7 aprile
10 giugno
10 giugno
5 luglio
26 luglio
Dhaka - 7 aprile
Amici sempre + cari,
Avete tutti ragione. Ieri mi sono detto che avete ragione a prendervela con me che non scrivo da tanto tempo. E’ trascorso il Natale, è venuto Bruno, è passata anche la Santa Pasqua (piano…ci sono ancora quattro settimane alla Pentecoste) e di P.Adolfo niente. Meno male che l’amico Bruno è venuto, si è documentato è ha potuto dire e scrivere. GRAZIE.
Oggi sono a Dhaka per una riunione per la lebbra e per far fare una visita medica specialistica a Bipok, che ha problemi nel parlare.
Il mio tempo trascorre tra Dhanjuri e Dinajpur impegnato per i lebbrosi, i disabili, seguire i ragazzi di Dhanjuri nello studio, terminare il Monastero delle Clarisse, ed altre mille cosette che crescono come funghi.
Seguo, attraverso internet ed i giornali, che giungono in meno di una settimana, le vicende italiane; dalla crisi dell’Alitalia al problema dell’immondizia a Napoli ed ora con le mozzarelle “ad hoc” e polemiche riguardanti la partecipazione alle elezioni politiche.
1. Come cittadino Italiano ho il diritto e dovere di votare. Essendo all’estero la legge mi dà la possibilità di votare per corrispondenza. L’ambasciata Italiana ci ha comunicato che non si può procedere alla votazione per posta, per cui, chi deve andare a votare può usufruire del 75 % di sconto sul biglietto aereo di andata e ritorno previa documentazione comprovante. Poiché il Governo ha sempre detto che il debito pubblico è in continuo aumento e bisogna risanare i vari bilanci io mi sono chiesto : “Il votare per posta in Bangladesh è possibile?” Certamente, mi sono risposto, in quanto il servizio postale è uno dei pochi servizi dello stato che qui è efficiente. Riceviamo in meno di una settimane giornali italiani come il “Corriere della sera”, “Avvenire”, ed altre riviste. Le lettere viaggiano in una settimana e vi è anche il servizio celere. Se poi non mi fido della posta statale c’è la DHL o altre agenzie che in 24 ore o 48 fanno giungere plichi riservati a tutte le destinazioni Europee e Mondiali.
Costo : Tk. 2000-4000 (dai 20 ai 40 Euro). L’alternativa data del rimborso del viaggio in aereo verrà a costare al contribuente italiano la bellezza di 1012 Euro ( 75% del costo di Eur 1350 Return ticket Dhaka-Milano). Poi ci sono almeno dieci giorni di lavoro che se ne vanno e che nessuno valuta, a meno che chi va a votare non ha lavoro o cose da fare … Per cui per aiutare il risanamento della spesa pubblica (se viene detto il vero) NON VENGO A VOTARE IN ITALIA e mi sento deprivato di un mio DIRITTO.
2. L’amico Bruno è venuto ed ha potuto notare i progressi che i ragazzi/e che aiutiamo con il “Sostegno allo studio” stanno facendo. In questi giorni 16 sono impegnati con l’esame di stato del SSC che avviene al termine della classe 10ma. Il fabbricato del boarding è in via di completamento. Potrà dare posto a sessanta di loro più un ampio studio con biblioteca e 5 computer. Don Bosco diceva “Mente sana in sano corpo” e ci troviamo d’accordo con lui. Il refettorio va ampliato e la cucina deve essere costruita in quanto la presente è una tettoia di paglia con due fornelli in terra. A Beldanga sono in 16 quelli che frequentano il College (Scuole superiori) e il loro numero aumenterà in ottobre. Ci sarebbe da fare la Cappella per aiutare la gente del posto a divenire una comunità.
3. Uno dei sogni che perseguita alcuni che lavorano ed hanno lavorato a Dhanjuri è aprire una scuola agricola. In parte è già in essere in quanto i ragazzi del boarding di Dhanjuri danno una mano per la coltivazione del riso e sono responsabili del loro orto (patate, cipolle, aglio, peperoncini, zucche etc.) Sono alla ricerca di alcuni laici (almeno tre qualificati) che vogliano aiutarmi a fare del sogno una realtà. Grazie per la preghiera di sostegno che non mi farete mancare.
