. Benedetto deve proprio voler bene a questi ragazzi, ricordando quello che gli capitò in uno degli incontri con sua sorella S.Scolastica.
La cena agli ospiti, ragazze, Suore, Padri e responsabili, è servita dai ragazzi.
Siamo circa 400 seduti e serviti. Con P.Cherubim noto la disciplina con cui si svolge la cena. Suor Anna passa da una meraviglia ad un’altra. Si serve anche il gelato agli ospiti anziani…!
Ma non è finita. Termina la cena e si passa alla premiazione delle squadre vincitrici del mini torneo con tanto di coppa alla squadra e …sapone ai giocatori. Tocca a me consegnare i premi (altro che 1.000 Tk)… e mi vergogno.
Dopo vengono chiamati i ragazzi rappresentanti di ogni classe per ricevere dalle ragazze della stessa classe un regalo. Tutto fatto con semplicità ed eleganza.
P.Cherubim, giunto dai suoi impegni verso le 5 del pomeriggio, prende la parola per ringraziare i presenti per il lavoro fatto che ha sorpreso anche lui. Parla delle sue visite ai villaggi e non manca il pensiero per “Bruno dada” e gli Amici di P.Adolfo che hanno reso possibile questa realtà educativa e continuano ad essere vicini con l’attenzione, la preghiera e la solidarietà.
Mi chiedono di chiudere. Tre Ave Maria ed una bella benedizione per trattenere le lacrime. Certo che questi ragazzi ed i giovani che li guidano (sono in quattro) sono stati meravigliosi e sono una sorpresa che dona tanta gioia. Pulizia, ordine e un clima di serenità che a volte è difficile respirare in una società che vuole camminare a spintoni e soprusi.
Cominciano a battere i tamburi per le danze. Mi ritiro e sogno…
Fr.Adolfo
Dhanjuri - 15 agosto
Nei diversi villaggi della missione di Dhanjuri da diversi anni gruppi di donne cattoliche si riuniscono e formano il “Gruppo di Maria”. Hanno l’impegno della recita del rosario, la preghiera insieme in sabato ed anche la raccolta in quel giorno per motivi vari. Inoltre aiutano perché ci sia l’armonia nel villaggio, specie quando gli uomini non ci riescono.
Questa volta hanno deciso di convergere tutti i gruppi a Dhanjuri per celebrare insieme la festa dell’Assunzione.
Da 15 villaggi, distanti anche 35 kilometri sono giunte con vari mezzi di trasporto in 355. Il gruppo di Dhanjuri è stato responsabile dell’accoglienza e dell’organizzazione. Gli arrivi sono iniziati alle 8 di mattina e sono continuati a scaglioni sino alla 9. Dopo una colazione, ospitate dai ragazzi del boarding di St.Benedetto, in processione danzando si sono avviate verso la Chiesa. Qui il parroco P.Cherubim Bakla ha presieduto l’Eucarestia.
Una celebrazione di due ore che ha avuto momenti di danza e canti che l'hanno accompagnata e resa viva. Molte delle persone presenti, nei loro villaggi riescono ad avere l’Eucarestia tre-quattro volte all’anno. Durante la preghiera si ricorda l’uccisione il 15 Agosto del 1975 di Seck Mujbur Rohoman, padre del Bangadesh.
Dopo una piccola sosta, la giornata continua con momenti di riflessione condivisa:
1. L’impegno della preghiera con la corona del rosario, presentata da Condona Hembrom, Sr.Nohel (coreana) e Sr. Celestina, animatrici diocesane.
2. Il posto della donna nella società degli aborigeni (Santal, Oraon) presentata dalla Sig.ra Nomita Malo della World Vision.
3. Il “gruppo di Maria” nella Chiesa del Bangladesh presentata da Sr. Rotna Rosario.
La riflessione è continuata sino alle tre del pomeriggio.
A questo punto invito a tutti di recarsi a tavola per il pranzo servito dai ragazzi del Baording.
Si continua a chiacchierare prima di inziare il ritorno a casa. Sono le cinque del pomeriggio ed il sole cala e chiude la giornata.
In cucina ci sono le pulizie da fare, dopo che tutti hanno mangiato hanno il loro riso anche coloro che hanno svolto il servizio “logistico”.
Stanchi andremo a dormire sicuri che Maria ci segue e guida sulle vie di questa terra.
