22 gennaio
27 marzo
2 aprile
19 aprile
2 maggio
19 maggio
28 agosto
16 dicembre
Suihari, 22 gennaio 2013
Sabato, 12 Gennaio 2013
Inaugurazione
della nuova chiesetta
nel villaggio
di Dhoromjani,
vicino al confine con l'India
Accoglienza festosa:
insieme al Vescovo di Dinajpur
ci sono due graditi ospiti italiani:
mia sorella Marisa con il marito Alfonso
venuti in Bangladesh
a festeggiare il loro 40mo di matrimonio,
dopo essere venuti anche 20 anni fa
a festeggiare il loro 20mo di matrimonio
S.Messa solenne
col vescovo e alcuni sacerdoti
nella nuova chiesetta.
Sulla parete dietro l'altare,
un giovane indu'
(che per mestiere
pittura cartelli pubblicitari )
ha dipinto Gesu' e i bambini
Durante la S.Messa vengono amministrati 40 Battesimi di bambini e adulti e 7 nuove famiglie del villaggio di Dhoromjani diventano cristiane
Al termine
un regalo per gli sposi in festa
per il loro 40mo di Matrimonio,
portato dal capo villaggio
Poi pranzo comunitario
(650 persone)
di tutto il villaggio
e di tanti ospiti venuti
dai villaggi vicini
Domenica, 13 Gennaio 2013
nella chiesa centrale della missione di Suihari S.Messa solenne, presieduta dal Vescovo, per gli sposi che festeggiano il loro quarantesimo di matrimonio.
All'inizio della S.Messa accensione di 40 lumini Dopo il Vangelo e l'Omelia, preghiera, benedizione e scambio reciproco di collane
Offertorio:
accompagnati dalle danze
delle ragazze,
si portano i doni sull'altare
Dopo la S.Messa, danze, canti, frittelle e dolci per tutti. Festa contagiosa che coinvolge tutti...
... anche i nostri
otto nuovi cuccioli,
nati da pochi giorni,
festeggiano con noi
Alla Domenica sera paella per tutti i missionari della zona di Dinajpur, radunati alla PIME House: mio cognato Alfonso
e' un cuoco esperto...
e' la prima volta, a memoria d'uomo secondo gli storici locali, che la paella viene fatta e mangiata con gusto, nella Diocesi di Dinajpur...
e forse anche in tutto il Bangladesh...
Tanti cari saluti a tutti !
Suihari, 27 marzo 2013
Carissimi tutti,
i nostri bambini ora sono tornati ai loro villaggi per le vacanze di Pasqua.
Purtroppo la situazione sociale del paese e’ molto precaria, a causa degli scioperi continui (si puo' dire, ormai settimanali) che in questo ultimo periodo affliggono il paese. Abbiamo appena avuto due giorni di fila di sciopero, compresa la notte, senza portersi muovere da casa, se non in bicicletta... Scioperi politici e non sindacali, cioe' fatti dai partiti dell'opposizione per far cadere il Governo. Sciopero qui significa che tutti i mezzi pubblici e privati non possono circolare: se lo fai rischi di essere assalito e la tua macchina o moto distrutta.
Questo vale anche per i pulman, i camion e anche i treni. Quindi tutto si ferma. Ieri sera hanno incendiato il treno a Mymensing e decine di veicoli nella capitale. Ci sono gia’ stati parecchi morti, dovuti alla violenza che accompagna questi scioperi: anche le scuole restano chiuse durante gli scioperi, con grave danno per gli studenti che subiscono continue interruzioni delle lezioni. Speriamo che la Pasqua del Signore ci porti un po’ di pace!
Tanti cari saluti e auguri di ogni bene per una S.Pasqua piena di Grazie e Benedizioni del Signore.
Una preghiera di cuore per tutti.
P.Quirico
Suihari, 2 aprile 2013
Le nostre feste Pasquali sono trascorse bene e in pace: è stata molto sentita la rappresentazione vivente delle Passione fatta dai nostri giovani il Venerdì Santo al mattino, diventata ormai un appuntamento tradizionale con tantissima gente presente, anche non cristiana,
indù e mussulmani compresi.
Molti si commuovevano fino alle lacrime di fronte alle sofferenze del Signore.
Purtroppo,da oggi,martedì 2 Aprile, riprendono gli scioperi dopo la pausa delle Feste Pasquali:anche se qui non le festeggiano, però dal Giovedì Santo in avanti non c'erano stati più scioperi.
Come ho detto altre volte, qui gli scioperi sono molto raramente scioperi sindacali; la maggior parte delle volte sono scioperi politici, cioè fatti contro il governo in carica e consistono nel blocco di tutti i mezzi di trasporto pubblici e privati.
Le scuole, le banche, gli uffici e le botteghe restano chiuse con grave danno all'economia.
