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30 ottobre
26 novembre
Dinajpur - 9 gennaio
Miei cari vecchi e nuovi Amici, un nuovo anno è iniziato per tutti. Che sia l’anno della Misericordia, come il papa Francesco ha chiesto a noi Chiesa di viverlo. Chiedo venia perchè non trovo titolo giusto per questa mia lettera. Sarebbe “ Trottola” se penso ai primi giorni di questo nuovo anno. Una cosa nuova ogni giorno e non riesco a stare dietro con il mio bastone. Tutti corrono ed io… zoppico ed inceppo. Potrebbe essere “sorpresa” per le cose nuove che si incontrano, per i matrimoni numerosi a Dhanjuri, Mariampur, Dinajpur, Pathorgata, ed altrove. Inviti stampati, ripetuti per telefonino o con appello personale…
Poi oggi ’’Benvenuti” è il titolo perchè riguarda il ritorno e l’arrivo dei vostri pupilli ai Boarding di Dhanjuri: St. Benedetto e St. Chiara; l’arrivo di P.Lazarus, nuovo parroco e P.Belisario assistente in particolare responsabile dei boardings. Auguroni e buon lavoro !!!
Arrivano da Thakurgaon, Suihari, Mariampur, Nijpara, Ruhea, Lohanipara, etc e da Dinajpur, con l’autobus e poi il van e si è accolti da amici o nuovi compagni. La strada che arriva a Dhanjuri viene asfaltata in questi giorni per cui meno polvere, meno fango.
Registrazione di chi ritorna dopo le vacanze e per chi arriva nuovo con la lettera del Parroco che lo invia; ed un sorriso di benvenuto ci fa sentire a casa subito. Siamo a quota 207 di ragazzi e 150 di ragazze.
Occorre fare spazio o allargare le stanze …
Una stretta di mano ed un sorriso per fare conoscenza …anziani e…reclute. La cosa più bella è il sorriso contagioso di P.Belisario. Lui è come Gesù “Non abbiate paura, sono qui per voi e con voi”.( ma chi è questo P.Belisario ???? chiede il curiosone. Sue sono le foto)
La giornata è volata ed a sera P.Lazarus saluta e dice che stima l’impegno ed è sicuro che con lo studio, il gioco ed il lavoro tutti cresceranno come Gesù in sapienza, età e generosità. Ci sono anche P.Belisario ed il catechista Alfred, maestro di musica e di liturgia. Si risponde con canti di benvenuto ai nuovi e di buona notte per tutti, anche per voi che ci seguite da lontano con la preghiera e la solidarietà. Vi aspettiamo e non fate come l’anziano di turno che lo vediamo solo in foto e fa la cronaca con l’aiuto di vari corrispondenti Roni , Biplob ed altri.
Ci aiuti l’invito di papa Francesco. “La Madre della Divina Misericordia apra i nostri occhi perchè comprendiamo l’impegno a cui siamo chiamati, e ci ottenga la grazia di vivere questo giubileo della Misericordia con una testimonianza fedele e feconda.
Pace, bene gioia a tutti da P.Adolfo
Dinajpur - 8 febbraio
Carissimi amici, mi sento come una trottola con l’impossibilità di fermare… il tempo.
Nel gruppo dei giovani che incontro a Dinajpur vi è sempre qualcuno che pensa di saperla lunga, e questa volta la domanda è sul tempo. Occasione è il compleanno di uno che ha raggiunto ben 19 anni. Auguri di rito e taglio di torta da parte del più… anziano. Restano due punti su cui riflettere: la vita ed il tempo…Due doni, dice Sopon, che ci sorprendono da come ci vengono dati e di cui noi non siamo padroni, anche se a volte operiamo da padroni (Io voglio…)
L’argomento lo riprendiamo con il gruppo nella lettura del Vangelo. La Vita è dono di Dio a cui dobbiamo ridarla arricchita da quello che avremo operato per il vicino…
”Avevo sete e mi hai dato da bere, ero nudo e mi hai vestito, ero solo e ti sei fatto vicino…” perchè’ quello che avrete fatto a uno di questi piccoli lo avrete fatto a Me.
Sono parole che circolano molto in questi giorni spinti da papa Francesco che le ha volute legare al percorso della Misericordia di Dio.
Sono il movente che ci impegna a prenderci cura dei ragazzi/e di Dhanjuri o della Siria con lo sguardo rivolto al nostro e loro futuro.
Tanti sono impegnati negli esami della terza media (SSC) in questi giorni. Li seguiamo con il pensiero e la preghiera. Forza! Coraggio!
Il tempo è un dono che serve a misurare la nostra vita. Non possiamo allungarlo o accorciarlo anche se capita che il tempo del gioco termina troppo presto e quello dell’impegno non finisce mai… Ci sono incontri che vorremmo fermare o prolungare per sempre.
Quando due persone si dicono “Ti amerò per sempre” quel tempo il Padre lo regala loro; dono basato sulla loro fedeltà reciproca. “Vale anche per l’amicizia?” , chiede Chondon. Vale anche per la preghiera quando diventa invocazione, supplica,… adorazione.
Due bambini mi hanno chiesto una palla per giocare, ho chiesto loro di dire una preghiera per me.
Chiusi gli occhi…per fermare il tempo hanno pregato :
Ave Maria,
piena di grazia,
il Signore è con Te,
Tu sei benedetta fra tutte le donne
e benedetto è il frutto del ventre tuo Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega
per noi peccatori, adesso
e nell’ora della nostra morte.
Amen
A me piace pensare che il tempo non si è fermato e che la mia vita riceve qualcosa di nuovo ogni giorno.
Pace e Bene dal vostro anziano Fr.Adolfo
Dinajpur - 20 febbraio Esodo Epocale.
Caro Amico, scrivo a te che hai ancora la pazienza e la misericordia di concedermi un poco del tuo importante tempo per leggermi. Grazie perché mi trovo fuori del tempo con i nuovi mezzi di comunicazione in tempo reale ( o repubblicano !!) con risposte immediate collegate alle previsioni a breve tempo e con statistiche sempre più accurate sulle percentuali su cui basare le probabilità di successo dell’investimento……e del Pil o della borsa che sale o scende dando il via alla giornata. Mi devi scusare ma dovendo scrivere su cose che riguardano persone e non numeri mi trovo spaesato. In questo periodo di quaresima la liturgia ci propone letture che richiamano il viaggio dalla schiavitù alla libertà. Allora viene alla mente l’Esodo di questi tempi: dalla Siria verso l’Europa, dal Messico agli Stati Uniti, dal Bangladesh ai quattro punti cardinali……Non alcuni ma …migliaia o milioni.
Come allora è un cammino di speranza e come sempre ci sono quelli che ne approfittano e sfruttano e si arricchiscono. Questa mattina mi ha colpito un frase “In verità gli squilibri di cui soffre il mondo contemporaneo si collegano con quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell’uomo”. Cinquanta anni fa la Chiesa si interrogava per capire come essere Chiesa (Luce per il mondo) nel mondo contemporaneo. “Qual è il significato del dolore, del male, della morte causata ad innocenti che, malgrado ogni progresso, continuano a sussistere?” GS 10. Interrogativi di cinquanta anni fa; ma è il grido di alcuni giorni fa’ di un uomo sulle strade bombardate di Aleppo e di tanti altre persone in villaggi distrutti per soprusi e che stanno perdendo la speranza.
Guardando il gruppo che incontro il Venerdì a Dinajpur per leggere il Vangelo o il gruppo di Dhanjuri che segue P. Belisario, mi rendo conto dell’importanza di dare loro la capacità, l’interesse di cercare Gesù per accedere al volto di Dio, che è la Misericordia, come insegna papa Francesco. Non sono tanti da poter interessare le statistiche o avere peso decisionale ma aiutare loro a crescere interiormente con la fede in Gesù resta ed è una cosa importante per la Chiesa e per la società. Progetto di “aiuto allo studio” è un far crescere l’interesse a ciò che aiuta scoprire ogni giorno se stessi e ciò che ci circonda. Storia, lingua, matematica, economia, geografia, musica, sono necessarie per conoscere, capire e aiutano a trovare il proprio posto per realizzare. Papa Francesco ricordava ai giovani del Messico che essi sono la ricchezza del paese per quello che sono interiormente, sono la speranza del paese quando usano la ricchezza per crescere e operare il bene con dignità. Mio caro Amico non intendo fare una predica ma cerco di riflettere per vedere se il tempo, le energie, la solidarietà, la preghiera che chiedo hanno valore ed attualità. Qualcuno costruisce muri e divide. Piace essere con quelli che costruiscono ponti che avvicinano, che fanno superare conflitti e difficoltà, che creano amicizia tra noi.
Ti saluto con alcuni brani della preghiera di papa Francesco per l’anno della Misericordia.
“ Signore Gesù Cristo, Tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che chi vede te vede Lui. Mostraci il suo volto e saremo salvi.
Maria, Madre della Misericordia, interceda per noi.
Domani 21 febbraio si celebra la giornata della Madre lingua (Ekushey February), giornata nata qui in Bangladesh ed ora celebrata in tutto il mondo. Pace, Gioia e Bene ti accompagnino.
Tuo Fr.Adolfo
Dinajpur - 27 febbraio
Carissimi Amici,
Ringrazio l’amico a cui ho scritto l’ultima lettera. Oggi prima che il mio computer vada in tilt per i numerosi messaggi che arriveranno tra il 28 e 29 Febbraio anticipo il mio Grazie di cuore a tutti, con l’invito a pranzo di gala a luogo da destinarsi non ancora fissato per difficolta’ logistiche.
Sono ormai tre mesi che viviamo sotto scorta armata come prevenzione ad eventuali attacchi come quello subito da P.Piero lo scorso Novembre e da altre persone o gruppi, Hindu o Moschee in questi mesi. Uno degli aspetti positivi e’ che scambi di idee e opinioni con gli addetti alla tua salvaguardia e, si parla anche di Gesu’. L’altro e’ che apprezzi la liberta’ della persona ed il rispetto della vita.
Ieri Venerdi’ resto pensieroso guardando il numero delle persone, specie giovani e ragazzi, che partecipano alla Via Crucis. Tre volte nel giorno a gruppi diversi si prega e ricorda il cammino doloroso di Cristo per noi peccatori. Cammino dei giovani di Dinajpur verso il Santuario di Rajarampur in preghiera. Circa quattrocento in meditazione davanti alla Croce. Siamo in cinque tra loro come ministri della Misericordia e mi sorprende il modo con cui il Signore opera per incontrare persone o gruppi, per donare serenita’, coraggio e speranza. Non ci sono televisioni per trasmettere in mondovisione o altoparlanti di Radio trasmittenti. E’ un dialogo tra cielo e terra in cui Maria intercede come madre.
Poi scopri che il Vangelo e’ arrivato in famiglie o villaggi che chiedono iI battesimo dopo anni di attesa e chi ha seminato la Parola non c’e’ piu’. E’ uno che certamente pregava con il Salmo “Ascolta , o Dio, il mio grido. Sii attento alla mia preghiera..” quando non era accolto o passavano anni senza segni.
Mi ci sono voluti ottantasei anni (quanti giorni ?) per capire o meglio scoprire che Gesu’ ha un Suo stile per parlare ai piccoli e a coloro che si fanno piccoli e per questo dice . “Se non vi farete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli”.
Mi domando quale e’ il rispetto dato oggi ai bambini se su giornali ogni giorno sono riportati e documentati casi di maltrattamento o abbandono. La risposta e’ sempre quella di educare da piccoli al rispetto dell’altro. Per questo ringrazio quanti di voi sono impegnati nel campo dell’educazione di ragazzi e giovani. Mi accontento di riflettere e pregare con il salmo “Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi, per annunciare quanto e’ retto il Signore, mia roccia, in Lui non c’e’ ingiustizia.
Chiudo con una preghiera a Maria. Pace e Bene a tutti. Fr.Adolfo
O Maria, aiutaci a sperare. Non e’ facile oggi la speranza.
Ma con la tua presenza discrete ma continua, il nostro incontro con Gesu’ sara’ sicuro e lieto.
Dinajpur - 7 marzo
Carissimi Amici,
Continua il martirio nella Chiesa. Papa Francesco ha chiamato opera del diavolo quello che è avvenuto ad Aden. Uccidere persone anziane, inermi e coloro che li assistono è un segno di degrado della umanità di oggi. E’ anche un atto di accusa a chi fabbrica e vende le armi per uccidere. Così anche quattro Sorelle della Carità della famiglia di Madre Teresa, (delle quali i giornali non riportano nomi), e dodici operatori hanno vissuto la loro Pasqua. Cosa altro pensare? Ci resta solo pregare ed implorare.
Ieri IV Domenica di quaresima la liturgia ha proclamato il vangelo del Padre… debole e dei figli furbi, come lo definisce Polash. Eccovi alcune riflessioni di giovani di questa parte del mondo. Per alcuni giovani questo testo di Luca vuole segnalare il tema delle relazioni della vita. C’è un Padre, ci sono due persone che sono figli e poi ci sono servi.
Nel brano ascoltano, in modo diverso, il padre ed i servi. Il Padre ascolta per capire quello che desiderano i figli e venire loro incontro. Tra i due figli non vi è dialogo, non si parlano. Ognuno opera secondo il suo punto di vista. Noi persone siamo tutti come questi due che non vogliono ascoltare. Tra i servi non c’è dialogo ma ordini con obbedienza o servizio.
Nella nostra vita, in quella di ciascuna persona, avviene il momento della liberazione o del distacco dal padre. Avviene in famiglia dopo una certa età o per altro : a volte senza strappi, altre volte senza amore o per calcolo. Abbiamo lo stesso atteggiamento con Dio Padre, dice Rosaria. “Padre dammi la parte del patrimonio che mi spetta”. Ci sentiamo padroni della vita. Ci sentiamo pronti per l’avventura. “Ed il padre divise loro i beni” Divisione fatta in modo giusto.