4. Il lavoro per i lebbrosi continua. Il Vescovo mi ha dato P. Albert Soren come corresponsabile del lavoro e da gennaio lavoriamo insieme. P. Albert cura in particolare la sezione che riguarda i disabili e la preparazione del personale. Ma P. Albert , che ho conosciuto da ragazzo, alunno del seminario minore di Dinajpur nel periodo che io ero Rettore, segue anche il lavoro della Commissione “Pace e Giustizia” e con due avvocati aiuta la gente dei villaggi che subisce ingiustizie o deve affrontare conflitti con i prepotenti.
5. Lo scorso anno di questi giorni ebbi la gioia di ospitare Katia e Alex che vennero ad iniziare il loro cammino di sposi cristiani. Qui a Dhanjuri sono tanti a domandarmi di loro, desiderosi di incontrarli ancora.
6. Con il vostro aiuto si va incontro ad alcune famiglie giovani senza casa che chiedono di costruirne una ( due stanzette con una veranda ed il cucinino ). Il costo si aggira dai 2000 ai 4000 Euro. Alcuni riescono a ripagare il 50% nell’arco di 5-6 anni. Mi devo conservare in vita per aiutare qualche altro a farsi la casa. D’altra parte una famiglia senza casa non riesce a vivere.
Gli alberi di mango e di lichu sono fioriti. Dopo il freddo, il caldo rinnova il risveglio della natura con il canto degli uccelli che salutano l’alba ed il tramonto del giorno.
Questo paese ogni giorno rinnova il suo desiderio di vita nella ricerca di lavoro per affrontare i bisogni della vita. Il costo della vita è in continuo aumento per l’aumento del prezzo dei generi di prima necessità (riso, patate ect.). Ma sembra che sia un fatto mondiale per l’aumento dei prezzi del grano e del riso sul mercato internazionale. Staremo a vedere.
Intanto il Bangladesh si prepara alle elezioni che dovrebbero svolgersi a fine anno.
“Nella prospettiva evangelica, il vero potere è quello del Dio crocifisso, un potere che vuole l’alterità dell’altro fino a lasciarsi uccidere per offrirgli la risurrezione. Perciò il potere assoluto s’identifica con l’assoluto del dono di sé, con il sacrificio che comunica la vita agli uomini e fonda la loro libertà” (Olivier Clement)
Scusatemi se sono stato lungo e spero di non avervi tediato. Termino con dirvi grazie e salutarvi con quello che Luca riporta nel suo Vangelo detto da Gesù : Ma a voi che ascoltate io dico : Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano….. Amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché Egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.”
Con un forte abbraccio
Fr.Adolfo
Dinajpur - 10 giugno
"Lei, Signore. Mi scusi. Sono rientrato da New York dopo 22 anni. Come è bello essere a casa !!!".
A gridare, perchè eravamo per strada a Dhaka, con un traffico assordante, era un signore Bengalese sulla sessantina, ben vestito con una simpatica barba brizzolata. Ero per strada per raggiungere un centro per fare degli acquisti ed ero sopra pensiero. Mi sono fermato. Ho stretto la mano a questo sconosciuto che ha ripreso il suo cammino nella direzione opposta alla mia lasciandomi con un punto interrogativo. Perchè aveva gridato a me quel messaggio tra le tante persone che erano con me sulla strada?
Lo stesso giorno, Sabato 7 Giugno, ero per strada per raggiungere la casa dei Missionari Saveriani, quando incrocio sul marciapiedi un signore alto, ben vestito con a fianco un ragazzo di circa 10 anni con due occhi bellissimi. Il signore distinto si ferma e si presenta: " Sono il papà di questo ragazzo. frequenta la quinta elementare ed è un brano studente. Vorrei tanto che potesse studiare alla scuola tenuta dalle Suore qui vicino". Chiedo al ragazzo come si chiama. Amor. Ci salutiamo e riprendiamo il nostro cammino in opposte direzioni.