“Prega per noi peccatori, ora e nell’ora della nostra morte. Amen”
Fr.Adolfo, cronista traduttore dal bengalese
Dhanjuri - 12 settembre
Il 12 settembre 2010 è stato un grande giorno per la Parrocchia di S. Francesco d'Assisi Dhanjuri.
Abbiamo celebrato la Giornata della Prima Comunione per 103 bambini (45 maschi e 58 femmine) provenienti da 25 villaggi attorno alla Parrocchia.
Il parroco Fr.Cherubim Bakla e Fr.Adolfo L'Imperio del PIME hanno officiato Messa e durante l'omelia, il celebrante principale, Fr.Cherubim, ha sottolineato l'importanza di ricevere la prima comunione nella loro vita e l'importanza dell'Eucarestia nella vita della diocesi.
Per rendere questa giornata memorabile e significativa per i candidati della prima comunione, è stato organizzato un laboratorio di sette giorni in cui ai bambini è stato insegnato le dottrine della Chiesa, come ci si confessa , i canti ecc.
E' stato un momento importante per tutti noi. Infine un ringraziamento a tutti voi per la vostre preghiere e supporto.
Br.Sobuj - Corrispondente locale Missione di Dhanjuri
Aggiungo alla cronaca del local corrispondent, Br. Sobuj, la mie note, in quanto sono giunto Venerdi’ sera, un poco stanco e nervoso. Sapete e’ l’eta’.
Sabato ha piovuto dal mattino sino a mezzogiorno e questo ha rinfrescato l’aria facendo diminuire il caldo e l’afa di questi giorni.
Domenica mattina, cielo sereno, alle sei e trenta in due file i centotre sono entrati in Chiesa preceduti dalla Croce e seguiti dai Sacerdoti.
Nella Chiesa piena di gente la celebrazione e’ stata seguita con attenzione da tutti. Guardando i loro occhi, ho messo la macchina fotografica in tasca e mi sono concentrato nella preghiera.
Certo che questi ragazzi/e non hanno avuto chi faceva le riprese con la cinepresa, da tenere come ricordo. Niente bomboniere o regali, Non c’erano i fari che tante volte disturbano, i loro vestiti semplici e comuni ma puliti li rendevano rappresentanti delle loro comunita’ desiderosi di ricevere nel loro cuore Gesu’ con il Quale e per il Quale la vita riceve un impegno di Amore.
La foto di gruppo sulle scale della Chiesa spero vi porti vicino questa realta’ lontana ma anche tanto vicina per molti di voi.
Tornate ai vostri villaggi e state uniti a Gesu’ per il bene di tutti.
Dei piccoli è il Regno dei Cieli.
Fr.Adolfo
Dinajpur - 30 ottobre
Siamo milionari.
Qui in Bangladesh i milioni si sprecano. Di questi giorni è la notizia del censimento per cercare la risposta a quanti abitanti ha questo paese. Agenzie specializzate anticipano che sono 164 milioni, chi invece dimostra, statistiche alla mano, che sono non meno di 160 milioni con crescita di 2 milioni e passa ogni anno.
Su questi milioni ci sono le percentuali. Forse il 56% è analfabeta, mentre il 42% non ha sufficiente cibo giornaliero. E poi il 28% vive in città, il resto nella zona rurale, che si riduce ogni anno per il sorgere di altre città. Le percentuali possono forviare perché sono sempre di due cifre e non hanno lo spessore dei milioni……
Il fatto è che la metropoli di Dhaka ha 16 milioni di cittadini- 10% della popolazione-, ed il suo numero continua ad aumentare. Bengalesi in Italia sembra siamo 176.000 circa. Non sono ancora un milione per cui non fanno notizia per essere presi in considerazione.
Nel 2010 in questo paese nasceranno più di due milioni di bambini. Non essendoci l’anagrafe molti di loro saranno “ufficialmente” cittadini se andranno a scuola sino alla quinta o l’ottava (terza media) quando il Governo farà la schedatura in vista dell’esame obbligatorio. Fra giorni, il 4 Novembre, i ragazzi di tutte le scuole del Bangladesh che sono stati iscritti dovranno sottoporsi all’esame di stato della Classe VIII. Quanti sono ? Certo superano i due milioni. Ne parleremo tra qualche giorno per chi interessa il cammino dell’istruzione.