Poi c’è il racconto del distacco. Dello sperpero e del ritorno in sé dopo aver perso tutto, anche la dignità della persona. Riconosco che ho sbagliato, lo ammetto e questo è un ripensamento. Il pentimento a volte avviene per ritrovare una serenità di vita, un essere al sicuro. “ Trattami come uno dei tuoi mercenari”. Servo pagato è il mercenario... infatti in alcune società venivano indicate come domestici le persone dedite ai servizi di casa. Sarebbe bello studiare come oggi noi vediamo quello indicato come: “lavoro servile” (badanti, apprendisti, cooperatori, garzoni, addetti ect. ) Allora Simon parla dei fuori casta qui in Asia, le persone che fanno lavori pesanti, le donne pagate la metà degli uomini, ragazzi schiavi per fare mattoni o lasciati in bottega senza istruzione.. Angela mi chiede se è giusto dire che “serviamo Dio”. Sontus dice che molti vivono per il denaro e tutto si può fare con i soldi... Siamo tutti mercenari ?
Il problema è che il Padre “lo vide da lontano e si intenerì” ; Lui aspetta dei figli da abbracciare, da baciare, con cui far festa, ridare la gioia della vita. Noi persone, commenta un biblista, desideriamo il perdono per mettere a posto noi stessi disposti anche a servire, mentre il Padre perdona per ritrovare un Figlio. E’ la Misericordia, come ricorda la Chiesa in questo anno, incontro tra noi persone “misere” e l’amore di Dio “Corde”.
Poi c’è Maria che dice “sono l’ancella del Signore” .
Maria e’ portatrice di gioia: lei ancella non mercenaria. E’ Madre che dona la vita. Le Sue parole indicano la distanza tra il cielo e la terra e l’incontro tra Dio e la persona. Madre di Misericordia. “Si faccia di me secondo la Tua Parola” che Lei porta nel Suo grembo per donarlo a tutti per essere figli e non servi. Ricorriamo a Te, esuli in questa società in cui molte volte dobbiamo piangere o soffrire.
Guardaci e mostraci Gesù per avere speranza, Madre clemente e buona vergine Maria.
Pace e bene dal redattore
Fr.Adolfo
Cento anni fa Charles de Foucauld in Africa iniziava nella Chiesa la famiglia dei Piccoli Fratelli di Gesù. Morì solo, ucciso come le suore ad Aden. Oggi, dopo cento anni, nella Chiesa sono migliaia le persone che si ispirano alla Sua vita per essere una famiglia di “piccoli fratelli e sorelle di Gesu’”.
Dinajpur, 16-18 marzo
Carissimi amici, è sempre interessante leggere il Vangelo con gruppi di giovani e ascoltare le loro voci. Questa volta mi è toccato leggerlo con un folto gruppo: sono 126, venuti da 16 missioni della diocesi di Dinajpur dopo aver sostenuto l’esame di 10ma (seconda superiore). Momento di verifica, di speranza e di guardare avanti.
Punto focale è la “Misericordia nella nostra società”: “Siate misericordiosi come il Padre vostro…” Il brano che propongo è quello della V domenica di quaresima: (Giov, 8: 1-12). La prostituta accusata. Nella scena riportata da Luca vi sono due gruppi che accusano: gli scribi, avvocati e conoscitori della legge e i farisei, religiosi osservanti e poi il “popolo” ( cioè noi, dice Ronjon) che stava ascoltando gli insegnamenti di Gesù.
Gino che legge il brano domanda chiarimenti e poi dice che anche oggi in Bangladesh ci sono tali gruppi. A diversi livelli ci sono quelli che giudicano e condannano e spesso danno la morte. Per Simon l’accusa è chiara e sono cose che capitano nei villaggi del Bangladesh. Joe dice che in città il fenomeno è diverso. Ma torniamo al Vangelo; si chiede a Gesù, in quanto “Maestro” ,di dichiararsi circa la colpa tenendo presente quanto detto dalla legge data a Mosè perchè l’uomo potesse vivere felice con gli altri, dice un biblista. “ Tu cosa ne dici?”. Alle insistenze di accusa Gesù chinatosi scrive a terra con il dito. Poi si alza e dice “ Chi di voi è senza peccato scagli per primo una pietra contro di lei”.
Riflettere sul fatto che la vita è un dono di Dio, non ne siamo proprietari ma utilizzatori. Sumon dice che è bello vedere Gesù che usa il suo dito per scrivere sulla “mia terra”. Non usa lo scappello o la pietra perchè rispetta la condizione della persona. Scagliando le pietre contro si dà la morte. Alla TV si vede spesso che il confronto tra gruppi avviene con il lancio di pietre….
Ognuno di noi ha ricevuto con la vita delle capacità per sviluppare la vita e farne un dono agli altri. Spesso capita che noi usiamo le nostre capacità per noi stessi e a volte contro la vita. Sostituiamo il fine del dono egoisticamente. Il dono di amare diventa ricerca di piacere per sè stessi; il dono della forza è per affermarsi sui più deboli o per dimostrare chi comanda (bullismo); il dono dell’intelligenza si usa per imbrogliare o per togliere (rubare) o anche per uccidere o distruggere.
“Chi di voi è senza peccato…” Udito ciò se ne andarono uno ad uno cominciando dagli anziani. Ma la reazione è un andare via, forse andare distanti da Gesù in cerca di una possibile giustificazione sociologica o filosofica o di vita, e non incontrare il suo dito che desidera scrivere e non ferire. Manuel dice che Gesù non punta il dito contro come ha fatto il capo villaggio in una riunione. Lui tramite la Chiesa perdona, consola, solleva. Ministero della compassione (patire con) per dare nuova speranza perchè chiede di poter scrivere ancora sulla nostra… terra. Terra che è il mio intimo dove Lui scrive di amare Dio ed il prossimo tuo oggi.
La società, piccola (famiglia) o grande (villaggio, città, nazione) ha bisogno della Misericordia di Dio per dare la vita e non la morte, commenta Lazarus.
Quando si resta soli con Lui sentiamo che dice “Non ti condanno… ma ti perdono. va e non peccare più”. Conclusione che viene a noi ogni volta che tramite la Chiesa siamo riconciliati con Dio, che cerca di abbracciare un figlio/a e non servi. Il Padre della Misericordia ci dona il perdono, la gioia e la pace in Cristo
Il brano si conclude con :“Io sono la Luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita” (Giov. 8-12).
Affidiamoci a Maria che è sulla via del calvario cammina vicina a Suo Figlio sino alla croce.
O Maria quando nella mia vita si fa sera, aiutami a ringraziare il Signore per tutti i doni che mi ha fatto. Ottienimi la certezza che i miei peccati sono stati perdonati, che le mie sofferenze, la solitudine e i sentimenti della mia miseria non mi portino alla disperazione . Donami la fiducia che il Signore mi attende per stringermi al suo cuore per dare con la vita consolazione a coloro che mi sono vicini.Maria, Madre della misericordia, prega per noi.
Pace e Bene con un abbraccio dal redattore Fr.Adolfo
Dinajpur -30 marzo
Il Signore è veramente risorto, Alleluia, canta la Liturgia
Carissimi amici, in tutta questa gioia a me la preparazione alla Pasqua è stata caratterizzata dal fatto del silenzio mediatico . Il mio computer è andato in tilt dalla domenica delle Palme sino ad ieri. . Dopo vari tentativi di riattivarlo ho dovuto farlo riparare. Oggi ho ripreso ad usarlo ma non riesco a recuperare il lavoro fatto precedentemente. Pazienza !
Non posso credere di essere stato capace di trascorrere questi giorni senza la… scatoletta magica che ti unisce in tempo reale con il mondo. Ho pensato di ricominciare a scrivere le lettere su carta per gustarle. Tanti sono gli avvenimenti di questo periodo: in Belgio l’attentato all’aeroporto e alla metropolitana. Persone di un paese con alta istruzione ed economia basata sui diamanti… che uccidono. Altrove le banche non sono più attendibili come prima…
Da noi durante la settimana Santa numerosa è stata la partecipazione di persone nei villaggi per la liturgia. Al centro della missione alto è stato l’afflusso di fedeli specie il Venerdì con l’adorazione della Croce. Tanti gli uomini, specie giovani in fila per guardare e baciare il Crocifisso. Mi rammarico di aver perso la macchina fotografica… Noi sacerdoti sempre scortati dalla polizia nelle visite ai villaggi. Ho pensato che san Paolo fu scortato da soldati nel viaggio verso Roma, passando per Minturno e Formia. A qualcuno di noi dà fastidio ma le autorità hanno l’ordine di prevenire e proteggere. Ogni tanto dai giornali vieni a sapere dell’arresto di alcuni legati al terrorismo. Domenica il bagno di sangue a Lahore, Pakistan. 72 persone, maggioranza bambini uccisi. E’ un grido che sale fino al cielo. Deve sostenerci la Speranza: sperare contro ogni speranza perché l’oggi è migliore di ieri, mi diceva P.Sozzi nel periodo della guerra… incivile del 1971. Credere è difficile…
Cristo è risorto, lui che ha creato il mondo e ha salvato gli uomini nella sua misericordia
La misericordia la si deve vivere o vedere in altri per esserne testimoni. Il giorno di Pasqua il regalo più bello è stata la celebrazione Eucaristica alla cattedrale di Cecilia. Voi conoscete Cecilia parallizzata da… 30 anni. Ha voluto ricordare questo giubileo e P.Livio ha dato una mano per la preparazione. Presiede l’Eucarestia Mons. Theotonius Gomes, venuto da Dhaka per fare la Pasqua con i “diversamente abili”. Infatti Giovedì santo è stato a Dhanjuri per celebrare la giornata dei disabili. La lavanda dei piedi fatta al gruppo dei disabili ragazzi/e lì presenti con genitori ed operatori. Rubo queste foto a Roni.
Questa domenica di Pasqua, fuori della stanza della Cecilia si è fatto spazio per tanti venuti per ringraziare il Padre dei trenta anni che ha visto Cecilia vivere la sua sofferenza facendo della preghiera l’aiuto per tanti che si confidano con lei. Durante il giorno lei aiuta i bambini a crescere, studiare ed imparare a convivere giocando e pregando. Insegna danza alle ragazze. Concelebro e godo la proclamazione della Parola, l’omelia bella e breve e delle intenzioni che vengono poste all’offertorio. Qualche persona presente oggi ha una sua famiglia ma ricorda di quando ha imparato a leggere e scrivere qui, non avendo a quel tempo una casa. Il canto guidato da un gruppo di seminaristi rende bella questa cattedrale. Sono presenti a questa Eucarestia bambini, ragazze, Suore, insegnanti della scuola superiore. Mi spiace, questa volta niente foto!!!
Forse è un invito per venire a vedere per credere. Giovanni e Pietro arrivano di corsa al sepolcro, guardano la tomba vuota, osservano i teli posti là… ed uno di loro credette….perchè la fede nel risorto è un dono che scaturisce dal vedere la sua misericordia nella propria vita o nella vita di che è con noi.
Mi permetto di chiudere con la preghiera che la Chiesa canta in questi giorni.
Regina del cielo rallegrati, alleluia.
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia.
E’ risorto come aveva promesso, alleluia!
Prega il Signore per noi, alleluia !
Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
Il Signore è veramente risorto, alleluia.
Prega per noi, Santa Madre di Dio,
Perchè siam fatti degni delle promesse di Cristo
Mi piace cantarla in latino. “Pace a voi” dice il Signore risorto ai discepoli che vivono nella paura. Buona Pasqua da P.Adolfo
25 aprile S.Marco
Sempre Amici anche se lontani... 9.000 Km e forse più. Auguri a tutti quelli che hanno il nome Marco. Ma è anche la festa della liberazione. Libertà vo’ cercando che sì cara... chiedo a Manuel “cosa è la libertà? Dopo un’ora di discussioni non ho risposta.
Vi confesso che avrei voluto scrivervi la scorsa settimana, ma... ci sono i ma che fanno rimandare a domani o domai... Venerdi scorso nel gruppo del Vangelo, nel cercare di capire il messaggio della Quinta Domenica dopo Pasqua viene fuori il rapporto tra il messaggio di Dio di “novità” e la realtà della società di oggi. E’ “novità” che il Papa Francesco chiami a Roma gli adolescenti per scoprire la gioia della vita che “non si può comprare o vendere” e non lo si riceve sul telefonino. E’ novità di sofferenza il fatto che tanti adolescenti del Bangladesh, Pakistan, India ect. sono schiavi per lavorare o, come afferma Chondona, è difficile poter accedere ad un lavoro senza la mazzetta (gush). “Se non pago la tangente non posso studiare da infermiera”. Fa eco Limon (che io chiamo l’avvocato) che se non paghi a quel tale o all’altro hai solo porte chiuse. Cerco di mettere un freno alla valanga di esempi che chiudono l’accoglienza della propria capacità di operare e parlo di persone che lottano contro questa piaga della società di oggi. La corruzione è una cosa difficile da estirpare perchè, dice Gesù, proviene dal cuore dell’uomo. “Non desiderare la donna, la casa, l’asino, il mantello dell’altro”. Il desiderio nasce in ciascuno di noi in cerca del buono e del bello, del giusto. E’ sofferenza quando non riesco a concretizzarlo perchè... i genitori non vogliono, la sociatà è fatta in un certo modo, nella Chiesa non trovo chi mi aiuta, mi guida...
