Dhaka, Pime House, 19 luglio 2009
Il mese di luglio in Bangladesh e’ stato davvero molto speciale. In questo periodo due giovani bengalesi, Joseph Mongol Ain e Bipolb Mollick sono diventati rispettivamente fratello e padre del PIME. Insieme poi hanno ricevuto il crocifisso che segna per ogni missionario del PIME l’invio in missione. Ma andiamo con ordine. Venerdi’ 3 Luglio nella nuova e bella chiesa di Gulta, Joseph Mongol Aind ha emesso la promessa finale di aggregazione all’istituto diventando cosi’ il primo missionario laico bengalese del PIME. La celebrazione Eucaristica e’ stata presieduta dal superiore generale del PIME padre Gian Battista Zanchi e vi hanno partecipato numerosi missionari del PIME e tanta gente. Durante l’omelia padre Zanchi ha ricordato piu’ volte ai presenti la scelta a vita per la missione in un paese diverso da quello di origine. Joseph Aind e’ stato destinato al Camerun dove durante la formazione ha gia’ svolto il suo servizio per tre anni. Li’ ritornera’ il prossimo mese di settembre lavorando al servizio della chiesa locale. Terminata la santa messa ha avuto luogo un “piccolo onustan” ( festa Bengalese).
Una piccola ma significativa cerimonia Orau ha preceduto la celebrazione eucaristica. Joseph e’ stato invitato ha camminare all’interno di molti piatti distesi lungo la strada dalla gente della sua comunita’. Il significato di tale gesto e’ il dono di quello che hanno a lui e allo stesso tempo farlo sentire parte della loro famiglia.
Il giorno dopo, nel villaggio natale di Joseph, p. Zanchi ha presieduto la Messa di ringraziamento. Erano presenti, ad entrambi gli eventi, oltre che alla celebrazione del 2 luglio svoltasi a casa di Joseph, tanta gente ed alcuni suoi amici indu’ e musulmani. Una settimana dopo, venerdi’ 10 Luglio a Bhoborpara, Mons. Bijoy Cruze, Vescovo di Khulna, ha ordinato presbitero Biplob Mollick. Biplob e’ il secondo bengalese a diventare sacerdote missionario del PIME. Il primo missionario bengalese del PIME, ordinato sacerdote 12 anni fa, p. Amal Gabriel Costa, dopo alcuni anni di missione in Costa D’Avorio, ora e’ Rettore del Seminario Teologico del PIME di Monza.
All’ordinazione presbiterale di p.Biplob, erano presenti una cinquantina di sacerdoti – Pimini, Saveriani e diocesani di Khulna – religiose e tanta gente.
Un gesto molto bello e significativo all’interno della celebrazione eucaristica e’ stato quando la mamma e lo zio di Biplob (il papa’ e’ morto anni fa) l’hanno accompagnato all’altare e consegnato nelle mani del vescovo. Con questo segno e’ messo in evidenza il dono che la famiglia fa alla Chiesa del proprio figlio. Dono che essi hanno ricevuto da Dio e in questo momento a Lui lo riconsegnano perche’ possa essere strumento di Dio a servizio del Suo regno. Dopo la celebrazione eucaristica ha avuto luogo un pranzo conviviale per tutti e nel pomeriggio il classico “onustan” con canti, danze, poesie e altro che hanno coinvolto molte persone e fatto gioire tante altre.