Lunedì sono in viaggio di ritorno da Dhaka a Dinajpur. Mi fermo a metà strada per fare colazione. Sono al tavolo con l'autista prendendo una tazza di ...caffè (se il Nexcaffè può essere un caffè...) quando un giovane dal tavolo vicino viene al nostro tavolo e dice: "Mi scusi se sono curioso. Posso chiederle una cosa ?" "Di pure", è la mia risposta. "Per favore mi potrebbe dire da quale nazione viene ?". Ed io :"Dall'Italia". "Grazie, e mi scusi di averla disturbata".
Sono incontri sulle strade del mondo che a volte sono in contrasto con quelle che ci vengono riservate perchè abbiamo il colore della pelle diverso o un volto sconosciuto.
Ho pensato che Gesù cammina ancora per le strade del mondo per ripetere un messaggio di amore che è convivenza e accoglienza.
Fr.Adolfo
Dhanjuri – 20 giugno
Dunque: i magnifici sette, le sette meraviglie del mondo, sette numero sempre presente nella vita di ogni giorno. L'occasione mi è data da un incontro a cui ho partecipato quasi non volendo.
Alla casa del PIME di Dhaka, da alcuni mesi sono ospiti tre Fratelli Maristi per lo studio della lingua bengalese. Li ho incontrati due o tre volte andando a Dhaka. Sabato 7 Giugno hanno voluto celebrare ricordando il loro fondatore Fr.Marcellin Champagnat.
Curiosando in Cappella al mattino noto il libretto per la liturgia Eucaristica in 6 lingue. Però, mi dico, forse è un poco troppo.
Ma lo Spirito nella Chiesa realizza degli incontri anche per darti delle indicazioni del cammino della Chiesa. Dunque si sono ritrovati con noi del PIME sette fratelli Maristi presenti in Bangladesh per lo studio della lingua. Poi scopro che vengono da sette nazioni diverse e oltre a studiare la lingua bengalese hanno un cammino comune di formazione e di lavoro apostolico.
Per spiegarmi sono : Fratel Eugenio dalla Spagna, Fr. Ewald dalla Germania, Fr. Hilario dall'Argentina, Fr.Mark dalle isole Salomone, Fr. Marti dalla Catalonia, Fr.Virgilio dallo Zambia e Fr.Xavier dal Messico.
Poi noi del Pime Italiani, i Xaveriani, alcune Suore Bengalesi, e di altre nazioni. La Cappella diventava luogo dove si intravedeva la Chiesa di domani. Comunità di persone che credono in Cristo e lo portano a TUTTI. L'educazione dei ragazzi e dei giovani è una priorità per i Fratelli Maristi. Fondati nel 1817 in Francia oggi sono 4345 persone che operano in 74 paesi !!!
Volete saperne di più : guardate il http://www.champagnat.org/en/200000000.asp
Pensandoci ringraziavo per questa occasione che mette in ombra società che praticano la divisione in sette......che aiuta a superare la difficoltà di intendersi perché si parlano idiomi diversi. L'essenziale è capirsi, sostenersi, aiutarsi a fare il bene.
Che lo Spirito ci doni i Suoi Sette Doni per essere operatori di una umanità nuova. Perché lo "Spirito di verità vi farà liberi" e realizzatori delle parole di Gesù :"Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite quelli che vi maledicono, pregate per i vostri calunniatori".
Fr.Adolfo
Dhanjuri - St.Francis High School - 5 luglio
Prima che cali la sera ed inizi un nuovo giorno eccovi una piccola cronaca da Dhanjuri.
L'occasione è stata quella di dire grazie e dare un saluto ai 16 studenti e studentesse della St.Francis High School di Dhnajuri promossi a pieni voti dando gioia a tanti.
La Scuola è stata una delle poche della zona rurale in Bangladesh ad avere il 100 % di promossi a questo esame statale.
Presenti gli insegnanti, tutti gli studenti hanno voluto trascorrere tre ore con canti, danze, scenette e chi più ne ha più ne metta. Non ho fatto il film, per il prossimo anno se volete potete venire a godervi la festa.