Gesù “ci dona oggi” un modo nuovo di concretizzare i miei desideri e lo riassume dicendo di “Amare il prossimo”. Fare scelte giuste di vita guardando sè stessi e gli altri. Giovani che si ritrovano per organizzare il gioco insieme. Quel dottore Bangladeshi che cura solo i pazienti poveri senza farsi pagare, o quel giovane di Dinajpur che è andato per lavoro negli Stati Uniti ed aiuta altri giovani a seguirlo legalmente per lavoro; o Sumilla che dedica il tempo libero nell’aiuto di persone anziane o malate, o anche Cecil che segue con la preghiera gli altri dal suo letto di persona disabile. Come alcuni di voi che dedicano il Venerdi e Sabato per aiutare a Dhanjuri. Ma anche diversi giovani in Europa che operano in modo concreto come volontari in aiuto ai profughi mentre sono sempre più lunghe le discussioni di politici per trovare un accordo... o soluzioni a fatti derivati da scelte o società malate.
“Io, Giovanni, vidi un cielo nuovo ed una terra nuova” – “ Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. E' il desiderio del Padre che chiede a noi, suoi figli, di fermarci un momento, la Domenica, per vedere “quello che Dio ha compiuto per mezzo loro” (Act, 14-27) .
Per accogliere la novità di vita occorre pazienza. Poichè tutti abbiamo il telefonino (nel nostro gruppo nove su dodici lo hanno) abbiamo la tendenza ad avere subito la risposta. Il messaggio della liturgia di questa domenica è una responsabilità nell’operare nel bene come Paolo e Barnaba; avere tempo per vedere quello che Dio ha compiuto per noi; e accogliere l’invito ad un amore nuovo che sia gioia nel donare tempo ed opera per la vita del prossimo.
Dopo la valanga di cose da discutere, chiedo di pregare e chiedere a Maria l’aiuto per accogliere le nostre capacità e farle dono.
“Madre del silenzio, che custodisci il mistero della Misericodia di Dio, liberaci dall’idolatria del presente, a cui si condanna chi dimentica.
“Madre della bellezza, che fiorisce dalla fedeltà all’impegno quotidiano, destaci dal torpore della pigrizia, della meschinità e del disfattismo.
“ Madre della tenerezza, che avvolge di pazienza e di misericordia, aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e rigidità di chi non conosce appartenenza.
Intercedi presso il Tuo Figlio perchè siano agili le nostre mani, i nostri piedi ed i nostri cuori, nell’edificare la Chiesa con verità nella carità. Papa Francesco
Pace e Bene a tutti dal vostro lontano anziano amico Fr.Adolfo
Dinajpur - 15 maggio Pentecoste
Le cose da comunicare aumentano sempre più ed il tempo per farlo è sempre in diminuzione e sei tentato di usare Facebook o twitter o applicazioni ultimo grido, ma devo confessare che non mi è possibile. Per me è come studiare da capo un nuovo mestiere… Miei cari indimenticabili Amici, ogni tanto ricevo telefonate che mi chiedono come sto, cosa faccio, quando mi farò vedere… e cose simili. Allora mi viene in mente che la cosa importante è fare attenzione al momento che stiamo vivendo. In questo periodo il nostro tempo è scandito dai fatti di terrorismo. Cioè portare nella società la paura dell’altro. Sono diversi mesi che viaggiamo con la scorta della polizia. Quando uno di noi deve recarsi fuori della zona della missione deve informare la stazione di polizia che decide come organizzare la scorta. Dicono che è per prevenire attentati. Qualche missionario trova difficile avere la scorta quando va in un piccolo villaggio per celebrare l’Eucarestia. Anche oggi sono andato scortato alla Cappella di Goneshtola a celebrare l’Eucarestia di Pentecoste. Anche se domenica in Bangladesh sono aperte le scuole e quì le suore della Carità conducono una scuola elementare con circa duemila e più studenti, in maggioranza mussulmani, e seguono un gruppo di circa cinquanta ragazze cristiane che studiano al liceo. Una comunità di cinque suore sono responsabili. Ci chiediamo: cosa cambia oggi con la Pentecoste? Un nuovo avvento dello Spirito che guida la Chiesa. Riceviamo il dono della lingua che ci aiuta a dialogare, a parlare di Gesù, ad insegnare ciò che è giusto, ciò che unisce, ciò che è bello vero e buono. Dai Vangeli si deduce che vi è un periodo di tempo della vita di ciascuno che viene alla fede che serve per stare con Gesù per imparare e vedere. Durante lo stare con Lui ascoltiamo che dice : “non vi chiamo servi ma amici” Amici perchè discepoli. I Vangeli ci riferiscono l’essere discepoli di Giovanni e poi di Gesù. Discepoli che seguono un leader, uno che sa mettere insieme persone diverse come età, istruzione, lavoro e dare speranza. Mettere insieme Maria e Marta, Pietro e Giovanni e così via. Così a me pare sia Gesù. Anche noi in vita in modo diverso perchè Lui lo ha detto o fatto cerchiamo di operare. Diverse realtà ed operatori sociali di oggi si rifanno a Lui. Un mio amico comunista mi ripeteva sempre che Gesù è stato il primo comunista serio. Uno che era in seminario con me decise di fare il sindacalista dopo il sessantotto italiano. Altro è quando desideriamo essere “con Lui” ed allora nella Chiesa ci si mette insieme per operare per… persone malate, per quelli poveri, per quelli nel bisogno materiale o per impegnarci nell’insegnamento per una società futura migliore. Con la Pentecoste le persone devono cambiare: da discepoli ad apostoli. E’ un dono dello Spirito Santo che la Chiesa di oggi ha nuovi Apostoli, Testimoni. Nasce la Chiesa che ha come fondamento coloro che danno la vita; alcuni sono conosciuti come Martiri, altri come seme che cade e muore per produrre vita nuova, ma sempre Testimoni. Spontaneo mi sono ricordato di Sr. Pia, fondatrice della Scuola di Goneshtola, di Sr.Silvia, o Madre Teresa di Calcutta. Penso alle numerose tombe di mssionari/e che si trovano nelle missioni sparse in Asia, dal Myamar all’India; dal Bangladesh alla Cina. Dice il vangelo di Giovanni che lo Spirito ci è dato perchè ci insegnerà per cose nuove e ci ricorderà tutto quello che Gesù ha detto a noi. Mi propongo di chiedere al Consolatore di aiutarmi in questo per trovare il coraggio di camminare nella speranza. Tante altre cose le portiamo con noi e ci affidiamo a Maria
Vergine e Madre Maria, tu che mossa dallo Spirito, hai accolto il Verbo della vita nella profondità della tua umile fede, totalmente donata all’Eterno, aiutaci a dire il nostro “sì” nell’urgenza più imperiosa che mai, di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.
Stella della nuova evangelizzazione, aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione, del servizio, della fede ardente e generosa, della giustizia e dell’amore verso i poveri, perchè la gioia del vangelo giunga fino ai confine della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce. Madre del Vangelo vivente, sorgente di gioia per i piccoli, prega per noi, Amen alleluia.
Papa Francesco
Pace e Bene a tutti dal vostro lontano anziano amico Fr.Adolfo
Dinajpur dal 24 al 30 maggio
Carissimo giovane Amico, tu che hai avuto il coraggio di continuare a leggere quel poco che scrivo. Ti ringrazio per non sentirmi solo e cadere in depressione perchè mi dicono che l’Italia è un paese “vecchio” dove aumenta l’età ed i giovani non hanno lavoro. Cerco di capire l’oggi che stiamo vivendo e ho due schermi: un gruppo di giovani del Bangladesh che dicono la loro e le notizie che arrivano sempre più in tempo reale (e non repubblicano… come ironizza un mio vecchio compagno). Questa volta è Anjoli, 16 anni, che inizia con il fatto che pensa di andare in America (Stati Uniti) per fare il lavoro di infermiera. La motivazione che salta dalla discussione è che si guadagna di più e si è in pace. Le testate di questi ultimi anni sia, di giornali che di media, sono sempre centrate su Pil, borsa in rialzo, titoli in discesa, soldi che non ci sono o non sono mai sufficienti anche se si parla di miliardi, cifre a nove zeri, Gigabite dice Limon che scruta il suo portatile e sue possibili connessioni. Ci sono anche le statistiche che con le percentuali mascherano la realtà fatta di persone. Secondo il ministro solo l’8% della popolazione del Bangladesh vive in estrema povertà. Non dice direttamente che sono circa 13 milioni di persone con alta percentuale di bambini. Forse le percentuali ci discostano dalla realtà? chiede Limon (l’avvocato del gruppo). Di rimando dico di guardare e studiare le previsioni entrate e di spesa che il Governo del Bangladesh sta preparando per il periodo Luglio-Giugno 2016-17. Percentuali e realtà, mega progetti, tasse ed investimenti, rimesse di coloro che operano all’estero che è sempre una cifra in entrata in ”pool position”. Qui il sapiente del gruppo, Polash, riporta della notizia che in Italia un gruppo di Bangladeshi si è opposta al pizzo richiesto al mercato di Palermo con intervento delle forze dell’ordine ed arresto del gruppo italiano che imponeva. Si apre una discussione sempre accesa sulle bustarelle da pagare, le spinte da dare. Per essere ammesso a medicina per studiare per divenire dottore occorre, oltre a voti buoni, raccomandazioni ... convincenti. Roni ha studiato odontoiatria ed attende da diversi mesi dalla autorità competente la destinazione per la pratica; nel mentre lavora in un centro di informatica per non stare in ozio di attesa. Isahak telefona da Dhaka per sapere come va il gruppo, anche lui aspetta di terminare il corso di fisioterapia che doveva essere di due anni quando ha iniziato ed ora è stato portato a cinque anni...
Domenica liturgia del Corpo e Sangue di Cristo, dono dell’amore di Dio sull’umanità per imparare a condividere, spezzare il pane, distribuire senza le bustarelle, con serenità in un clima di famiglia. Monica suggerisce di aiutarsi di più a vivere insieme perchè osserva tanto egoismo o ricerca di se stessi. Persone che quando parlano in gruppo iniziano con dire “io ho fatto, io ho detto”… ”io farò, io dirò, io darò”…
Sopon ci fa sognare. Dopo una giornata di caldo afoso piove e si respira. Sopon contempla la pioggia che cade e dice che è come la misericordia di Dio. E’ il piovere continuo e quasi silenzioso che rinnova la vita dell’erba e pulisce il sentiero dalla polvere, cade sul tetto di lamiera facendone una musica molto diversa di quando la pioggia è violenta e mette paura. E’ un sognare una Chiesa che annunzi il Vangelo della vita, che aiuti noi ragazzi a portare la presenza forte e dolce di Gesù dove c’è bisogno, andando incontro alle ferite presenti nella società: divisione, incomprensione, imposizione. In questo periodo dell’anno si susseguono gli acquazzoni e trombe d’aria; piove forte con lampi e tuoni e scroscioni di acqua che danno paura.
Siamo alla chiusura del mese di Maggio e allora rivolgiamo la preghiera a Maria, Madre pietosa e pia, che ci aiuti a sognare un domani come cammino con Gesù, pane del cielo che dona forza e coraggio nel cammino della nostra vita.
Ave Maria, piena di Grazia, il Signore è con te, benedetto è il frutto del tuo ventre Gesù;
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen
Pace e Bene con tanta gioia dall’anziano P.Adolfo
Dinajpur dal 9 al 13 giugno
Miei cari amici, vi sembra giusto che con il caldo che batte forte dalle undici alle tre del pomeriggio , le continue partenze per le vacanze o cambiamenti del gruppo del Pime in Bangladesh, con l’inizio del mese del Ramadan che chiama al pensare la vita di fronte al datore della vita, sacerdoti ricoverati in ospedale e cose varie debba anche scrivere… Se non lo faccio mi lamento e mi sento in colpa perchè manco di portare questo mondo povero, pieno di persone con sogni di speranze e di vita.
Le cronache di questi giorni sia in Italia, Europa, Stati Uniti, Venezuela, Messico e… troppo spesso parlano di morte e violenza, sopruso ed imposizione.
E’ il periodo del Ramadan iniziato il 7 Giugno; le scuole sono chiuse sino al 7 Luglio, dopo l’Eid. Come scrissi lo scorso anno, questo mese di preghiera e digiuno per i Mussulmani si svolge con dieci giorni “Rohomat” per la “Richiesta di perdono per errori commessi”; dieci giorni “Maghfirat” con “la supplica per la remissione dei peccati da parte di Dio” e dieci giorni “Nazat” con "la preghiera per la liberazione dalla punizione eterna meritata". Si chiude con il giorno dell’"Eid", giorno di "incontro fraterno e scambio dell’abbraccio di pace".
Fare digiuno in queste lunghe e calde giornate estive è difficile. Si inizia al mattino alle quattro e si continua sino alle sette di sera. La notte. si mangia per avere forza per lavorare. Orario ufficiale di ufficio è dalle 9 del mattutino sino alle 3 del pomeriggio. Con le scuole chiuse gli studenti devono trovare il modo per studiare in quanto ai primi di Luglio ci sono gli esami. A Dhanjuri P.Belisario ha organizzato per il boarding lezioni a tappeto sino al 22 di Giugno.
Viaggiamo sempre sotto scorta armata. A volte due poliziotti in moto, a volte un gruppo, ci scortano. Qualcuno chiede fino a quando durerà. Lascio cadere la domanda a cui non ho risposta pensando che nel tempo altri sono stati scortati, come Pietro e Paolo che da Napoli arrivarono a Roma passando per Minturno, Formia e Fondi.
