29 gennaio
7 febbraio
5 marzo
5 aprile
5 maggio
15 maggio
15 giugno
27 giugno
14 luglio
12 settembre
Dhanjur - 29 gennaio
Carissimi Amici, sono Rita e mi sono presa l’impegno di aiutare il Dadu Adolfo (sapete è anziano e tira sempre tardi e borbotta sempre) per farvi avere queste foto che da alcuni giorni sono nel
computer e non partono.
Forse anche per il freddo, comunque sia scusateci perché ci volete bene.
Come vedete sono bene incappottata grazie agli indumenti di seconda mano che sono sul mercato, scartati per l’esportazione.
Ciao. Un bacione con Gesù che ci aiuta a crescere e fare il bene con gioia.
Eccovi le foto del saluto della St.Francis High School del 20 Gennaio di Dhanjuri agli studenti che lasciano la Scuola per affrontare gli esami di stato SSC ai primi di Febbraio e del benvenuto ai nuovi .
In tutto sono 69 studenti
33 sono i giovanotti e
36 sono le ragazze.
26 sono del St.Benedict boarding
30 sono del St.Clare boarding.
Grazie per il vostro aiuto che per cinque anni ha permesso a tutti loro di crescere e studiare.
Sorrisi, lacrimucce, fiori, scambio di tante cose: è sempre un momento da vivere con serenità e fiducia e farsi perdonare le marachelle.
Oggi 30 Gennaio il gruppo degli esaminandi trasloca da Dhanjuri a Beldanga nella casa costruita con l’aiuto della C aritas di Gaeta e completato col vostro aiuto,per essere vicini al luogo dell’esame. Auguri e avanti tutta!!
“Gesu. Aiutaci a costruire, dove andremo, una vera comunità di persone libere e responsabili che sanno reciprocamente accettarsi e rispettarsi nelle loro diversità e difetti, che non convivono insieme solo fisicamente, ma che comunicano in una profonda apertura d’ animo la loro interiorità”. (Franc Berman)
Maria, Madre del Buon Consiglio stacci vicino.
Pace e Bene a nome di tutti. Fr.Adolfo
Una piccola nota aggiuntiva: Il prossimo 6 febbraio saranno ordinate due nuovi sacerdoti a Dinajpur: Narayam e Manuel, quest’ultimo aiutato negli studi dal Gruppo Missionario Paolo Manna di Gaeta. Io non potro essere presente in quanto sono costretto a partire dieci giorni dopo ma Vi prometto di farvi avere notizie. Attualmente son ben quattro i seminaristi che aiutiamo.
Un grazie di cuore a tutti quelli che ci aiutano in questi tempi difficili in cui la crisi economica e purtroppo anche la debolezza dell’euro anche con la taka ci stanno creando non pochi problemi. Bruno
Dinajpur - 7 febbraio
Amici carissimi, Venerdì 6 Febbraio è stata una giornata importante per la Chiesa di Dinajpur. Da alcune settimane la lettura del Vangelo di Marco e di Giovanni, proposto in questo periodo dalla liturgia, aiutava ad una riflessione sulla Chiesa. Gesù continua il Suo operare per il bene delle persone attraverso la Chiesa. Marco parla di lebbrosi, indemoniati, malati, paralitici, uomini o donne che sono guariti. La Chiesa di oggi deve essere attenta ai bisogni delle persone: significa saper ascoltare o ricercare ed operare. Un giovane ieri mi ha domandato a bruciapelo se io, sacerdote, mi confesso e da chi. Iniziato un dialogo che non si è concluso ed ha interessato altri giovani presenti. Perdono, essere perdonati, perdonare a volte non è facile. In una società dove per un fazzoletto di terra si lotta, si distrugge, si uccide e si opprime non è facile perdonare. E poi Gesù dice di perdonare anche ai nemici. Il perdono è un atto di Dio Padre dato per Cristo morto e risorto. In una società dove la violenza è cosa di ogni giorno, dove la paura la si respira con l’aria, come comportarsi ? A volte è vero che Gesù è sulla barca e dorme mentre infuria la tempesta. Oppure vi sono quelli che scoperchiano il tetto per porre il paralitico nella casa dove ci sono tanti ad ascoltare ma non ad operare. La conclusione nel
Vangelo è sempre : “Abbiate fede in me”. “La tua fede ti ha salvato” . “Tanto poca è la vostra fede ?”.
Oggi due giovani, Manuel e Narayon, sono presentati dai genitori alla Comunità riunita intorno al Vescovo Sebastian e cinquanta Presbiteri per chiedere di continuare nella comunità il servizio alla Parola, aiutare i credenti a vivere nel mistero di Cristo per la pienezza di vita, insegnare e proclamare il Vangelo a tutti con la vita. Due ore di preghiera intensa di dialogo con il Vescovo per assumere la responsabilità di presbiteri.
Penso che ai cinquanta sacerdoti presenti sia capitato quello che è capitato a me cioè di andare con la mente e la preghiera agli anni passati quando anche per me si invocavano tutti Santi, quando il Vescovo ungeva le mani con il Crisma ed imponeva sul capo le mani per dare spazio allo Spirito nel continuare nel tempo il sacerdozio di Cristo tra gli uomini.
Bella ed attenta la celebrazione curata con i canti e la musica che hanno aiutato a pregare ai tanti giovani presenti giunti da Ruhea come da Dhanjuri ed altre zone non ostante le difficoltà di trasporto di questi giorni. Lascio ad altri spazio per cronaca e notizie di questa stupenda giornata.
Piace chiudere con una preghiera a Maria, Madre della Chiesa e Regina della Pace di Paolo VI , preghiera che penso attuale per il Bangladesh ed altre nazioni:
“Guarda con materna clemenza a tutti I tuoi figli, o Vergine Santissima! Vedi l’ansietà dei sacri Pastori per il timore che i loro greggi siano agitati da un’orrida tempesta di mali; vedi l’angoscia di tanti uomini, padre e madri di famiglia, che, inquieti per la sorte propria e dei loro figli, sono turbati da acerbi affanni.
Ammansisci l’animo dei belligeranti, e infondi loro ‘PENSIERI DI PACE”; fa che Dio, vindice di ogni ingiustizia, volgendosi a misericordia, restituisca i popoli alla tranquillità e li conduca per lunga durata di tempi alla vera prosperità.
Pace e Bene e la richiesta di un’Ave da Fr.Adolfo
Dinajpur - 5 marzo
Non è di tutti i giorni o persone arrivare ai 85 anni di età. Questa volta ho iniziato il mio compleanno il 27 Febbraio concedendomi una visita a Dhanjuri. Essendo Venerdì a scuola è vacanza e potrò incontrare insegnanti, ragazze e ragazzi. D'accordo con il parroco P.Silas e P.Manuel arrivo per celebrare l'Eucarestia con loro alle 7,30. Si respira aria fresca perchè il giorno prima ha piovuto.
Un pensiero ed un grazie nell'Eucarestia per il dono di voi tutti, cari amici, che avete reso possibile il regalo di Dhanjuri.
Bruno Guizzi è vostro segno.
Il Vangelo di Matteo ci parla dell'impegno che dobbiamo avere nell'essere fratelli. " Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il tuo dono... va prima a riconciliarti con il tuo fratello...". Chiamati ad operare per realizzare un clima di famiglia dove viviamo ed operiamo. In Chiesa ci sono anche tanti che incontro per la prima volta. Volti nuovi, occhi attenti.
Sono così iniziati i regali predisposti dal Padre di tutti per farmi godere questo momento. Primo regalo siete voi. Numerosi SMS che arriveranno dagli amici sul telefonino e messaggi sul computer. Grazie.
Faccio visita al gruppo dei "diversamente abili" presenti al lebbrosario di Dhanjuri. Bimol, piccolo una spanna mi dà il benvenuto, Sono tre ragazzi ciechi il regalo dopo l'Eucarestia celebrata: William che suona l'armonium, Subash la tobla e John dirige.
Tutto il gruppo di trentasei disabili canta in coro per farmi gli auguri. Notate che l'amico Bruno diventa testimone presente in questi momenti.
Il tempo vola. Bisogna ripartire per rientrare a Dinajpur ma occorre il permesso dei ragazzi che aspettano di gustare anche loro la torta. Sul tavolo sono pronte due torte, ma prima occorre spegnere le quattro candele. Una ogni 20 anni ?? Un poco di confusione sull'età in quanto 8 e 5 fanno 13.
