11 gennaio
febbraio
6 aprile
19 aprile
7 maggio
14 maggio
9 settembre
22 settembre
18 ottobre
31 ottobre
27 novembre
17 dicembre
23 dicembre
29 dicembre
Dinajpur - 11 gennaio
Siamo a Gennaio ed il freddo si fa’ sentire anche in Bangladesh. In questi giorni di freddo le elezioni municipali in alcune citta’ del Bangladesh riscaldano l’atmosfera. Sono scaglionate dal 12 al 18 Gennaio per le varie citta’ e province.
Domani 12 Gennaio si svolgeranno anche a Dinajpur. Da quindici giorni le strade della citta’ sono state invase da festoni con migliaia di manifesti dei vari candidati ad essere o sindaco o consigliere delle varie zone della citta’. A Dinajpur sono in quattro i candidati a sindaco e centinaia (non sono riuscito ad avere il numero esatto) quelli che concorrono ad essere consiglieri. Per ogni zona devono essere scelti una donna ed un uomo.
Le novita’ di queste elezioni e’ stato il vedere gruppi di donne, il pomeriggio di ogni giorno, girare il rione casa per casa per fare propaganda di uno dei candidati o candidata. Ai ragazzi, dopo la scuola, il compito di distribuire piccoli manifestini dei vari candidati. Certo che le tipografie hanno fatto affari. Manifesti in bianco e nero e carta leggera per contenere la spesa elettorale.
La seconda novita’ e che non si riesce a capire a quale partito politico appartengono i candidati perche’ i simboli usati sono i piu’ svariati. Dal secchio all’orologio, dal pallone alla macchina da cucire o alla bicicletta. Saranno un centinaio i simboli usati. Una grande fantasia e coreografia.
Altra novita’ è che per quindici giorni, ogni pomeriggio sino alle dieci di sera riksho (tricicli) attrezzati di altoparlante hanno fatto il giro della citta’ facendo propaganda a tutto spiano di messaggi registrati che si ripetevano.
Il frastuono aumentava quando erano tre o quattro i riksho che si incontarvano sulla stessa strada con il risultato che riuscivi a sentire solo “vota, vota e vota” (marca, marca, marca) e non il resto. Una bella Cacofonia.
Tutto questo frastuono ha dato fastidio a qualcuno di noi per la perdita di sonno, ma le persone del luogo lo hanno sopportato come cosa nuova e necessaria per le elezioni.
Oggi vigilia c’e’ silenzio. E’ proibito fare propaganda; e’ il momento della riflessione. Domani si votera’. Si trattera’ di scegliere le persone giuste.
Vieni Santo Spirito, manda da noi dal cielo un raggio della tua luce qui in Bangladesh.
Lava cio’ che e’ sordido, bagna cio’ che e’ arido, piega cio’ che e’ rigido, drizza cio’ che e’ sviato.
Dona virtu’ e premio a quelli che confidano in una societa’ migliore.
P.Adolfo : corrispondente una tantum
Febbraio - In collaborazione con Bruno Guizzi
L'amica Maria Teresa Scalesse, esperta in Archeologia missionaria, ha scovato in un remoto angolo del suo archivio un articolo di Adolfo, su "Missionari del Pime" di giugno 1998. Sono passati tredici anni e l'articolo è tragicamente attuale perciò, alla vigilia del mio viaggio in Bangladesh, ve lo ripropongo.
Mi sono naturalmente permesso di aggiornare qualche cifra e fare qualche commento aggiuntivo o qualche modifica, non fosse altro per pagarmi la cointestazione dell'articolo!
Adolfo allora era a Dhaka, dopo la parentesi italiana come economo generale del Pime, ma la situazione del lavoro minorile è un cancro difficile da estirpare in tutto il paese, anche nei villaggi rurali.
In questi dieci anni di viaggi in Bangladesh ho però potuto notare che la situazione è migliorata, i giornali ne parlano di più, il governo promette etc; non scordiamo però che in altri paesi, soprattutto nell'Africa subsahariana il lavoro e lo sfruttamento minorile (ahimè anche per fini bellici) non accenna minimamente a diminuire.
Ed ora passiamo all'articolo di Adolfo
Qualche tempo fa chiesi ad un tale, che l'anno precedente mi aveva verniciato una ringhiera sul muro di cinta della parrocchia, di rifare il lavoro perché il colore veniva via. Mi aveva "fregato" rifilandomi un materiale non adeguato che, con la pioggia, si stava sciogliendo come neve al sole. Cose che capitano. "Va bene" mi risponde " rifarò il lavoro senza farmi pagare".
Il giorno successivo trovo tre bambini, di circa dieci anni, pronti a pulire il ferro con la carta vetrata, per dare successivamente una mano di pittura.
Gli dico che non può far lavorare i bambini perché dovrebbero andare a scuola. Il risultato? Sono stati subito rimpiazzati da tre giovanotti, mai stati a scuola perché hanno iniziato a lavorare da piccoli. Il loro misero guadagno (al massimo la metà della paga dell'adulto, il che vuol dire 50/60 centesimo di euro al giorno) non è di nessun aiuto alla famiglia. Così, dopo aver lavorato un mese, uno di questi ragazzi venne a chiedere i soldi per comprarsi un paio di calzoni perché quello che indossava si era completamente rovinato lavorando. Così non si crea ricchezza, come qualcuno afferma, ma si perpetua la miseria.
Solo parole
In questi tempi si fa un gran parlare del lavoro minorile (anche in Bangladesh si tengono marce sopratutto quando si vuole ricordare, il 20 novembre, la Convenzione per i diritti dell'infanzia), si scoprono tante situazioni in cui i bambini sono sfruttati e si fanno dichiarazioni forti, quasi bollettini di guerra, si cercano colpevoli, ma credo che sarebbe ora di rimboccarsi le maniche concretamente.
Io posso parlare di quello che sto vivendo in Bangladesh. Sino a quarant'anni fa la scuola era un privilegio di pochi. La maggior parte viveva nei villaggi dove i bambini portavano al pascolo capre, papere o altro bestiame e le bambine facevano i cento lavori di casa: raccoglievano legna, portavano acqua, pulivano, cucinavano e tutto il resto. Ma ora molti si sono riversati nelle città e la situazione è mutata. Quando è stata introdotta la scuola dell'obbligo (sino alla quinta elementare), è aumentato anche il numero delle strutture scolastiche (almeno sulla carta) così come è aumentata (sempre nelle statistiche) la percentuale di alfabetizzazione. Poi sono stati fissati gli obiettivi del millennio, tra i quali quello dell'istruzione primaria obbligatoria e gratuita per tutti. Ed il governo ci tiene a mostrare numeri sempre positivi… per evitare che i paesi donatori blocchino gli aiuti.
È anche innegabile che Brac, Unicef, Caritas, World Vision etc hanno dato un notevole contributo al miglioramento della situazione. In alcune città si sono aperte molte scuole private, molte delle quali cattoliche, ma spesso sono solo per i ricchi, perché troppo costose (ad esempio la retta mensile per una scuola media può costare come due mesi di salario di un operaio). E non è un bello spettacolo vedere agli ingressi di queste scuole macchinoni che arrivano e depositano i paffutelli pargoletti di buona famiglia, con tanto di servo che porta lo zaino, naturalmente firmato, fino all'ingresso della scuola
Ci sono, però, alcune cose che non vengono considerate. In molte famiglie, dove papà e mamma devono lavorare per portare avanti la famiglia, i figli dagli 8 ai 10 anni vengono portati in un posto di lavoro. Almeno lì qualcuno li guarda e poi, se non altro, imparano un mestiere. La scuola a che serve? Qualcuno mi risponde: «A creare dei fannulloni!». Qualcosa di vero c'è anche in questa risposta poiché un ragazzo che ha frequentato la quinta elementare si rifiuta di aiutare in casa e tanto meno di lavorare la terra... non vuole più sporcarsi le mani. Ma. allora, che fare?
Credo che alla base ci siano tre realtà che devono cambiare in positivo per salvare i bambini da questa schiavitù del profitto.
Prima tra tutte la famiglia.
Occorre che i genitori siano attenti ai doni da sviluppare nei figli e si sentano veramente i primi responsabili della loro educazione. Un papà mi confessava "Padre ho due lavori da seguire ma, per far crescere bene mio figlio, devo lasciarne uno. Solo così posso essere presente a casa. Lui ha bisogno di me non dei miei soldi». E questa non è una scelta facile: qui non si parla di denaro da mettere da parte, ma del necessario per il presente. In Bangladesh, infatti, non c'è assistenza sociale e la famiglia deve pensare a tutto, dal mangiare alle medicine e all'assistenza agli anziani. Solo alcune categorie di persone (impiegati statali, soldati, poliziotti, medici ecc) hanno delle sicurezze quali la pensione e l'assistenza sanitaria, ma, guarda caso sono le categorie di chi sta già bene economicamente.
Poi c'è la scuola.
Negli ultimi anni ho chiesto a diversi giovani, che stavano iniziando gli studi superiori, quale diploma avevano scelto. Nel 90% dei casi si tratta di materie tecnico-economiche che permettono posto e soldi più sicuri.
Nel gennaio del 1991 il governo del Bangladesh ha finalmente deciso di rendere obbligatoria la scuola primaria (dalla I alla V). In seguito sono stati necessari aiuti da parte delle ONG (organizzazioni non governative) senza le quali si sarebbe rimasti in una situazione di stallo.
La scuola non riesce ad affrontare i problemi di una società che cresce a velocità da computer: gli insegnanti sono impreparati, i programmi e i testi scolastici cambiano continuamente.