Mi dicono che viviamo un momento della storia in cui non contano più i milioni ma i …miliardi. Oggi molti guardano alle persone come Bill Gate, superato da un Russo miliardario. Nel 2009, per non far fallire certe banche sono stati “stanziati” 4 o 8 miliardi di…dollari. I mercati finanziari, i Governi, le unità produttive parlano di miliardi…ed allora il Bangladesh con i suoi milioni ci fa la solita brutta figura.
Ma anche l’Universo si fa scoprire con miliardi di stelle….se ne è perso il conto. Alcuni astronomi hanno detto che in un pezzo del nostro universo ce ne sono un numero che è :” 26 seguito da ventisei zeri !!!!”
Allora è bello cantare : “Quante stelle son nel cielo, dimmi Madre la mia qual è; non ardisco la più bella, basta sia vicino a Te.”
Scusatemi, ma è voluto essere soltanto una divagazione su ripensamenti che vengono dopo aver letto giornali, riviste o seguito alcuni notiziari televisivi più o meno informativi.
Restiamo con i nostri piccoli numeri che riempiono le nostre giornate: alcune decine di malati da accudire, qualche disabile da imboccare, un centinaio i ragazzi da aiutare per lo studio, cinque moribondi a cui stringere la mano… Ma a Gesù sono sempre piaciuti i piccoli ed anche i piccoli numeri. Che ne dite?
Fr. Adolfo
Dinajpur - 5 novembre
Occasione di dare i numeri questa volta sono gli esami governativi della classe VIII che corrisponde alla terza media in Italia.
Ieri il giornale ( Daily Star) riportava che a fare gli esami sarebbero stati 1.520.731 di 27,651 scuole. Media circa 55 alunni per classe.
Secondo la crescita della popolazione di questi anni quelli che avrebbero dovuto fare questo esame dovevano essere circa 2.550.000. Persi per strada o mai entrati in una scuola ????. Quindici anni fà (questa l’eta media di questi ragazzi/e) la popolazione del Bangladesh era di circa 140 milioni con la crescita di 2% uguale a 2.880.000. Nei dieci anni 300.000 sono venuti a mancare per mille motivi, e arriviamo alla cifra di chi avrebbe dovuto sostenere l’esame. Se non sbaglio almeno un milione non ha raggiunto il traguardo. (mancanza di insegnanti? mancanza di scuole? Lavoro minorile ? volontà politica ?...)
Ieri mattina i giornali riportano che gli esaminandi sono 1.505.391, secondo fonti Governative. Oggi le stesse fonti danno 1.403,891 quelli che hanno sostenuto l’esame il primo giorno.
Altri centomila persi… per strada.
Chi si interessa dell’educazione pensa al futuro, al domani. Oggi per le strade del Bangladesh vedi tanti bambine/i che camminano per andare a scuola.
La divisa: pantaloni e camicia per i bambini, blusa e gonna con sciarpa per le bambine. In città puoi vedere la cravatta per i più grandicelli. Lo zainetto diventa un “accessorio necessario”, sostituita dalla borsa a tracolla, come pure le scarpe per lo più da sport. Cose che alcuni anni fa non le pensavi neppure…
Pensi ad un paese che cammina in una direzione nuova. Se ti trovi a passare all’ingresso di una scuola il mattino all’orario di entrata (sette del mattino), specie in città, trovi un traffico convulso di biciclette, moto, tricicli ed auto. Sono i genitori che portano i figli a scuola prima di recarsi al lavoro.
Nei villaggi noti queste file di bambine/i che al mattino verso le otto si snodano lungo i campi di riso verso un fabbricato ad un piano a volte incompleto con una veranda che collega le varie classi ed un largo spiazzo davanti per l’assemblea ed i giochi. Molte volte il piazzale è anche usato per il mercato rionale.
Al primo albeggiare, trovi anche ragazze/i impegnati nella pulizia delle strade. Alcuni sono specialisti nel riciclaggio con i loro sacchetti di plastica per raccogliere quello che altri hanno buttato, ma che può essere utilizzato (carta, cartone, bottiglie di plastica, tappi, metalli e così via). Per loro forse non c’è scuola…
Quando si chiudono i cancelli delle scuole ed inizia l’insegnamento, nelle strade del paese o cittadina trovi “botteghe” che aprono: luoghi per ristoro (tea shop), meccanici, autofficina, falegnami, alimentari, fruttivendoli, sarti, elettricisti, radio e TV, se volete anche “l’ospedale per riparare i telefonini o il computer”. In questi luoghi trovate parte di quel milione di assenti all’esame che puliscono, tengono in ordine, fanno la spola per i clienti, smontano i motori, puliscono i camion o altri veicoli. La loro divisa è un pantalone ed una maglietta sporche di olio e polvere e due occhi sempre attenti a quello che succede intorno.