Ci sono sempre momenti belli a cui assistiamo e ci interrogano come quando 36 ragazzi e 43 ragazze il giorno del Sacro Cuore a Suihari hanno ricevuto per la prima volta il Corpo e Sangue di Cristo. Niente confetti e cose del genere: il vestito per molti è stata la divisa della scuola, unica ad essere pulita ed in ordine. Festa grande Venerdì 3 Giugno essendo la parrocchia dedicate al Sacro Cuore con la presenza del Vescovo Sebastiano e tanta gente. Ma questo è solo un gruppo mi dice il catechista, quello dei ragazzi/e del boarding. Altrettanto, se non più numeroso sarà quello dei villaggi. Gesù, trova sempre a chi affidarsi per farsi presente tra la gente: credenti e non credenti . A volte è una famiglia in un villaggio di cento famiglie, venti alunni cristiani su 3.500 alunni di una scuola media e così via. Per uno come me amante dei numeri e delle statistiche o proporzioni è un continuo rompicapo. Alla parrocchia della cattedrale sono in quaranta che si preparano per la Confermazione che sarà domenica 19 Giugno. Incontro ogni giorno guidato da Sr.Liliana per la catechesi, preghiere da conoscere e canti guidati dal diacono Robi. Seguo uno di questi canti che parla dei doni dello Spirito ed osservo con quanta gioia cantano quasi a gustare le parole. Guardo e in risposta alcune fra le ragazze mi sorridono cantando: dono dello Spirito luce alla mente, gioia del cuore, dono di vita.
Mi ha spiazzato il Vangelo di Luca della domenica, dove Simone invita a casa sua Gesù e ne nasce un dialogo sconcertante che interroga tutti noi. L’Eucarestia di domenica l’ho vissuta con la comunità della Cattedrale, un poco decimata perchè gli studenti dei boarding sono in vacanza. Crediamo nel Perdono dei peccati. Cristo nella Chiesa chiede di Amare e Perdonare. Bisogna aiutarsi a fare ciò nella comunità, in famiglia, nel gruppo e nella società altrimenti si cerca sempre un colpevole dei nostri errori.
Dice Papa Francesco : “Oggi sappiamo che per poter perdonare abbiamo bisogno di passare attraverso l’esperienza liberante di comprendere e perdonare noi stessi. Tante volte i nostri sbagli o lo sguardo critico delle persone che amiamo, ci hanno fatto perdere l’affetto verso noi stessi. Questo ci induce alla fine a guardarci dagli altri, a fuggire dall’affetto, a riempirci di paure nelle relazioni interpersonali. Dunque il poter incolpare gli altri si trasforma in un falso sollievo."n.107" La gioia dell’amore
Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole di Vangelo e piccole Chiese domestiche.
Santa Famiglia di Nazareth mai più ci siano nelle famiglie episodi di violenza, di chiusura e di divisione; che chiunque sia stato ferito o scandalizzato venga prontamente confortato e guarito.
Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltateci e accogliete la nostra supplica. Amen Francesco
Con auguri di cuore a Michela, nata a Formia il 15 Giugno 2009 nella famiglia di mio nipote Alex e Katia vi saluto di tutto cuore.
Pace, gioia e bene dall’anziano Fr.Adolfo
Dinajpur - 19 giugno
Cresima a Dinajpur. 63 ragazze e 53 ragazzi della parrocchia della Cattedrale di Dinajpur ricevono il Sacramento della Confermazione. Giorno di gioia , di colori, di impegno nuovo nella Chiesa e per tutti.
Un nuovo avvento dello Spirito che guida la Chiesa di Dinajpur. Carissimi giovani, ricevete il dono della lingua che vi aiuta a dialogare, a parlare di Gesu’; ad operare in famiglia, nel villaggio, dove studiate o lavorate, cio’ che e’ giusto, cio’ che unisce, cio’ che e’ bello vero e buono.
Oggi cresce la Chiesa che ha come fondamento coloro che danno la vita; che sono chiamati Testimoni. Alcuni sono conosciuti come Martiri, altri come seme che cade e muore per produrre vita nuova, ma sempre Testimoni. Per questo ricevete lo Spirito
Oggi un grande regalo che mi lascia pensieroso. Funzione ordinata con canti ben preparati. Il Vescovo Sebastiano dice che la liturgia educa, per questo deve essere curata e svolta con serieta’. Lo Spirito Santo e’ sceso a confermare la mente ed il cuore di 116 persone in cammino di vita.
Mi sono sentito a disagio con tanta giovinezza che durante la liturgia ha dialogato con il Vescovo celebrante ; Quanti e quali i comandamenti di Dio; i doni dello Spirito, , due i comandamenti di GESU’; e poi : “Rinunciate a satana, alle sue opere… ” “Credete in Dio Padre… in Cristo,nostro Redentore… allo Spirito Santo… .alla Chiesa … al perdono”. Da anziano ho chiuso gli occhi e ho sognato come questa comunita’ di fede cresce, si sviluppa, si espande, non ostante tante difficolta’ e remore.
Gesu’ dona il suo Spirito e realizza nel tempo la sua Chiesa. Gli studiosi di statistiche, di percentuali o di analisi sociali non hanno una risposta al fatto che questa piccola comunita’di 1.820 cattolici, sparsa in una realta’ di 357.888 persone - la popolazione della citta’ di Dinajpur- rende un servizio scolastico con tre Scuole elementari con circa 4.000.alunni , un Scuola superiore - college con 5.000alunni; e’ impegnata in tanti servizi di servizio sociale come l’ospedale, la scuola per infermiere, la Caritas, World vision ed altro.
Sono io, Cristo, il Salvatore che vi dona il suo corpo per portare e dare la vita. Ed e’ la la forza per portare responsabilita’ e la croce, che ognuno deve prendere ogni giorno e seguire Gesu’ che cammina avanti a noi per indicarci la strada e non deviare.
Lo Spirito e’ donato oggi a 116 giovani a cui non chiede il grado di istruzione o diploma ma solo se sono pronti a vivere con impegno per il bene, il giusto, il bello della vita.
Dice il vangelo di Giovanni che lo Spirito ci e’ dato perche’ ci insegnera’ per cose nuove e ci ricordera’ tutto quello che Gesu’ ha detto a noi.
Tante alter cose le portiamo con noi e ci affidiamo a Maria
Sotto la tua protezione ci rifugiamo santa Madre di Dio; non respingere le preghiere che ti rivolgiamo nelle nostre necessita’, ma liberaci sempre da tutti i pericoli, Vergine gloriosa e benedetta. Aiutaci ad operare secondo le nostre forze e a donare agli altri un sorriso di riconoscenza, di fiducia, di incoraggiamento. Donaci l’amore comprensivo per coloro che ci circondano. Preservaci dall’egoismo, dai rimpianti inutili, dalle angosce che affliggano la vita di tanti.
Madre del Vangelo vivente, sorgente di gioia per i piccoli, prega per noi, Amen alleluia
Pace Gioia e Bene a tutti dal redattore e vostro lontano anziano amico Fr.Adolfo
A tutti viene dato a ricordo l’immagine di Gesu’ Misericordioso con la preghiera di S.Francesco:
O Signore,fa’ di me uno strumneto della tua pace,
Dov’e’ ofio che io porti amore, dov’e’ offesa che io porti il perdono. Dov’e’ Discordia ch’io porti l’unione, dov’e’’ il dubbio ch’io porti la fede.
Dov’e’ errore ch’io porti la verita’; dov’e’ la disperazione ch’io porti la speranza. Dov’e’ tristezza ch’io porti la gioia; dov’e’ tenebra ch’io porti la luce,
Fa ch’io non cerchi d’essere consolato, ma cerchi solo di consolare. Fa ch’io comprenda pur non compreso,e fa’ ch’io ami pur non amato.
Fa ch’io mi doni senza ricevere, fa’ ch’io perdoni, pur non perdonato. Fa ch’io apra il cuore a tutte le pesone in un amore senza confine.
Dinajpur - 4 luglio
Carissimi amici
Dopo l’uccisione a Dhaka di cui avete avuto notizia dalla TV e dai giornali, volete avere mie notizie. Mi trovo a Dinajpur a circa 500 Km. da Dhaka e sto bene. Grazie per il vostro interessamento e per le vostre preghiere, per coloro che sono stati uccisi e per la conversione di coloro che propagano la morte. Avevo in mente di scrivervi alcuni giorni or sono per ricordare l’ordinazione Sacerdotale di 49 anni fa, ma si sono accumulate troppe scadenze. Alcuni giorni fa con un gruppo di giovani per guardare il futuro di questo paese si proponeva il Vangelo di Luca 6. 27-38. Gesù dice “A voi che ascoltate dico “ amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi calunniano”. E poi le domande : come credenti in Cristo che visioni o sogni avete per il domani? Riferimento a situazioni difficili in alcuni villaggi e zone della diocesi e del paese, specie per il gruppo cristiano.
Penso che il fatto di sangue di Dhaka ha colpito un gruppo di persone Italiane e Giapponesi in Bangladesh impegnate a dare dignità di lavoro a persone del Bangladesh nel campo industriale e tessile, impegno di laici con visione di una società umana più giusta.
A mio parere continua il martirio nella Chiesa che Papa Francesco ha chiamato opera del diavolo. Anche quello che è avvenuto a Dhaka è un uccidere segno di degrado della società di oggi. Il gruppo che ha ucciso era formato da giovani bengalesi di famiglie benestanti.
Cosa altro pensare ? Ci resta solo pregare ed implorare il riposo eterno dei giusti...
Nomi degli italiani da ricordare: Marco, Vincenzo, Maria, Nadia, Adele, Claudio, Cristian, Claudia Maria, Simona.
Maria, consolatrice degli afflitti, prega per le famiglie che piangono e devono essere consolate, e prega per noi responsabili nel costruire una società più giusta ed umana.
Guardaci e mostraci Gesù per avere speranza, Madre clemente e buona vergine Maria.
Pace e bene dal
Fr.Adolfo
Dinajpur - 21 luglio
Amici carissimi,
Vi confesso che non mi è facile scrivere in questo periodo e non è facile comunicare perchè il sospetto e la paura dell’altro è entrata nella realtà di oggi. Viaggio con l’autorickshaw da Suihari alla cattedrale sempre scortato dalla polizia e muovendomi per questa cittadina guardo la gente; tanti giovani, chiedendomi sotto sotto se qualcuno di loro possa essere un terrorista… poi mi dico che non è possibile. Ho pensato di scrivervi per assicurarvi che sto bene e mi trovo a Dinajpur - Suihari. Vi ringrazio delle preghiere con cui accompagnate non solo me ma anche questo paese in modo particolare ragazzi/e e giovani che in questi giorni hanno ripreso a studiare con la riapertura delle scuole dopo le vacanze del ramadan. I nostri boarding di Dinajpur, Dhanjuri, NTS, Suihari ed altri, si sono riempiti di ragazzi/e che desiderano dare speranza alla loro vita ed al mondo di domani.
Mi sono impegnato con voi sin dall’inizio del mio stare in Bangladesh a guardare ciò che da’ speranza nella società, che a volte sembra non avere speranza. Ringrazio amici e responsabili che scrivono sui fatti di Dhaka riportando le reazioni della gente comune e del bene ricevuto da coloro che sono stati uccisi quel giorno. In questo mese TV, giornali e socialmedia danno cronache e notizie dal mondo che lasciano nella mente una scia di sangue, vendetta, paura e sgomento: da Nizza alla Turchia, dagli Stati Uniti al Venezuela, dalla Siria, sino al Sudan.
Occorre pregare con la Chiesa; “e in un mondo lacerato da lotte e discordie, rendici operatori di riconciliazione… perchè nemici si aprano al dialogo, gli avversari si stringano la mano… per Tuo dono, o Padre, la ricerca sincera della pace estingue le contese, l’amore vince l’odio e la vendetta è disarmata dal perdono.” Questo “dono” del Padre deve essere cercato ed accolto.
Alcuni giorni fa un gruppo di 30 giovani del Bangladesh è partito per la Polonia per la giornata mondiale della gioventù. Segno di speranza. Incontrare ed ascoltare ragazzi/e che ogni settimana si incontrano per guardare il domani con occhi di speranza mi è necessario per capire questo “dono”. Uno di loro dice che trova difficile pregare per la conversione di chi opera con odio verso altri… un altro non trova sincerità in alcuni che parlano di pace… un gruppo di famiglie chiede che aumentino questi incontri dei loro figli alla scoperta di Gesu’…
Affidandoci a Maria, preghiamo :
Vergine Santa ed Immacolata, aiutaci a rimanere in ascolto attento alla voce del Signore per dire il nostro amen: il grido dei poveri e dagli inermi non ci lasci mai indifferenti ; la sofferenza dei malati o di chi è colpito ingiustamente non ci lasci distratti ; la solitudine degli anziani o degli esclusi dalla società ci commuovano. Fa che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno specie nei momenti in cui il male sembra prevalere sul bene e lo sconcerto attaglia il nostro cuore. Madre della speranza prega per noi. Amen
Pace gioia e bene siano la nostra forza. Vi saluta l’anziano Fr.Adolfo
Dinajpur - 10 agosto
San Lorenzo. Carissimi amici, chiedo venia perchè queste righe riguardano il tempo passato. Forse interessano solo pochi di voi. Dice il salmo: “insegnaci a contare i nostri giorni, ed otterremo la sapienza del cuore” . La notte di San Lorenzo guardiamo il cielo per godere delle stelle filanti. Nelle città di oggi forse le luci artificiali non fanno vedere il cielo. Per le persone giovani è un invito ad esprimere un desiderio e molte volte lo abbiamo fatto. Spesso abbiamo avuto persone che ci hanno fatto sognare o desiderare cose nuove.