Per questo il cammino di vita è lungo... Intanto condividiamo da buoni fratelli e che niente vada perduto.
Caro P.Adolfo continuerai a tagliare torte per altri due giorni......dalle Suore Coreane, dal tuo Vescovo Sebastiano, dai confratelli del Pime... ...Attento a non aumentare di peso. A Bruno l'incombenza di raccontarvi quello che non è scritto.
Piace chiudere rivolgendoci a Maria:
"Madre della tenerezza, che avvolge di pazienza e di misericordia, aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e rigidità di chi non conosce appartenenza.
Intercedi presso il Tuo Figlio perché siano agili le nostre mani, i nostri piedi e i nostri cuori; edificheremo la Chiesa con la verità nella carità. Madre saremo il Popolo di Dio, pellegrinante verso il Regno. (papa Francesco)
Con un grazie, un abbraccio ed augurio di Pace e Bene, vostro vecchio P.Adolfo
Dhanjuri - 5 aprile
Carissimi Amici,
Gli auguri per una “Buona Pasqua” sono giunti in carta verso la fine del periodo di Quaresima; via internet sono stati una valanga che ancora non è terminata, poi SMS in diverse lingue a non finire. I miei giovani amici chiedono “Cosa è Pasqua?” Ha inizio durante la Cena in ricordo della Pasqua Ebraica, passaggio dalla schiavitù alla libertà. Ma la Cena di Gesù con i suoi discepoli diventa qualcosa di nuovo, irrompente, donazione di vita che inizia quella sera e termina nella pienezza di vita con Dio. E’ un donare il corpo ed il sangue di Cristo per il perdono e per vivere.
“Mistero della fede” canta la Chiesa e lo proclama. Allora durante questo giorno ... lungo della Pasqua ho cercato di guardare la Chiesa di Dinajpur oggi. Tutti sappiamo che è una minoranza, comunità piccola in un mare di persone. Come minoranza è discriminata ed a volte oppressa. Anche oggi ci sono i martiri; con la loro sofferenza si uniscono a quella di Cristo e fondano la Chiesa. Tutte le volte che giro per la cittadina di Dinajpur con i suoi 120.000 abitanti mi colpisce il numero dei giovani, dei bambini e poi il continuo muoversi della gente con bici, moto, tricicli elettrici, trattori, autobus e via di seguito. In tutto questo muoversi e frastuono (qui il clacson, parte primaria della macchina, si suona sempre) dove trovo la Chiesa, comunità che testimonia la vittoria sulla morte? Papa Francesco ha detto che la chiesa deve andare nelle periferie, fuori. Qui le sue parole sono un’attitudine di sempre..Il Vescovo Sebastian è sempre in visita ai villaggi delle Parrocchie o Missioni, periferie della Chiesa. Viene accolto, incontra la gente, li ascolta, confessa, celebra. E come lui i sacerdoti, le suore, i catechisti. Ramgamati, Joboi, Jamaidani, Kuchogram, Doshmile, Baredi, Lalghat, Katabuba Kudbir, Ruhea, Mohespur e... altri cento, duecento nomi. P. Silas, P. Manuel, P. Livio, P. Fabrizio, P. Albert. P. Cherubim P. Lazarus, P. Anthony... tutti fuori (con mia grande invidia) .
E’ la Chiesa nuova che nasce, dove le donne preparano la cappella, la chiesetta o la casa che per ora ospita la piccola comunità; le ragazze preparano i canti e mettono ordine tra i piccoli; gli uomini arrivano per confessarsi, ascoltare la catechesi e discutere problemi della comunità: dei bambini da mandare al boarding o alle scuole. Mettere pace in famiglie divise. Come vivere una solidarietà vera per far valere i loro diritti; aiutarsi a vicenda con le cooperative e la cassa di risparmio. Bisogna essere testimoni dell’evento che ha iniziato il tutto: la Resurrezione di Cristo.
Dal Suo costato trafitto nasce la Chiesa. Ecco la Pasqua. E i giovani fanno la pesca per dare il pesce necessario al pranzo per tutti. Qualcuno sogna di diventare pescatore di uomini...
Affidiamo a Maria queste piccole comunità che sono la Chiesa che è in Dinajpur, Bangladesh pregando con il Papa Francesco:
“Vergine Santa e Immacolata, Aiutaci a rimanere in ascolto attento alla voce del cuore: il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti, la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti, la solitudine degli anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano, ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata e venerata. Fa che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno, la luce gentile della fede illumini i nostri giorni, la forza consolante della speranza orienti i nostri passi, il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore, gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi in Dio Padre, dove è la vera gioia.”
Pace e Bene e la Gioia di Cristo maturi in questo lungo giorno della Sua Resurrezione.
Fr. Adolfo, Fr. Silas, Fr. Manuel, gli animatori, le suore, i ragazzi e le ragazze di Dhanjuri.
Dinajpur - 20 aprile
Carissimi Amici,
Alla mia lettera inviata per gli auguri di Pasqua l'amico Bruno ha debitamente aggiunto una nota pratica che, facendo mia, aiuta a fare una riflessione sul nostro progetto di “aiuto allo studio”. Il 15 Aprile ho incontrato 79 giovani di 17 parrocchie della Diocesi di Dinajpur riuniti nel Centro Pastorale per una settimana di orientamento. Non credo di sbagliare dicendo che rappresentano il 10% di quelli che hanno studiato con il nostro sostegno lo scorso anno. Li guida Fr. Manuel (aiutato negli studi dal Gruppo missionario di Gaeta), neo ordinato e coadiutore a Dhanjuri con P. Silas. Giovani che si affacciano alla vita dopo aver svolto gli esami della classe decima ( pari alla nostra II superiore). La settimana prossima saranno le ragazze che verranno anche loro per una settimana di orientamento. Altri 28 sono a Singra, dove si svolge il corso di orientamento per coloro che hanno chiesto di entrare in Seminario.
Nei dodici anni trascorsi da quando abbiamo iniziato il nostro impegno di “aiuto allo studio” sono stati tanti i giovani che oggi in questa diocesi ed anche altrove sono impegnati a praticare quello che hanno imparato. “Impegnati a costruire una società nuova” è il messaggio della liturgia di questi giorni. (Atti – Vangelo) ed anche il tema di questi giorni di orientamento.
Giovani attenti ed impegnati a capire il ruolo che la Chiesa di Dinajpur ha oggi attraverso la loro testimonianza in questo paese a maggioranza Mussulmana e con tanti gruppi etnici. Oggi essere Cristiani in questa realtà significa essere testimoni nel posto e nel ruolo che ci assumiamo. Mi domando se dobbiamo e vogliamo continuare nel nostro impegno nell'aiutare questi giovani in questa avventura.
Il Vangelo di San Giovanni, letto in questi giorni nella liturgia di Pasqua, parla dell'anziano Nicodemo che va da Gesù di sera a chiedere cosa fare (come capita a me a volte) . La risposta è chiara: “Noi (Lui Gesù) parliamo di ciò che sappiamo, e testimoniamo ciò che abbiamo visto,” che poi si riassume in “Io sono la Via, la Verità, la Vita”. A noi indica di essere veritieri in quello che sappiamo ed insegniamo e capaci di testimoniare quello in cui crediamo”, poi c'è lo Spirito che opera.
Allora la domanda da fare è “Tu chi sei ?” e poi operare "insieme”, il che vuol dire il praticare, il dire “Padre Nostro che sei nei cieli... dacci il nostro pane ... rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo... liberaci dal male...".
Aiutano Fr. Manuel in questo lavoro, oltre ai relatori ed al gruppo della Caritas , sette volontari e due Suore di cui accludo foto di alcuni, oltre a P. Bidyha ed il personale della cucina di cui non invio la foto.
Mi domando di nuovo se dobbiamo e vogliamo continuare nel nostro impegno nell'aiutare questa avventura nonostante la crisi finanziaria che ha toccato l'Italia come il Bangladesh. Aumentano le tasse, diminuiscono gli introiti ed aumentano le necessità, si creano fondi e si affrontano i debiti pubblici riportati in tutti i giornali, anche in Bangladesh.
Quando lasciai la diocesi, la Chiesa che è in Gaeta, per essere testimone della fede di quella Chiesa in questa parte del mondo mi venne detto delle difficoltà che avevamo allora. Gli “Amici di Gaeta” mi sono stati sempre ispiratori ed operatori di tante cose e mi permetto di chiedere di continuare ad investire sulla formazione di persone. Allora dobbiamo fare in modo che il nostro modesto e piccolo contributo trimestrale o annuale al “sostegno allo studio” non manchi.