Solo recentemente si sta mettendo ordine nella distribuzione gratuita dei libri di testo per le scuole primarie (solo quelle riconosciute dal governo) e sono stati introdotti degli esami generali alla fine dei cinque anni di scuola.
Ma come migliorare la preparazione di chi deve insegnare, quando l'insegnamento è visto come un ripiego temporaneo, in attesa di un posto migliore?
Problema di uomini, di vocazione.
Una trentina di anni fa incontrai un maestro musulmano a Dhanjuri, mia prima missione ed ora mia sede "quasi stabile e preferita", che per una vita (quarant'anni) aveva insegnato nella nostra missione. Per lui era stato un onore ed una gioia. Persone così, anche tra i Cristiani, purtroppo ce ne sono ben poche.
Infine la società.
E qui il discorso diventa ancora più complesso. In Dhaka ed in alcune altre città si sono realizzati dei parchi gioco per bambini. A Dinajpur chiesi ed ottenni dal Vescovo per la comunità parrocchiale un terreno dove i bambini ed i giovani della parrocchia potessero ritrovarsi per giocare, per stare insieme. Nei villaggi, infatti, oltre alle capanne non ci sono spazi liberi dove poter giocare: se si è fortunati si può stare nei campi dopo il raccolto del riso, ma con la necessità del terzo raccolto annuale anche questo è aleatorio.
Per fortuna nella nostra Dhanjuri il terreno non manca e i 300 e più bambini che, grazie alla generosità di tanti amici riescono a studiare sino alla seconda superiore, hanno spazi e strutture sufficienti. In dieci anni sono oltre 1200 i bambini che siamo riusciti ad aiutare almeno a sperare in un futuro migliore.
Nella capitale gli spazi sono molto più limitati e bisogna fare i turni non solo per andare a scuola, ma anche per giocare. E sono necessari catechisti, insegnanti, persone dedicate che amino i bambini.
Prego San Filippo Neri e don Bosco perché facciano fiorire queste nuove vocazioni, che abbiano a cuore la sorte dei piccoli.
Diritto o miraggio
In Dhaka già alle sei del mattino vedo bambini che puliscono la strada, raccolgono tra i rifiuti quanto è riciclabile, o si danno da fare per aiutare nei luoghi dove la gente fa colazione... Tanti altri sono al lavoro nelle migliaia di carrozzerie, officine meccaniche, magazzini per l'imballaggio, davanti ai negozi per custodirti la macchina mentre fai compere o per aiutarti a portare la spesa, e mi scoraggio. Se poi do uno sguardo agli slum, cioè a quelle zone della città dove milioni di persone lavorano nelle tante industrie, allora lo sconforto aumenta perché sono decine di migliaia i bambini in attesa di un'educazione alla vita e la macchina sociale li considera solo come mano d'opera senza qualifica. Secondo alcuni dati in 1821 fabbriche tessili sono impiegati 10.547 minori. Io sogno una Pasqua di liberazione nuova, necessaria: liberazione da programmi economici che molti dicono "necessari", "inderogabili" ma che non considerano la persona, o da sistemi politici che accettano di essere corrotti senza sviluppare un minimo di politica sociale.
Quanti hanno la possibilità di avere il "periodo di vacanza" pagato? Ho sempre davanti a me il numero enorme di "vacanzieri europei" e asiatici che affollano gli aeroporti e i voli per e dall'Asia: Bangkok, Singapore, Hong Kong per dirne solo alcuni.
Le ferie sono un diritto e per molti una giusta esigenza. Per tanti, invece, è solo un miraggio.
Ndr. In data 29 gennaio ci giunge da padre Adolfo una nota-aggiornamento:
"Scriverei la stessa cosa anche oggi. Invece di Dhaka direi Dinajpur.
Una nota positiva è che qualche giovane che ha studiato si rende disponibile per la formazione dei ragazzi di oggi.
I punti neri è facile vederli su uno sfondo bianco. Guardiamo lo sfondo bianco, anche se a volte i punti neri sono troppi."
Dinajpur - 6 aprile
Su tutti i mezzi di comunicazione troviamo i dettagli e le immagini dei due terremoti che in questi mesi hanno sconvolto la vita di milioni di persone.
Il terremoto naturale a 130 km dalla costa del Giappone che ha provocato danni enormi e paura per le conseguenze per quello che l’uomo non ha saputo fare con la sua intelligenza ed il suo lavoro nel controllo delle forze naturali messe a sua disposizione. E’ in corso il terremoto prodotto dagli uomini nei paesi arabi che continua a produrre danni enormi nei rapporti tra persone, gruppi e nazioni. Disuguaglianza economica (basta vedere il GDP per persona dal Marocco ( 5,866 USD ) allo Yemen ( 2,412 USD) al Kuwait ( 40,000 USD) per non parlare di quanto prendono i lavoratori immigrati e che tornano a casa dopo essere stati “puliti” di ogni loro avere e senza alcuna speranza.
In tutti e due i casi siamo spettatori di migliaia o di milioni di persone in fuga, in cerca di sicurezza o aiuto.
In Bangladesh rientrano in piu’ di 50,000 solo dalla Libia avendo perso il lavoro, quello che avevano potuto risparmiare ed hanno dovuto lasciare fuggendo, e trovando i debiti fatti per poter emigrare molte volte non in modo regolare, ed anche qui arricchendo gente senza scrupoli. Anche per poter “fuggire” hanno dovuto pagare.....
Ma altri terremoti sconvolgono oggi l’umanita’. La paura degli altri, la incapacita’ di convivere con chi non e’ come noi, il potere basato sul denaro e sulla discriminazione. Negli scorsi due anni il terremoto della crisi finanziaria causato da persone o gruppi che hanno abusato dei beni degli altri; la famiglia, base della societa’ di domani, continua ad essere colpita dal terremoto causato dai comportamenti egoistici o modi di essere o di vivere senza una base morale.
Davanti a questi avvenimenti oggi Educare alla convivenza pacifica, al rispetto dell’altro diverso da me per cultura, religione, lavoro, e’ una scommessa.....oppure una illusione. Pero’ per Amore e’ un dovere a cui nessuno si puo’ sottrarre.
Il Vangelo di Luca (23 ; 44 sg) riporta di un terremoto “alla morte del Crocifisso”.
“Era gia’ quasi l’ora sesta, quando le tenebre si stesero su tutta la terra, fino all’ora nona, per essersi oscurato il sole; e il velo del Tempio si divise nel mezzo. Ma Gesu’ gridando a gran voce disse: “Padre, nelle tue mani raccomando lo Spirito mio!” E detto questo spiro’.
Seguira’ il terremoto della Resurrezione che aprira’ i sepolcri. Questo e’ l’inizio di una nuova era a cui, chi crede aspira. “Perche’ cercate fra i morti Colui che e’ vivo?”
Alleluia, Cristo e’ veramente Risorto e vi precede in Galilea.
Fr.Adolfo
Dinajpur - 19 aprile
Arriva per telefonino una richiesta urgente da Dhanjuri: “P.Adolfo, per favore quando vieni porta con te quattromila particole. Siamo rimasti senza.” Mormoro, tra me e me, "sempre all’utimo momento".
Ora mi tocca andare al Monastero di clausura e chiedere alle buone Monache di farmi il favore. Siamo a sabato sera e spero di trovare quanto mi occorre. Borbotto e forse critico dentro di me per tutte queste “Comunioni”... poi servono a qualcosa ?
Ogni Domenica, giorno del Signore, sono 38 le comunita’ della Parrocchia di Dhanjuri dove, a rotazione, in questo mese di Aprile viene celebrata l’Eucarestia.
Dire “Il Corpo di Cristo” e’ fare una consegna.
In questa quaresima sto rileggendo il libro di D.Renato Rosso sull’Eucarestia. Questo aspetto della consegna e’ evidenziato nel suo libro: Fate questo in memoria di me, non e’ una commemorazione, una proposta ma un “comando di amore basato sulla fede in Lui”, ed e’ un consegnare la vita.
Con un gruppo di ragazzi e malate ogni tanto celebro nella Cappella del lebbrosario di Dhanjuri. Chi vuol ricevere il Corpo del Signore invito a porre la propria ostia sulla patena.
E’ un segno di consegna della nostra poverta’, del nostro essere o avere che cambia giorno per giorno; LUI lo restituisce dopo averlo cambiato nel Suo Corpo e Suo Sangue per rendere noi autori di cambiamento in bene.
“Corpo di Cristo” per il malato e’ per la vita che non ha dolore; per il giovane che lotta per superare il proprio io e’ forza; per la ragazza che cerca la gioia di poter donare se stessa per la vita e’ luce; per la mamma in angustia per il comportamento falso del marito o dei figli e’ conforto e speranza.
Nella poverta’ reale di noi uomini il “Corpo di Cristo” realizza un nuova comunita’ di amore che e’ la Chiesa vivente, che non si vede ma esiste.
Per l’Eucarestia sono membra di questo Corpo i sofferenti, i piccoli, i disperati, tutti noi vivi o nella dimensione di vita senza fine.
E questa consegna comporta un superamento dei propri progetti ed un adeguarsi ad essere briciola di questo Pane di Vita che non si esaurisce mai.
Ringrazio l’amico don Renato, che condivide l’Eucarestia con i nomadi, per questo regalo di Pasqua, per questa risposta alla mia domanda di poca fede.
LUI supera i nostri limiti di ricerca egoista e chiede di fare come ha fatto LUI. Donato per la remissione dei peccati.
Il “Corpo di Cristo” e’ sempre un dono che si riceve. Guardo le mani che accolgono il dono. Sono quelle callose delle donne che lavorano nei campi ed in casa; quelle dei giovani che hanno i segni della scabbia; i moncherini di e’ stato colpito dalla lebbra; sempre mani che ricevono per imparare a dare.
