Dhanjuri - 11 aprile 2025
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Cari amici,
vi chiedo scusa per il grande ritardo con il quale vi mando qualche notizia dall'ostello San Benedetto di Dhanjuri.
Prima di ogni altra cosa voglio ringraziarvi dal profondo del cuore per tutto l'aiuto che non mancate mai di farci avere per aiutare questi ragazzi che cerchiamo di educare. Quest'anno siamo 82 e devo dire che fin dall'inizio di gennaio, quando abbiamo cominciato da scuola, i ragazzi sono sempre stati bravissimi.
C'è impegno sia nello studio che nella vita di tutti i giorni.
Naturalmente rimangono degli adolescenti e quindi ogni tanto qualche marachella ci scappa, ma tutto nella norma. Ci sono anche alcuni ragazzi in situazioni non facili a livello familiare. A volte hanno comportamenti fuori dalle righe e un po' ribelli, ma cerchiamo di aiutarli come meglio possiamo.
Sarebbe troppo facile scaricarli, come fanno alcuni, e abbandonarli a loro stessi e alle loro situazioni. Se uno ostello cristiano non è in grado di farsi carico anche di loro, è meglio che chiuda.
C'è sempre una strada che porta al cuore di ognuno di loro e di noi. Un bravo educatore deve saperla trovare e prendersi cura di chi Dio gli affida.
Ieri poi sono cominciati gli esami finali dei più grandi, quelli che l'anno scorso hanno terminato la classe decima. Sono un po' come la nostra maturità, ma anticipata di tre anni. Sono giorni molto intensi, pieni di preoccupazione, di ansia e di sogni per il futuro. Uscire con un buon risultato significa poter accedere a studi superiori con più facilità, anche se in realtà molto dipende dalla disponibilità economica della famiglia.
In tutti c'è il sogno di una vita migliore rispetto a quella che hanno al villaggio. Poi però i sogni spesso si scontrano con la cruda realtà di tutti i giorni. Noi cerchiamo di esser loro vicini anche dopo che sono andati via. È fondamentale che si sentano incoraggiati, voluti bene, seguiti. Vi chiedo di ricordarli in particolare nelle vostre preghiere.
A proposito di giovani, dal 27 al 30 di marzo proprio nella missione di Dhanjuri, si è svolta la giornata diocesana dei giovani 2025. Hanno partecipato quasi 450 giovani di tutte le parrocchie della diocesi di Dinajpur, compresi circa 70 volontari. Come sempre si sono alternati i momenti formativi ad altri di preghiera e di festa.
Il grande dono ricevuto in questi giorni, assolutamente inaspettato e quindi ancora di più goduto, è stata la croce con l'icona di Maria delle Giornata Mondiale dei Giovani (GMG). Ci è arrivata dalla Corea, dove si svolgerà la prossima GMG nel 2027, ed è arrivata esattamente il giorno in cui cominciavamo, venerdì 27. La mattina ci è arrivata la notizia che ci ha lasciati senza parole e il pomeriggio è arrivato il dono. Impossibile non scorgere in questa puntualità svizzera, un gesto d'amore e di predilezione di Dio padre. È un simbolo potente della fede di milioni di giovani di tutto il mondo che da più di 40 anni, celebrano insieme la fede nel Signore Gesù.
Per la nostra chiesa questi momenti e questi simboli sono veramente importanti perché siamo una piccola comunità in un paese islamico e spesso senza un senso forte d'appartenenza. Ritrovarsi insieme e capire che la comunità cristiana è molto più grande di quella del villaggio, è fondamentale.
La gioia di questi giovani, la voglia di fare qualcosa di bello per loro, sono il carburante che ci serve per andare avanti.Voi ricordateci nelle vostre preghiere e affidateci alla custodia di Maria, regina degli apostoli.
Naturalmente vi ricordo anch’io, e con voi e Bruno anche il nostro carissimo p. Adolfo.
Per me è un onore, oltre che una gioia, poter portare avanti nel suo nome un po’ del bene che instancabilmente ha fatto lui. Soprattutto nell’Eucarestia vi affido al Signore e a Maria.Un abbraccio a ciascuno di voi!
p. Fabrizio Calegari PIME
p. Fabrizio Calegari