Mi rendo conto che la mia “non” visita in Italia negli ultimi anni influisce negativamente perché tante altre sono le esigenze, le richieste; ma il viaggiare non mi è più possibile. A voi che potete invece viaggiare l'invito: “Venite e vedete”.
Ringrazio l'amico Bruno Guizzi, Giuliano Bernini, Salvatore Spinosa ed altri che mi sono vicini con il loro concreto impegno... Mi rifugio in Maria e prego con voi :
Ave Stella del mare, Madre gloriosa di Dio, vergine sempre Maria, porta felice del Cielo.
Dona al mondo la pace. Spezza i legami agli oppressi (bambini abbandonati, emigranti, senza lavoro), rendi la luce ai ciechi (anche a quelli che non vogliono vedere), scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene.
Mostrati Madre per tutti, offri la nostra preghiera, Cristo l’accolga benigno, Lui che si è fatto tuo Figlio.
Donaci giorni di pace, veglia sul nostro cammino (specie quando è difficile), fa che vediamo il Tuo Figlio (nelle piaghe aperte nell'umanità di oggi), pieni di gioia nel Cielo.
Un forte abbraccio con l’augurio di Pace e Bene e la richiesta di un’Ave per
Fr.Adolfo ed i suoi ragazzi/e
Dhanjuri - 5 maggio
Miei cari lontani e vicini Amici, eccomi a voi e con l’aiuto di Roni, Fr.Manuel ed altri riesco ad inviarvi nostre notizie o… cronache.
“Io sono la vite e voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” un passo del Vangelo che abbiamo tante volte letto, a volte con interesse per sapere se siamo sotto potatura o rami secchi tagliati dalla vite con la linfa vitale necessaria per vivere. Chi pianta una vite e la cura capisce questo linguaggio. Da ragazzo ricordo le viti cariche di grappoli e si aspettava il momento importante della maturazione, specialmente per quella a cornetti di un certo porticato adocchiato in precedenza.
Poi la vendemmia era una festa. Pigiare nel tinello i grappoli raccolti e selezionati era un divertimento da non lasciare, facendo orecchie da mercante alle chiamate dalla mamma o del babbo. Forse per questo il passo del Vangelo mi è caro.
Sono curioso come voi di sapere cosa capita a Dhanjuri. Siamo in periodo di vendemmia o potatura? Giudicate voi. Una vendemmia in corso.
Siamo giovani che, terminato il ginnasio, si apprestano ad affrontare il domani. Siamo venuti a Dhanjuri dagli ottanta villaggi della Missione ed abbiamo discusso in gruppi per aiutarci ad essere tralci attaccati alla Vite.
Abbiamo invaso Dhanjuri per godere dello spazio, della bellezza degli alberi carichi di frutta, dei campi da coltivare. Ci guidano Fr. Silas, Fr. Manuel, Sr. Rotna, Alfred e gli animatori di Dhanjuri con quelli venuti da fuori.
Abbiamo accolto P. Cherubim ed il suo gruppo di Bolakipur di 22 giovani per ascoltare la loro esperienza e il desiderio di servire nella Chiesa.
Noi, piccoli del Boarding siamo stati impegnati a fare spazio a questa… invasione con il nostro servizio. Certo che dare da mangiare a 300 venuti dai villaggi e noi 300 dei boarding ha fatto svuotare il deposito del riso e diminuire le galline … e il refettorio è diventato troppo piccolo, per cui noi mangiamo anche in veranda.
Domenica 3 Maggio abbiamo poi avuto la visita dell’ambasciatore italiano Sig. Mario Palma venuto da Dinajpur, dove il primo di Maggio ha presenziato alle celebrazioni dei 50 anni della Novara Technical School. Lo accompagna Br. Massimo Cattaneo, direttore della NTS. Riceve il benvenuto da noi ed anche dal gruppo dei ragazzi disabili, che ha voluto incontrare.
Dalle parrocchie di Rajshahi e Dinajpur giunge poi il gruppo di 47 giovani che devono essere selezionati, tramite un campo di lavoro, per essere ammessi al College-Università di Dhaka.
A chiusura andiamo dalla Madonna e
invochiamo :
Maria, Stella della nuova evangelizzazione, aiutaci a risplendere nella testimonianza della
Comunione, del servizio, della fede ardente e generosa, della giustizia e dell’amore verso i poveri, perché la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra, e nessuna periferia
sia priva della sua luce. Madre del Vangelo vivente, sorgente della gioia per i piccoli, prega per noi. Amen
Allelulia (Papa Francesco)
Dinajpur - 15 maggio
Carissimi Amici che sarete riuniti a Ducenta per il Congressino Missionario 2015, Pace e Bene.
Desidero farmi presente tra voi solo per attirare la vostra attenzione sul fenomeno della immigrazione clandestina di cui è storia di ogni giorno.
Sono migliaia le persone che si mettono in viaggio verso… l’ignoto o la speranza. Il fenomeno lo viviamo anche noi qui in Bangladesh. Migliaia di giovani persone in cerca di un lavoro che qui non c’è finiscono in mano ai nuovi schiavisti del terzo millennio. Gente che promette un domani dorato in Malesia o Indonesia oppure Australia. 2.000 o 3.000 dollari il costo a persona per un viaggio senza… ritorno. In questi giorni i giornali riportano storie di odissee e sogni infranti. Sono stati scoperti cimiteri o fosse comuni in Thailandia e Bangladesh per non parlare dei cimiteri del mare. E’ quindi un fenomeno mondiale di cui dobbiamo essere coscienti. Parlarne è un dovere legato alla informazione seria e documentata. Agire è un dovere che è legato alla domanda sempre nuova e vera: ama il tuo prossimo come te stesso. Facile a dirsi e difficile a farsi. Perchè la domanda è sempre una richiesta di spiegazioni : “Chi è il mio prossimo”.
Vi saluto e vi auguro un momento bello per sentirvi parte viva di questa Umanità.
Pace e Bene di cuore a tutti voi riuniti in nome di Cristo. Maria, Madre di tutti ci illumini e conforti.
Fr.Adolfo L’Imperio
Dinajpur - 15 giugno
Amici, uniti dal Vento... Nei giorni scorsi, siamo stati visitati da una "tromba d’aria", cioè da un "mulinello" di vento forte, che scoppia, improvviso, e colpisce una zona, in modo rotatorio! Sradicati gli alberi, case scoperchiate dalla furia del vento, persone, o animali, colpiti dai fulmini, che sono saette, che legano il cielo, con la terra, pioggia torrenziale... Il tutto dura due, o tre ore: poi, torna la calma, e l’aria fresca dà sollievo, in un periodo di forte caldo!
Mi è venuta in mente, la "Lettura", fatta il giorno di "Pentecoste"! "... Erano tutti insieme, nello stesso luogo, quando, all’improvviso, si sentì, dal cielo, un rombo improvviso, come un raffica di vento, che riempì tutta la casa, in cui si trovavano!". Ho collegato questa pagina, con l’esperienza del temporale, e con questo periodo di vita della Chiesa, in Dinajpur... Il Mese di Maggio è stato un mese pieno di avvenimenti, che si sono susseguiti, quasi senza dare il tempo per respirare!
Cinquant’anni della "Novara Technical School", Incontri Vocazionali, Incontri di Gruppi, risposta a richieste inaspettate... Il Vescovo Sebastian, già in Aprile, aveva visitato villaggi di Catecumeni, della Parrocchia di Khalipur, e di Ruhea! Il giorno otto Maggio, è stata la volta di Dhanjuri, dove diversi villaggi di Catecumeni, di una zona distante circa trenta chilometri dalla Missione, chiedono il Battesimo! P. Giovanni Gnaldi ha la gioia di battezzare un gruppo, di sedici adulti! Poi, si decide di costruire, in futuro, una Cappella... Ma, sul terreno, c’è un albero, che porta confronti, e tensioni! Discussioni, incontri, assemblee... Chi vivrà... vedrà! Si susseguono i temporali, con danni alla linea elettrica, in diverse parti! Senza elettricità, per una settimana, a Dhanjuri, e Kudbir! Anche a Dinajpur, alberi caduti, per il vento, sulle linee elettriche, lasciano zone al buio, per giorni... Si lavora, per il ripristino, sperando che arrivi la calma! Quando torna il sereno, trovi che il vento ha colpito anche il piano scolastico del Governo, che non riesce a dare una risposta al futuro, e al lavoro, dei giovani! D’altra parte, sono in diciassette, i giovani, che sono accettati, in Seminario, dopo un mese di discernimento... Altri giovani arrivano, per essere "Evangelizzatori", nelle loro zone!