Poi ci sono gli occhi di chi riceve. Gli occhi chiari dei ragazzi/e che si aprono alla vita, occhi velati dalle lacrime, occhi bassi per paura della verita’ che ti fa’ libero, occhi stanchi degli anziani ..... e mi distraggo pensando agli occhi di Cristo in quella cena scruta quelli dei discepoli per dire che uno di loro lo tradira’ ed uno dira’ di non conoscerlo. Ed io ?
Non abbiate paura perche’ “Io ho vinto il mondo”. “Saro’ con voi sino alla fine dei tempi”.
Per questo sei Risorto e ti fai Eucarestia ogni giorno in tutto il mondo dove c’e’ uno che attua il tuo comando di Amore : “Questo e’ il mio corpo che e’ sacrificato per voi; fate questo in memoria di me” Lc22,19
Celebriamo questa Pasqua in un momento di tensioni tra nazioni, gruppi, famiglie, conflitti pregando con Raul Foullerau:
“Signore, insegnaci a non amare noi stessi,
a non amare soltanto i nostri.,
Insegnaci a pensare agli altri
e ad amare in primo luogo quelli che nessuno ama.,
Signore, facci soffrire della sofferenza altrui.
Facci la grazia di capire che in ogni istante,
mentre noi viviamo una vita troppo felice,
milioni di essere umani,
che sono pure tuoi figli e nostri fratelli,
sono condannati a morire di freddo e di fame
dal nostro crudele egoismo.
Non permettere piu’ Signore,
che noi viviamo felici da soli.
Facci sentire l’angoscia della miseria universale,
e liberaci da noi stessi. Amen.
Fr. Adolfo
Dhanjuri - 7 maggio
Come sempre diamo i numeri... da Dhanjuri.
Siamo ancora nel tempo Pasquale e si vive la fede nel Cristo Risorto in modi diversi ma sempre attuali.
La Missione di Dhanjuri è una delle più estese della Diocesi di Dinajpur anche se nel 2005 fu distaccata la Missione di Khalipur con circa 80 villaggi e 2000 Cattolici. Essa copre oggi quattro “Upazilla” (unità amministrative del Governo) con una popolazione di circa 800.000 persone.
La missione segue la sua comunità di 7.243 cattolici, aborigeni dei gruppi Santal, Oraon, Mahali in 84 villaggi. Per meglio operare la missione è divisa in tre sub-center, uno dei quali è Kodbir distante 32 Km. dal centro.
Venerdi 6 Maggio occasione della visita di Mons. Moses Costa per ringraziarlo del suo impegno di pastore prima che si trasferisca a Chittagong, sua nuova sede Vescovile, arrivano da 64 villaggi con qualsiasi mezzo 384 catechisti e responsabili della comunità cristiana, specie giovani. Alcuni in bici per coprire i 15 Km di sentieri da Hasarpara o 47 Km. in motor rikswa da Kudbir o Ambari.
Sono con loro 208 persone che riceveranno la Cresina.
Adulti e ragazzi, donne e uomini. Si forma la fila verso la Chiesa i Cresimandi precedono il Vescovo dove riceveranno lo Spirito per essere testimoni di Cristo Risorto
Nel 1906 giunsero i Padri Missionari del PIME in questa zona che a quel tempo era per la maggioranza foresta tropicale attraversata dalla linea ferroviaria che collegava Calcutta con il Nord del Bengala sino alle falde della catena dell’Himalaia.
P.Rocca fu il primo Missionario a battezzare a Dhanjuri nel 1906, seguito dai Padri Re, Mellera, Brambilla ed altri. La malaria ed altre malattie decimarono i primi pioneri in modo drastico in questa insalubre regione. P.Obert iniziò il lebbrosario a Dhanjuri per dare rifugio ai malati che allora si rifugiavano nella foresta in capanne di fango segregati dalla comunità.
Nasce la missione con la Chiesa, il dispensario per il servizio a tutti i malati oltre che ai lebbrosi, la scuoletta per i bambini, il convento delle Suore.
Oggi questo centro, oltre al lebbrosario che si prende cura anche dei bambini disabili, vi è la scuola superiore con 512 studenti. Iniziata cinque anni fa ha oltre ai ragazzi e ragazze del villaggio è frequentata da quelli che venendo da villaggi lontani risiedono in due boarding. Sono 132 ragazze e 174 ragazzi.
Il Vescovo viene accolto dalla Comunità di Dhanjuri che vuole esprimere il Grazie per il Suo Servizio di Pastore in questi anni che tante volte lo hanno visto a fianco dei deboli, a sostenere i diritti di coloro che vengono emarginati, visitando di persona tanti villaggi specie nei momenti di tensione e sofferenza, come il riscatto dei terreni di Kalipur, oggi nuova parrocchia da Dhanjuri
Nell’omelia Mons. Moses Costa ha voluto ricordare Beato Giovanni Paolo II che in una udienza a Roma gli chiese come era la sua comunità di Dinajpur in particolare la famiglia. Il Vescovo, da fatti di vita, ha chiesto ai giovani di fare delle loro famiglie futuri focolari di amore e servizio come segno dell’Amore di Dio per noi.
Dopo l’Eucarestia segue il momento dei ringraziamenti ufficiali da parte dei maggiorenti della comunità e l’offerta di semplici doni da parte dei villaggi come segno di amore e rispetto.
Il pomeriggio il Vescovo ha incontrato tutti i catechisti e responsabili dei villaggi per uno scambio di idee.
Si è poi recato a salutare i malati del lebbrosario e i bambini diversamente abili presenti a Dhanjuri.
Grazie di cuore Mons. Moses.
Dhanjuri - 14 maggio
Carissimi amici,
Anche se sono trascorsi tre giorni dai risulatati in questa epoca digitale dobbiamo accotentarci del tempo che a volte è pieno di altre cose.
Ho chiesto a P.Michele di inviare i risultati degli esami di decima sostenuti in tutto il Bangladesh. La media dei promossi di Dinajpur division è stata del 77%.
I nostri della Scuola St.Francis di Dhanjuri sono stati invece tutti promossi.
Da Dhanjuri il gruppo di 18 studenti promossi, 16 hanno studiato nei due Boarding, 8 giovanotti e 8 ragazze, e due provengono dal villaggio.
Juwel Soren ha conseguito il risultato migliore: A+ (5,00)
In cinque hanno raggiunto il 4,50 cioe’ A
seguono in 9 con –A (meno di 4)
In tre hanno raggiunto il B
Danish Baskey assente nella foto perche’ aveva la febbre quel giorno
9 studenti provengono dalla Parrocchia di Dhanjuri
3 da Kalipur
2 da Kalisha
uno da Lohaniprara, da Suihari, da Boldipukur, e da Nijpara
Congratulazioni ai ragazzi ed a voi che li avete sostenuti
La serietà ed il sorriso sono sempre un passaporto per un futuro migliore.
Maria, Sede della Sapienza, li aiuti nel cammino della Vita. Noi li accompagnamo con la nostra preghiera
Fr. Adolfo
Dinajpur - 20 maggio
La Chiesa che è in Dinajpur il 20 Maggio ha fatto festa. Una nuova Chiesa è stata consacrata nel villaggio di Khalisha.
Le cronache dicono che circa 90 anni fa’ Fr.Luigi Martinelli, allora Missionario a Boldipukur, si recava in quella zona per annunziare il Vangelo. In Khalisha si era stabilito un gruppo di aborigeni Oraon. La zona è distante circa 40 Km. da Boldipukur. Strade fangose con viaggi difficoltosi a quei tempi (basta domandare a Sr. Filomena e Sr.Samuela).
Un mezzo dottore di villaggio, Mohabir Minj, non riuscì a salvare il proprio figlio dalla malattia e dopo la sua morte, Quando anche il secondo si ammalò, su suggerimento di Francis Pahan, suo parente, andò al dispensario della missione di Boldipukur. Salvò il figlio e decise di farsi Cristiano. La sua famiglia ricevette il battesimo da Mons. Obert il 1927. Nasce la prima Chiesa a Khalisha. Tra incomprensioni, difficoltà, Fr. Martinelli continua a visitare e proclamare il Vangelo e nel 1966 costruisce una Chiesa per questa comunità.
Ecco come la vediamo oggi, con i segni dell’età, ma cara a tanti che hanno pregato per tanti anni e trovato conforto in molti momenti difficili e gioiosi della loro vita. La fede è un dono che va...donato.
Dopo tredici anni, siamo nel 1979, P. Giovanni Vanzetti arriva e risiede a Khalisha. Nel 1980 chiede ed ottiene che sia Parrocchia. Dopo 16 anni P.Vanzetti è a Lohanipara e P.Pesce Cesare vi resta sino al 2000.
Oggi 20 Maggio 2011 la comunità di Khalisha sparsa in 15 villaggi con i suoi 1.260 Cristiani tra duecentomila non Cristiani è in festa.
Aspettiamo che il Vescovo Mons. Moses Costa csc consacri la nuova Chiesa realizzata da P. Livio Prete con l’aiuto del gruppo Missionario S.Giuseppe, Sig.ra Salvini, parrocchia di P.Vanzetti, Don Giuseppe Perugia ed altri.
Sono in 1500 a partecipare a questo giorno di gioia.
Realizzata su disegno di P.Ezio Mascaretti si presenta bella ed accogliente.
Ricevute le chiavi della nuova Chiesa dal costruttore, inizia la liturgia della consacrazione a cui partecipano 35 sacerdoti della diocesi, alcuni dei quali hanno servito come pastori della comunità; Fr.Albinus, Fr.Boniface, Fr.Manuel.
