21 dicembre
12 settembre
aprile 2021
Dinajpur, 21 dicembre 2021
Carissimi amici, saluti dal Bangladesh. Vi raggiungo con questa mia lettera poco giorni prima dalla celebrazione del Santo Natale, un giorno caro a molti nel quale facciamo memoria dell’incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo.
Anche qui in Bangladesh ci stiamo preparando per vivere bene il Natale. Nelle parrocchie e nei villaggi si stanno addobbando rispettivamente le chiese e le cappelle ma in particolare si celebra ogni giorno la novena di Natale per prepararci a questo grande appuntamento della nostra fede cristiana, secondo solo alla Pasqua.
Il 2021 è stato un anno importante per il Bangladesh perché si sono ricordati i 50 anni di indipendenza del paese e proprio lo scorso 16 dicembre, giorno dell’indipendenza, in tantissime parti del paese è stato ricordato questo evento che ha visto la partecipazione di molte persone. In questi 50 anni il Bangladesh si è sviluppato in molti settori della vita sociale e un giorno potrà ambire ad essere un paese solido e ben strutturato. Quello che mi ha colpito durante quest’anno è stata la decisione del governo di alcune iniziative caritatevoli verso paesi che si trovano in condizione sociali disagiate, in particolare alcuni paesi africani. Un atto verso chi è in difficoltà da parte di chi ha ricevuto e sta ricevendo molto come aiuti esteri ma si apre alla solidarietà verso chi è nel bisogno.
Questo è anche il messaggio del Natale chi ci arriva da uno stato laico e a maggioranza mussulmana. Dio è solidale con noi e ha mandato il suo unico figlio in mezzo a noi. Quella nascita rimane straordinaria perché è Dio che si fa uomo, che decide di scendere in mezzo agli uomini, per stare con loro, con ciascuno di noi. Lui si fa prossimo a noi e ci invita ad essere solidali, vicini agli altri, in particolare con quelli che sono nel bisogno.
Sia l’apertura agli altri il sentimento con cui ci prepariamo a celebrare il Santo Natale nella consapevolezza che non bastiamo a noi stessi ma abbiamo sempre bisogno gli uni degli altri.
Buon Natale
Padre Michele Brambilla
Dinajpur, 12 settembre 2021
Domenica 12 settembre è stata ricordata la figura di padre Giulio Berutti presso l’ospedale San Vincenzo di Dinajpur dove padre Giulio è stato direttore per ben 13 anni.
La giornata è iniziata con la celebrazione della santa Messa presieduta dall’attuale direttore dell’ospedale e superiore della comunità Pime Bangladesh padre Michele Brambilla. Con lui hanno concelebrato i padri Gian Battista Zanchi, Livio Prete e Papaiah Marneni. All’eucaristia erano presenti il personale dell’ospedale e quello della scuola infermieri insieme agli studenti.
All’inizio della santa Messa è stata posta sull’immagine di padre Giulio una corona di fiori come segno di gratitudine del lavoro svolto da padre Giulio per queste due istituzioni diocesane. Durante l’omelia padre Michele ha ricordato sua la figura come quello dii un uomo vicino a Dio e che pensava e organizzava le attività tenendo sempre presente la gente a lui affidata, in particolare i poveri. La costanza nella preghiera e della meditazione della Parola di Dio sono stati due punti cardini nella sua vita di sacerdote missionario. Una vita spesa per la missione in Bangladesh ed in particolare nella diocesi di Dinajpur.
Al termine della santa Messa è stato organizzato un momento della memoria dove alcuni rappresentanti dell’ospedale e della scuola infermieri hanno ricordato la figura missionaria di padre Giulio. Dai loro ricordi è emersa l’immagine di un uomo di preghiera, misericordioso, attento e con uno sguardo particolare per i poveri.
È stato anche ricordato che l’istituzione da lui sviluppata, la cooperativa di credito, è segno del suo interesse per l’uomo, per lo sviluppo integrale della persona. Padre Giulio ci teneva che ogni persona potesse vivere dignitosamente e ha capito che ognuno di noi ha bisogno dell’aiuto degli altri. Per questo la cooperativa di credito nasce e si sviluppa in un villaggio dove tutti si conoscono e se vogliono essere membri della cooperativa devono essere capaci di aiutarsi gli uni con gli altri.
Al termine della cerimonia della memoria, secondo la tradizione bengalese, è stato offerto a tutti i partecipanti il pranzo da parte dell’Ospedale.
Padre Michele Brambilla
Dinajpur, Santa Pasqua 2021
Carissimi amici,
saluti dal Bangladesh.
Vi scrivo questa lettera durante il Triduo pasquale nel quale facciamo memoria della passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo… la nostra Pasqua.
Come lo scorso anno viviamo una Pasqua con qualche restrizione di movimento fisico ma non del movimento dello spirito che soffia sempre e ci aiuta a vivere in profondità il mistero che stiamo celebrando.
Scrivo dall’ospedale San Vincenzo luogo che ormai frequento regolarmente e dove vi lavoro da più di cinque anni. Non mi sono recato in nessuna parrocchia per la Pasqua per stare vicino alle giovani del corso infermiere che stanno dando gli esami governativi ogni giorno, Pasqua compresa. È stata una scelta maturata dopo l’esperienza della Via Crucis svoltasi per la prima volta in ospedale per cause di forza maggiore, tra le quali il Covid-19 che desta preoccupazione visto che in queste due settimane i casi sono aumentati e la percentuale degli infettati si attesta al 23%.
Come dicevo pocanzi, ogni venerdì appena dopo le cinque abbiamo pregato insieme la Via Crucis. Animata dalle studentesse della scuola infermiere vi hanno partecipato i dipendenti dell’ospedale e alcuni ammalati che potevano camminare. Momenti belli e unici dove ho contemplato persone di diverse età, malati, studenti, personale sanitario e non pregare insieme come una sola famiglia.
In questi giorni sempre insieme stiamo celebrando i riti della Settimana Santa. Siamo anche noi una comunità che porta davanti al Signore le nostre gioie, i nostri dolori, le fatiche del quotidiano e il ringraziamento di essere benedetti da Lui. Una benedizione che è tangibile visto che ad oggi nessuno tra il personale e gli ammalati è stato colpito dal Covid-19.
Circa l’ospedale vi aggiorno che sono terminati i lavori della nuova ala dove troveranno posto le sale operatorie e le sale parto. Nei prossimi mesi, contando sulla generosità di benefattori e alcuni enti che daranno il loro aiuto, contiamo di acquistare le apparecchiature mediche e inaugurare la struttura.
Auguro a tutti voi di trascorrere una lieta e Santa Pasqua nel Signore Gesù vivo e presente in mezzo a noi.