La preside, Sr.Cristina emozionata ha aperto le cerimonie e P.Cherubim ha ricordato il Bruno dada e tutti gli amici italiani che hanno aiutato e dato aiuto a questi ragazzi.
L'altra notizia è che la sezione agricola che l'amico Bruno ha accennato e caldeggiato sta andando in porto. Oggi un gruppo di esperti ha visitato Dhanjuri ed i terreni su cui svolgere la parte pratica della scuola e si spera di avere indicazioni nei prossimi giorni.
Inoltre abbiamo avuto delle indicazioni e promesse di impegno di persone interessate all'iniziativa. Si tratta di studiare con loro ed avviare la sezione agricola e poi fidarsi della Provvidenza che guida i cuori e le menti verso cose nuove.
A tutti buone vacanze o a casa o fuori.
Caramente
Fr.Adolfo
Dhaka - 26 luglio
Avevo iniziato queste due righe questa mattina, ma poi ho perso….il “file” e ho dovuto iniziare da capo. Cose che capitano agli anziani come me.
Ormai lo sappiamo tutti che il caro prezzi è un fatto globale o mondiale che sia. I prezzi del petrolio e degli alimentari crescono senza un controllo o spiegazioni convincenti.
A fine del 2007 qui da noi ad un certo momento gli organismi finanziari mondiali hanno deciso di aumentare il costo della benzina per “equipararlo” al costo mondiale. “La benzina deve costare un dollaro al litro i.e.Tk, 65” – hanno scritto i giornali - perché tale è il costo al litro in altri paesi di Asia ed in Europa o America. Ma non hanno scritto che in Bangladesh un dollaro è tutto il guadagno di un giorno di lavoro, a volte di meno.
Quest’anno continua l’aumento ed ora la benzina costa Tk. 87 a litro perché tanto costa “sul mercato mondiale” e chi lo importa se lo vuole lo deve pagare. Di conseguenza sono aumentati i costi di tutti i mezzi di trasporto. Per viaggiare bisogna arrangiarsi. I poveri cercano un posto sui camion, sul tetto degli autobus o dei treni……Aria condizionata assicurata !!!
Non parliamo del riso. Oggi costa Tk. 35 al Kg. quando lo scorso anno si comprava a Tk. 20. Me ne accorgo facendo gli acquisti per gli ammalati dell’ospedale a Dhanjuri o per il boarding. Ma oltre al riso è aumentato il prezzo dell’olio di semi e di tutto quello che si compra al “bazar”–mercato. Nei primi sei mesi di quest’anno gli alimentari hanno avuto un aumento di 30%.
Si può reagire a questa “legge del mercato”? I miei Bengalesi che devono fare la spesa al termine della giornata di lavoro guardano la roba e riducono la spesa facendo il conto di quello che hanno in mano. Ma penso che anche da voi in Italia o altri paesi Europei per chi va al mercatino rionale si deve fare il conto con i centesimi che si hanno.
Abraham fa il guardiano notturno ed ha un figlio che studia al College. E’ la sua speranza. Lui analfabeta desidera che il figlio abbia un futuro migliore. Ma con il suo “stipendio” non riesce a comprare il riso necessario per un mese. E poi ci sono: la moglie malaticcia, due sorelle che vanno a scuola… non è riuscito a pagare la bolletta della luce (anche questa aumentata) e se gli tolgono la luce come faranno i figli la sera a studiare…
A Dhaka Cornelio, che frequenta l’ultimo hanno del College e spera di terminare il prossimo anno, ha visto duplicare, nell’arco di due mesi, la spesa dell’alloggio e vitto dove risiede. “ Se continua così non so proprio cosa fare”.
Le storie da raccontare sarebbero tante. In questi giorni vengono rimpatriati in Bangladesh dal Kuwait qualche centinaio di operai del Bangladesh, rei di aver scioperato per ottenere un salario giusto. Anche altri paesi chiudono la porta ad operai che a volte sono anche vittime di agenzie che speculano sul loro stato. Eppure risulta che il Bangladesh riceve come “rimesse” dai lavorati all’estero una somma non indifferente.