Altri sono nella vasta zona rurale al lavoro nei campi, a prendere pesci, a pascolare le mucche o le capre, a raccogliere lo sterco di mucca per utilizzarlo come concime, o altri usi. Questi assenti dagli esami sono quelli che non hanno od avranno voce.
Stamani alla Eucaristia abbiamo pregato per questi assenti agli esami. Noi del Baording di Dhanjuri siamo fortunati perché il Signore ha voluto darci voi per sostenerci nello studio sentiamo questi nostri fratelli vicini e sogniamo di poter costruire una società dove ogni persona possa sviluppare se stessa nel rispetto dell’altro.
“Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi” allora potrete dire “Padre Nostro”
Fr.Adolfo
Dinajpur - 26 novembre
Carissimi Amici,
dopo la “Divagazione milionaria” dello scorso Ottobre 30 e la considerazione sui numeri.. dello scorso 5 Novembre eccomi di nuovo a scrivere sulla Speranza, forse perché le cose vanno diversamente da quello che vorrei.
“Sperare”: Don Primo Mazzolari lo diceva ai suoi giovani nel momento storico (1943-45) quando in Italia ed in Europa sembrava che crollasse tutto. Lui credeva e viveva il Vangelo, Speranza che si fondava sulla parola di Gesù che non ci abbandona mai.
La speranza che possiamo esprimere risiede per la maggior parte nei giovani, che sono la linfa nuova di tutti i Paesi.
In Bangladesh il loro numero elevato: circa 68 milioni (ben il 43% della popolazione del Bangladesh) ha meno di 14 anni. Il miglioramento delle condizioni generali, ivi comprese la salute e l’istruzione, unitamente alla salvaguardia di principi della famiglia, che da noi sono messi in forse o in discussione, ci fa sperare in un futuro migliore, per un ”mondo nuovo“, al quale noi, piu’ fortunati, abbiamo il dovere di partecipare anche perché le risorse mondiali restano ancora iniquamente distribuite, dove alcuni si arricchiscono giocando sulla pelle dei giovani.
Sono tanti oggi a studiare il mondo giovanile con ottiche ed interessi diversi ed è anche giusto. Guardare questo “mondo” è una costante per Gesù (e per la Chiesa) che chiama alla responsabilità della vita, a scelte che tengano conto che la base del cambiamento di ogni persona e società è l’Amore. Perché lo fai e per Chi lo fai : domande esistenziali di ieri, di oggi, di sempre.
E’ venuto un giovane universitario a trovarmi. Lui da alcuni anni lavora parzialmente per pagarsi gli studi. Non ha tempo libero. Oggi piangeva perché gli avevano promesso un nuovo lavoro ed ha tutte le carte in regola per ottenerlo. “Finalmente un impegno serio e potrò pensare anche a sposare Lei che mi vuol bene”. Invece gli hanno detto che per ora non è possibile. “Vedremo… sentiremo… ti faremo sapere…”
Quanti di noi hanno avuto la stessa esperienza nella vita.
“Ma il tuo sperare... ”
Dopo, con il passare degli anni, vediamo che Lui ci ha guidato verso altri compiti o strade della vita per dare un futuro migliore non a noi stessi ma ad altri che neppure conoscevamo.
Quanti giovani del Sud (d’Italia ieri e del mondo oggi) sono costretti a migrare per realizzare la loro speranza di vita. Dopo scopriamo che la loro partecipazione attiva ha cambiato la vita di molte persone o di paesi interi.
La speranza è un dono del Padre a coloro che riescono a vedere l’oggi ed il domani con gli occhi della Fede.
Me lo disse P.Sozzi, anziano Missionario, con la sua voce burbera un giorno in cui mi lamentavo delle tante cose che non andavano bene, dei furbi che ti imbrogliavano, etc : “ Stupido, ricordati che Oggi è sempre meglio di ieri e domani sarà sempre migliore di oggi”
L’essere impegnati nell’educazione dei ragazzi/giovani oggi è speranza vissuta, anche se molte volte sembra un grande salto nel buio, o tempo perso senza ritorno.
Per questo, cari amici, vi chiedo il coraggio di continuare ad essere solidali con Dhanjuri nel sostegno allo studio, che non è solo dare libri, istruzione, pane, vestito o il sapone a chi non ne ha, ma dare speranza al nostro futuro.