Il mio pensiero è andato a Mons. Lorenzo Gargiulo e la fantasia dei ricordi ha affollato la mia mente e non tende a diminuire. Ringrazio l’amico Bruno per la poesia “A mons Gargiulio, Pastore buono” che mi ha aiutato a ricordarlo ed a sentirlo vicino. “Diafano, quasi evanescente, col suo incedere a passo lento, mesto nel viso e sempre col sorriso…” Così lo ricordo quando lo incontrai la prima volta che saliva lo scalone del Palazzo De Vio appoggiandosi alla guida laterale portando nell’altra mano una valigia. Poi seppi che portava il busto ortopedico. Era il nuovo Arcivescovo Ausiliare di Gaeta da poco nominato. Aveva lasciato Nola per Gaeta. Era giunto col treno sino a Formia e con l’autobus sino a piazza Traniello. Nessun comitato ad accoglierlo. Per caso io scendevo lo scalone dell’allora seminario dopo aver incontrato alcune persone negli uffici di curia.
Da quel giorno, non ricordo la data, sono seguiti altri incontri con noi giovani di allora pieni di tanti sogni, desideri e richieste. Noi volevamo cambiare il mondo, la persone, le parrocchie, preti e suore “Affabile, comprensivo, tutto ascoltava, meditava e sereno perdonava, infondeva fiducia e pace”. Poichè per lavoro professionale eravamo impegnati nella pianificazione urbana della zona, ci fece parte di alcuni suoi progetti-sogni. Il primo era che nel piano regolatore di Gaeta ci fosse una Chiesa nella zona dove sarebbero sorte le Scuole. I giovani oltre lo studio avevano bisogno di Gesù. Quello che è oggi a Gaeta la Chiesa di S.Paolo. Qui trovate che è stato sepolto Mons.Gargiulo. Infatti al termine del suo ministero di vescovo si ritirò là per ascoltare le confessioni ed aiutare per la pastorale. Ha amato la Chiesa di Gaeta come si ama la sposa: totalmente . L’altro sogno era di realizzare un complesso che avesse insieme la risposta a tre esigenze della diocesi: Uffici di curia, formazione, anziani. Trovare o realizzare un fabbricato che potesse svolgere questo servizio fuori dalla cinta della città antica. Le persone che avessero esigenze di visitare o utilizzare gli uffici avrebbero avuto tempo per visitare sacerdoti anziani ed incontrare i giovani in formazione. Un bel sogno che non fu possibile realizzare per alcune opposizioni.
Avendo per lavoro la macchina a disposizione e conoscenza di uffici, a volte lo accompagnavo a Latina presso uffici tecnici per pratiche di ricostruzioni di chiese o fabbricati distrutti nel periodo bellico. Mi ascoltava quando gli facevo presente alcune situazioni burocratiche che potevano essere evitate o lungaggini volute per interferenze anche politiche mi ascoltava senza giudicare o sindacare.
Viaggiava vestito come semplice sacerdote per cui a volte gli toccava fare anticamera, come capitò una volta a Latina quando era atteso dal Prefetto. L’usciere lo fece attendere per circa un’ora. Alla rimostranza del Prefetto l’usciere obbiettò che non vestiva da Vescovo per cui non era colpa sua. Mons. Gargiulo si scusò ed insieme entrammo nell’ufficio dove era atteso. Nei mesi estivi spingeva per organizzare campi scuola, ed attività per ragazzi e giovani, specie per le fasce povere. Monte S.Biagio, Campo Imperatore, Lenola, il Santuario della Madonna della Civita, Campodimele, Canneto hanno visto queste attività. Mons.Gargiulo si interessava e partecipava quando poteva per dare sostegno, incoraggiare ed ascoltare.
Ricordo che ad un campo per adolescenti a Monte S.Biagio eravamo a corto di viveri. Come tutti sanno gli adolescenti hanno un appetito formidabile e le scorte assegnate secondo tabelle della allora POA si erano esaurite. Bisognava moltiplicare per due le tabelle per dare il necessario. Telefonai dicendo che avrei chiuso il campo. Il giorno dopo arrivò la macchina del Vescovo con viveri necessari e la richiesta di continuare. Importante erano le persone, specie se poveri (che sono la ricchezza della Chiesa- dice San Lorenzo).
Mons. Gargiulo partecipò alla prima sezione del Vaticano II. Al suo rientro a Gaeta ci chiamò e volle che gli indicassimo una realtà in terra di missione bisognosa di aiuto. Era raggiante ed entusiasta. “Gran cuore di Padre pien di bontà e tanto sollecito ad allievar ogni povertà.” Nella rosa che gli fu presentata scelse il lebbrosario di Eluru. Si organizzò allora la campagna per Eluru. La diocesi di Gaeta fu impegnata a conoscere ed aiutare questo progetto in India, lebbrosario di Eluru.
Il 29 Giugno del 1967 mi ordinò Sacerdote insieme a Bernardino Rossi e Enzo Ciccomardi. Lasciai l’Italia per il Bangladesh. Lui ha continuato a seguirmi ed interessarsi per quello che facevo. Un giorno in cui elencavo le tante difficoltà che dovevo affrontare in questo paese, mi disse che noi vediamo il rovescio del ricamo che Dio compie nella nostra vita. Non dobbiamo e non possiamo perdere la speranza. Gli alti e bassi che sono parte della nostra vita mi distraggono dal sentire il Suo paterno aiuto. “Grazie Signore per tanto dono,……Dal Cielo amaci ancor di più e prega per noi Cristo Gesù”
Notte di san Lorenzo: stelle filanti ammirate nel cielo notturno di Luglio dal piazzale del Santuario della Madonna della Civita. Per diversi anni da giovane, al termine della serata fatta di canti, storielle, barzellette, Mons. Gargiulo chiudeva con un pensiero semplice e poi si cantava
O Maria, Madre Mia,
Quante stelle son nel cielo, dimmi Tu la mia qual è.
Non ambisco la più bella purchè sia vicino a te.
Vi saluta l’anziano augurando Pace gioia e bene a tutti.
Fr.Adolfo
Suihari - agosto
Dinajpur - 13 settembre
22 agosto - Maria Regina- 13 settembre Ricordo del sacrificio di Abramo (Kurbani)
A volte per uscire dai mille problemi che mi assillano decido uno stacco e così ieri ho chiamato al telefonino l’amico Tommaso Marciano per salutarlo. Dall’Italia anzi da Itri mi ha detto che si stava preparando per andare, con don Stefano ed altri amici, in montagna. E dove? Rivisondoli ed altri posti belli dell’Abruzzo. A parte l’invidiuzza spontanea che segue questa bella notizia, la parola montagna risveglia ricordi e anni con emozioni che non si possono scrivere.
Venerdì scorso all’incontro dei giovani in cattedrale di Dinajpur uno mi ha chiesto perché Gesù si è trasfigurato su un monte. (Lc 9-28 sg.)
Poi viene fuori che nei Vangeli le montagne dove Gesù prega o da cui parla o proclama sono diverse. Parlare e dare idea di montagna in Bangladesh è un’impresa. Il paese, come sapete, è una grande pianura alluvionale con 300 metri di dislivello su 900 kilometri. Bisogna andare al Nord in India e Nepal per salire e scalare. Facendoci aiutare dal telefonino con foto, atlante con foto riusciamo ad avere un’idea con l’augurio di poter fare un viaggetto nel prossimo futuro. Qualcuno del gruppo dice di avere parenti in India a Siliguri e spera di poterli visitare.
Due volte nell’arco dell’anno, quando il cielo è chiaro verso nord libero da nuvole si riesce a vedere da Dinajpur la catena dell’Himalaia. Da quelle montagne scende il vento freddo a Gennaio-Marzo. Dico loro che due volte sono stato nel Nepal ed ho goduto di questa bellezza. Si spera che in un prossimo futuro i rapporti tra Bangladesh ed India permettano di visitare questi luoghi. Nei giovani c’è sempre speranza, dice Anjoly che studia da infermiera e piace viaggiare.
Il monte è un posto elevato da cui si può vedere meglio ed a distanza: Gesù vede, scruta, senza giudicare ma per aiutare e farsi vicino.
In montagna, ho imparato, che bisogna avere un passo regolare e costante. Le prime volte andando sul Redentore a Formia con passo svelto la pagavi. Don Buttarelli a Canneto faceva scuola di disciplina e di preghiera.
Celebrare sulla vetta del monte Meta è un ricordo stampato in mente. La montagna pone distanza tra te e gli altri che preferiscono stare a valle. In montagna a volte è necessario fare la cordata dove si diventa responsabili uno dell’ altro. Bisogna imparare a fare lo zaino con le cose necessarie. Nello scambio si parla che anche chi va a scuola oggi ha lo zainetto. Non ci sono solo libri ma anche la bottiglietta di acqua da bere. Allungo la mano per aprire lo zainetto di Limon ma la reazione di difesa è immediata. Niente da fare. In montagna si spera che in qualche zainetto ci sia qualche tavoletta di cioccolato che da’ forza.
Dal monte Gesù proclama chi sono le persone “Beate”. “Nel vedere le folle, Gesù salì sulla montagna… li ammaestrava dicendo: beati i poveri in spirito…. Mt 5. Dal monte dice ai discepoli di andare in tutto il mondo e predicare il Vangelo. Mt.28,16. Lo zainetto conterrà il libretto della “parola” e per aiuto a camminare si ha il crocifisso.
Il 24 di Agosto il terremoto ha colpito il centro Italia come tutti sapete. Stupenda la solidarietà, gli aiuti, soccorritori da tutta Italia. Bravi. Mi sono bloccato anche perchè ci sono altri terremoti che sconvolgono persone e comunità che a volte fanno perdere la speranza.
Egualmente vi invio questa lettera con la promessa che in pochi giorni possa scriverne un’altra.
Chiedendo venia vi saluta in Gesù, consolatore degli afflitti, l’anziano P.Adolfo rivolgendo lo sguardo a Maria.
Dinajpur - 15 settembre
A sua Madre, Maria Addolorata ai piedi della Croce disse. “Ecco tuo figlio” ; ed al discepolo che amava disse “ ecco tua Madre”; nella Eucarestia dice “questo è il mio corpo”.
Il 24 di Agosto il terremoto ha colpito il centro Italia come tutti sappiamo. Anche qui è stata notizia. Stupenda la risposta e la solidarietà: gli aiuti, vigili del fuoco, volontari, soccorritori da tutta Italia. Bravi.
Ho rivisto con la fantasia quei luoghi e la gente di poche parole che ho incontrato quando andavo a Rieti o ad Aquila. Mi sono bloccato e poi osservo che ci sono altri terremoti che sconvolgono persone e comunità che a volte fanno perdere la speranza. E di questo è bene riflettere.
Ci sono terremoti non registrabili dai sismografi: incomprensioni e conflitti nella società e nella Chiesa; divisioni nelle comunità e nelle famiglie. Rotture nei rapporti sociali con violenza ed odio. Calunnia, mancanza di ascolto o di dovuta attenzione.
Nella visita ad un villaggio un Padre trova un anziano paralizzato nel suo giaciglio sporco con nessuno che lo curi, che lo pulisca… che gli offra un poco di sollievo. Dove sono parenti o amici?… nessuno. Dicono: speriamo che ci sia posto dalle Suore di Madre Teresa… ma ci sono 150 Km da fare e con il rickshaw ci vuole tempo e poi chi paga? Ho visto la bambina disabile lasciata da sola per ore sotto il sole e senza acqua… o lo storpio per strada a mendicare…
Dopo la scossa del terremoto ci sono coloro che si fanno carico della sofferenza altrui, altri che cercano le cause o… le colpe.
Ognuno di noi può raccontare casi di terremoti familiari o sociali, più o meno grandi.
In Bangladesh molti ragazzi/e ospiti dei boarding vengono da famiglie… terremotate o perchè il papà ha abbandonato la famiglia o perchè si è rotto il patto di stare insieme. Poi ci sono, specie in città, ragazzi di strada. Alcool, droga sono appigli di un naufragio umano.
Maria è ai piedi del Figlio crocifisso che ha una corona di spine, pensieri, desideri, decisioni di comodo, corruzione… possiamo mettere le nostre spine di vita. Il suicidio di giovani per un telefonino negato o un esame fallito…
Quindicenni a cui si insegna ad uccidere, ad odiare. In Europa come in Bangladesh. Forse perchè nessuno parla loro di perdono (“Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi fanno del male”). Mi sono sentito male quando ho detto questo ad un adolescente che era andato a trovare il papà in prigione ingiustamente. Forse avrei dovuto dirlo piangendo?
Si studia molto oggi perchè le statistiche dicono che aumentano le scuole, gli studenti e sono in voga le competizioni di matematica, lingua, finanza. Avvisi per studiare in UK , in USA o Canada con possibilità di borse di studio.
Giorni fa alcuni ragazzi mi hanno chiesto di incontrarmi per parlare di Gesù e del perchè si vive…
Sono gli imperativi di Gesù che fanno problema : “Ecco tuo figlio; ecco tua Madre”; "chi mi vuole seguire prenda la sua croce e mi segua..." “questo è il mio corpo… quello che avrete fatto a uno di questi piccoli lo avrete fatto a me”
E’ quello che Madre Teresa santa ripeteva alle sue suore o a chi andava a trovarla nei luoghi dove cura feriti di terremoti familiari o della società. La forza, il coraggio e la speranza per Lei è l’Eucarestia.
Mi aiuta quello che dice il giovane Patric a un incontro: allora l’Eucarestia non è una celebrazione amorfa ma uno scoprire la realtà di ogni giorno, di ogni vita per credere e vivere, specie nei momenti difficili, quando capitano terremoti e siamo noi terremotati. Mica male…
Mi capita a volte la domenica nel dare la comunione durante la Messa di guardare gli occhi di chi riceve “il corpo di Cristo” ed ascoltare “Amen – si è vero !!!”