Oggi con P.Livio vi sono Fr.Baburam e Fr.Vincent Murmu. Certo che dal cielo i loro predecessori godranno di questo momento sognato tante volte.
Il Vescovo pone le reliquie di Santa Cabrini nell’altare consacrato, Santa degli immigrati che anche da Khalisha per lavoro vanno lontano.
Se volete ammirarla da vicino non avete che venire e visitare la Chiesa che è in Khalisha.
“Cristo mi ha inviato a predicare il Vangelo e non con sapienza di linguaggio, affinchè non sia resa vana la croce di Cristo.“ (1 Cor.)
“ Il compito fondamentale della Chiesa ....è di dirigere lo sguardo dell’uomo, di indirizzare la coscienza e l’esperienza di tutta l’umanità verso il mistero di Cristo (B.Giovanni Paolo II).
E’ tutto dal vostro cronista improvvisato Fr.Adolfo
Dhanjuri - 6 luglio
A Dhanjuri la domenica celebro l'Eucarestia per il villaggio e poi quella nella cappella dell'ospedale per i malati. Specie in questo periodo delle piogge è difficile per loro venire sino alla Chiesa parrocchiale.
Ma c'è sempre qualche novità. All'Eucarestia partecipano il gruppo delle quattro anziane del lebbrosario (che io definisco le mie ragazze), il gruppo dei bambini disabili, una decina di ragazzi del boarding che guidano i canti, tre o quattro cattolici che lavorano in lebbrosario.
La domenica della solennità del Corpo e Sangue di Gesù, camminando dalla Chiesa parrocchiale alla Cappella, ricordando le feste del "Cristo" di Gaeta dei tempi antichi... cercavo di adattare l'omelia per l'uditorio. Arrivo e trovo la cappella strapiena. Ci sono anche le pazienti del lebbrosario in maggioranza di fede islamica come le dieci ragazze del corso di cucito, qualche anziano e tre giovani pazienti lebbrosi... Resto a bocca aperta e mi dico che questo è il solito scherzo mancino che il Signore compie per vedere a cosa credi, e cosa predichi... Al momento della comunione la figlia di due anni dell'infermiera responsabile tende la mano per ricevere anche lei qualcosa che ho dato alla mamma. Cerco di evadere, dare una carezza, ma lei insiste facendo segno alla pisside... La guardo. Nei suoi occhi birbanti c'è la richiesta: "Anche a me".
Anche questo è uno scherzo del Signore che continua a dire che Lui ha donato il Suo Corpo perchè tutti abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Cosa credi? cosa dici? Sento che l'esame di teologia pratica della vita è molto piu' difficile di quello dei libri. In Chiesa i miei gioielli (bambini disabili) sorridono e dicono che loro vogliono bene a Gesù e si preparano per la prima comunione.
Gesù è uno che ti scarta sempre e va diretto al Goal.
Fr.Adolfo
Dinajpur - 31 Luglio
Dice il proverbio "Chi trova una amico trova un tesoro". Scopri il tesoro quando l'amico ti ha lasciato. Questa volta rileggo il Vangelo di Matteo che è al centro della liturgia di queste domeniche. "Ecco, il seminatore uscì a seminare..." (Mt. 13, 3ss).
Il fatto che il seme che cade sul terreno buono fruttifica. "Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende, questi dà frutto"
Venerdi' 15 Luglio ricevo un messaggio SMS sul portatile che dice "Paul Charwa Tigga e' morto oggi".
Paul è stato un amico incontrato in Bangladesh. Lo incontrai la prima volta nel 1969 recendomi al suo matrimonio. L'allora Vescovo di Dinajpur, Michael Rozario, mi invitò ad andare con lui in jeep da Dinajpur a Pathorghata. Strada sterrata, polverosa con traffico di carri di buoi. Mons.Michele mi spiegò che il Paul Tigga era un giovane di 26 anni del gruppo Oraon che aveva frequentato l'Università di Dhaka laureato in scienze sociali. Era il secondo laureato, del gruppo cristiano, in tutta la diocesi. Aveva chiesto il battesimo quando era in prima liceo St.Philip HS di Dinajpur, ma dovette attendere in quando il Vescovo Michele posticipava sempre. L'attesa durò oltre dieci anni e si concluse nel giorno del suo matrimonio, e quel giorno iniziò un nuovo modo di essere.
Con Paul Charwa l'amicizia ebbe dei momenti significativi. Nel 1972, lui rientrava dall'India dove era stato rifugiato con la gente del suo villaggio per otto lunghi mesi in campi profughi allestiti dal governo indiano nella fascia di 10 Km. dal confine. Era stato responsabile di questi campi, ognuno dei quali contava circa 20.000 rifugiati, operando con la Caritas Indiana e P.Vanzetti da Pathorgata.
Rientrato nel nascente Bangladesh venne a trovarmi. Il Vescovo mi aveva chiesto di coordinare il lavoro della Caritas, appena nata, nell'operazione del rientro di tre milioni di rifugiati dall'India. Paul si rese disponibile ad aiutarmi in questo compito. "Caro Paul - dissi - non ho molto da darti, forse puoi guadagnare di piu' altrove." "Padre Adolfo - mi disse - ho studiato per aiutare i poveri ed i deboli, per questo resto."
Il Segretario di Stato USA di allora, Kissinger, affermava che questo paese era come un canestro con tanti buchi per cui tutti gli aiuti sarebbero andati persi e quindi non avrebbe avuto futuro. Noi la pensavamo diversamente: investendo sulle persone si poteva costruire il futuro.
Il coordinatore delle Nazioni Unite di quei giorni prevedeva migliaia di morti per fame. Ma ciò non avvenne e venne da noi per capire come mai. Avevamo creduto che l'uomo sa operare per sopravvivere nei momenti difficili della vita.
Paul Charwa Tigga fu direttore della Caritas di Dinajpur dopo di me, dal 1972 al 1983 e continuò il suo impegno in questo campo per circa venti anni. Dal 1983 al 1990 diresse l'istituto per lo sviluppo della Caritas Bangladesh. Ebbe l'opportunità di laurearsi in altre discipline all'estero, e sempre rientrò in Bangladesh. Il tempo libero lo dedicava per iniziative formative.
Lo invitai in Italia nel 1986 con altri tre giovani per "vedere le povertà in Italia". Una esperienza che ho riportato nelle mie lettere di quel tempo. (vedi lettere del 24 febbraio e 30 maggio 1987 sul nostro sito, ndr)
Lasciata la Caritas diede vita alla "Dipshika" dove l'educazione è al centro di qualsiasi sviluppo.
Come la pioggia cade dal cielo e non vi ritorna senza aver fruttificato la terra, così la mia Parola...
Si diventa amici stando insieme, guardandosi, facendosi conoscere senza falsità e con i limiti che ognuno di noi ha. Fanno parte dell'amicizia lo sguardo, la voce, l'espressione del volto, il silenzio, lo scambio di pensieri, di sogni, di ideali, di fallimenti; tutto questo crea e rinnova l'amicizia. Così è. stato con Paul.
Il giorno del funerale di Paul a Ghauria, suo villaggio, abbiamo concelebrato in 15 Sacerdoti e centinaia di persone; Cristiani, Hindu, Mussulmani, adibashi hanno partecipato in modo composto e sereno vicini alla moglie Pierina ed ai due figli.
Prima fai e poi parla, diceva Paul. Se non riesci a fare quello in cui credi non puoi chiedere ad altri di farlo.
Per la cronaca, ricordando un amico...
Fr.Adolfo
Dinajpur, 10 agosto
Carissimi AMICI,
Oggi è la festa di San Lorenzo martire, diacono della Chiesa di Roma.
Questa mattina ho celebrato l’Eucarestia ricordando Mons. Lorenzo Gargiulo, Vescovo di Gaeta. Non solo un ricordo ma il riportare alla memoria il suo Diaconato alla Chiesa di Gaeta.
Averlo conosciuto nel periodo della mia giovinezza è stato un dono nel vedere il suo diaconato che si esprimeva nello stare vicino alle persone, il saperle ascoltare, l’aiutarle facendo giustizia in silenzio, non piegarsi davanti a chi presumeva, il soffrire in silenzio.
Penso che diversi tra voi lo hanno conosciuto ed amato. E’ sepolto nella Chiesa di S.Paolo a Gaeta come seme che è caduto nel terreno per portare frutto.
L’impegno che ci chiedeva nel fare i campi estivi per aiutare i ragazzi a crescere forse oggi ha ispirato a pubblicare due volumetti per i ragazzi che vengono accolti nei nostri boarding (convitti).
Il titolo è "corpo sano in sana mente" edito in due opuscoli realizzati in collaborazione di tante persone.
Il primo, sul pronto soccorso: o meglio come prevenire malattie ed incovenienti della salute quando si è giovani. Consigli e istruzioni della Dr. Susan Headlam e Fr.Piero Parolari.
Il secondo riguarda gli impegni della vita di ogni giorno : dal cibo, al gioco, alla preghiera, alla ricreazione, allo studio. Suggerimenti dei ragazzi che vivono questa realtà oggi e la propongono con l’aiuto di Luca e Roki di Dinajpur.
Roki ha fatto tutto il lavoro al computer e seguito il lavoro della tipografia per poter abbassare i costi. Riusciamo così a darlo ai ragazzi/e a solo Tk. 20 a copia.
In cantiere ne abbiamo un terzo "benvenuti da noi". Un proposta educativa di vita della famiglia che accoglie e si impegna a far crescere ed essere protagonisti nel futuro.
