Dinajpur - 15 aprile 2017
Carissimi amici, tanti saluti dal Bangladesh. Vi raggiungo con questo scritto nell’imminenza della santa Pasqua per porgervi i miei auguri pasquali e aggiornarvi della mia vita in terra di missione.
La novità principale che vi avevo annunciato è stato il passaggio di consegna del mio incarico di parroco di Kodbir a p. Adolphe Ndouwe, missionario del Pime. Lo scorso 8 gennaio alla presenza del vicario generale della diocesi di Dinajpur ho salutato i fedeli della parrocchia e passato il testimone a p. Adolphe, che insieme al coadiutore p. Emanuele Meli continueranno a seguire la comunità di fedeli e non solo del territorio parrocchiale.
È stato un bel momento dove ho potuto ringraziare coloro che mi hanno aiutato in questi 5 anni, in particolare i catechisti che hanno tenuto e tengono tuttora i legami tra il centro della
missione e i vari villaggi. Nel salutare, ho espresso la mia gioia che sono ancora i missionari del Pime a portare avanti questa giovane comunità cristiana di appena poco più di tre anni e allo stesso tempo ho chiesto a tutti di continuare nella collaborazione con i padri per un sempre più efficace lavoro di evangelizzazione e promozione umana. Rimango con un piede in parrocchia fino al prossimo ottobre dove nell’assemblea dei soci della cooperativa di credito verrà designato il mio successore.
Lasciando la parrocchia non sono rimasto a far nulla, perchè continua il mio lavoro in ospedale e di responsabile del Pime in Bangladesh. La maggior parte del tempo lo trascorro in ospedale in amministrazione e circa una volta al mese mi reco nella capitale per incontrare i confratelli e vedere i giovani della nostra comunità formativa.
Il momento più bello della settimana, ma anche gli altri lo sono, è il sabato quando mi reco a Mohespur da p. Almir Azevedo per aiutarlo nel fine settimana in parrocchia o nei villaggi in cui mi manda. Sono un sacerdote e l’amministrazione dei sacramenti, la spiegazione della Parola di Dio e la S. Messa al popolo di Dio le ritengo una priorità che cerco di non dimenticare mai.
A voi tutti i miei migliori auguri di una serena e santa Pasqua.
AsiaNews - Dinajpur - 9 dicembre 2017
Il superiore regionale del Pime dirige il St. Vincent Hospital di Dinajpur. L’ospedale “porta impressa una conduzione familiare che si è radicata nel tempo”. La visita del superiore generale. L’incontro con papa Francesco a Dhaka.
Un anno passato, come sempre, diviso tra le esigenze della comunità di missionari e la cura dei malati. Un anno segnato soprattutto da un fatto eccezionale: la visita di papa Francesco a Dhaka, per portare ad una delle “periferie” dei cristiani nel mondo il messaggio della Chiesa universale. È il bilancio per il 2017 tracciato p. Michele Brambilla, superiore regionale del Pime (Pontificio istituto missioni estere) in Bangladesh. Il sacerdote vive a Dinajpur, dove dirige il St. Vincent Hospital, l’ospedale diocesano locale dove “mi accorgo sempre di più come oltre alla cure mediche il malato cerca persone che gli stiano vicino, che lo facciano sentire come a casa”. Il 2 dicembre scorso ha incontrato il papa nella chiesa dell’Holy Rosary di Tejgaon, nell’evento riservato ai consacrati cattolici del Paese. Il pontefice “è venuto in questa terra di missione per confermarci nella fede”. Di seguito la sua lettera di Natale.
Carissimi Amici,
nell’imminenza del Santo Natale mi faccio vivo con questa lettera per parlarvi un po’ di me. Come sapete sono due gli incarichi che svolgo qui in Bangladesh: la conduzione dell’ospedale diocesano e la guida della comunità dei missionari del Pime.
In ospedale sono coadiuvato da più persone che lavorano nei diversi reparti e che svolgono il lavoro principale con i malati. Mi accorgo sempre di più come oltre alla cure mediche il malato cerca persone che gli stiano vicino, che lo facciano sentire come a casa. Credo che il nostro ospedale, pur essendo una istituzione, porta impressa una conduzione familiare che si è radicata nel tempo, cioè da quando padre Bonolo nel 1957 iniziò ad accogliere qualche malato e bambini soli. Forse neanche lui avrebbe mai pensato che sarebbe diventato un ospedale riconosciuto dal governo che continua l’opera di curare tutti, in particolare i più poveri.
La comunità Pime molto variegata ha vissuto un periodo particolare durante la visita del nostro Superiore Generale che ha visitato tutti i luoghi dove i missionari del Pime sono presenti e ascoltato ciascuno di loro. Al termine della sua visita è stata organizzata una assemblea regionale di tre giorni dove abbiamo passato dei momenti piacevoli e conviviali.
Ma l’evento che più ha toccato ciascuno di noi è stata la visita del papa. Ancora una volta il Santo Padre ha manifestato con un gesto concreto quello che predica. Ha raggiunto una delle periferie della Chiesa, una terra di missione per confermarci nella fede. Penso che molti di voi hanno visto le immagini in TV e non mi dilungo troppo a descrivervi quello che è successo. Da parte mia e di molti siamo grati al papa di averci incontrato nella chiesa di Tejgaon a Dhaka per sentire le sue parole e i suoi stimoli a continuare il nostro lavoro missionario.
A ciascuno di voi rivolgo i migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo.
Un abbraccio a tutti.