E, allora, mi tocca rileggere la Liturgia di Domenica scorsa, dove Ezechiele dice: "Io sono il Signore, che umilio l’albero alto, ed innalzo l’albero basso: faccio seccare l’albero verde, e germogliare l’albero secco! Io, il Signore, ho parlato, e lo farò!".
E, poi, nel "Vangelo di Marco", si parla del seme, che un uomo getta, nella terra: "Dorma, o vegli... Il seme germoglia, e cresce...". Le Parabole sono il metodo, che Gesù usa, per far capire a tutti il suo messaggio di Amore, in una umanità, che tende sempre a dividersi, creare muri, o steccati, con la conseguenze di milioni di persone, che si muovono, in cerca disperata della Pace, e della Gioia di vivere! Un giovane mi ha fatto notare che la Chiesa, nell’Eucarestia, unisce tutte le persone del mondo che... "Per Cristo": in quanto da Lui ispirate, nell’operare, per il suo messaggio (vedi Gandhi...) – , "con Cristo": persone, che operano, oggi, con Lui, individualmente, o in Gruppi ("Medici senza Frontiere", "Caritas", "World Vision"...) – ,"in Cristo": persone, come bambini, contemplative, malati, che sono, continuamente, unite a Lui, nel mistero!
Per questo, la Liturgia, di Domenica, si conclude, pregando... "Signore, la partecipazione a questo Sacramento, segno della nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa, nell’unità, e nella pace!".
Cari amici, mi affretto a chiudere questa riflessione, scusandomi di aver fatto passare tanto tempo, senza farmi vivo!
Mi rivolgo a Maria, con le parole di Papa Francesco, per chiudere... in bellezza!
"Vergine Santa, e Immacolata! Aiutaci a rimanere in ascolto attento, alla voce del Signore... Il grido dei poveri non ci lasci, mai, indifferenti! La sofferenza dei malati, e di chi è nel bisogno, non ci trovi distratti! La solitudine degli anziani, e la fragilità del bambini, ci commuovano... Ogni vita umana sia, da tutti noi, sempre amata, e venerata!".
Pace, e Gioia, a tutti!
Fr. Adolfo
Dinajpur - 27 giugno
E’ proprio un quarantotto e non so che pesci prendere. Carissimi Amici, ho paura che siamo rimasti in pochi con il crescere degli anni, degli acciacchi e dei buchi neri.
In questa settimana ho incontrato due volte un gruppo di giovani della diocesi riuniti per una settimana di riflessione sulla Chiesa. Guardare i loro occhi aiuta a fugare la mancanza di speranza che a volte ci prende. Ieri per loro pellegrinaggio al Santuario di Rajarampur al termine di un giorno di preghiera. In sette ad amministrare il sacramento del perdono e della Misericordia. Di loro vi scriverà P.Manuel, (così ha promesso).
La mattina di venerdì incontro con i giovani della cattedrale per leggere il Vangelo di Giovanni. Mi sorprende sempre l’attenzione che alcune studentesse delle scuole superiori pongono nel loro leggere con calma quasi ad interiorizzare il brano. Dai giovani vengono più domande e richieste di spiegazione.
Nell’ ormai lontano 1967 regalai agli amici, invece dei confetti allora in uso, l’enciclica “Sviluppo dei popoli” che era ed è stata l’ispirazione per tanti impegni presi in questo paese. Oggi leggo la “Laudato si mi Signore” e prego perchè ci sia più amore per e su questa terra.
Purtroppo stamani ho letto la notizia degli attentati in Tunisia, Kuwait, Francia e Somalia ed altrove con vittime innocenti. Domenica la prima lettura della liturgia afferma che “Dio non ha creato la morte” (Sap. 1: 13-15)
Allora mi impegno a continuare a parlare ai giovani di Gesù: del Suo Amore per tutti noi, della Sua Misericordia, della Sua delicatezza, del Suo perdono. Lui si propone per aiutarci a rischiare la vita per creare una società più giusta e solidale. (Io sono la Via, la Verità, la Vita).
Sotto la spinta dell’amico Bruno desidero ringraziare P.Bernardino Rossi e Don Enzo Cicconardi nel ricordo della nostra Ordinazione a presbiteri della Chiesa 48 anni fa.
Grazie a quanti lunedì 29 Giugno avranno una preghiera per noi per dire grazie e chiedere il dono della fedeltà al nostro impegno di vita per la Chiesa.
Tenendo presente quanto ci propone la Liturgia per seconda lettura (2Cor.8: 7 ss) “La vostra abbondanza supplisca all’indigenza dei poveri” desidero continuare a pregare e parlare dei ragazzi di Dhanjuti che aiutiamo a studiare; del gruppo dei disabili sempre a Dhanjuri, dei ragazzi/e e giovani presenti qui a Dinajpur e Suihari, parte viva di questa Chiesa.
Continuare a vivere la sorpresa davanti all’impegno di giovani volontari ad animare momenti di vita comune. Il servizio silenzioso delle ragazze del centro di cucito di Dinajpur per le attività che coinvolgono i bambini per il catechismo e la ricreazione o diverse persone nella scuola o nell’ospedale. Vangelo di Marco (Cap 5 :21-43) in cui Gesù ci chiede di credere nel suo operare di ogni giorno per la vita. ”Fanciulla io ti dico: alzati !”
Riporto quanto Papa Francesco nella Sua enciclica scrive rivolgendosi a Maria. Sia nostra implorazione per quello che viviamo oggi:
“ Maria, Madre che avesti cura di Gesù, ora prenditi cura con affetto e dolore materno di questo mondo ferito, di questa umanità ferita. Così come piangesti con il cuore trafitto per la morte di Gesù, ora abbi compassione della sofferenza dei poveri crocifissi e delle creature di questo mondo sterminate dal potere umano.”
Pace e Gioia a tutti voi
Fr.Adolfo
Dinajpur - 13 luglio
Come al solito prometto e non mantengo. Avevo promesso di scrivere a breve scadenza a voi, Amici, ma il tempo vola tra mille cose che passano, avvenimenti che si accavallano, cose nuove da studiare alla mia età viene a mancare il fiato e si rimane in coda… il mese di giugno è stato pieno di attività nella crescita della comunità Cristiana di questa diocesi con tante persone, specie adulti, che hanno ricevuto il sacramento della Confermazione (Cresima) a Kudbir e Ruhea. Ieri, Domenica 12 a Suhiari in 80 hanno ricevuto lo Spirito e seguirà Mariampur.
Dal 9 sino a Domenica 12 a Dhanjuri si incontrano un centinaio di giovani per mettere insieme la loro riflessione sull’invito di Gesù :“Beati i poveri… beati i misericordiosi… beati gli operatori di pace…” e guardare a St.Benedetto ed il suo messaggio all’Europa. Purtroppo non riesco ad andare a Dhanjuri e Fr.Manuel, Fr. Silas e Roni con altri sono impegnati a guidare i giovani provenienti da sei parrocchie. Spero che qualcuno di loro ci farà avere l’eco di queste intense giornate. Vacanza a scuola sino a fine mese. I ragazzi/e dei boarding sono a casa a godersi la frutta di stagione: mango e Katal (frutto dell’albero del pane) ed aiutare a piantare il riso prima di fine mese.
E’ il periodo del Ramadam e le scuole sono chiuse sino a dopo l’Eid. Come sapete il mese di preghiera e digiuno per i Mussulmani si svolge con dieci giorni “Rohomat” con la “Richiesta di perdono per errori commessi”; dieci giorni “Maghfirat” con “la supplica per la remissione dei peccati da parte di Dio” e dieci giorni “Nazat” con la preghiera per la liberazione dalla punizione eterna meritata. Si chiude con il giorno dell’Eid, giorno di incontro fraterno ed abbraccio di pace. Fare digiuno in queste lunghe e calde giornate estive è certo difficile. Dopo il tramonto sino all’alba si rompe il digiuno. Si mangia per avere forza per lavorare.