Un'altra conseguenza difficilmente spiegabile, è la violenza sulle minoranze etniche indù (8%) e buddiste (2%) con assalti ai templi e alle case: finora questa è stata sporadica, ma ha creato paura e timore. Anche i cristiani sono una minoranza molto piccola (0,2%) ma finora non sono stati coinvolti.
Nonostante gli scioperi, diventati ormai settimanali, noi andiamo avanti con i nostri programmi, cambiandoli a seconda delle circostanze.
Per esempio domani dovevo andare a celebrare la S.Messa per un defunto, in un villaggio lontano 35 Km: abbiamo dovuto sospenderla per via dello sciopero, perchè durante gli scioperi nessun veicolo può circolare, altrimenti viene distrutto e incendiato.
Oggi dovevano tornare in Missione i bambini dai villaggi, dopo le vacanze di Pasqua: torneranno domani, se lo sciopero di oggi non verrà prolungato di un altro giorno, come capita spesso.
Il danno più grande però è quello che ricevono le scuole, costrette alla chiusura durante gli scioperi: ieri sono iniziati gli esami finali di I.A. (liceo superiore: sarebbe la classe dodicesima a partire dalla prima elementare) ma oggi sono già sospesi, per lo sciopero.
Iei sera hanno bruciato il pullman del liceo statale come preavviso di sciopero (che però iniziava solo oggi!).
Sembra incredibile, ma in una scuola elementare che era rimasta aperta durante uno sciopero, sono entrati quelli dei picchetti di controllo e hanno picchiato maestri e alunni... Ecco la foto messa in prima pagina dal giornale "The Daily Star" di venerdì 29 Marzo: i bambini feriti sono stesi sui banchi di scuola.
Speriamo e preghiamo, affinchè si ritrovi presto la via della concordia sociale...
Tanti cari saluti. P. Quirico
Suihari, 19 aprile 2013
Carissimi tutti,
tanti cari saluti dal Bangladesh da tutti noi.
Il 12 Aprile scorso grande festa per la nostra Diocesi: nella missione di Mariampur, è stato ordinato un Novello Sacerdote, p.Agapit Baskey.
E’ stata una giornata bellissima, con tantissima gente
venuta da tutti i villaggi della Missione:
l’Ordinazione Sacerdotale è stata celebrata all’aperto,
tra canti e danze, sotto un tendone variopinto,
perchè in chiesa non c’era posto per tutti.
Il novello sacerdote, orfano di padre e di madre, con due fratelli ora già sposati, ha studiato fin da piccolo alla scuola della Missione. Quando sono venuto in Bangladesh 39 anni fa, il clero locale era composto da soli 3 sacerdoti in un territorio che ora comprende due Diocesi, Rajshahi e Dinajpur: i missionari italiani erano una quarantina. Ora nelle due Diocesi di Rajshahi e Dinajpur, i sacerdoti locali sono 55 e noi missionari italiani siamo solo 15. La chiesa locale è cresciuta e a poco a poco sta prendendo in mano la responsabilita' delle strutture Diocesane, parrocchie e seminari, e dell'annuncio del vangelo in una societa' dove i cristiani sono una piccola minoranza, solo lo 0,2% della popolazione.
Buon Anno 1420
Il 14 Aprile scorso è iniziato l'anno nuovo Bengalese: il 1420
Canti,danze e feste ovunque con cortei variopinti lungo le strade.
E' stato un momento di gioia comune, dopo giorni di scioperi continui,
segnati da dimostrazioni e violenze, con parecchie vittime.
Ora sembra ci sia una tregua negli scioperi: speriamo in bene.
Dopo più di 5 mesi di stagione secca, sono arrivate le prime piogge
ed ora tutta la natura respira e rifiorisce.
Il trapianto del riso è stato completato ovunque
e i campi sono un mare di verde bellissimo.
Speriamo che quest'anno il raccolto sia buono e abbondante,
così che anche i poveri senza terra hanno lavoro e cibo.
In questi giorni i nostri bambini iniziano gli esami del primo quadrimestre
e perciò sono tutti presi dallo studio.
Gli scioperi continui però hanno molto danneggiato i programmi scolastici.
Questo e di tutto solo un po'...
Tanti cari saluti e auguri di ogni bene.
Una preghiera di cuore per tutti.
p. Quirico
Suihari, 2 maggio 2013
Il crollo del RANA PLAZA avvenuto il 24 Aprile, a 30 Km dalla capitale Dhaka, ha coinvolto nel dolore e nella preoccupazione anche tutti noi, perche' alcune delle nostre ragazze, provenienti dai villaggi della nostra zona, lavoravano in una delle ditte del palazzo crollato, la Phantom-Tac.