Scusate ma sentivo il bisogno di sfogarmi un poco con voi. Grazie della vostra pazienza che dovete avere con un anziano come me.
O Maria, nelle ore incomprensibili della nostra vita, quando tutto sembra finito e Gesù sembra morto, donaci la forza della tua speranza perchè spesso proprio allora la sorgente definitive della vita è molto vicina.
O Gesù, con tutte le nostre forze ti chiediamo la grazia della speranza nella fede.
Ad Hong Kong si svolge in questi giorni una importante riunione del PIME. Sono sicuro di contare sulla vostra preghiera.
Vi saluta l’anziano P.Adolfo
Dinajpur - 26 settembre
Carissimi amici, come sempre devo scusarmi perchè non voglio imparare Facebook, Whatsapp o cose simili per essere in contatto con voi. L’amico Roni o P.Belisario come Bruno sono maestri in questo ed io… arrossisco e resto all’e-mail perchè lo posso stampare, leggere e pensarci su.
Vi spero bene e pronti ad affrontare l’autunno e camminare verso il domani.
Auguri a tutti gli amici col nome Cosma o Damiano
Abbiamo avuto un… terremoto… o meglio un cambio di guardia a Dhanjuri. Il Consiglio del Vescovo su informazioni della polizia antiterrorismo ha chiesto a P.Belisario di lasciare Dhanjuri. Riportano che la zona boschiva è pericolosa per cui è bene che gli stranieri non siano in zona. D’altra parte qui a Dinajpur abbiamo la polizia che ci scorta giorno e notte come… angeli custodi. Speriamo che passi anche questo periodo.
I ragazzi del boarding dispiaciuti hanno reagito mettendosi a capo fitto a studiare. Il Vescovo ha dato la responsabilità del boarding a Mr. Daniel Murmu, laureato con esperienza, in aiuto a Blasius e Pobitro.
Forza ragazzi che siete nelle nostre preghiere.
Ricordo che abbiamo in totale 138 ragazzi e 129 ragazze nel boarding di Dhanjuri che sono del nostro impegno di “aiuto allo studio”. I primi di Novembre 33 studenti della classe VIII avranno gli esami statali. Come potete leggere su altri interventi il sistema scolastico non è adeguato al domani di questo paese. Un discorso difficile di cui potremo parlare a breve.
Come da voi, anche qui il Pil (ho imparato che significa Prodotto interno lordo) , le banche, le previsioni o le difficoltà economiche sono sempre in prima pagina. Il giornale “Daily Star” che riceviamo qui, ha sempre un inserto “Business” con dati economici aggiornati.
Il gruppo dei giovani di Dinajpur che incontro il venerdì mi chiede perchè il Vangelo di queste domeniche verte sulla ricchezza.
“Non potete servire Dio e Mammona.” Frase lapidaria di Gesù senza glosse riportata dal Vangelo di Luca. Non servi del denaro ma saper usare il denaro. Mammona è più del solo denaro: è la ricchezza che dà agiatezza, sicurezza: prodotto dell’egoismo. Ma a monte del passo di Luca c’è l’amministrazione dei beni che dovrebbe essere condivisione e non imbroglio ("tu quanto devi? prendi la tua ricevuta e scrivi…”).
Il bene primario per Dio non è la ricchezza ma la persona. Bisogna rendere conto di ogni persona che abbiamo conosciuto, amato e con cui abbiamo vissuto oggi condividendo ed amministrando beni non nostri ma Suoi.
Segue il Vangelo del ricco senza nome e del povero di nome Lazzaro (Amico di Dio - Dio provvede) su cui certamente tutti abbiamo sentito parlare e commentare. Polash mi chiede quale è il baratro che separa il ricco da Abramo; esso esiste o no.
Oggi c’è il baratro della corruzione, il baratro del possesso individualista che divide la nostra società sempre di più. Il divario ricchi-poveri aumenta come pure nascono nuove povertà.
Il ricco punito si preoccupa dei suoi fratelli perchè evitino il suo errore, cioè l’egoismo.
L’egoismo è un nodo che stringe fino a soffocare ed uccidere. L’altro ci fa paura, l’altro ci dà fastidio, l’altro ci imbroglia, e diventa sempre più difficile vivere al plurale.
Anjoly dice che anche in famiglia a volte diventa difficile sopportarsi, convivere ed allora ci si divide: ognuno per la sua strada.
La risposta di Abramo è: “hanno Mosè ed i profeti, li ascoltino”; cioè le leggi che regolano la vita, le norme per poter vivere insieme e l’ascolto anche a quello che Dio dice oggi per cambiare e migliorare.
Tempo fa l’amico P.Livio mi diede una immagine di “Maria che scioglie i nodi”. Uno dei nodi da sciogliere oltre all’egoismo è la discordia, che ha come radice il possesso. Limon, che studia al politecnico, fa riferimento a quel giovane che a Dinajpur qualche giorno fa ha ucciso il padre che gli ha rifiutato la motocicletta. Ed anche notizia di questi giorni sempre qui di un giovane che si è suicidato dopo il rifiuto dei genitori al telefonino.
Bisogna pregare ed a volte supplicare.
Si è svolta in questi giorni l’ Assemblea pastorale diocesana su la “gioia del Vangelo” di papa Francesco. Mons. Ponen Kubi, che ha partecipato al Sinodo, parla della “Gioia nell’Amore” e problemi della famiglia.
Tutte le parrocchie presenti con 185 delegati partecipanti, molte le persone giovani. Chiesa piccola di numeri (circa 60.000 cattolici su 17.500.000 milioni di abitanti…) ma che deve essere seme , luce e dare speranza.
Sr.Rosaria delle Suore di Maria Bambina che ha operato tanto a Mariampur ci ha lasciato per ricevere il premio della vita eterna in cui ha creduto.
Chiediamo aiuto a Maria:
Madre nostra Maria,
donaci l’amore intenso per le piccole cose, quelle di ogni giorno,
quelle di cui è intessuta la nostra vita.
Aiutaci a sviluppare tutte le dimensioni della persona, dal corpo alla intelligenza, dal cuore alla ragione, per collaborare al bene degli altri.
Aiutaci a vivere la povertà come missione di dono, nella fiducia, nella provvidenza e come esercizio di carità; esercizio dell’amore che Gesù ci ha donato.
O Maria, che hai vissuto le vicende ordinarie dell’oggi, resta sempre vicino a noi nel cammino di vita e facilita l’incontro con Gesù nell’altra. Amen
Vi saluta l’anziano cronista P.Adolfo
Dinajpur - 6 ottobre
Carissimi lettori di queste righe,
è Giosuè, ragazzo di Dhanjuri venuto a portarmi dolci per la festa di San Francesco, che mi porta a scrivere, o meglio a pensare a voce alta.
Per questo non inizio questa mia con “cari, carissimi, Amici”.
Mi chiede: ”Cosa è l’amicizia?”. Rimango in silenzio e mi accorgo che possiamo parlare di “amici”, di persone con cui abbiamo avuto o abbiamo attualmente un rapporto che ci aiuta a stare bene e fare bene.
Oggi la Chiesa ricorda San Bruno, e noi ricordiamo che un nostro amico si chiama Bruno Guizzi. Auguri! Per tanti ragazzi/e di Dhanjuri è il “Dada”, cioè “fratello maggiore”. Sono fioccati gli auguri ed a me hanno chiesto di provvedere dolci e pallone per festeggiare.
Dico a Giosuè che leggendo il Vangelo, specie quello di Luca, troviamo molto sugli amici. Sono persone con cui si ha un rapporto di vita; persone non di famiglia ma che allargano la nostra famiglia. La famiglia aiuta nella cernita di buoni o cattivi amici.
Fin da ragazzi abbiamo avuto amici ed amiche con cui abbiamo giocato e studiato ed abbiamo pianto quando sono andati via a causa del lavoro, dello studio o della guerra.
Rivedendo la mia vita trascorsa, permettete, vedo che a scuola ho avuto amici con cui ho studiato per ore o giorni per prepararci agli esami di diploma.
Nel gruppo con cui sono cresciuto a Gaeta, ricordo Gianni che lasciò un vuoto nel nostro gruppo andando in cielo da giovane a causa del cancro; o Vittorio che fu investito mentre in bicicletta scendeva per partecipare all’Eucarestia.
Ricordo (come anziano) di quel sacerdote amico che ci parlò dell’Amico Gesù, frase che cambiò il nostro modo di pregare ed agire. Mi fermo qui. L’elenco delle persone che sono state o sono ancora oggi “amici” non si esaurisce ed aumenta.
Dice un detto popolare che “chi trova un amico, trova un Tesoro”.
Egoisticamente ho pensato che sono miliardario e su questo tesoro non ci sono le mani del fisco. Non ditelo ad Equitalia... La tassa che pago continuamente è il ricordarmi di loro nella preghiera, riportarli alla mente quando il computer mi ricorda nomi ed indirizzi e ringraziarli per l’amicizia.
A volte qualche telefonata aiuta la fantasia a ricordare persone, fatti, luoghi. Grazie a Banglanews ed ai suoi amici operatori, Giuliano e Bruno...
Continuo il colloquio con Giosuè e vediamo che Gesù nel Vangelo è conosciuto come “amico dei pubblicani e dei peccatori”
Dice a noi di farsi amici usando i beni di cui disponiamo; di ascoltare le richieste che loro fanno per servire altri che sono nel bisogno.
Per Lui gli amici sono più importanti dei parenti.( Lc 8,20) “ Tua madre e i tuoi fratelli sono di fuori e vorrebbero vederti". Ma Egli rispose loro : "Mia Madre e fratelli miei sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.
Manda discepoli dinanzi a sè dove Lui deve andare e poi dice loro “ Non vi chiamo servi ma amici”. Non siete degli impiegati, delle persone che lavorano, dei servi, anche se a volte dite che siete servi inutili...: ma amici.
Anche a Giuda, nell’orto degli ulivi, dirà “Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?”
Perchè Lui, maestro di vita, risponde al dottore della Legge che per avere la vita eterna occorre fare quello che è scritto nella Legge :“Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze, con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”
L’amicizia è basata sull’amore di Dio per noi. “Ti glorifico, Padre, Signore del cielo e della terra, perchè hai nascosto queste cose ai sapienti ed agli scaltri e le hai rivelate ai semplici.”
Per questo invidio il gruppo dei bambini della cattedrale che pregano insieme chiudendo gli occhi e facendo silenzio.
Carissimi Amici, mi accorgo di avervi tediato…… ma è colpa dell’età, dice qualcuno. Allora vi saluto per continuare il colloquio con Giosuè che è andato in cappella a pregare e con l’invito di rivolgerci a Maria.
Vergine Santa ed Immacolata,
Aiutaci a essere pronti nell’ascolto dell’altro ed attenti alla voce del Signore,
nella ricerca dell’amico.
Non sia la discriminazione di razza o di religion a guidare i nostri passi nella scoperta dell’amico.
Non ci sia distanza se l’altro che incontro è povero, o ammalato.
Donaci sensibilità per capire la solitudine degli anziani, delle vedove e la fragilità dei bambini. Ci commuovano e siano motivo di servizio e tempo di solidarietà.
Fa che non smarriamo mai il significato del nostro cammino tereno:
la luce gentile della fede illumini i nostri giorni nella scoperta dell’amicizia,
la forza consolante della speranza orienti i nostri passi nella ricerca del vero e del buono;
il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore per tenere fissi i nostri occhi su Gesù fattosi uomo per essere vicino a tutti noi ed essere fonte di vera gioia.
Prega per noi, Madre della speranza. Amen.
Vi saluta il vostro anziano amico Fr.Adolfo
Dinajpur - 11 ottobre
Rullano i tamburi. La mediatica è in tilt. Il Bangladesh ha il suo Cardinale dono di papa Francesco per la Chiesa universale. Aspetto che ne parlino i giornali locali per capire le reazioni. P. Franco già ha comunicato...Perché i tamburi? In molte zone della terra, come da noi nelle zone rurali, sono i mezzi che portano messaggi di gioia o di dolore o sono un richiamo per incontrarsi. Il vento porta il messaggio e non si paga alcuna tariffa...Con un poco di fantasia ho pensato che la notizia che il Papa desidera visitare il Bangladesh ed ha fatto dono a questa terra di un “cardinale” è cosa da affidare ai tamburi ed al vento perché raggiunga le zone più povere di mezzi moderni mediatici o zone distanti da noi.
Che lo Spirito guidi Mons.Patrick D’Rozario csc, arcivescovo di Dhaka in questa responsabilità per il bene della Chiesa universale.
Il messaggio è quello che siamo tutti fratelli in quando amati da Dio: Mussulmani, Hindu, Buddisti, Cristiani del Bangladesh. Un paese con i suoi circa centocinquantotto milioni di persone ed una piccola Chiesa con 400 mila cattolici in otto diocesi è una sfida. Il messaggio di Gesù è che vi “amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”.
Non è un parlare facile specie quando ripenso al vangelo di Luca che parla di “servi inutili” amati, dopo aver fatto tutto quello che dovevamo fare. Il Vangelo di Luca continua col presentare dieci lebbrosi che in osservanza alla legge, a distanza, gridano “Gesù, maestro, abbi pietà di noi.”
Chiamare Gesù gridando, perché a volte si trova nella chiesa con le porte chiuse per paura che qualcuno rubi o si riposi sulle panche perché non ha altro posto dove vivere... Oppure nel tabernacolo di una cappella senza nessuno che vada a perdere un poco di tempo con Lui …Bisogna chiamarlo, gridarlo, per nome: “Gesù (Emanuel=Dio con noi)”... perché credo in Te .
Altre volte sono io che sono distante o mi sono perso per le vie della vita e devo gridare.