Quel giorno Qualcuno ci dirà “Avevo fame e mi hai dato da mangiare, ero ignudo mi hai vestito, ero solo e mi sei stato vicino, piangevo e mi hai stretto la mano, ero in un vicolo cieco e mi hai dato la forza di andare avanti, ero disperato e mi hai dato speranza...” Quando ??
“Tutte le volte che hai usato attenzione concreta a uno di questi miei fratelli / sorelle... lo hai fatto a ME”
Ogni gesto accompagnato da un’AVE rafforza la nostra povera speranza.
Fr.Adolfo
Dinajpur - 6 dicembre
Cari Amici, usiamo il Rosario per aiutarci a vicenda
Sia a Dinajpur che a Dhanjuri si prega il Rosario spesso davanti alla Grotta che ricorda la Grotta di Lourdes.
Maria ha gli occhi rivolti al cielo nel rispondere alla domanda di Bernadette disse: “Sono l’Immacolata Concezione”; e Bernardette lo ripeté senza capire quello diceva.
Le immagini, o se volete le statue che riportano questo fatto in tanti posti e paesi del mondo mostrano Maria con gli rivolti al Cielo. La Soraya, artista bengalese dipingeva gli occhi di Maria o di Gesù rivolti “al PADRE per dare luce”.
Il mese di Maggio e di Ottobre ogni sera un gruppo di ragazzi e ragazze si raduna per la recita del Rosario.
In tante famiglie, con la candela accesa davanti ad una immagine o ad una piccola statua di Maria si recita il rosario: Ave Maria…., Santa Maria….
Una sera di Ottobre c’era un gruppo che pregava ed io ero un poco distante che seguivo in qualche modo la loro preghiera perché avevo tanti “grilli” per la testa. Guardai prima il gruppo e poi il volto di Maria e mentalmente pregai “Faresti bene a volgere lo sguardo su questo gruppo e non sempre al Cielo”. Tutti bravi, ma ci sono cose da mettere a posto … (questi vecchi brontoloni…)
Era il tramonto ed il cielo cambiava colore e il grigio della sera subentrava al rosso ed ebbi la sensazione che il volto di Maria guardasse il gruppo ai piedi della Grotta e non il Cielo. Certo è stata suggestione o fantasia o forse gioco di luci, fatto sta che da allora continuo a guardare Maria ed ho l’impressione che lo sguardo è verso la terra e non verso il cielo.
Perdonami, Madre, se ho perso la speranza guardando con questi occhi; donami la Fede per poter pregare, guardando le persone, specie i ragazzi ed i giovani: “Madre Mia, Speranza Mia”, o forse meglio “Madre nostra, speranza Nostra”.
Non ricordarti delle tante promesse che abbiamo fatto e che continuiamo a fare nella nostra vita. Cambiale in desideri…in richieste…
Guardo gli occhi di quei bambini che sono maltrattati , dei malati, delle mamme che sono nel dolore, dei giovani in conflitto con se stessi e con il mondo, delle giovani al primo amore vero per il dono di sé, degli anziani che contano le ore che non passano mai, e cerco un riverbero della luce che brilla perché tu non ci abbandoni.
Forse è per questo che cerchiamo nel volto di Maria due occhi di mamma che sono sempre occhi con una luce che dà serenità, fiducia, coraggio, forza, comprensione; cose di cui tutti abbiamo bisogno per guardare la terra con coraggio (la nostra società, il nostro mondo) e poi volgere lo sguardo al Cielo per il perdono e la speranza.
Ho ricevuto una preghiera che vi propongo a chiusura di questo “pensare a voce alta”:
Santa Maria,Madre di Dio,
ottienimi un cuore semplice, che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze;
un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione;
un cuore fedele e generoso che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di nessun male.
Un cuore che si rispecchi nel Cuore del Tuo Figlio perché “Ora si compie il disegno del Padre: FARE DI CRISTO IL CUORE DEL MONDO”.
Maria ci aiuti ad essere in sintonia con il Cuore di Cristo; per questo viviamo nella speranza che il domani è migliore di oggi.
Fr. Adolfo
Dhanjuri - 20 dicembre
Buon Natale!
“Ecco Viene il Signore, il Re dei re della terra, beato chi è pronto ad andargli incontro”
Siamo in attesa da giorni.