Vedrò di inviare qualche copia nella speranza che qualcuno impari il Bengalese per venire a trovarmi.
Essere Diacono della Chiesa comporta la dedicazione della vita per la comunità a cui si è destinati. In tanti anni che trascorsi con Mons. Gargiulo era chiaro questo impegno che viveva come Vescovo e non ne parlava. Lo viveva e lo ha vissuto sino alla fine restando e morendo a Gaeta.
Per noi missionari anziani ( del secolo scorso) e’ un qualcosa che abbiamo nel sangue.
Qui a Dinajpur faccio compagnia a P.Carlo Calanchi, due anni piu’ anziano di me. Dice di essere uno dei pochi Milanesi purosangue. In Bangladesh dal 1957.
Oggi Lui ha bisogno di assistenza 24 ore al giorno. Due persone si alternano ad assisterlo giorno e notte. E’ stato confessore e padre spirituale di Suore, seminaristi e tante persone. Qui non si sente isolato, anche se non può fare più quello che ha svolto sino a pochi mesi fa'.
Mons . Gargiulo sognava un seminario diocesano con gli uffici di curia e con la zona dei Sacerdoti anziani nello stesso complesso in modo da agevolare un relazionarsi tra giovani ed anziani dedicati alla Chiesa. E’ rimasto un sogno.
Comprendo la situazione di tante persone anziane in Italia che restano isolate ed alle incombenze dei familiari. Personalmente ho i miei fratelli e sorelle anziane a Gaeta, ma anche compagni di sacerdozio malati ed anziani bisognosi di assistenza.
Quando non puoi fare come prima, viaggiare, muoverti, resta la preghiera a continuare il vincolo che ci unisce e a farci vicini. La lista delle persone da ricordare aumenta giorno per giorno, ma gli anziani hanno tempo per la preghiera e scoprono in essa una dimensione nuova della vita.
"Quando preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo che è nel segreto, e il Padre tuo, che vede nel segreto ti esaudirà"
Con affetto, Fr.Adolfo
Dhanjuri - 25 agosto
Il mese di Agosto è il mese delle vacanze in una parte del mondo. Di riposo in qualche altra parte.Da noi a Dhanjuri la temperatura arriva ai 38 gradi di giorno e 28 la notte. Si suda che e’ une bellezza e si aspetta la pioggia per una rinfrescata.In Bangladesh quest’anno e’ il mese del digiuno per i fratelli Mussulmani con a chiusura la festa dell’Eid il primo di Settembre. Festa della famiglia e della riconciliazione.
Le scuole hanno terminato gli esami del secondo quadrimestre nella meta’ del mese e dal 20 in poi vacanza sino al 4 Settembre.
A Dhanjuri la mattina del 20 Agosto sono stati consegnati i risultati (famosa pagella) agli alunni davanti ai genitori e la sera i ragazzi del St.Benedetto Boarding si sono ritrovati per ricevere la pagella per poi domani andare a casa per tre settimane.
P.Cherubim, da buon parroco, si e’ detto non molto contento e ha fatto una tiratina di orecchie per alcuni risultati con la speranza che agli esami finali ci saranno risultati migliori.
Sono seguiti i commenti del Padre “Dadu” (Nonno), che cosa strana ha messo in risalto i progressi delle varie classi e fatto felici alcuni tirando dal suo sacco le cose piu’ strane.
Il migliore della classe decima ha per nome “Limperio”. Certamente e’ stato battezzato da uno che ha scambiato nome per cognome, oppure che in famiglia i genitori volevano ricordare qualcosa o qualcuno.
Il fatto e’ che questo ragazzo, anche se ha problemi di vista, studia sul serio.
Qualcuno maligna che a causa del nome riceve delle preferenze, ma sono solo malignita’. Vedere per credere.
Le caramelle al miele fanno bene alla gola e fanno studiare bene. Hai capito ? Essere primo di una classe e’ una responsabilita’.
Gli altri guardano ed aspettano il loro turno.
E tu come ti sei permesso di non prendere il massimo dei voti ?
Mangi poco ?
Giochi troppo ?
Dormi sempre ?
Agli esami finali VOGLIO il massimo dei voti.
Terminiamo con un bell’applauso specie per quelli, come Bruno dada e Salvatore, che dall’Italia ci aiutano a crescere e studiare.
“Voi sarete miei amici se farete quello che vi comando.
.... Vi ho chiamato Amici, perche’ vi ho fatto conoscere quello che ho udito dal Padre”.
“Vi ho detto queste cose affinche’in voi dimori la mia gioia e la gioia vostra sia piena .” Giov:15,11ss
Un caro saluto nella speranza che, tra tanti segni di sofferenza, operiamo per una societa’ che superi le discriminazioni e l’emarginazione.
Fr.Adolfo
Kalipur - 9 settembre
Carissimi Amici , mi sapete dire dove si trova PAHARPUR ? Non lo trovate sulle mappe “digitali” che circolano oggi anche in Bangladesh. E neppure So Globe Earth.
Sino a sei anni fa’ era uno dei tanti villaggi della Missione di Dhanjuri. Un piccolo villaggio che oggi fa’ parte della Missione di Kalipur nata dalla divisione di Dhanjuri.
Se volete sapere come e’ nata Kalipur, dovete andare su Banglanews e potete trovare le cronache del riscatto del terreno realizzato da Mons.Moses Costa sino alla consacrazione della Chiesa del Buon Pastore.
Torniamo a Paharpur. Lucas Marandy, nato il 6 febbraio 1975, e’ uno dei pochi ragazzi che quindici anni fa’ frequentavano la scuola. Terminate le scuole superiori decise di entrare in Seminario, ma per diventare Missionario. P.Meli, che lo aveva conosciuto da piccolo, lo indirizza ai Padri Saveriani. Studia, e si prepara sino a realizzare oggi il dono di essere Sacerdote non per il villaggio di Paharpur, o per la missione di Kalipur o per la diocesi di Dinajpur, ma missionario in... BRASILE
Che ne dite ? Oggi e’ festa grande per la Chiesa del Bangladesh, piccola minoritaria Chiesa che dona un suo figlio per un dei paesi del continente Sud Americano, il paese “Maiore do u mundo” (piu’ grande del mondo), come affermano i Brasiliani.La Chiesa e’ un mistero di Amore, affermano i teologi, e’ un grande scommessa, dicono alcuni saputelli, e’ sempre una novita’ di vita, dicono alcuni giovani che hanno vissuto a Madrid l’ incontro mondiale della gioventu’.
La Chiesa di Kalipur e’ risultata piccola per l’occasione.
“Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a tutta la creazione. Chi credera’ e sara’ battezzato sara’ salvo...... Io saro’ con voi sino alla fine del mondo.”
Inviati: Fr. Adolfo, Fr. Cherubin, Fr. Albert e altri
Dinajpur - 22 settembre
Amici sempre più cari, (non quotati in borsa...),
Non ho scuse per il ritardo a scrivere qualcosa, ma a volte tante circostanze ti bloccano, persone care che soffrono fanno rimandare ad un altro giorno lo scrivere che rispecchia sempre parte della nostra vita.
In questi ultimi tempi le notizie televisive, di internet, giornalistiche riportano cifre da capogiro per “coprire i deficit”, “sanare la finanza”, “evitare la bancarotta di Banche”, “salvare le grandi imprese”, evitare la discesa delle Borse che “bruciano milioni di euro o dollari... per non parlare delle spese per fare le guerre... e ne volete aggiungere qualcuna anche voi?
La ripercussione della crisi mondiale arriva anche da noi con i costi che lievitano ( si dice così ?) per cui nelle famiglie tutti devono lavorare per poter mangiare. Ma questo, per i poveri, è da sempre. Non è per coloro che accumulano perchè possono approfittare del fatto che il costo del sale o dello zucchero triplica in pochi giorni, o il costo delle cipolle diventa proibitivo perchè devono essere importate dall’India.
Oggi il governo qui ha deciso l’aumento della benzina. Di conseguenza aumentano i costi di trasporti, e di quanto viaggia e le spese di famiglia.
Torniamo a noi, mi direte.
Con Settembre in Italia si sono riaperte le scuole, mentre da noi andiamo verso la fine dell’anno. Sono in 90 gli studenti della Scuola di Dhanjuri che si preparano per l’esame Governativo di Ottava (Terza media) che si svolgerà all’inizio di Novembre. 49 ragazzi e 21 ragazze appartengono al boarding, gli altri provengono dal villaggio. Dopo questo esame dovrebbero iniziare i corsi di formazione professionale. Lo scopo del Governo è di qualificare i giovani che andranno a lavorare all’estero in modo che entrino nelle politiche di immigrazione e diminuisca il numero di quelli che si affidano a faccendieri che sfruttano questa situazione.
Dal Bangladesh ogni anno dovrebbero emigrare oltre un milione di persone. Indonesia , Malesia, paesi Arabi, Europa , Canada, America sono le varie direttrici di emigrazione per una richiesta di lavoro o per appagare un sogno.
Il territorio di questo paese è rimasto quello che era 40 anni fa. Solo che allora erano solo 70 milioni gli abitanti, oggi sono 160 milioni.
Non ci vuol molto a capire l’importanza del nostro programma di “Sostegno allo studio”. Diventa ancora più importante dal fatto che ancora oggi il 30% degli studenti di scuola elementare lasciano dopo i primi tre anni di scuola.
E sono i numeri “milionari” che abbiamo noi. Per loro bisogna inventare cose nuove perchè la persona ignorante è una persona senza libertà e destinata alla schiavitù (dipendenza dagli altri in tutto).