Poi dirgli “maestro”. Lui insegna come vivere o come comportarsi nella vita. Ha detto: “Io sono la via, la verità, la vita”. Ai suoi discepoli, alla Chiesa, dice di rendere ciò possibile per tutta l’umanità. “Andate in tutto il mondo…”
Questa parola, Lui parola di vita, troppo volte cozza con quello che diciamo noi tramite la televisione, il cinema, le riviste , internet, il telefonino e cose simili.
Oppure è parola in disaccordo con quello che altri maestri legiferano o impongono alle persone, alle famiglie , nelle varie società o nazioni.
Meno male che il grido “abbi pietà di noi” mette insieme tutti coloro che sono “lebbrosi”.
Gli esclusi dalla società o da alcune comunità. Lebbroso è uguale ad escluso o emarginato…
Avendo operato per anni a Dhanjuri al lebbrosario posso dire che molte volte è proprio così.
Oggi ci sono nuove malattie che nella società operano esclusione od emarginazione. Avere la pelle diversa dalla nostra, come quella degli afroasiatici o degli africani; non
avere la cittadinanza perché rifugiato; venire dal sud del mondo... da zone sottosviluppate.
Luca ci parla dei dieci per dirci che noi colpiti dal peccato siamo tutti come lebbrosi. Il peccato ci esclude dall’essere utili alla società o ci pone in contrasto con gli altri.
Siamo tutti peccatori quindi solidali nel peccato: nel voler fare altro dall’amare il prossimo; usarlo, opprimerlo, schiavizzarlo.
Lui guarisce per farci tornare nel nostro vivere quotidiano in modo nuovo. Servire, aiutare, essere solidali nel capire ed agire per il bene degli altri. “Andate, mostratevi ai responsabili”.
Uno solo torna per ringraziare Dio, il Padre di tutti, che ama e perdona. Gesù fa osservare ai suoi discepoli che "Non si è trovato uno che tornasse per dare Gloria a Dio al di fuori di questo straniero?"
"Dove sono gli altri nove?"
"Va, la tua fede ti ha salvato".
Coraggio di essere te stesso per essere utile agli altri. Non essere diviso ma in comunione di vita con gli altri senza paure.
È un rimarco per suoi discepoli (e per noi) a cui aveva detto poco prima “Se avreste fede quanto un granello di senape.” Perché il mondo dei peccatori ha bisogno della
speranza, di combattere la disperazione che prende quando ci si accorge di essere nel peccato.
Dove sono ? Ho l’impressione di essere ancora al margine della strada, distante da Lui a gridare…
Il mese di Ottobre è il mese del Rosario, dolce catena che ci collega al cielo.
Con la liturgia preghiamo:
“Sotto la tua protezione ci rifugiamo santa Madre di Dio,
non respingere le preghiere
che ti rivolgiamo nelle nostre necessità,
ma liberaci sempre da tutti i pericoli.
Aiutati da San Bernardo preghiamo:
Vergine gloriosa e Benedetta.
Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo che
alcuno abbia fatto ricorso alla tua protezione, implorato il tuo aiuto, chiesto il
tuo patrocino e sia stato da te abbandonato.
Animato da tale confidenza a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te
vengo, e peccatore come sono, mi prostro ai tuoi piedi a implorare pietà.
Non volere, o madre del divin Verbo, disprezzare le mie preghiere, le mie
suppliche, ma benigna ascoltale ed esaudiscile. Amen (San Bernardo)
Dall’anziano Fr.Adolfo che grida insieme a voi
Dinajpur - 20 ottobre
Carissimi amiconi, questa volta non volevo importunarvi, ma... Il gruppo di giovani con cui leggo questo brano ha molte domande e forse mi potrete aiutare.
Gesù vuole spiegare il “Dovere di pregare sempre senza stancarsi” (Lc. 18, 1-8) e lo fa dicendo loro una parabola. Cardinal Martini dice che Gesù con la parabola parte dalla vita normale che coinvolge per dirci cose superiori e proporre novità di vita.
Sopon chiede perchè la parabola parla del giudizio di Dio e della fede invece che della preghiera. Nei Vangeli ci sono circa una quindicina di parabole che riguardano il “giudizio di Dio”.
Forse bisogna fare attenzione alle parole per capire quello che oggi leggiamo. Mi fanno osservare che Gesù ha preferito il villaggio alla città. Anche oggi tanti villaggi chiedono di ascoltare la parola.
“In una città...” Giulian chiede cosa significa e da uno scambio concludiamo che Dinajpur è una città perchè la gente in essa cerca sicurezza di vita e cerca cose necessarie per vivere.
L’autorità governativa legifera e guida le attività come la scuola, il commercio, gli uffici, le banche, trasporti e tanto altro.
Nel mondo ci sono tante città dove le persone trovano, cercano sicurezza ed opportunità. Molti di voi sognano di andare all’estero... Londra, Roma, Berlino...
Oggi tutti i paesi, come società di persone, fanno leggi per garantire la giustizia e lo fanno con riferimento ai valori o tradizioni da trasmettere. Pensate al vostro paese, il Bangladesh, o all’Europa.
“... c’era un giudice il quale non temeva Dio nè aveva riguardi per nessuno” .
Giudice è colui che ha studiato, che conosce la legge e la fa applicare per promuovere la giustizia. Discussione accesa sulle bustarelle o le tangenti da pagare per eludere le leggi. Francis è il più accalorato perchè suo fratello non riesce ad avere un posto di lavoro se non paga il pizzo...
Forse anche noi quando “non temiamo Dio, perchè lontano” e non abbiamo riguardo per il vicino siamo come il “giudice disonesto”.
La superbia della vita che separa persone, società, gruppi anche oggi. Alcuni giovani vogliono essere padroni della loro vita e ci sono genitori che impongono con la forza la loro volontà in famiglia... Quindi, in questa parabola, ispiratore della legge sia Dio che ha chiesto di regolarci osservando le “sue dieci parole”.
Gesù ci vuol dire che bisogna pregare continuamente per ottenere l’aiuto necessario per fare leggi, regolamenti che aiutano a fare giustizia, ed evitare o superare le difficoltà.
Sebastian ci riporta alla parabola. Oggi tutti i paesi, governi fanno le leggi per garantire ed aiutare la convivenza. Problema di sempre è la giustizia.
La vedova della parabola cerca che le venga fatta giustizia. In tutte le realtà ci sono gruppi emarginati o senza potere, come la vedova, che cercano che venga fatta loro giustizia.
Ci sono innocenti accusati ingiustamente in tante prigioni o persone recluse. Milioni sono oggi i rifugiati a causa di guerre, conflitti. La Siria, il Sudan, e vicino a noi la Birmania.
Si uccide per impossessarsi del terreno di un gruppo povero; si chiede una cifra per garantire un posto di lavoro a cui hai diritto; paghi per avere la possibilità di andare all’estero... Ho messo la mano in un vespaio...
“ E Dio non farà giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte…” .
Dio giudice fa paura. Davanti al pensiero del giudizio di Dio, alcune persone lo evitano o dicono che Dio non esiste; altri lo allontanano o rimandano, altri non riescono a dormire per la paura.
La parabola, fa notare Milton, dice che “renderà giustizia” ai suoi che gridano.
Approfitto per chiedere al gruppo se ci sono credenti in Gesù che pregano e dove e Gibon risponde che qui a Dinajpur c’è un posto dove un gruppo di suore prega giorno e notte. Si riferisce al monastero di clausura S.Clara a Pollibidut.
Loro adorano Gesù che prega incessantemente e continuamente per tutti.
L’Eucarestia che ha una dimensione che supera spazio e tempo... ”Sono con voi fino alla fine del mondo”
Gesù conclude con la domanda: se quando verrà di nuovo troverà fede sulla terra?
Per spiegare che occorre pregare incessantemente dice che bisogna avere le fede in Lui.
Lui risorto che siede alla destra del Padre, giudica l’umanità sull’amore.
Quindi bisogna leggere quello che riporta il Vengelo secondo Matteo al capitolo 25, 31-46.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi (che non siamo capaci di pregare, e ci addormentiamo facilmente nel pregare)
peccatori ( perchè ci sentiamo migliori, o superiori agli altri),
adesso (è l’unico tempo a nostra disposizione)
e nell’ora della nostra morte (perchè ci sia la speranza nell’amore misericordioso)
Amen
gruppo coordinato dal vostro anziano Fr.Adolfo che spera nel vostro aiuto
Dinajpur - 30 ottobre
Carissimi, il terremoto in Italia continua a fare danni e far vivere nella paura ed in ansia tante persone. Di pari passo è forte la solidarietà che si sviluppa per essere vicini ed aiutare. Da lontano seguendo gli avvenimenti dai resoconti televisivi, mi faccio vicino a chi soffre con la preghiera tutti i giorni.
Oggi il Vangelo di Luca al cap. 19 ci presenta una persona che ha scoperto la solidarietà: Zaccheo. Una persona con un nome che diventa simpatico per il suo desiderio di vedere Gesù. Forse aiuta anche noi, parlo di me, all’incontro con Colui che salva. Come al solito sono alcuni che mi provocano con le loro riflessioni o domande. Il Vangelo di Luca riporta “Gesù entrato in Gerico, attraversava la città.” Anche oggi Gesù entra ed attraversa le nostre città. Siamo occupati in mille attività come Zaccheo. La professione di Zaccheo era colui che coordinava gli esattori delle tasse di chi entrava o usciva dalla città di Gerico per vendere o comprare. Saper fare gli affari, controllare gli affari degli altri o della comunità aiuta a diventare ricchi. Sfogliando giornali o “navigando” su internet il fattore economico con problemi finanziari anche oggi hanno una priorità. Far quadrare il bilancio personale, dell’azienda, della parrocchia o dello stato; controllare il gettito delle imposte o il reddito dei terreni; pianificare la ricostruzione o rifare il tetto sfondato...; fare la previsione della borsa o del costo del petrolio... In tutto questo il fatto positivo è il desiderio di vedere Gesù che ha Zaccheo ed il punto negativo la folla e la sua statura :” era piccolo”.
Anche il giovane Solomon, piccolo di statura, cerca di vedere Gesù ma non ci riesce. Dice perchè ha tante cose da fare ed a cui pensare per il lavoro e poi in Chiesa tanta gente non lo aiuta a vedere. Dicono di conoscere Gesù ma fanno i loro affari... e parlano di quello che sanno fare o lodano se stessi. Ma forse come lui sono tante le persone che sono alla ricerca di un albero su cui salire per vedere...
Salire su un albero in posizione scomoda per vedere quando Lui passa è un poco comico. Ma Lui alza gli occhi, ti vede e dice “Zaccheo (... il tuo nome) scendi subito perchè oggi mi devo fermare a casa”. La realtà che aiuta Zaccheo dall’invidia o dalla derisione è la casa, la sua famiglia o la sua comunità che Gesù vuole incontrare. Non è invito al ristorante per far festa. Gesù preferisce sedersi a casa e parlare a persone che vivono insieme. Dopo l’incontro e l’ascolto scatta il voler vivere in modo nuovo “riconosco i poveri”; ricordo gli errori del passato che hanno bisogno del perdono, della misericordia, guardo al futuro in modo nuovo. Si scoprono gli altri e nasce la solidarietà’.
“Oggi la salvezza è entrata in questa casa.”… “Il Figlio dell’uomo è venuto a salvare chi era perduto”
Madre Maria, aiutaci a salire sull’albero da cui possiamo scrutare la folla alla ricerca di Gesù che passa, Aiutaci a rimanere in ascolto attento quando Gesù ci chiama per nome e si invita di restare insieme. Nasce allora l’attenzione all’altro specie se povero, malato bisognoso di guida o di affetto.
Dinajpur - 26 novembre
Carissimi Amici,
Vedo alla TV che in Italia, specie in Piemonte e Liguria, il maltempo di questi giorni porta preoccupazioni e danni. Mi faccio vicino con il pensiero e la preghiera ed aspetto vostre notizie.
I nostri ragazzi/e di Dhanjuri e di Dinajpur, nelle varie scuole sono impegnati negli esami di stato delle classi V, VIII e X o per gli scrutini di fine anno; speriamo in buoni risultati. Intanto si fanno piani per il prossimo anno. Il Governo vuole che le scuole aprino all’inizio di Gennaio.
Guardando questa piccola Chiesa che è in Dinajpur con problemi economici, sociali e di relazione con gli altri gruppi (che trovate sul weeknews report) mi vengono alla mente le parole di Paolo ai Corinti: “… come ministri di Dio, ci rendiamo commendevoli in tutto: con molta pazienza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle strettezze, sotto i colpi, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni... 2Cor. 6”.
Tra le tante vicissitudini e problemi di ogni giorno, come la difesa dei terreni dei poveri o del lavoro minorile; dei matrimoni da regolarizzare, o della sanità nei villaggi, ogni tanto il Signore, che “è buono e grande nell’amore”, ci dona momenti belli. Uno di questi è stata la celebrazione Eucaristica di ieri, 25 Novembre, con l’ammissione al diaconato di Robi Jhon Kisku. Una comunità in festa, in preghiera attenta presieduta dal Vescovo Sebastian Tudu e con la partecipazione di quaranta presbiteri ed una folla di giovani. Spero che P.Livio, rettore del seminario, vi relazioni in merito.
Da buon anziano, quasi miscredente, mi sono chiesto quale calamita attira giovani in età problematica, come mi dice Salomon, a partecipare per due ore a questa liturgia con danze, canti, in ordine , in silenzio attento e preghiera.