Questa ditta, originariamente della Spagna, ma ora in cooperazione con una ditta locale bengalese, cinque anni fa aveva iniziato la collaborazione con la nostra Novara Technical School, qui a Dinajpur, offrendo macchinari e pagando un istruttore, per aprire una sezione di maglieria nella nostra scuola.
In cinque anni, sono state una sessantina le ragazze che, dopo aver completato il corso di maglieria, hanno trovato lavoro nella zona di Dhaka, la capitale.
I rapporti della nostra scuola, la Novara Technical School, con la ditta Phantom-Tac, ora quasi completamente locale bengalese, sono stati sempre molto corretti e cordiali. Ancora oggi la ditta paga l'istruttore e le macchine di maglieria qui alla scuola, fornendo anche la stoffa e il materiale per l'insegnamento.
Quando le ragazze, dopo aver completato il corso, vanno a Dhaka per cercare lavoro, la ditta le ospita per due settimane gratuitamente, per un supplemento di istruzione pratica e poi le lascia libere se rimanere a lavorare nel suo stabilimento, oppure se andare in altre ditte della zona.
Infatti attualmente erano solo una decina le nostre ragazze che lavoravano in questa ditta: le altre si sono sparse nelle fabbriche della zona. Questa ditta aveva affittato il 4° e il 5° piano del palazzo crollato. Purtroppo di cinque delle ragazze della nostra scuola: Perpetua, Sikha, Sefali, Fojila e Mosuma (tre cristiane e due mussulmane) non si hanno piu' notizie e dopo quasi 9 giorni, neanche speranze di ritrovarle vive. E' stato un grande dolore per tutti noi. I genitori di Perpetua, del villaggio di Sakkoidanga, appena saputa la notizia sono partiti subito per Dhaka col pulman di notte da Dinajpur: sono ancora la', in attesa, dopo 9 giorni, davanti alle rovine del palazzo, dopo aver fatto la spola tra gli ospedali della zona...
Ci sono stati anche dei miracoli: Merina,del villaggio di Dostompur, e' stata estratta dalle macerie dopo tre giorni, illesa; Monica e' stata trovata in un ospedale con i piedi rotti; Christina era ammalata e non e' andata a lavorare quel giorno; Clementina era troppo piccola di statura e non l'hanno presa a lavorare, perche' ci sono dei controlli sui bambini-lavoratori...
C'erano piu' di tremila persone nel palazzo crollato (qualcuno dice 6mila): piu' di 2mila sono state salvate; piu' di quattrocento corpi sono stati estratti dalle macerie; gli altri sono dichiarati dispersi. Ma i numeri sono solo indicativi e le cifre esatte non si sapranno forse mai.
In tutta la zona intorno alla capitale Dhaka, per un raggio di 50 Km, sono cresciute in questi ultimi anni, centinaia di fabbriche tessili, provocando un esodo dai villaggi del Nord e rendendo la zona capitale sempre piu' affollata e le strade impossibili da percorrere, in un traffico continuo, notte e giorno. Al Nord le fabbriche non sono venute a causa delle difficolta' dei trasporti.
Cosi' gia' da qualche anno in questa zona e' stata aperta anche una nuova Missione, dedicata a "Gesu' lavoratore" , con la presenza dei padri e delle suore, per l'accoglienza e l'assistenza di questi giovani emigranti che, lasciati i villaggi, si recano per la prima volta nella citta' in cerca di lavoro.
L'articolo di Asia News spiega ancora meglio il dramma e il dolore di questa tragedia: speriamo che essa serva da monito per le autorita' e per le ditte di costruzioni e di abbigliamento, perche' il profitto non sia l'unico criterio, in un paese dove non esistono sindacati a difesa dei lavoratori e controlli tecnici per le costruzioni, cresciute come una foresta intorno alle citta'; e anche quando esistono dei controlli, come nel caso del palazzo crollato, poi non sono legalmente obbliganti
Suihari, 19 maggio 2013
Carissimi tutti,
tanti saluti dal Bangladesh.
E’ arrivato il caldo e anche i primi temporali, segno che la stagione delle piogge è ormai alle porte, dopo tanti mesi di siccità. Era prennunciato un ciclone per il sud del Bangladesh, ma, fortunatamente, è arrivata solo la coda del ciclone, con danni limitati.
I nostri ragazzi hanno appena terminato gli esami del primo quadrimestre e sono tornati ai loro villaggi per una decina di giorni di vacanza : “ le vacanze dei mango, dei lichu e dei Katal ” come vengono chiamate. E’ una festa per i bambini avere in questa stagione una grande abbondanza di frutta e anche un modo per avere un po’ di vitamine in più nella loro dieta che di solito è fatta principalmente di riso e verdura.