Girando per la città noto tanti ragazzi/e che con zainetto in spalla si recano a “ripetizione” da qualche insegnante, mentre gli studenti di classi superiori sono alla ricerca di sapere a quale scuola sono stati assegnati dal Governo. E’ una delle novità di quest’anno nel campo dell’educazione. Il Ministro dell’Educazione sta cercando di trovare il posto in scuola per un milione duecentomila studenti che hanno superato l’esame di Ginnasio (Classe X). Programma elaborato e sviluppato su sito di informatica. Vi sono problemi specie per le zone rurali. Oggi sorprende il numero di ragazze che studiano nelle scuole superiori. E’ un campo in cui siamo impegnati con il nostro “sostegno allo studio” che riguarda studenti dalla VI alla X ma che prepara e vuole aiutare ad una scelta di vita e di lavoro. Mi riprometto di tornare su questo argomento che ci sta tanto a cuore.
Il solito ragazzo smaliziato mi chiede, leggendo il Vangelo di Marco di questa domenica (Mc. 6-7:13), perche’ Gesù mandava i suoi discepoli due a due. Carissimo Simon, Gesù dice oggi alla sua Chiesa, cioè a noi, di operare insieme e vivere in amicizia. Vivere in due ha tanti aspetti che dobbiamo scoprire: dalla famiglia alla società. Se non riuscite a vivere ed operare insieme come potete testimoniare ed operare come vuole Gesù. Essere soli, isolarsi, fare per proprio tornaconto non aiuta a formare una realtà nuova. Questo vale per la famiglia, per il gruppo, per il boarding o la “credit union”, per la Chiesa nelle sue varie espressioni. I discepoli, cioè noi, siamo invitati ad entrare in “case”. Ricordo quando P.Bonolo iniziò quello che oggi è il St.Vincent’s Hospital, diede il nome “St.Vincent’s Home” perchè nella sua intenzione doveva servire come casa a chi era malato bisognoso di cure o gli orfani che non ne avevano casa. In casa ci si parla, si ascolta, si impara si vivono e si rispettano ruoli diversi. E’ capitato nella vita di ciascuno di noi che qualcuno sbatte la porta e va via oppure chi scambia la casa per un albergo. E’ quindi uno stile di vita quello che deve aiutare ad essere discepoli di Gesù. Nella Chiesa Charles de Foucauld inventò la fraternità dei “piccolo fratelli di Gesù’”. Alcune donne vengono ricordate con titolo “Madre” (madre Teresa, madre Silvia, madre Enrichetta ad altre qui in Bangladesh) Restate per “scacciare i demoni” che operano contro la vita insieme, contro la famiglia o il mio ruolo in essa. Si legge che alcuni politici parlano di “casa comune”. Operare insieme, vivere la realtà di oggi come operatori di amicizia che è rispetto dell’altro, attenzione alla crescita della persona non è cosa facile. E non finisce quì, continua il Vangelo, perchè se andate in un altro posto dovete ricominciare a trovare casa e essere secondo la responsabilità di vita. Sono cose ovvie, mi dite; ma a me piace scriverle perchè possa rileggerle con la storia che oggi sto vivendo come esame di vita. Attendo sempre di potervi leggere!
Chiudo con parte della preghiera a Maria, di papa Frencesco nella “Gioia del Vangelo”:
“Tu, Vergine dell'ascolto e della contemplazione, Madre dell’amore, sposa delle nozze eterne, intercedi per la Chiesa della quale sei l’icona purissima, perche mai si rinchiuda e mai si fermi nella sua passione per instaurare il regno".
Pace e Gioia a tutti voi e buone vacanze da
Fr.Adolfo
Dinajpur - 14 luglio
Il Vescovo Domenico Sorrentino in una sua riflessione riportava che lo stupore è l’atteggiamento davanti ad un dono. La nostra coscienza si stupisce davanti a cose che ci superano. Il bambino gode dello cose che scopre.
C’è un lavoratore qui che tutti i giorni pulisce l’erba che cresce tra i mattoni della strada. Lavoro da nulla a volte difficile a quantificarsi. E’ come il pulire la strada dalle foglie che cadono dagli alberi che crescono ai lati di un viale alberato . Domenica scorsa sono rimasto a bocca aperta nel vedere lui pulito e sgargiante nel migliore vestito accompagnare con sua moglie un bel ragazzo all’altare a ricevere per la prima volta l’Eucarestia. Ho ringraziato di cuore il Signore per questo dono. Ventisette ragazzi/e della zona che sono venuti al Santuario di Rajarampur per il loro primo incontro con Gesu’ Eucarestia. P. Silas Kujur, attuale parroco, mi aveva chiesto di essere disponibile il sabato pomeriggio per il sacramento della riconciliazione.
Avevo borbottato tra me e me pensando al viaggio di cinque Km. da fare con un triciclo elettrico e forse sotto la pioggia, cosa possibile in questa stagione. Niente pioggia ed un gruppo di penitenti preparati e silenziosi, desiderosi di fare amicizia con Gesù che perdona perché ama . Eccoli in foto con chi li ha preparati .
Domenica mattina alle sette inizia l’Eucarestia. Il Vangelo di Marco riporta Gesù che dice “ Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’” Sembra un invito a queste persone convenute da diversi villaggi della zona per questa celebrazione. La Liturgia si svolge con ordine e la parola di Dio è proclamata da voci chiare e canti che riempiono la Chiesa di gioia.
Mi sorprende il vedere ciascun ragazzo/a venire accompagnato dal papà e dalla mamma verso l’altare, in bell’ordine, con il canto eseguito dal gruppo di ragazze che aiuta la preghiera ed il raccoglimento.
Persone semplici: operai a giornata, coltivatori di un piccolo pezzo di terra, donne che lavorano in ospedale, donne di casa, maestre di scuola elementare; uguali davanti a Colui che è il Pane di Vita.
“Fratelli, ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo.” Sono le parole di S. Paolo proclamate nella seconda lettura con voce chiara da uno dei ragazzi.
Mi trovo contento, stupito e sorridente. Concordo con Mons. Sorrentino quando dice:
Ancora lo stupore di fronte alle cose che avvengono nel bene e sono la maggior parte, - da credenti dobbiamo ricordare che il bene è tanto più grande del male; il male è tantissimo, ma il bene è ancora più grande-; e allora stupirsi del bene sentendolo come dono, è vitale e ti organizza la vita quando stai male, te la organizza in senso positivo….
A ricordo di questa giornata ognuno riceve un Rosario per essere uniti a Maria : Santa Maria,Madre di Dio e Madre nostra , insegnaci a credere, sperare ed amare con Te. Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino.
..ed un cartoncino con il crocifisso e la preghiera di S.Francesco “Fa di me uno
strumento della Tua Pace”
Perché nella nostra società c’è odio che divide, mancanza di perdono, invidia , mancanza di
pace.
Vergine e Madre Maria, ottienici ora un nuovo ardore di risorti, per portare a tutti il Vangelo
della Vita che vince la morte. Dacci la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della bellezza che non si spegne.
Madre del Vangelo vivente, sorgente di gioia per i piccoli, prega per noi. Amen. Alleluia.
Pace e Gioia da Fr. Adolfo
Dinajpur, 18 -20 agosto
Ora basta !!!… è una espressione che usiamo quando crediamo di poter fermare il tempo o abbiamo deciso di cambiare o far cambiare qualche comportamento. Se lo si grida per modificare il comportamento di altre persone, specie ragazzi, molte volte resta inascoltato. Come anziano diverse volte mi viene in mente di fermare o modificare comportamenti o anche il tempo. E’ di moda oggi gridare “ora basta con gli immigrati !!! oppure ora basta col lavoro nero!!! Qui da noi : Ora basta con lo studio che non dà lavoro, ora basta picchiare poveri e bambini, ora basta chiedere sempre. Almeno capita a me dopo aver perso la calma con persone che ti fanno perdere la pazienza
Mi e’ capitato in questi giorni , a proposito di anziani, di leggere il Vangelo di Luca che riporta : ” a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto di Israele……mosso dallo Spirito si reco’ al tempio e mentre i genitori vi portavano il bambino per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio :Ora lascia , o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la Tua Parola;
In vita tutti siamo in attesa di qualcosa di nuovo o di un “conforto”. Volentieri vorremmo sentirci dire : Ora lascia. che ti aiuti, ….che ti ascolti, … che aspetti il tuo ritorno,… che ti dica… che passi questo momento difficile . Espressioni che dovrebbero entrare nel nostro comunicare con gli altri. …Siamo in Agosto e tutti cerchiamo conforto di un clima mite o di tempo senza lavoro o impegni. E’ il tempo di riprendersi…di essere confortati. Cerchiamo di essere giusti……per quello che e’ possibile… sperando che altri, come i profughi o i poveracci non abbiano a complicare la vita.