Tornato da Dhaka oggi 31 Luglio mi rendo conto che le previsioni fatte lo scorso anno sia per il lavoro di assistenza ai lebbrosi che per le costruzioni all’ospedale e al Boarding sono saltate.
Il cemento è aumentato del 50% in un anno ed il prezzo del ferro per le costruzioni raddoppiato nello stesso periodo. Con l’aumento del riso aumentano di conseguenza il costo della mano d’opera. Da Tk. 70 al giorno a Tk. 120 per i manovali; per i muratori vai da tk. 160 – 200 al giorno.
Luglio è il mese del trapianto del riso che a Novembre-Dicembre sarà il raccolto più importante per il Bangladesh. Questo riso ha bisogno della pioggia del monsone, ed in alternativa, dell’irrigazione.
Le campagne sono piene di donne e uomini che curvi trapiantano la piantina del riso in linee orientate in modo da ricevere il sole per la maggior parte del giorno. Un lavoro che stanca ma è il segno della speranza di un raccolto nuovo. Altri hanno piantato il granoturco (mais). E’ tutto un bel colore verde che fa bene agli occhi. A Dhanjuri i ragazzi e ragazze del boarding si sono uniti alla gente del villaggio ed hanno aiutato a questo rito del trapianto. A sera, anche se stanchi, hanno cantato e danzato dopo una cena abbondante, nella speranza di un buon raccolto.
La batosta, come la chiamo io, è arrivata e, senza guardare chi è che te la pone sul collo, la devi portare ma devi avere il coraggio di imparare a guardare avanti e costruire un società dove non comandi “la legge del mercato” ma la legge della giustizia e della solidarietà; una società di diritti e doveri per il bene di tutti.
Al momento del raccolto cosa ci aspetta ?
Mi piace allora risentire quello che mio nipote Giovanni ha scritto nel presentare il suo libro di poesie, e utilizzare parte delle sue parole per attutire il colpo della “batosta” che è calata su di noi.
Cari amici, per fortuna abbiamo un cuore!
Sostenere le iniziative che nel mondo persone come Padre Adolfo ed i suoi collaboratori stanno realizzando a Dhanjuri, credo sia un atto stupendo di solidarietà verso chi impegna trasparentemente le proprie energie per aiutare concretamente il prossimo; un prossimo fatto di malati ed emarginati, ma anche da ragazzi veri e vivi, che rivendicano il loro diritto allo studio nell’inadeguatezza culturale delle realtà tribali del Bangladesh.
Il domani dipende anche da questi Ragazzi che stanno studiando a livelli sempre più alti e che finalmente possono guardare al futuro con le giuste capacità, grazie all’opera incessante di persone che stanno adoperandosi affinché ciò avvenga con sempre più continuità.
Quando pensiamo al domani dei nostri figli, dobbiamo intravedere orizzonti di ottimismo e libertà, e questo, nella attuale società occidentale, è un dato di fatto; riuscire a pensarlo per i giovani di Dhanjuri e del Bangladesh è doveroso da parte nostra.
Coraggio, quindi, perché non è un accettare o subire la batosta passivamente, ma invito a trovare risposte adeguate alla realtà di oggi. A Dhanjuri sta maturando l’idea di inserire alla Scuola Superiore una sezione agricola. Un accompagnamento di tre anni con curriculum per ragazzi delle classi VIII-IX e X. Classi teoriche e pratiche che riguardano anche la meccanizzazione e l’irrigazione, l’uso delle sementi e dei fertilizzanti. L’agricoltura deve essere al centro della formazione dei nostri giovani.
E’ stato un sogno per tanti Missionari ma sta diventando realtà grazie anche al pungolo dell’amico Bruno, all’incoraggiamento di P.Berutti e di altri ed alla collaborazione di laici di Dhanjuri che vogliono far diventare realtà il sogno.