Terminati i festeggiamenti e le visite a parenti e amici i due nuovi missionari del PIME sono stati accolti dalla gente della parrocchia di Suihari, dove ha sede la casa regionale del PIME in Bangladesh, per la consegna del crocifisso. Durante la celebrazione eucaristica presieduta dal sacerdote novello, il patriarca del bengala padre Luigi Scuccato, da sessant’anni in Bangladesh, ha consegnato loro il crocifisso. Dopo la S.Messa un bello spettacolo organizzato dai bambini e dalle bambine della missione ha rallegrato la mattinata, nell’attesa del pranzo dove per l’occasione e’ stata servita anche la tartaruga d’acqua, proveniente dalle paludi della regione. I tre eventi sopra ricordati sono stati accompagnati sempre dalla presenza dei missionari del PIME e dalla partecipazione di tanta gente compresi anche tanti non cristiani. Come gia’ accennato, entrambi i due giovani missionari annoverano tra le loro conoscenze indu’ e musulmani. Possiamo affermare che questi momenti sono stati segnati da una unita’ nella preghiera, nel pranzo conviviale e nei diversi momenti di festa e che, ancora una volta, Dio si e’ servito di questi due giovani per farci stare insieme: cristiani, musulmani e indu’. Prima della loro partenza per la missione, (Joseph ritornera’ in Camerun e p.Biplob andra’ nella Guinea Bissau), sono stati invitati in diverse parrocchie per dare la loro testimonianza missionaria e vocazionale. Come vedete l’annuncio e la testimonianza della Parola del Signore non ha mai fine. La Chiesa Bengalese dopo aver ricevuto per moltissimi anni tanti missionari che hanno dato la vita per il Vangelo, (il PIME lavora nella regione del bengala da piu’ di 150 hanni), ora e’ matura per donare alla Chiesa i suoi missionari: miracoli della grazia del Signore. p.Michele Brambilla
6 ottobre 2009
Carissimo Bruno,
innanzitutto tanti auguri di buon onomastico da parte mia, dei padri, delle suore e per ultimo dai meravigliosi ragazzi/e che popolano i nostri ostelli riempiendoli della loro gioia e spensieratezza. Come tu ben sai, domenica scorsa abbiamo celebrato il nostro patrono san Francesco d’Assisi e durante la messa solenne del mattino ci sono state le prime comunioni. Ma andiamo per ordine. Conoscerai di certo il cartone animato la carica dei 101. Ebbene qui a Dhanjuri abbiamo fatto di meglio perchè i ragazzi/e che sono arrivati in missione per rivivere questo sacramento erano 147. La presenza di molti bambini è dovuta al fatto che da 3-4 anni la prima comunione non veniva più fatta. I ragazzi/e sono arrivati in missione nella giornata di mercoledì per prepararsi a questo sacramento e in questi cinque giorni hanno imparato le preghiere cristiane, partecipato a diverse classi di catechismo tenute dai catechisti della parrocchia e da 12 giovani che hanno contribuito in modo strordinario alla loro formazione. É stato belle sentire il “rumore” di questi bambini: i loro canti, le loro grida, le voci che ripetevano le preghiere appena imparate. É stato un “rumore” unico nel suo genere che fa sempre piacere ascoltare. Se ci togliessero i bambini ci mancherebbe un pezzo della nostra vita. Basta un loro sorriso e anche noi sorridiamo, almeno io. La giornata di Sabato e’ stata dedicata alla prima confessione. I ragazzi/e ben preparati si sono accostati per la prima volta a ricevere questo sacramento. Si notava in molti la preoccupazione, forse pensavano ad un esame come a scuola. Altri non riuscivano a parlare per l’emozione. Molti altri sembravano pieni di curiosità, quella curiosità che accompagna tutti di fronte a Lui. Siamo curiosi di vederLo, di ascoltarLo, di sentire qualcuno che ci dice: Lui è qui con te. In questi giorni ho visti ragazzi arrivare vuoti di qualcosa ed andarsene pieni di gioia perchè hanno incontrato Lui, il nostro Signore che ci ama e che attraverso il dono dell’Eucaristia possiamo ogni volta ricevere nei nostri cuori. Dopo la comunione siamo soliti ringraziare il Signore e dirgli per chi offriamo questa messa. In quegli attimi di silenzio ricordiamo a Lui i nostri cari, gli amici o semplici conoscenti ma in modo particolare sentiamo viva più che mai la Sua presenza in noi. La santa messa è stata presieduta da padre Bidda e concelebrata da padre Adolfo l’Imperio. I canti, le danze e la presenza di tanta gente ha reso unica questa festa patronale ed indimenticabile per i 147 ragazzi/e. Un forte abbraccio padre Michele Brambilla. PIME