Un segno per sognare di costruire una società migliore lo dicono il gruppo dei disabili che abbiamo accolto a Dhanjuri. Sono in undici che frequentano al mattino la scuola con gli altri ragazzi in quanto idonei allo studio. Il pomeriggio per loro il programma di fisioterapia e cure per superare le barriere fisiche che li rendono disabili nelle responsabilità di persone. Ci vorranno alcuni anni per avere risultati ma bisogna avere pazienza e...pregare.
A Gesu’ piacciono i piccoli ... ed i piccoli numeri.
I piccoli hanno bisogno di amore per superare le diffidenze, i danni e le paure create da noi adulti. Ogni disabile ha bisogno di una persona che gli sia vicino e gli faccia capire come superare le sue difficoltà. Alzati, cammina, mangia da solo, e così via ... ti sono vicino, non avere paura.
Anche molti di noi anziani abbiamo bisogno della stessa assistenza.
All’Eucarestia della domenica nella cappella dell’ospedale partecipano in prima fila i bambini disabili e i colpiti dalla lebbra aiutati a cantare da un gruppo di ragazzi del boarding. E’ sempre festa di speranza.
D’altra parte Lui ha detto "dove due o tre sono riuniti in mio nome a pregare, il Padre mio li ascolterà, perche’ io sono in mezzo a loro."
Concludo e vi saluto aiutati nel cammino di speranza da questa invocazione.
“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perchè hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.” (Mt. 11,25)
Fr.Adolfo
Dhanjuri - Leprosy Center - 2 ottobre
Festa delle Patrona del Centro: Santa Teresina del Bambino Gesu’
“Gesu’ esulto’ di gioia nello Spirito Santo e disse “Ti rendo lode o Padre, Signore del cielo e della terra, perche’ Tu hai nascosto queste cose ai saggi e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Si, o Padre, perche’ tale e’ stato il tuo beneplacido”.
Cosi riporta San Luca nel suo Vangelo che la Chiesa proclama nella festa di Santa Teresina del Bambino Gesu’.
Poiche’ Teresina e’ la protettrice del Centro Lebbrosi di Dhanjuri, allora lodiamo insieme il Signore : malati e operatori sanitari, lebbrosi e disabili,
e ringraziamolo delle novita’ di vita che ci dona ancora oggi attraverso i piccoli.
Dopo la celebrazione dell’Eucarestia a cui hanno assistito e pregato tutti i pazienti sia Mussulmani che Hindu con i cristiani, vi e’ l’incontro degli operatori sanitari che seguono i 17.116 malati di lebbra presenti nel distretto di Dinajpur (popolazione 2.332.000) attraverso le diciotto cliniche presenti nel territorio.
Si discute dei problemi sanitari, del rapporto con l’autorita’ locale, le difficolta’ e le cose nuove da affrontare.
La lebbra e’ ancora presente in questa zona e necessita una azione capillare di igiene e di alimentazione per evitare casi di giovani in reazione come questi due ultimi arrivati.
“Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi ed Io vi daro’ copleto riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da Me perche’ sono docile ed umile di cuore e troverete pace per le anime vostre; perche’; il mio giogo e’ soave e il mio peso leggero.” Mt. 11; 28sg
Sono parole che a volte sono difficili al mio comprendonio, specie quando mi trovo affaticato e stanco tra tanti problemi che ti si presentano come punti interrogativi e riguardano persone a cui tu vuoi bene.
In cappella al mattino e’ semplice il pregare; la sera capita che la stanchezza chiude gli occhi e le preoccupazioni chiudono la mente e il giogo che senti sulle spalle e’ pesante. Croce che molte volte ti scivola o vuoi lasciare da parte perche’ ci sia un Cireneo che la prenda per te.
Ci sono quelli che vivono nella speranza di un domani migliore. Bambini/e con il desiderio ed il coraggio di superare il dolore per correggere il fisico.
Mamme, infermiere che accudiscono con pazienza e imparano le cose che servono a rendere questi bimbi disabili persone da educare confortare ed amare.
Fr.Adolfo
dal Villaggio di Kudbir, sottocentro della Missione di Dhanjuri - 18 ottobre
Ogni anno il 18 di Ottobre ricordiamo P.Sandro Giacomelli che con la sua presenza e sacrificio ha iniziato la formazione di questa comunita' cristiana.
Invitati circa 450 dai diversi villaggi: catechisti, animatrici, prayer leaders e giovani sono affluiti ed accolti da P.Michele Brambilla, e dal P.Cherubim.
Sono in visita in Bangladesh anche P.Livio Maggi, Vicario Generale del PIME con P. Zamberletti, che si uniscono agli altri Padri del PIME e Sacerdoti locali.
E' un incontro di famiglia
L'Eucarestia e' presieduta da P.Enzo Corba ed e' solo il primo momento di una giornata piena.
P.Corba benedice la Chiesa rinnovata e dedicata a S.Paolo
P.Francesco Rapacioli benedice la tomba rinnovata dove e' deposto il corpo di P.Sandro in attesa della Resurrezione.
Ed infine si benedice la nuova residenza dei Padri con tanto di taglio del nastro rosso.
La giornata e' stata piena. Durante la liturgia P.Enzo ha richiamato l'impegno a vivere testimoniando il Vangelo ricordando P.Fausto Tentorio, ultimo martire del PIME ucciso in Filippine ieri 17 Ottobre.
I ragazzi di Kudbir, come tanti altri bambini sono i nuovi evangelizzatori; non hanno paura del Crocifisso.
"Non abbiate paura, Io ho vinto il mondo"
Fr.Adolfo
21 ottobre
Dal 1929 ha inizio il camino dell'annunzio del Vangelo. I primi due giovani battezzati da P.Macchi sono nel 1930: Pietro Mohondo Das e Paolo Makundo Das, dopo una camminata di 88 Km. per coprire la distanza da Ruhea a Dinajpur. Inzia così l'avventura della Buona Novella. P.Pinos, che è stato uno degli evangelizzatori, ha scritto nel suo libro "Il Mercato delle Stelle" (sul sito) alcuni inizi della Chiesa in questo pezzo di mondo.
Questa premessa e' solo per dire che oggi la comunità di Ruhea. dopo 82 anni, ha dato alla Chiesa due suoi giovani per essere ordinati Presbiteri nel continuare il Ministero di Cristo a beneficio di tutti gli uomini.
P.Sopon Alessandro Das nato il sei Gennaio 1980, è entrato in Seminario di Filosofia a 20 anni ed a 24 sceglie di continuare il suo cammino entrando nella Congregazione della Santa Croce.
P.Hari Macario Das, nato nell'Agosto del 1980 ha iniziato il suo cammino vocazionale nel 1997. Anche lui sceglie la Congregazione della Santa Croce.
Due genitori commossi presentano i loro figli al Vescovo ordinante Mons.Teotonius Gomes
La Comunità Cattolica di Ruhea ha 6.500 battezzati sparsi in più di 120 villaggi con una popolazione di circa 810.00 persone, villaggi che P.Alvigini, ai suoi tempi, visitava in bicicletta per settimane intere.
La Chiesa del centro a Ruhea risulta piccola per cui la celebrazione viene svolta all'esterno sotto un grande telone, per dare ampio spazio anche al coro, alle danze e sistemare tutti Cristiani e non, venuti per l'occasione.
Ma, come avvenne a p. Macchi nel 1931 (Il Mercato delle Stelle p.64-65) un bell'acquazzone ha obbligato lo spostamento dall'esterno all'interno della Chiesa.
L'acquazzone è giunto proprio al termine della preghiera e rito di ordinazione dei due presbiteri e prima dell'offertorio. La presentazione delle offerte si svolge all'interno della Chiesa e così è proseguita l'Eucarestia. Solo la metà dei presenti ha trovato posto dentro la Chiesa; gli altri stipati nella veranda, ma tutto con ordine e raccoglimento.
A chiusura i due nuovi Sacerdoti con il Vescovo hanno salutato, ringraziato e benedetto tutti i presenti. E' tornato il sole per cui tutti possono partecipare al pranzo servito sotto un grande telone.Auguriamo che questa giovane Chiesa si dilati ed conservi la sua dimenzione ed anelito missionario .
Nella "Redemptoris Missio" Papa Giovanni Paolo II affermava "Ogni Chiesa, anche quella formata da neoconvertiti, e' per natura sua missionaria, è evangelizzata ed evangelizzante, e la fede va sempre presentata come dono di Dio da vivere in comunità e da irradiare all'esterno sia con la testimonianza della vita che con la parola"
Andate in tutto il mondo ed annunziate il Vangelo.
"Cristo Redentore rivela pienamente l'uomo a se stesso... L'uomo che vuol comprendere se stesso fino in fondo... deve avvicinarsi a Cristo... La Redenzione avvenuta per mezzo della Croce, ha ridato definitivamente all'uomo la dignità e il senso della sua esistenza nel mondo"
P.Adolfo, Cronista e fotografo
Beldanga - 31 ottobre
Esami obbligatori per gli studenti del Bangladesh: Junior High School, diciamo della III Media, si svolgono dal Primo di Novembre sino al 24.
Vi partecipano 1.861.130 studenti di tutto il Bangladesh, 861.764 ragazzi e 999.366 ragazze.
Dalla Scuola di Dhanjuri sono in 95 studenti/studentesse a presentarsi all’esame.
Dal St.Benedict Boarding in 49 si sono trasferiti a Beldanga al centro Paolo Manna perchè gli esami si svolgono presso il College del Governo di Birampur.
Sono 28 le ragazze del Boarding che partecipano agli esami. Per loro, non essendoci spazio faranno il viaggio da Dhanjuri a Birampur ogni giorno in andata e ritorno ( 4 Km.)