Oggi Domenica 3 Agosto la liturgia ci ha proposto l’ascolto della moltiplicazione dei pani riportata da S.Matteo (cap 14-13:26) E’ una pagina che ho spesso meditato e direi anche vissuta in prima persona, in momenti in cui davanti alle folle ho avuto la tentazione di dire al Signore “per favore mandali nei villaggi vicini per comprarsi il cibo necessario”.
Lui guarda la folla ed “ha compassione”. Cari amici, per fortuna abbiamo un cuore! È partecipare a questa compassione che è un lasciarsi prendere e vivere con passione le vicende degli altri, specie i piccoli o esclusi. La passione per il lavoro, per la famiglia, è uno spendere la vita. Questa passione ci distingue da quelli che operano per professione.
Disse ai discepoli di “farli stendere sull’erba”, e si sedettero sul prato. Questa figura contrasta con le file che si vedono in alcune zone del Bangladesh per la compera a prezzo basso agli spacci Governativi, o alla TV e sui giornali nei paesi poveri. Gente in fila, controllata dalla polizia e a volte dai soldati per una distribuzione di cibo. Spintoni, grida, desiderio di accaparrare.
La distribuzione fatta con amore è diversa. Sedersi e partecipare del cibo che si ha. “Qua abbiamo solo cinque pani e due pesci”. Lui li accetta. Su questo “poco” recita la benedizione. Lo restituisce perché venga distribuito alle folle.
Cari Amici, per Amore abbiamo ricevuto tanto ed è bello poter continuare a credere che il miracolo della solidarietà continua ad essere presente nella nostra vita.
“O Padre, nostra forza e nostra speranza, effondi su di noi la Tua misericordia, perché da Te sorretti e guidati usiamo saggiamente dei beni terreni nella ricerca dei beni eterni.”
Fr.Adolfo
Dhanjuri - 4 ottobre
Abbiamo sentito che ci sono stati i Quattro Grandi, e quelli di cui vi parlo oggi per noi sono dei Grandi Magnifici. Volete sapere chi sono ? Ecco che ve li presento :
Mr. RAISEN HASDAK, contadino per trent' anni al lebbrosario di Dhanjuri. Ha curato l’orto perché la mensa dei malati di lebbra fosse sempre fornita di verdura e frutta fresca. Trovarono che era malato di lebbra quando era ancora giovane. Gli hanno dato speranza: “dalla lebbra si può guarire”.
Trent' anni fa non era facile per un lebbroso essere accettato e trovare lavoro. Ci pensarono le Suore ed i Padri e lui è rimasto fedele al suo lavoro, si è formato un famiglia ed oggi gli diciamo grazie di tutto cuore.
Mr. MARCUS MARANDY, per trent' anni è stato uno dei calzolai dei lebbrosi. Quanti sandali fatti per difendere o evitare le ulcere ai piedi dei malati di lebbra!!!. Un lavoro che va fatto a mano e su misura. Un paio per ogni malato. Se calcoliamo in media trecento paia all’anno, caro Marcus hai fatto 9.000 sandali in trenta anni !!!! Anche lui malato di lebbra, guarito ha voluto operare nel progetto di Dhanjuri!
Mr.ALOYSIUS MARANDY. Longilineo, silenzioso, attento e di poche parole ha voluto servire i fratelli malati del morbo di Hansen operando sia nella clinica interna come paramedico e sia visitando i villaggi intorno a Dhanjuri. Anche lui guarito dalla lebbra ha servito per trent' anni dando speranza a tanti. La lebbra diagnosticata a stadio iniziale evita le forme che portano alla discriminazione o al rifiuto. Grazie a Suor Rosa lui ha saputo operare per 30 anni.
Mr. BARNABAS MURMU , giovane di buona volontà iniziò trenta anni fa in aiuto a Sr.Sozzi e Carlo De Bernardi. Uno dei pochi che avevano fatto le scuole superiori, dopo una propria preparazione con un corso in India è diventato il laboratorista del Lebbrosario di Dhanjuri. Si è sempre aggiornato e tenuto fede al suo impegno nella diagnosi della malattia.