Nel Vangelo di Luca il vecchio Simeone prega….In vita ricordiamo di aver incontrato qualche persona “giusta e timorata di Dio”. ….quella persona dopo aver abbracciato il bambino prega: Ora lascia che il tuo servo vada in pace secondo la Tua parola…. Abbracciare chi viene dopo di te in una responsabilità e fare in modo che ci sia nuova capacita’ di operare in famiglia o nella società, nella Chiesa. Della mia vita ricordo Maresca, Bachelet, Gianni, Don Luigi, Don Cosimino, Don Ettore, Don Gianni, Mons Gargiulo e tanti altri. Andare il pace con se stessi perché si fatto il proprio dovere con onestà. Sentirsi “suoi servi” guidati dalla Sua Parola per sentire nell’abbraccio Lui che dice “Non vi chiamo più servi ma amici”. Nell’abbraccio del perdono reciproco si trova la pace perché Lui ha perdonato per dare conforto all’umanità. Questa espressione e’ legata a Gesu’ che parla nel cuore di ciascuna persona perche’ si superi l’odio, il rancore, la divisione, la superiorità, l’ingiustizia.
“perche’ i miei occhi han visto la Tua salvezza . Saper vedere la salvezza operata da Dio. Forse quando un bambino orfano abbandonato sulla porta della tua casa e’ diventato grande, lo hai aiutato a studiare, a trovare un lavoro, a formarsi una famiglia…..oppure hai incontrato il giovane che si drogava ed ora e’ impegnato professionalmente dopo aver ricuperato con l’aiuto di persone giuste ….Aiutare 300 e più ragazzi/e a crescere sani ed aiutarli ad aprire la loro mente ad una società più vera e solidale. Quando il Vangelo che pensavi di portare come un tuo dovere oggi e’ praticato in modo vero e silenzioso in tanti villaggi del Bangladesh o della Birmania (Mymar) e giovani/e del Bangladesh che ne fanno regola di vita ed alcuni decidono di essere Missionari a vita fuori della loro terra come a P.Dominic Hasdak, quarto dal Bangladesh del PIME.
“ luce per illuminare le genti… .. Buio per l’ignoranza ; buio per aggressivita’; buio per mancanza di verità o di comportamento onesto. Un giovane mi diceva che al suo villaggio c’era stato un omicidio per un futile motivo. Le cronache riportano soprusi su minorenni, uccisioni per invidia e rivalità covata da tempo. Il Vescovo Sebastian ha consegnato ad ogni catechista della diocesi una copia della esortazione di Papa Francesco “Evangelii Gaudium”. La “gioia del Vengelo” riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesu’. Lui e’ la Luce che la Chiesa di oggi e’ chiamata a donare per illuminare le genti. La Chiesa e’ :Lumen Gentium” afferma il Concilio di 50 anni fa’, oppure non e’ Chiesa..
A questo punto mi resta solo il pregare prendendo una preghiera di papa Francesco a Maria, che conservava tutte queste cose nel suo intimo;
“Vergine, Madre Maria,
Ottienici ora un nuovo ardore di risorti per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte.
Dacci la santa audacia di cercare nuove strade perche’ giunca a tutti il dono della bellezze che non si spegne.
Madre del Vangelo vivente , sorgente di gioia per i piccoli, prega per noi. Amen Alleluia
Pace e Gioia a Tutti voi dal vecchio Fr.Adolfo
Dinajpur - 12 settembre
In questi giorni due persone hanno invitato l’umanità a pregare. L’adolescente Siriano che ha detto davanti alle telecanere della BBC “Fermate la guerra (in Siria) e noi non verremo in Europa”. L’altro è il grido di dolore del babbo di Aylan. Come tutti sapete è il bambino Siriano di tre anni annegato su una spiaggia della Grecia con il fratello e la madre nel cammino verso un posto di pace. Pregare diventa arduo quando persone o gruppi operano per la distruzione o per vendicarsi o per affermare la propria supremazia. Capita anche in Italia come in Bangladesh o in USA, ma se vogliamo pregare dobbiamo sentire il grido, il pianto, le speranze dei bambini o dei ragazzi.
Il Card.Martini dice che è difficile parlare della preghiera: una difficoltà che io sento molto è il pensiero delle sofferenze di tanti nostri fratelli. E ancora di più. Il pensiero di coloro che di fronte agli avvenimenti dolorosi restano turbati nella fede e si domandano perchè Dio non intervenga. Anche io sento un disagio ed una certa fatica quando devo parlare della preghiera, ma anche il pregare... Il Vangelo di Luca riporta la richiesta dei discepoli a Gesù di insegnare loro a pregare e Lui risponde: “Quando pregate dite “Padre nostro...”. Nel Vangelo qualsiasi preghiera di Gesù inizia “...dopo aver alzato gli occhi al cielo dice Padre... Padre Buono... Padre Perdona...” E’ uno dei problemi, almeno per me anziano, che è difficile alzare gli occhi al cielo, guardare in alto nella speranza, nella fiducia, nel perdonare o dimenticare.
Stiamo sempre con gli occhi che guardano a terra. La nostra terra, la nostra situazione, la nostra economia, il nostro lavoro, il nostro vicino e la nostra preghiera di conseguenza è con gli occhi fissi in basso. Ma qualcosa sta cambiando in Europa e nella Chiesa: l’accoglienza fatta ai profughi, che fuggono la guerra in casa, in questi giorni in Germania, Italia, in Francia ed altrove è una cosa nuova per l’Europa; come la richiesta di papa Francesco di “accogliere” una famiglia di “questo popolo che cammina” in ogni monastero, parrocchia o casa religiosa cambierà la Chiesa. Accogliere porta responsabilità, coraggio, fiducia.
Cerco il coraggio per poter dire “Padre nostro…” con gli occhi rivolti in alto per avere coraggio, dare fiducia e speranza;
dacci oggi il nostro pane quotidiano, per moltiplicarlo, distribuirlo con una sorriso e con gioia;
perdonaci i nostri peccati, perchè anche noi perdoniamo coloro che hanno creato situazioni di guerra, di sopraffazione, di divisione, di sfruttamento;
e non ci indurre in tentazione, di non fare quel poco che puoi fare, nel non aiutare ed impegnarti ad operare per la crescita dei ragazzi/e perchè non debbano fuggire con gli occhi bassi per la paura o per la vergogna di essere poveri.
Chiedo a Maria di aiutarmi a guardare i suoi occhi misericordiosi perchè possa vedere Gesù nel prossimo. Aiutami a operare secondo le mie forze e a donare un sorriso di riconoscenza, di fiducia e di incoraggiamento.
Madre Maria, ottienimi un cuore semplice, che non si ripieghi sulle proprie tristezze; un cuore fedele ed aperto che non dimentichi alcun bene, e non serbi rancore per nessun male.
Pace. Gioia e Bene dal vostro anziano P.Adolfo
Dinajpur - 23 settembre
Guardando quello che sta avvenendo oggi in Europa e Medio Oriente si sono affacciati tanti ricordi della mia vita. Mi sono detto se ho fatto qualche esperienza come quella oggi vissuta la migliaia di persone. Sono venuti alla mente alcuni fatti su cui desidero riflettere con voi, carissimi amici.
Avevo otto anni quando arrivammo a Gaeta dalla Sardegna. Spostamento dovuto al lavoro di mio padre. Ero un emigrato ?? Ma come rifugiato vissi quando, l’8 Settembre 1943 ci furono date 24 ore per sgombrare da casa, lasciare Gaeta e partire verso Roma. Carichi di borse pesanti e spingendo la carrozzella carica delle poche cose raccolte all’ultimo momento, in linea con tanti altri in cammino a piedi verso Itri per poi proseguire per Roma. Arrivati alla contrada dei venticinque ponti, calata la sera decidemmo di prendere riparo ad uno dei casolari che sorgevano nella vallata. Mio padre e noi ragazzi ci demmo da fare per sistemare la paglia in una stanza per mia madre e le mie sorelle, poi per noi. Trascorsi la notte a guardare il cielo stellato ed ascoltare rumori, grida ed un vociare continuo, tenendo acceso il fuoco sotto la brace... Quello che doveva essere un periodo breve divenne lungo un anno sulla linea militare che da Minturno andava sino a Cassino per fermare gli alleati. Rifugiati a causa della Guerra. Paura, fame, malattie ci furono compagne in quei mesi e sono vive ancora oggi nella mente dei ricordi unite al rombo assordante dei cannoni e delle bombe aeree. Come rifugiati non si è accolti ma sfruttati. Il cibo era scambiato con oro o argento.