Ci hanno detto di vigilare e di preparare la Via del Signore.
Quando e da dove verrà ?:
i grandi della terra non ce lo sanno dire;
i ricchi non hanno tempo da perdere per questo;
i sapienti litigano perché ognuno dice di avere la risposta giusta;
“Ed il VERBO si fece Carne e venne ad abitare in mezzo a noi”
LUI rinnova nell’Eucarestia in tutti gli angoli della terra ed in tutti i tempi il dono di Sé a noi perché:
- ci sia il PERDONO;
- impariamo l’ACCOGLIENZA
- viviamo la SOLIDARIETÀ;
- costruiamo LA PACE ;
- accettiamo IL SUO AMORE;
- operiamo in AMICIZIA
A tutti voi ed alle vostre famiglie dai bambini di Dhanjuri il saluto degli Angeli :
Gloria a Dio e pace a voi uomini di buona volontà
Fr.Adolfo
Dinajpur - 31 dicembre
Prima che termini il 2010 ed inizi il 2011.
Dio stesso ci incoraggia
a riflettere, a sognare,
a fare progetti sulla nostra vita.
Al termine di un anno molti fatto i resoconti finanziari, altri ricordano quante sono state le delusioni o le conquiste. Quali sono i nostri ricordi del 2010 ? Tanti.
1. La sorpresa della visite non programmate.
2. Novita’.
Nel periodo trascorso a Roma, ogni tanto mi trovavo a visitare zone con negozi all’avanguardia della moda. Guardare le vetrine, i capi firmati esposti, ma non i prezzi ...
Con Dicembre e’ arrivato il freddo anche a Dinajpur. Dovendo acquistare un pantalone ho chiesto al Francis (fac totum ) di trovarne uno al “mercato dei vestiti” della mia taglia. Il Bangladesh e’ ormai famoso per l’esportazione di capi di vestiario in tutto il mondo. Sono le fabbriche di tessuti “per esportazione”. I capi di vestiario per l’estero vengono selezionati e controllati che non ci siano difetti.
Da cinque anni il mercato locale e’ pieno dei vestiti “bocciati” per l’esportazione che sono circa il 10-15% della produzione.
Tutto questa premessa per dirvi che il Francis ha acquistato per me un capo firmato “Armani” al costo di 8 Euro!
Trovate anche Adidas ed altre grosse firme. E i miei ragazzi sfoggiano i “blue jeans" graffiati, ed i giubbotti o camicie ultima moda per ripararsi dal freddo. Grazie alle persone, specie ragazze, che operano in questo settore.
3. Dono di Vita
Celebrando l’Eucarestia il giorno di Natale con la Chiesa di Dhanjuri piena di bambini, ragazzi e giovani. In fondo i piu’ anziani e persone venute da Dhaka o altri luoghi. Guardo l’assemblea e come sempre, da brontolone, penso “spero che si siano riconciliati in questi giorni prima di accostarsi a ricevere il Signore”.
Al momento della Comunione, la fila si snoda con ordine. Al termine della fila sono colpito da una coppia di anziani che vengono all’altare dandosi la mano. Lui aiuta lei a camminare. Li guardo e sono colpito dai loro occhi sereni e gioiosi. Sembrano due giovani fidanzati all’inizio del loro cammino di amore. Come sono belli, direbbe la suor Anna.
Grazie, Signore che sai amare e perdonare e dare la gioia vera a tutte le eta’.
4. Ieri e domani
Sfilano nel pensiero i volti di quanti in questo anno ci hanno preceduto in Cristo nel cammino eterno; Don Giulio Peppe, P.Paolo Lepre, Don Giovanni Di Giorgio, Aloysius, Giuseppe, Prof.Pasquale Corbo, P.Sperati, P.Bambush, Fratel Michele, Sr.Bernadette, Fratel Kevin, e tanti altri; e quanti volti nuovi di bambini nati in questo periodo.
Terminiamo questo periodo della nostra vita per iniziarne uno nuovo.
Grazie della vostra amicizia, della vostra preghiera, del vostro sostegno.
Le parole dell’apostolo Paolo ci accompagnino : “La carita’ non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda” Maria, Madre della Chiesa e Regina della Pace, a cui ci rivolgeremo all’inizio del nuovo anno, ci ottenga la forza, la speranza e la gioia per continuare a dedicarci con generosita’ all’impegno di realizzare nel nostro piccolo lo “sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”.
Fr Adolfo