Oltre a questo è stato sempre disponibile nel visitare le cliniche anche più distanti per raccogliere il materiale (vetrini per esami al microscopio) e aiutare il dottore nel diagnosticare. Altri impegni che riempivano la sua giornata erano il coordinamento di tanti lavori che sono necessari in un complesso come Dhanjuri. Dal provvedere all’andare al mercato alla vicina cittadina di Birampur o Bulbari distanti 7 Km., per gli acquisti per la cucina, al provvedere al pagamento delle bollette, tasse, al visitare i vari uffici governativi per perorare la causa del Lebbrosario. Un grosso grazie anche a Barnabas. Con la moglie Marta, diceva Sr. Bruna, sono due colonne del Lebbrosario.
Ora ditemi se queste persone non sono Grandi davanti a Dio ed agli uomini. Il 4 Ottobre abbiamo consegnato loro, in segno di riconoscimento, un diploma con scritto il nostro grazie per il servizio ai poveri.
S. Francesco di Assisi, titolare della parrocchia di Dhanjuri e Santa Teresina, protettrice del lebbrosario di Dhanjuri, certamente hanno sorriso e continueranno ad intercedere perché altre persone giovani sappiano prendere esempio da questi “magnifici quattro” nell’impegno di combattere qualsiasi lebbra nella nostra società.
Chiudo con una riflessione di Carlo Carretto “Ognuno deve percorrere il suo cammino con pazienza e tenacia, ma presto o tardi questo sentiero si incontrerà con quello su cui cammina Gesù.”
Fr.Adolfo
Cari amici, in occasione della ricorrenza dei 100 anni dalla venuta delle Suore di S. Maria Maddalena Postel a Gaeta la cui celebrazione si è conclusa domenica 26 ottobre con la celebrazione del nostro Arcivescovo, padre Adolfo, dalla sua missione in Bangladesh, ha scritto una lettera che vale davvero la pena di leggere (anche per chi non dovesse conoscere lui o le Suore).
Dhanjuri 18-22 ottobre
Suore della Misericordia
Suore dell’Atratina
Suore di Santa Maria Magdalene Postel
Carissima Sr.Paola,
Carissime Sorelle in Cristo,
Tramite l’amico Bruno, mi avete chiesto mesi fa di scrivere qualcosa della mia esperienza con voi in occasione dei cento anni della vostra presenza in Gaeta ( se ho capito bene). Credo di essere fuori tempo massimo…
Cento anni fa veniva battezzato il primo Cristiano qui a Dhanjuri. Nasceva una nuova Chiesa. Cento anni fa una nuova linfa di vita veniva inserita nella Chiesa di Gaeta, con il vostro arrivo. Per me siete state un segno della Misericordia del Padre.
Mi insegnate che la Misericordia è una dimensione di Dio. Non la si può spiegare. “Dio non può essere scritto in nessun libro. Dio è invisibile, nessuno l’ha mai visto, nessuno mai lo ha toccato….Dio è vita ed una vita bisogna viverla per sentirla.” scriveva Carlo Carretto.
La Sua Misericordia la incontriamo, o meglio la sperimentiamo, vivendo e pregando nell’incontro con gli altri.
“Celebrate il Signore, perché è buono; eterna è la Sua Misericordia” prega il Salmo 118.
Riandando col pensiero ai ricordi delle persone incontrate allora da bambino, ricordo le Suore della Misericordia che quella sera mi chiedevano di pregare con loro stando in ginocchio intorno al letto della mia mamma che stava molto male, mentre il dottore, il papà ed altri si davano da fare per far superare la crisi.
Poi le Suore della Scuola elementare: da Sr.Giulia a Sr.Geltrude, Sr.Emilia, Sr.Cecilia che insegnavano a leggere, scrivere e rispettare. Al primo incontro al mattino il bacio al Crocifisso in mostra sul petto delle Suore, il perdono delle scappatelle, il rimprovero per migliorare il carattere, il castigo per correggere: rapporti di educazione guidati dall’Amore di Dio per noi.
La pazienza di Sr.Eufrasia e Sr.Carmela con questi “birbanti” mai fermi e pieni di vita, e in cerca di qualcosa da mangiare quando a Gaeta si faceva la fame nel periodo di guerra; anche questo era segno della Misericordia di Dio.