Terminata la guerra durante gli anni della ricostruzione feci l’esperienza del conflitto politico e non essere accettato nello schierarsi per un partito. In scuola ma specie nel rione dove vivevamo avveniva il conflitto di gruppi. Riuscii a superarlo con l’aiuto di persone che mi accolsero ed aiutarono ad uscire dal ghetto e scoprire luoghi e realtà nuove. Imparai a fare chilometri in bici, poi in moto ed in macchina aiutato anche dal tipo di lavoro che svolgevo: progettare nuove strade; studiare la viabilità di zone. L’accoglienza è la forza che aiuta a superare i traumi del distacco di luoghi e persone che hai amato. Napoli e Milano, il Nord ed il Sud Italia contrapposti li ho vissuti sia sul lavoro che nelle esperienze di Chiesa.
Nel 1969 giunsi in Pakistan Orientale (oggi Bangladesh) missionario del PIME. Mi sono trovato a vivere come rifugiato o a condividere il dramma di dieci milioni di persone che scappavano in India a causa di una guerra non dichiarata e poi dichiarata con la morte di un milione di persone. Mi trovai a Dhanjuri nel Marzo 1971 responsabile del lebbrosario distante 6 Km dal confine con l’India. Nel retroterra villaggi venivano attaccati e bruciati e la gente scappava verso dove sperava di poter trovare un rifugio e pace. Vissi l’esperienza di avere ogni sera centinaia di persone in cammino verso l’India che sostavano in missione in attesa della notte. Si fermavano da noi per un pasto caldo e perché si sentivano accolti ed aiutati a superare il confine senza essere angariati e depredati del poco che avevano. In due mesi andò via tutto il riso del lebbrosario che avevamo in magazzino per sei mesi. Prezzo della solidarietà?, mi domandava Suor Annunziata. Da questa guerra nacque il Bangladesh.
Il cammino di chi lascia la casa o il villaggio per conflitto o per paura è difficile: Ci sono i ladroni di strada che ti portano via quanto hai di valore. Ci sono quelli che si fanno pagare per aiutarti a scappare. Il tuo cammino viene reso difficile dall’imbroglio, da chi promette e non mantiene, da chi ti abbandona o ti sfrutta. L’accoglienza ha il prezzo della solidarietà che non ha solo un aspetto economico. Sono convinto che oggi nasce, da questo popolo che cammina, una nuova Europa, nuove relazioni tra i paesi di Asia ed Africa, e nasce un nuovo modo di essere Chiesa.
Oggi sono un anziano con ben 85 anni da portare. Ci sono persone capaci di accogliermi e farsi solidali col fatto che non riesco a correre. Alcuni bambini quando li incontro mi si avvicinano per aiutarmi. Offrono la loro spalla perché mi possa appoggiare e camminare con loro parlando o ascoltando le loro domande. Penso agli anziani lasciati soli, a quelli malati che è difficile accogliere, a quelli che vivono nella paura di non essere capiti. Allora si vive da rifugiato o rifiutato.
Amici carissimi, scusatemi ma il dire quello che ci sta a cuore ci aiuta a scoprire quante cose belle ci sono nella nostra vita. Chiudo con una pagina di S.Agostino di chi canta camminando.
Pace, Gioia e Bene a tutti dal vostro anziano Fr.Adolfo
Canta come sogliono fare i viandanti, ma cammina senza indugiarti oziosamente, confortando con il canto il tuo pellegrinare.
Canta e cammina senza smarrirti. Cammina cantando. Avvolto di fede e di speranza verso la vita, in direzione di quella beatitudine eterna, senza contrasti, ove brilla l’Amore per sempre.
Canta e cammina, accordando il passo con la meta. Non affrettarti troppo per non stancarti, ma non lasciarti nemmeno raggiungere da mesti ricordi di cose passate.
Non devi voltarti indietro per valutare il punto di partenza, ma puntare in avanti senza tanta nostalgia per quello che hai lasciato, né rimorsi per il cammino che avresti dovuto fare. Ai crocicchi puoi anche sostare un poco; ma solo per interpretare meglio la segnaletica del tuo destino; e presa una decisione devi continuare a camminare cantando.
Mentre vai dissetati alla fonte pura dell’Amore e delle Verità. Rallegrati di tutto ciò che vedi ai margini della strada, approfittando di ogni buona occasione.
Consola chi cade, abbraccia chi soffre. E prosegui cantando e guardando molto lontano: la tua meta e là, al termine del cammino. (S.Agostino)
Maria,Vergine Santa e Immacolata, aiutaci a rimanere in ascolto attento della voce del Signore: il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti, la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti, la solitudine degli anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano, ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata e venerata. Fa che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno: la luce gentile della fede illumini i nostri giorni, la forza consolante della speranza orienti i nostri passi, il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore, gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera gioia. (Papa Francesco)
Dinajpur - 1 novembre
Carissimi Amici, cadono le foglie... gli alberi perdono la loro chioma verde... siamo in autunno. Abbiamo chiuso il mese di Ottobre. Da noi c'è stato il pellegrinaggio diocesano al Santuario di Rajarampur. Un gruppo, come ha scritto P.Mauel ha partecipato all'incontro nazionale dei giovani in Sylet. La preghiera del Rosario ha scandito la vita di persone, famiglie e comunità.
"Lasciate che i bambini vengano a me", dice Gesù rimproverando i discepoli. Eccovi due dei bambini di Dinajpur che imparano a pregare dicendo la preghiera con cui ci rivolgiamo a Maria.
"Prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte per venire a stare sempre con Te".
Da noi i giovani sono numerosi. Aumenta il numeri degli studenti.
Oggi, 1° Novembre iniziano gli esami di terza media. Sono due milioni trecento ventiseimila che questo anno sostengono l'esame nel paese. Le ragazze sono più dei ragazzi. Anche a Dhanjuri sono 35 ragazze e 30 i ragazzi . Ma oltre lo studio c'è tanto desiderio di conoscere Gesù e la Chiesa, e questo si fa in gruppi sia a Dinajpur che a Dhanjuri. Stare in cerchio e leggendo il Vangelo. Siamo una minoranza in questa nazione, ma c'è tanto interesse e siamo il lievito che deve fermentare questa umanità di centosessanta milioni di persone.
"Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo".
Chiudo questo scritto ricordandovi l'impegno con Dhanjuri. Fr. Silas e Fr. Manuel lasciano ma portano in cuore il gruppo dei "diversamente abili" e dei rumorosi impazienti del boarding. Oggi il Vescovo è a Dhanjuri per passare l'impegno della parrocchia a Fr.Lazarus. A loro la nostra amicizia, il nostro sostegno e la nostra preghiera.
Chiudo con parte di una preghiera di Papa Francesco che ha dato a noi del Pime nel ricordo del nostro fondatore, Mons. Angelo Ramazotti:
"Vergine Santa e Immacolata, fa che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno,
la luce gentile della fede illumini i nostri giorni,
La forza costante della speranza orienti i nostri passi,
il calore contagioso dell'’amore animi il nostro cuore,
gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera gioia. Amen
Auguri a tutti. Pace e Bene dal vostro anziano
Fr. Adolfo
Dinajpur - 22 novembre - Cristo Re
Amici carissimi, gli avvenimenti di questo periodo storico portano alla mente fatti di vita passati. Mercoledi, 18 Novembre, la mattina alle 8,30 circa P.Piero Parolari del Pime a Dinajpur veniva ferito alla testa da tre persone mentre si recava in ospedale per il suo servizio ai malati. Penso che avete seguito il fatto sui giornali italiani. Con P.Piero viviamo a Dinajpur presso la missione di Suihari. Violenza che porta paura e lascia sbigottiti.