Al termine dell’Eucarestia Jonas mi fa notare il mosaico che c’è sulla parete di fondo della cattedrale che è il Sacro Cuore di Gesù e mi ricorda che la Bibbia dice: “Oggi si compie la volontà del Padre: fare di Cristo il cuore del mondo”. E poichè nell’umanità sono le persone giovani alla scoperta dell’amore, Gesù li... attira. Li aiuta a formare famiglie fondate sull’amore e donazione di sè; una società in cui ci sia rispetto, perdono, sincerità; oppure chiede loro di essere disponibili ad un servizio di carità nella comunità cristiana, la Chiesa.
Sgranando la corona del Rosario mi rivolgo alla Madre perchè sia vicino a tutti noi per credere nell’amore che Dio ha per noi.
O Maria, sede della Sapienza, desideriamo imparare da te.
Donaci generosità nelle prove della vita, nel dubbio la serenità e la pace;
nei momenti tristi una fede incrollabile, che mai vacilli,
nel cammino quotidiano la sicurezza di essere guidati da te verso Gesù, nostra gioia. (P.E.Mauri)
Per favore una preghiera per il vostro anziano P.Adolfo
Dinajpur - 30 novembre Festa di S.Andrea
Carissimi amici,
all’inizio del cammino di Avvento la liturgia ci ha proposto il brano del vangelo di Matteo Cap. 8 che racconta la guarigione del servo del Centurione riportato anche da Luca Cap. 7. Scusatemi ma non riesco a rimandare, e vi chiedo di aiutarmi a camminare verso Betlehem.
L’azione si svolge nella città di Cafarnao, centro importante e cosmopolita nella Galilea, dove Gesù parla ed opera, come riportato dai vangeli. Per questo era conosciuto e stimato. Il Vangelo ci parla di un ufficiale dell’esercito, centurione, onesto che sa il suo dovere, ben voluto dalla gente del luogo , come riporta Luca, che dice a Gesù:
“Signore,il mio servo giace in casa paralizzato…”
Nel brano, se non erro dice Limon, c’è una insistenza sulla casa. Il Natale è Dio che viene ad abitare in mezzo a noi. Casa, luogo in cui si vive insieme. Penso ai milioni di rifugiati di oggi, ricordando vari periodi di guerre e conflitti che hanno creato rifugiati; ai “senza casa”; ai ragazzi di strada… ai terremotati o gente in cerca di lavoro su tratte illegali. E’ di oggi la notizia che in Malesia sono in carcere 767 giovani del Bangladesh entrati illegalmente in cerca di lavoro.
In Bangladesh, ma anche altrove, molte famiglie benestanti hanno persone “a servizio”. Ma quando sono malate vengono mandate a casa loro per curarsi o mandate via dal lavoro. Alcune devono recuperare dignità di vita dopo certe esperienze.
Nel vangelo il centurione si preoccupa del suo servo perchè guarisca. Alla risposta e disponibilità di Gesù dirà : “Signore non sono degno che Tu entri nella mia casa…” Forse perchè in casa c’è disordine in quanto abbiamo avuto da fare… oppure non è stata pulita dagli altri occupati a servire il malato…
“Entrare nella mia casa”. A volte ricevere Gesù in casa nostra può essere difficile perchè abbiamo dei problemi di convivenza o abbiamo litigato. C’è il più piccolo della famiglia che fa le bizze ed impedisce ai genitori di preparare il minimo per accogliere uno come Gesù. Amor è in cerca di lavoro a Dhaka e non riesce ad avere casa. Milon per lavoro spesso si trova in città dove è difficile avere una casa. Da noi diversi studenti che frequentano studi superiori vivono insieme 6 o 7 in “mess” (piccolo hostel), che non sono casa. Penso che tutti abbiamo qualcosa da dire sulla “mia casa”. Cosa curiosa è che il messaggio di Gesù riguarda sempre il vivere insieme con un linguaggio di famiglia. Dio è Padre; ci viene donata una Madre; siamo chiamati ad essere figli/e anche se molte volte scappiamo, facciamo il comodo nostro, seguiamo nostri sogni o illusioni.
L’Eucarestia ci fa pregare “Non sono degno di partecipare alla tua mensa…” che richiama la tavola di casa dove ci si ritrova per ascoltare, parlare, perdonare e nutrirsi. La Tua mensa e la mia casa vanno vissute insieme. La Chiesa è una famiglia in cui è inserita la mia casa e il pregare insieme aiuta a scoprire chi ha bisogno di essere curato, perdonato, compreso, aiutato. E’ importante che la parola di Gesù entri nella mia casa per guarire chi ha bisogno.
“Va e sia fatto secondo la tua fede.”… In quell’istante il servo guarì”
Forse la mia fede non è abbastanza sicura. Scusate il tempo che vi ho rubato e vi ringrazio dell’aiuto che potrete darmi per fare di questo periodo di Avvento un cammino guidati dalla Parola.
Madre Maria, aiutaci a rimanere in ascolto attento quando Gesù ci chiede di entrare nella nostra casa e ci invita a restare insieme con Lui. Nasce allora l’attenzione all’altro specie se povero, malato bisognoso di guida o di affetto.
Dall’anziano impertinente Fr.Adolfo..
Dinajpur - 15 dicembre
Sempre più cari amici,
Mi permetto di chiedervi ancora un poco di pazienza, perchè vorrei continuare la riflessione sulla casa. In questo periodo di Avvento la liturgia propone, dal vangelo secondo Matteo:
· che la casa sia fondata sulla roccia (parola) che resiste alle avversità; Mt.7, 24-27
· Gesù apre gli occhi a due ciechi che per strada gridano. (anche oggi molti gridano per strada) invece Gesù entrato in casa parla con loro e li guarisce. Gesù non ama la piazza e non impone, chiede la fede ; Mt.9:27-31
· ai discepoli (alla Chiesa) dà il potere di guarire e contrastare il male, di andare dai “figli perduti della casa di Israele”; Mt.10:6-8
· Gesù parla a figli o a favore di figli, non a servi o impiegati che operano;
· Al paralitico che viene calato dal tetto a causa della folla dice :”Prendi il tuo letto e torna a casa.
La conclusione è che Lui, il Verbo eterno, viene “ad abitare – avere casa - in mezzo a noi.
L’Angelo Gabriele disse a Maria “Salve piena di grazia. Il Signore è’ con te”Lc.1,28
Non c’è posto o casa per Sua madre che deve partorire, Lui si umilia ed accetta di nascere in una stalla , su cui si poserà la stella, dove pastori poveri lo troveranno. “ Non temete, vi annuncio una grande gioirà... è nato per voi un Salvatore… troverete un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia.” Lc.2:6 ss. Stella che indicherà ai “Magi = saggi” la strada da percorrere per arrivare alla capanna che ora è casa di luce che illumina ogni uomo.
Oggi molti si proclamano salvatori , in economia, in politica o nella società. Le cronache di oggi, in tutto il mondo, riportano di bambini appena nati ed abbandonati davanti a cancelli o a porte di case. Persone che imbrogliano il prossimo con promesse che non si realizzano. Capita in Italia come anche in Bangladesh. Le persone in cammino, come quelli che chiamiamo rifugiati, fuggono da situazione di guerra, discriminazione, ed oppressione dove hanno perso tutto con la casa. Per loro si ripete nella vita la fuga nella ricerca di una casa dove poter abitare ed un posto dove possono sentirsi “a casa” o accolti.
Troppe volte ho visto donne piangenti con i loro bambini davanti alle rovine fumanti della loro casa bruciata o per la guerra o perchè mandate via da chi ruba il terreno ai poveri. Gli uomini sono scappati o sono stati ingiustamente arrestati... Mi dice un giovane “ Padre non so dove passerò il Natale perchè hanno distrutto la mia casa e rubato tutto...”
Disse allora Maria:”Ecco l’ancella del Signore, mi accada secondo la tua parola” .Lc.1.38
In Bangladesh vi è l’usanza di mettere una stella o decorazione luminosa sul tetto delle case cristiane da accendere la notte di Natale. E’ bello vedere queste luci nei villaggi dove tante case non l’hanno perchè sono ancora in cammino verso Betlehem. Non sono luminarie ma luci umili per indicare una casa dove oggi Lui è nato.
Ed il Verbo si è fatto carne ed ha dimorato tra noi” Gv. 1,15
In questi giorni mi è difficile leggere tanti messaggi che arrivano sul computer e rispondere a tutti. Tanti messaggi per e-mail oppure www o cose simili; chiedo venia ma non ho ancora la segretaria per rispondere a tutti. Il Roni come anche Limon sono esperti nel visualizzarli con il dito sopra il telefonino, con grande mia invidia.
Non posso dimenticare di aver detto ai ragazzi di Dhanjuri che il loro “boarding” deve essere casa di amicizia. Me lo ha confermato in questi giorni un educatore a cui ho chiesto una valutazione sul boarding di Dhanjuri. Inizia la sua relazione dicendo che “il S.Benedetto boarding di Dhanjuri gli è apparso come una famiglia”. I ragazzi si sentono a casa; io sono contento quando mi chiamano “nonno” e Bruno Guizzi è “Dada = fratello maggiore”
Il profeta Isaia riporta la volontà di Dio quando dice “la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli” Allora voglio sognare una Chiesa come una casa dove non solo si dice Padre ma si opera perchè ogni persona si senta a casa e non abbia paura del Padre o dei fratelli, dove ci sia la comprensione, il rispetto, il perdono e l’aiuto reciproco.
Non mi resta che dire, insieme ai ragazzi/e di Dhanjuri ed ai giovani/nette di Dinajpur,, con tutto il cuore il mio augurio di Gioia per questo Santo Natale e di speranza per un mondo migliore dove ci siano costruttori di case da abitare per il prossimo anno 2017.
dal vostro anziano impertinente P.Adolfo
O Maria, Madre silenziosa e pietosa,
Aiutaci a sperare. Non è facile oggi sperare per essere accolti in una società chiusa su se stessa.
Ma con la tua presenza , discreta ma continua, aiutaci a incontrare Gesù’ che viene,
Che la mia casa possa accoglierlo per poterlo donare a quanti sono in cerca della luce della vita. (anonimo)
Dinajpur - 19 dicembre
Carissimi, scusatemi ma desidero che vi facciate carico …delle mie piccole riflessioni con la libertà di non leggere. Infatti ci vuole un poco di fantasia e poesia e lo sconsiglio se siete impegnati in cose da fare. Non cominciate a leggere se non vi interessa. Grazie di cuore.
Come ogni anno, sto preparando il presepe e mi viene spontaneo di ricordare di pregare. Il Vangelo di Luca riporta “… si adempì il tempo in cui Maria doveva partorire, e diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e, lo depose in una mangiatoia” Cap 2: 6-7
La mangiatoia richiama animali come l’asino o asinello ed il bue. Asino è, secondo la tradizione, animale da soma, cioè da carico. Alla mente ritornano ricordi come quello della strada che va da Calegna a S. Agostino, che vedeva asini carichi camminare in una lunga linea, dopo la vendemmia.
Li incontravi sulle strade o sui viottoli di Maranola, Campodimele o verso Monte S. Biagio e Lenola. Il vangelo parla dell’asino non solo a Bethlehem, per riscaldare con l’alito il Bambinello, ma viene utilizzato da Gesù per entrare in Gerusalemme come Re, portatore di Pace. Su di esso il Samaritano adagiò il ferito pestato dai ladroni per portarlo al riparo. L’arte grafica usa questo animale per far muovere Maria: nello scappare in Egitto, per andare da Elisabetta, per andare a Nazareth.
Un giovane scaltro commenta che forse voglio insinuare che allora farsi carico dei problemi degli altri è un farsi somaro? Qui in Bangladesh non ricordo di aver visto questo animale, ma a me capita ogni giorno di incontrare persone che operano come “animali da soma”. Incontri ragazzi minorenni con carichi di mattoni da preparare per le fornaci; donne che lavorano per la costruzione di un nuovo fabbricato che trasportano tutto sulla testa; donne che fanno il bucato al fiume cariche della biancheria dell’ospedale; ragazzi con il sacco di quello che raccolgono per strada e che può essere riciclato, operai che scaricano sacchi più pesanti di loro dai camion o dal treno.. Il conto non finisce mai…
Credo che il vangelo mi conceda di essere “ asino” quando do spazio ad una vedova con figli in missione; quando mi prendo la responsabilità del poveraccio, del drogato o del disabile. Penso che a volte Gesù ci chieda di farci “animale da carico” senza capire.
“Ma chi te lo fa fare” , è una frase che sentii quando da giovane davo del tempo libero per visitare o per aiutare, o perdevo giornate per incontrare qualcuno in situazioni difficili.
Avevo litigato “di brutto” con uno dei miei fratelli. Lasciatolo solo fui occupato a fare il presepe in casa. Era mio compito perché ero un artista….. Mio padre entrò, mi guardò e poi disse : ”Fate subito la pace , o quest’anno in casa faremo il Natale senza presepe”.
Con la fantasia mi dico di essere contento se sono ancora utile a Maria per portarla a visitare, andare, aiutare. Il Suo è un peso davvero leggero.
Riprendo per terminare il presepe nella mia camera. Vi ringrazio se avete avuto il coraggio di leggermi sino a questo punto. Vi chiedo di ricordarvi di me quando nel vostro presepe porrete l’asinello nella grotta dove nasce Gesù. Di nuovo un Santo Natale.
Dal vostro amico asino Fr.Adolfo
Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo, e vieni in una grotta al freddo ed al gelo. Per questo ci sono l’asino ed il bue a riscaldare l’ambiente.
O Bambino mio divino io ti vedo qui’ a tremar. O Dio beato, oh quando ti costò l’avermi amato. (S. Alfonso Maria d’Liguori)
Vergine Madre Maria, insegnaci a credere come hai creduto tu, perché si rinnovi nel mondo di oggi la nascita del Bambino, portatore di luce e di pace.