Sr. Virginia dalle mani rude e piene di calli per il continuo lavoro dei campi, che si voltava per non vedere quando qualcuno di noi saliva sull’albero di ciliegie.
Dopo l’8 Settembre fummo sfollati da Gaeta nella zona dei venticinque ponti, in zona di guerra.
Dopo mesi di stenti decidemmo di andare a cercare un poco di cibo ed aiuto a Lenola, dove c’erano le Suore della Misericordia. Arrivammo dopo un giorno di viaggio a piedi tra le montagne, in tre accolti con Amore. Un bagno caldo, disinfestazione dei pidocchi che ci tormentavano il corpo, una minestra calda da sogno, ed un letto per dormire senza la paura delle cannonate… Il giorno dopo ripartire con gli zaini pieni di cibo per tutti di casa con la raccomandazione di non farsi prendere dai tedeschi.
Durante i giorni dei bombardamenti da Cassino a Gaeta la vostra casa è stato rifugio a persone e ai beni di tante famiglie di Gaeta. Anche la vostra Cappella fu colpita da una cannonata.
Il dopo guerra con la ricostruzione, non solo delle case, ma di una società nuova lontana dalla violenza e dal sopruso, avete continuato ad essere disponibili. Le Suore della Misericordia continuarono ad accogliere, ascoltare, consigliare.
Da voi ho imparato a leggere e meditare e vivere il Vangelo con l’aiuto di D.Ettore, D.Cosimino, Mons. Gargiulo, D.Giulio, D.Gianni nel Seminario Arcivescovile di Gaeta, a Conca e a Lenola, dove avete svolto per anni il ministero del servizio dell’accoglienza e della mensa, segno della Misericordia di Dio.
Nell’impegno di Azione Cattolica e nella ricerca della svolta di vita al Sacerdozio ed alla vita Missionaria mi siete state vicine. Disponibili per i campi scuola di A.C., campi vocazionali, convegni. La lista è lunga. Siete state un “rifugio”.
“Nell’angoscia ho gridato al Signore, mi ha risposto il Signore, e mi ha tratto in salvo.”
“E’ meglio rifugiarsi nel Signore, che confidare nell’uomo….che confidare nei potenti”
Destinato dalla Misericordia di Dio al Bangladesh a volte ho sognato la vostra presenza in questo paese, guardando alle condizioni di vita di tanti bambini e specialmente bambine.
Forse su questo non ho pregato abbastanza, e per voi si è aperta la via dell’India. Anche questo è Misericordia di Dio.
Nei miei ritorni per riposo o per impegno in Italia dal Bangladesh ho goduto sempre nel poter celebrare l’Eucarestia con voi e godere della compagnia dei Sacerdoti di Gaeta che si incontravano a mensa da voi.
Siete state sempre generose nell’aiuto alla mia missione e ve ne sono grato.
Tante altre cose dovrei scrivere, ma rischio di farvi attendere altri cento anni. Sapete, ad una certa età bisogna poter digerire e dare il tempo a riflettere prima di parlare. Il modo di oggi vive il “tempo reale” della comunicazione e mi sento sorpassato. Il telefonino diventa un mezzo di comunicazione che spesso toglie il tempo alla riflessione necessaria prima di rispondere.
Carissime Sorelle in Cristo, vi ringrazio per aver svelato il Volto di Dio operando la Sua Misericordia nella Chiesa che è in Gaeta.
“Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo e segue con amore il suo cammino. Se cade non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano”
“Sono stato fanciullo e ora sono vecchio, prega il salmo 37, non ho mai visto il giusto abbandonato né i suoi figli mendicare il pane.”
“Celebrate il Signore, perché è buono; eterna è la Sua Misericordia”.
Mi congedo con le parole di S.Paolo che svelano il fondamento della Misericordia del Padre.
“La carità non abbia finzioni; fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità delle persone, premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitati, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto,”
Siate quindi Misericordiosi come è misericordioso il Padre mio che è nei cieli.
Con riconoscenza e affetto,
Fr.Adolfo