Mi sono chiesto: quali sono state le paure che ho vissuto e che ricordo? Quali le persone che mi hanno aiutato in quei momenti? Da ragazzo prima del ’43 avevo paura delle squadre di vigilanza che davano “l’olio di ricino” e la scomparsa di persone come il parroco che si chiamava Don Levi. Mio padre mi aiutò molto a superare queste paure. Dal ’44 al ’48 le tante paure della guerra; il terrore delle SS (polizia speciale tedesca) e dei bombardamenti a tappeto degli alleati. La violenza dell’uomo contro l’altro per diversità di idee o di gruppo. Nel 1948 in una Italia che doveva rinascere ci scontravamo tra comunisti e democristiani, repubblicani e monarchici. La paura della mancanza di lavoro e la mancanza di soldi. Alcuni amici mi furono vicini per scoprire ed operare con rettitudine e coraggio. Il terrore era diminuito. A venti anni l’angoscia di trovare un lavoro dopo il diploma del Nautico. La violenza della “bustarella” per avere un imbarco, un lavoro. Paura di non riuscire ad arrivare in famiglia a fine mese con un minimo di serenità. Dal 1951 per dieci anni il periodo di lavoro e di studio con le paure che ci accompagnano da giovani quando si incontrano persone o realtà con cui ti devi scontrare per i tuoi diritti o per evitare di entrare in giri di potere o malavita. Mi aiutarono alcune persone professionalmente preparate e impegnate. Nella scelta di vita alquando tribolata per il sacerdozio trovai accanto Mons Gargiulo, don Ettore, p. Ghisaura. Nel 1969 finalmente parto per la Missione: East Pakistan. Più di un anno con la paura che venga negato il visto per entrare. Mi aiuta la “lebbra”. Infatti il visto mi viene dato per assistere i lebbrosi, avendo fatto un corso su questa malattia. Vengo destinato quindi a Dinajpur dove esiste un lebbrosario, quello di Dhanjuri. Giunto finalmente ricordo ancora oggi la paura che accompagnò la folata di caldo torrido che mi accolse a Dhaka il 4 Aprile. Dove ero capitato? Forse avevo sbagliato tutto… Mio angelo custode è P.Cescato. Persona di poche parole e di tanti impegni. Con lui gli ”Amici di Gaeta” che mi seguono attraverso la corrispondenza . Periodo di studio della lingua abbastanza sereno. Amicizia di P. Rusconi, mons. Joachim sono di grande aiuto. Finalmente arrivo alla missione di Dhanjuri con il suo lebbrosario ad affiancare P. Viganò. Il 1971 scoppia la guerra “incivile” con paure, violenza e terrore. Trovai aiuto e sostegno in Suor Cavenaghi, P. Corba , mons. Rozario. Uccisioni, vendetta, clima di terrore. Era nato il Bangladesh nel 1972, metà del Pakistan con 60 milioni di persone e si sognava. Un paese povero, sconosciuto che aveva la volontà di vivere. In questi anni alcuni di voi: don Ettore, Don Macera, Don Stefano, Bruno Guizzi, Salvatore Spinosa, Alessandro e Katia; sono venuti a rendersi conto di questa realtà. Siamo nel 2015; la popolazione è triplicata. Le paure di oggi sono: “troppa gente”, abbiamo superato i 1000 abitanti per Km quadrato; “poca la terra” per cui ogni giorno trovi la notizia di lotte ed uccisioni per un pezzetto di terra; “emigrazione”: circa un milione sono coloro che riescono a trovare lavoro all’estero “ufficialmente”; almeno un altro milione cerca una strada non “ufficiale”. La violenza legata al potere sia politico che economico porta con sé il terrore. Conflitti in villaggi dove molte volte sono le minoranze a dover subire. P.Sozzi, vecchio missionario, mi diceva quando ero impegnato nella Caritas “ricordati che il domani è sempre migliore di oggi”.
Voi, cari amici mi avete aiutato a fare che questo sia realtà con il vostro impegno per il “sostegno allo studio” dei ragazzi/e di Dhanjuri, questo impegno per far crescere persone che non abbiano paura e capaci di costruire la pace.
Oggi è la domenica in cui la Chiesa proclama la regalità di Cristo. Una regalità strana. Gesù che anche oggi ci dice: “il mio regno non è di questo mondo”. “Questo mondo”: società costruita da noi uomini dove hai sempre in forme nuove la violenza, la paura, il terrore. Il suo Regno lo si capisce con la croce. Due braccia tese per aiutare quanti, ribelli o paurosi, a farsi toccare da Lui. E’ una società basata sulla Verità cioè la giustizia, il perdono e la pace.
Il chierichetto al mio fianco che ha seguito l’omelia e la preghiera per la guarigione di P. Piero e la conversione dei suoi assalitori mi guarda e mi dice “Non aver paura, ti proteggo io, ti faccio io la guardia”.
“Non abbiate paura. Io ho vinto il mondo”.
A chiusura mi rivolgo a Maria per il costante aiuto e silenziosa presenza:
O Maria, sede della sapienza, desidero imparare da Te che sei stata ai piedi della Croce.
Donami nella prova la generosità, nel dubbio la serenità e la pace,
nelle ore tristi una fede incrollabile, che mai vacilli,
nel cammino quotidiano la sicurezza di essere guidato da Te verso Gesù, nostra gioia e nostro tutto.
Con affetto dal vostro anziano Fr.Adolfo
Dinajpur - 7 dicembre
Carissimi Amici,
il cammino dell’Avvento è in corso ed papa Francesco chiama la Chiesa ad un anno di cammino “della Misericordia” necessario all’umanità che vive tra conflitti, discordie, giochi di forza e di potere. Il Bambinello che desideriamo guardare nel presepe è Colui che da la vita, dona la vera Pace. Nella mia lettera di Novembre ho parlato delle paure. P. Piero Parolari è in Italia fuori dall’ospedale per un periodo di convalescenza. Anche in Bangladesh stiamo vivendo una delle conseguenze del clima di “terrore” che troviamo in tutti i giornali, notiziari, mezzi di comunicazione. Per garantire sicurezza si “blinda” la vita sociale. Se esco per traversare la citta’ di Dinajpur o raggiungere un’altra missione devo essere scortato dalla polizia. Questa esperienza l’ho già vissuta in modi diversi visitando la Birmania (Myanmar), la Cambogia, la Palestina o in Italia durante la Guerra. Allora si apprezza la libertà che dona serenità e coraggio per superare le paure.
La liturgia di questo periodo ha delle indicazioni che desidero condividere con voi. Ci parla del “deserto”. Posto arido e dove le vita è difficile: manca l’acqua, si è soli od isolati, si è in tensione in attesa di un cenno di vita. C’è pericolo dei miraggi: desideri fuori della realtà. Eppure la “parola” viene indirizzata nel deserto su Giovanni, evitando tutta la storia politica presente fuori del deserto : dall’imperatore Tiberio ai sommi sacerdoti Anna e Caifa. La voce di uno che grida non per paura ma per invitare alla conversione, al cambiamento, a costruire.
Luca mi piace quando dice ” Preparate la Via del Signore appianate i suoi sentieri”. Alcuni giovani hanno commentato che la via di Dio è la strada della Giustizia, dell’Amicizia, del Lavoro, della Famiglia, del Perdono. E’ le strada da percorrere per giungere al “Regno”. Per camminare bisogna credere nell’Amore di Dio che l’ ha preparata e ci chiede da percorrerla anche se sulle strade di oggi si viaggia in macchina o in pullman con altre persone. Ci sono i suoi sentieri. Ogni vita è un sentiero. L’invito ad appianarle è perché noi imbocchiamo delle scorciatoie dove si cammina da soli o in pochi per fare più presto ed evitare altri. In Bangladesh non è raro incontrare i sentieri che traversano campi dopo il taglio del raccolto, o scorciatoie in città per evitare il traffico. L’invito ad operare sulla nostra vita per imparare a stare insieme, perdonarsi, aprirsi ed aiutarsi.
Fr.Manuel vi ha inviato notizie dei ragazzi/e di Dhanjuri impegnati negli esami di fine anno. Lo stesso per ragazzi/e di Dinajpur per aiutarli a percorrere la Via della vita con fiducia e serenità vincendo le paure con la libertà responsabile di essere persone amate da Dio ed capaci di amare il prossimo.
Sia Maria la stella che ci guida sul sentiero della vita.
Maria, Stella del mare; spezza i legami agli oppressi, rendi la luce ai ciechi –( per l’odio, il rancore, la vendetta-,) scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene.
Donaci giorni di pace, veglia sul nostro cammino, fa’ che vediamo il Tuo figlio, pieni di gioia nel cielo.
Pace e Bene nella gioia del Cristo che viene, a nome anche dei ragazzi/e di Fr.Lazarus, Fr. Manuel, Fr.Silas dal vostro anziano P. Adolfo