Come avrete sentito e visto alla TV, il palazzo crollato a Dhaka con le sue mille e più vittime, ha portato tanto dolore in tante famiglie. Le vittime erano tutte ragazze e ragazzi giovanissimi emigrati nella capitale dai villaggi per lavoro. Anche cinque delle nostre ragazze sono morte e non sono state più trovate (o identificate). Altre sono scampate per miracolo ferite: una, Merina, del villaggio di Dostompur, è stata estratta illesa dopo tre giorni.
Un'altra grave difficoltà degli ultimi mesi, è data dai continui (settimanali) scioperi politici, (non sindacali, cioè fatti contro il governo) che paralizzano il paese e anche le scuole, per cui le lezioni non si svolgono regolarmente e i ragazzi ne soffrono. Speriamo presto si trovi la via della concordia e della pace sociale.
Sono in vendita tanti frutti esotici in Italia… ma non i Katal (in Inglese chiamati “Jack fruit”, in Italiano “ l’albero del pane ” ) … crescono lungo il tronco della pianta perchè possono raggiungere anche i 20/30 Kg e i rami si spezzerebbero… sono dolcissimi, buonissimi… vorremmo mandarvene qualcuno da assaggiare… insieme ai nostri più cari saluti.
Una preghiera di cuore.
p. Quirico
Suihari, 28 agosto 2013
Pagina storica per il Bangladesh: dopo una campagna vittoriosa
con le legioni romane durata ben 18 anni, dopo aver esclamato come Cesare, quando passò il Rubicone:
" Alea iacta est "
il nostro carissimo p.Gianni è sbarcato con un bel sorriso
nella sua amata terra del Bangala dorato,
accolto con una collana con un cuore dorato
segno del nostro affetto,
restato immutabile nonostante le lunga attesa...
Benvenuto caro p.Gianni
e auguri di ogni bene da tutti noi !
La notizia ha portato nuove speranze anche nel campo interista ...
... insieme anche a qualche interrogativo ...
tanti pensieri e preoccupazioni anche sul futuro del PIME... dopo che la nuova cupola iuventina dei cinquantenni si e' installata a Roma ...
Mirpur, 16 dicembre 2013
Carissimi tutti, tanti saluti dal Bangladesh.
Verso il Natale studiando...
Per i nostri bambini questo periodo pre-Natalizio (da metà Novembre a metà Dicembre)
è uno dei più impegnati, perchè si va verso la fine dell'anno scolastico, che termina a metà Dicembre e quindi ci sono gli esami finali della scuola, con le promozioni e le bocciature (che qui sono frequenti).
Solo verso la metà di Dicembre, con la fine degli esami e la chiusura delle scuole, si potrà pensare alle vacanze e alle feste del Natale...
E facendo le valigie…
Anche per me è un periodo molto impegnativo,
perchè sto preparando le valigie per trasferirmi
(su richiesta dei superiori) in una nuova Missione alla periferia della capitale. Dopo 10 anni di permanenza nella Missione di Suihari a Dinajpur, parto per la grande città, con tanta nostalgia e un bel po’ di preoccupazioni per il nuovo ambiente in cui dovrò lavorare.
Invece che le risaie, i villaggi, le piante di cocco e di mango… troverò i palazzi, misti a catapecchie, della periferia della più grande città del Bangladesh…
Un bel salto, da fare con un paracadute pieno
di preghiere… per questo mi affido alle vostre preghiere.
Ecco la chiesa di Mirpur, la mia nuova missione,
alla periferia di Dhaka, la capitale: è dedicata a Maria Regina degli Apostoli.
E' a tre piani: al pian terreno la chiesa; al primo piano il nostro appartamento (siamo due sacerdoti e un fratello coadiutore); e alcune sale per riunioni e catechismo; da ultimo, al terzo piano il salone-teatro.
Sul retro della chiesa c'è anche un centro di accoglienza per i malati,
mandati dalle varie Missioni per cure specialistiche nella capitale
e un ostello per alcuni candidati a diventare missionari del PIME
che studiano nei licei di Dhaka (sono una decina).
In occasione della festa nazionale della vittoria del 16 Dicembre, c'è stata anche una fiera pre-natalizia durata tre giorni, con le bancarelle tutte intorno alla chiesa, organizzata dalla S.Vincenzo parrocchiale, per raccogliere un po' di soldi per i poveri in vista delle feste Natalizie.
Qui nella capitale lo spazio è poco e allora si va in alto... la nostra scuola elementare e media ha 5 piani: i primi tre sono della scuola; al quarto c'è l'abitazione delle suore;
al quinto l'ostello delle ragazze che lavorano nelle fabbriche di Dhaka o studiano all'università.
Nell'edificio c'è anche un Centro di cucito per le donne e un centro di accoglienza diurna pomeridiana per bambini handicappati.
Anche la città ha il suo fascino...
Auguri di ogni bene. Una preghiera di cuore per tutti.
p. Quirico