Lo spazio del Paolo Manna Boarding è usato al massimo, diciamo che i ragazzi sono “stipati” e questa volta dovranno “arrangiarsi” per dormire negli spazi messi a loro disposizione per questi esami.
Fr.Peter si e’ trasferito a Beldanga per seguirli ed aiutarli.
Il 4 di Novembre P.Paolo Manna dovra’ intervenire per guardare al futuro, come Lui ha fatto per il PIME e la Chiesa del suo tempo.
Questa occasione e’ un momento di riflessione sul futuro di Baldanga, visto il crescente numero di studenti per il College e i vari servizi che questo centro è chiamato a dare.
L’educazione scolastica, come riportato dai dati del Governo, deve affrontare ancora il problema che la metà della popolazione è analfabeta, nonostante gli sforzi e le promessa fatte. Alto è il “drop out” dall’inizio alla III elementare. Mancanza di insegnanti preparati. I bravi insegnanti si recano in città o optano per lavoro nelle NGO.
Auguriamo al nostro gruppo di avere la volontà di cambiare in meglio la società in cui dovranno operare.
”Voi siete il sale della terra,,,,Voi siete la Luce del mondo”
P.Adolfo
Beldanga - 13 novembre
Nel 1978 dal centro di Dhanjuri i Padri impegnati nella pastorale, Fr.Giaocomelli, Fr.Colombo e Fr.Zonta, decisero di sviluppare un centro per aiutare i giovani, specie aborigeni, a studiare oltre la scuola elementare, per dare alla comunita’ futuri leaders.
Dopo aver acquistato il terreno, in un fabbricato di terra, trova posto il primo gruppo di studenti che frequentano le scuole superiori a Birampur.
Nel 2002, il parroco Fr.Cherubim con l’aiuto di Fr.Adolfo L’Imperio realizzano, con l’aiuto della Caritas di Gaeta, un fabbricato a due piani che poteva ospitare gli studenti in modo decente. Il centro ha anche una clinica per lebbrosi e altre attivita’ sociali.
Il costo dell’opera fu di circa 50.000 Euro.
Oggi 13 Novembre 2011 sottoponiamo i motivi che portano a decidere la necessita’ di ampliamento del centro “Paolo Manna”.
Abbiamo a Dhanjuri il Boarding con studenti che vanno dalla Classe VI sino alla Classe X.
Il numero di studenti che devono proseguire gli studi oltre la decima e oltre e’ in continuo aumento. Il Boarding di Dhanjuri offre il suo servizio a studenti di 13 parrocchie di tre diocesi, per cui il centro offre un servizio sempre piu’ ampio.
Per far fronte alle scelte fatte dal governo del Bangladesh in materia di educazione scolastica gli studenti dopo l’esame di VIII (terza media) devono scegliere tra centri vocazionali o proseguire sino alla XII (liceo) e poi al College/Universita’. In questi giorni il centro deve ospitare 49 studenti del baording di Dhanjuri per gli esami governativi di VIII.Le strutture esistenti di servizio per gli studenti ha visto un migrare dalle missioni di Dinajpur verso le citta’ di Rajshahi, Dhaka, ed oggi Dinajpur o Rangpur.
Oltre al problema costi (per studente : Tk. 4.500/5.500 al mese a Dhaka – Tk. 3.500/4.500 a Rajshahi e Tk. 3.000/4.000 a Dinajpur) vi e’ anche il problema di recettivita’ in quanto la recettivita’ delle istituzioni esistenti (hostel, boarding) non riesce a esaudire la domanda.
La cittadina di Birampur, circa 45.000 abitanti ha quattro college ed altre scuole ed i nostri studenti sono conosciuti anche per i buoni risultati avuti negli ultimi anni. Il costo mensile per studente andrebbe sulle Tk. 2.000-3.000 , quindi un risparmio sui costi di trasporto e tempo.
La nostra richiesta (rivolta agli amici, ndr) e’ aiutarci a costruire un secondo piano sul fabbricato esistente che darebbe posto ad altri 30 studenti, oltre ai 20 oggi presenti, e realizzare i servizi ( cucina, deposito, servizi igienici) necessari.
Il Centro “Paolo Manna” oltre a questo importante servizio serve per incontri di servizio sociale per i malati, i lebbrosi, i disabili e come luogo di sosta per chi deve viaggiare per Dhaka in quanto oltre alla ferrovia vi sono i servizi di bus per Dhaka, Rajshahi, ed altre citta’.
Fr.Adolfo L’Imperio Fr.Cherubim Bakla
Note:
Beldanga e’ parte della cittadina di Birampur del Distretto di Dinajpur. Distretto e’ unita’ amministrativa dai 2 milioni di abitanti in su.Birampur (Citta’) si sviluppa su un’area di 11.22 kmq. e conta circa 45.000 abitanti. 51.02% sono uomini e 48.98% sono donne. La percentuale delle persone che sanno leggere e scrivere e’ del 43.1%.La popolazione della zona e’ oggi di circa 160.000 ; ( 758 per Km2) di cui 88.27% Mussulmani, 7.16% Hindu, 3.32% Cristiani e 1.25%.altri Si contano inoltre 400 famiglie santal piu’ altri gruppi aborigeni. Vi sono 298 Moschee , 12 templi Hindu, 3 Chiese.Il 47 % e’ occupato in agricoltura; Il 27.39% sono braccianti, solo l’1.73% ha lavoro fisso, il commercio occupa l' 11.27%, mentre uffici/banche occupano il 3.68%, altre attibvita’ l’8.88%.Educazione: Secondo i dati del Governo nel 1991 il 29.8% era letterato; Istituzioni educative presenti sul territorio sono: 4 College, 24 Scuole superiori (ginnasi), 58 sono le scuole elementari pubbliche e 104 private, 26 madrassa, e un Istituto vocazionale (textiles).
17.905 ettari di terreno sono coltivati e per avere piu’ di un raccolto all’anno occorre l’irrigazione che e’ garantita per l’85% .Principali raccolti sono: Riso, grano, Canapa, patate, verdure
Produzione di frutta : Mango, banana, jackfruit, blackberry.
Dhanjuri Mission - 27 novembre
Troppo stretti
Dal 3 Novembre al 24 di questo 2011 noi studenti della classe VIII (terza media in Italia) siamo stati chiamati per gli esami che il Governo ha stabilito con la nuova legge dell’Educazione.
Questo esame ci qualifica per una scelta verso la professione o il lavoro oppure per continuare per altri quattro anni alla scuola superiore (Licei).
Dai boardings di Dhanjuri siamo stati in 49 ragazzi e 21 ragazze ed altri 25 dal villaggio a presentarci al Birampur Government College per gli esami.
Per non fare ogni giorno 6 Km a piedi da Dhanjuri a Birampur siamo stati accolti a Beldanga P.Manna Center dai nostri fratelli che studiano al College. Per le ragazze si e’ provveduto al viaggio in rikswo avanti ed indietro ogni giorno.
Stando a Beldanga oltre a risparmiare il costo del viaggio, abbiamo potuto usare il tempo per prepararci agli esami con serenità. Abbiamo avuto anche il tempo (non molto) di giocare a palla a volo
Però, come sapete, il fabbricato di Beldanga ha a piano terra lo studio ed al primo piano i dormitori che ospitano sino a 20 giovani studenti. Per questo siamo stati STRETTI. Con tutta la buona volontà ci siamo stretti in 45 dove lo spazio era per 20 e gli altri si sono stretti nel camerone adiacente fatto dormitorio di emergenza con la paglia per letto.
Meno male che il clima è stato buono, senza pioggia, ma freddo di notte. La signora che ha cucinato per noi merita un elogio. Abbiamo mangiato bene ed abbastanza grazie anche a voi amici.. La veranda ha funzionato da refettorio con due turni, come pure i turni per lavare i piatti e tenere puliti ed in ordine il tutto.
P.Peter e P.Cherubim ci hanno dato la gioia di avere l’Eucarestia quasi tutti i giorni. Anche qui stretti utilizzando metà dello studio come cappella; ma Gesù non ha avuto obiezioni a riguardo. Lui si adatta sempre pur di stare vicino a noi.
Sognare è doveroso perchè pensiamo che fra due anni alcuni di noi saranno a Beldanga per continuare il liceo.
P.Adolfo e P.Cherubim ci hanno detto del vostro progetto di sviluppare il Centro P.Manna. Dire grazie è poco, anche perchè sappiamo che anche in Italia ci sono giovani senza lavoro e famiglie che hanno bisogno di aiuto.
Oltre a sognare vogliamo pregare perchè il Padre ci assista in questa nuova avventura e che P.Manna interceda per noi.
Rientrati a Dhanjuri la sorpresa è stata una giornata di giochi organizzata dai nostri fratelli delle classi X e IX. Una giornata piena di gare e di tanta gioia con premazione per tutti: perdenti e vincenti. Domani si parte per casa in attesa dei risultati ufficiali degli esami che saranno a metà Dicembre. Vi terremo informati.
I ragazzi della classe VIII del St.Benedict Boarding di Dhanjuri
traduttore libero...Fr.Adolfo
Dhanjuri Catholic Church – P.O. Rotampur - Birampur - 27 novembre
Carissimi Amici,
scrivere mi diventa sempre più difficile per le tante cose che vorrei dire e perché manca tempo per riflettere e vivere di persona quello che si vuole dire.
Il maestro sufita Al-Ghazali nel Sec. XI proponeva la Vigilanza e l’esame di coscienza per costruire nella speranza il futuro.
Per noi Cristiani oggi, 27 Novembre, inizia il cammino dell’Avvento verso il Natale di Gesù perché le nostre speranze abbiano a ricevere la Luce per capire e la gioia di essere operatori di cose nuove.
In questo nostro tempo della mia e vostra vita (io ho superato gli 80...) abbiamo visto crollare tante sicurezze (muri, dittature etc.), ultimamente lo sfaldarsi dell’impero monetario e di tante altre cose date per scontate. Stiamo assistendo, dicono gli “esperti” ad una rivoluzione globale, e con questo termine inglobiamo tutti gli esseri viventi del nostro pianeta.
Quelli che seguono in tempo reale gli avvenimenti che ci vengono proposti dai media a ritmo accelerato, restano sconcertati dalle notizie negative: guerre più o meno dichiarate, alluvioni dovute al cambiamento del clima ma anche all’incuria di chi è chiamato ad essere responsabile del creato, bambini che muoiono per mancanza di cibo o di assistenza a loro dovuta, giovani che disperano nella ricerca di un lavoro per essere responsabili della loro esistenza, la vita che ha un costo sempre più alto specie per i poveri.
Allora? La comunità dei credenti in Cristo è invitata a pregare “Vieni Signore Gesu’”. Squarcia i cieli e scendi....” ; “ Perché,Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema?” . Vedi bene la discriminazione che operiamo tra di noi; vedi come trattiamo chi è “diverso” da noi per colore della pelle, per religione, per provenienza, per cose che ha.....e come lasciamo sempre ad altri la responsabilità di essere Samaritano.
Avvento è un cammino di speranza e di impegno.
Con il vostro aiuto circa 300 ragazzi e ragazze hanno potuto studiare, avere un pane, un tetto, una guida perché nel loro domani ci sia una speranza di vita. Grazie di cuore per il vostro interesse per il progetto “sostegno allo studio” che in questi anni abbiamo portato avanti per Dhanjuri ed oltre con l’impegno di Bruno, Giuliano, Tommaso e tanti altri amici che sarebbe troppo lungo elencare.
Ed ora bisogna concretizzare la loro speranza chiedendo a P. Paolo Manna di fare in modo che ciò che è piccolo oggi possa diventare capiente per un domani prossimo.
In un paese come il Bangladesh con 150 milioni di abitanti e con 2.500.000 di nuove persone ogni anno ed un territorio che non può aumentare più di tanto dare speranza di vita è una cosa veramente seria.
Nel piccolo, il Centro P.Manna di Beldanga vuole dare il suo piccolo contributo alla preparazione di persone giovani che si impegnino a dare speranza reale alle loro famiglie e comunità.
Avrete notizie circa questo impegno.
Sere fa ho sostato, pregando il Rosario, davanti alla grotta di Lourdes a Dinajpur e mentalmente ho chiesto a Maria di volgere lo sguardo non verso l’alto, come ne ha diritto essendo l’Immacolata, ma verso il basso perché quello che sembra impossibile possa diventare possibile. Chiedo forse un miracolo ? Non ho questo ardire.
”Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza” dice la liturgia di oggi.
“Il Signore elargirà il suo bene e la nostra terra produrrà il suo frutto”.
Con affetto, nella speranza, un caro abbraccio.
Fr.Adolfo
Dhanjuri - 17 dicembre
La nostra... famosa scuola, St.Francis High di Dhanjuri chiude l'anno scolastico ed oggi è il giorno, 17 Dicembre 2011, in cui siamo stati invitati a ricevere la "pagella" con i voti.
Nonostante il freddo (il termometro è sceso a dieci gradi) ci siamo imbacuccati per bene e siamo presenti. Invitati anche tutti i genitori. Per il gruppo dei disabili è P.Adolfo ad essere garante.
La nostra sezione Elementare è piccola, siamo in 82 sino alla classe V perchè vi sono altre scuole elementari nelle vicinanze. Dopo l'esame della V molti ragazzi confluiscono alla nostra scuola dalla classe VI in poi.
Ci sono 335 studenti dalla VI alla X. I risultati ? Eccoli in sintesi :
73 promossi su 83 nelle due sezioni della Classe VI
La classe settima (due sezioni) ha visto 74 promossi e 6 bocciati.
I 95 della classe VIII hanno fatto gli esami statali ed i risultati saranno noti fra giorni.
In Classe IX 45 i promossi e 6 i bocciati.
26 ragazze e ragazzi della classe X si stanno preparando per gli esami statali dal primo di Febbraio in poi.
E' da menzionare che tra i primi delle varie classi una buona parte sono state ragazze ed nelle elementari i migliori sono stati il gruppo dei disabili, che hanno festeggiato al ritorno dalla scuola al Centro.
Hanno espresso la loro gioia per questi risultati sia il preside Mr.Thomas Murmu, la segretaria, Sr.Jenivie che il parroco, Fr.Cherubim ed hanno invitato i presenti a sostenere lo studio dei loro figli per il bene della comunità e del paese.
Premi per tutti i promossi e tanta gioia che esplode anche perchè il sole ha fatto capolino verso la fine e prima di tornare a casa.
Gli studenti del boarding: Classe VI tutti e 30 promossi. Classe VII 34 promossi su 34 !!
In classe IX promossi 21 su 24.
Un grazie a quanti dalla lontana Italia ci sostengono, alle insegnanti che ci aiutano e sopportano, ai nostri pazienti maestri, ai nostri genitori che sono ci seguono con tanto amore e tanta speranza.
Il Santo Natale e' ormai vicino. Allora un Augurio di cuore a tutti voi e ai vostri cari perchè la Luce che viene nella Notte Santa possa illuminare il cuore di tutti nel cammino verso la Pace, la Solidarietà e l'accoglienza.
Da Dhanjuri il reporter e interprete temporaneo, Fr.Adolfo
Dhanjuri - S. Natale
"Se non vi farete come bambini nell'intimo del vostro cuore e nella novità di vita... non entrerete nel Regno".
Il Natale riguarda una venuta che ogni anno è una novità di vita, perché Colui che viene è Luce per ogni vita, in particolare per chi non riesce a vedere il cammino della propria vita come dono di Dio agli altri.
Per questo la Liturgia dell'Avvento ci ha chiesto di vigilare con le nostre piccole luci (onestà e amore) perché non sappiamo né il giorno né l'ora ed abbiamo pregato:
Vieni Signore Gesu', resta con noi perché abbiamo bisogno di TE
Il venire comporta la tensione al domani, al futuro. Ci sono quelli che desiderano sapere il futuro dai vari indovini, oroscopi, fattucchiere...
Noi che siamo in attesa e guardiamo perché aspettiamo Qualcuno: noi segnati dalla malattia o dall'essere esclusi perché disabili o perché siamo piccoli e non capiamo (dicono loro), o poveri senza voce o peso sociale.
Vieni Signore Gesu', resta con noi per insegnarci a volere e fare il bene
*perché nei nostri villaggi tanti non sanno leggere e scrivere;
*nelle nostre famiglie tante volte noi piccoli subiamo cattiverie,
*tanti di noi da piccoli devono lavorare tutto il giorno senza tempo per studiare e giocare;
*alcuni di noi sono venduti perché alcune cliniche vogliono parti del corpo da trapiantare;
*in città alcuni di noi sono obbligati a chiedere l'elemosina;
*raccogliamo le foglie che cadono dagli alberi per poter cucinare a casa;
*a casa tante volte i nostri genitori e parenti litigano e si ubriacano;
*ci sono giovani che si drogano e diventano violenti sfogandosi su di noi;
*ci sono i prepotenti che hanno bruciato la nostra casa per prendersi la terra;
Vieni Signore Gesu', resta con noi.
In risposta alle invocazioni dei piccoli, poveri, diseredati, emarginati, esclusi ...
"... il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi..."
Lui l'Emanuele - il Dio con noi - si fa vivo e presente perché la comunità dei credenti faccia fiorire persone capaci di:
**fare opere di bene senza fare chiasso;
**donare parte del proprio tempo e del proprio avere per aiutare chi é nel bisogno;
**stare vicino alle persone anziane o emarginate;
**saper ascoltare, accogliere l'estraneo, difendere il povero;
**di operare onestamente nelle aree del pubblico impiego, della politica, del lavoro, della professione, della Chiesa;
"Se non vi farete come bambini nell'intimo del vostro cuore e nella novità di vita...
Allora auguro a me stesso e a tutti voi che questo Santo Natale ci aiuti a "divenire, cambiare" nell'intimo del cuore e in un modo nuovo di essere. F. Adolfo
Dhanjuri - 29 dicembre
Ieri sera, 28 Dicembre, il Governo ha reso pubblici i risultati degli esami statali della Classe VIII (terza media )
La media dei promossi per Dinajpur boarding e’ stata del 84,35 %.
Per gli studenti della scuola St. Francis di Dhanjuri su 95 studenti e’ stato promosso il 92%. Solo 8 i bocciati.
Il gruppo del St.Benedict Boarding ha superato la media con 48 promossi e solo due i bocciati (in una sola materia) 96%.
Il gruppo delle ragazze del boarding ha avuto 5 bocciate su 29 esaminande. 83%
Ecco un bel gruppo di ragazzi di classe VIII ed amici in festa.
Grazie al Signore per il dono dell’intelligenza.
Grazie agli insegnanti per la loro pazienza.
Grazie a voi che ci sostenete materialmente e con la preghiera.
Grazie a quelli che lavorano per noi o ci assistano nel quotidiano ( Suore, cuoche, Boarding master etc.)
Avanti tutta.
Un augurio di impegno perche’ il Nuovo Anno ci aiuti ad essere una Novita’ di Vita per le nostre famiglie, la societa’ ed il mondo intero.
Relatore e traduttore quasi in pensione : Fr.Adolfo