Dhanjuri - 9 marzo 2026
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Carissimo Bruno e carissimi amici,
Vi chiedo sinceramente scusa per il lungo silenzio e la mancanza di notizie dalla missione di Dhanjuri e dall'ostello San Benedetto.
Abbiamo incominciato il nuovo anno scolastico lo scorso 7 gennaio, con 25 nuovi ragazzi. In totale eravamo 80. Dico eravamo perché abbiamo subito un lutto gravissimo un mese fa circa. Un nostro ragazzo della classe X, quindi uno dei più grandi, è morto dopo circa 15 giorni di ospedale di cui dieci in terapia intensiva, per cause che non siamo riusciti a capire. Non so descrivere il dolore e lo shock che questo ha causato a tutti noi e a me in modo particolare. È la prima volta infatt, in tanti anni di missione, che mi capita di perdere uno dei ragazzi che mi sono affidati all'ostello.
È stato uno strazio portarlo dall'ospedale nel suo villaggio e seppellirlo la sera stessa come si usa fare qui. La mamma vedova e la sorella più piccola restano senza l'aiuto che speravano di trovare in lui una volta che avesse cominciato a lavorare. Non oso immaginare un dolore più grande di quello di un genitore che perde un figlio. Tuttavia mi è bastato fare questa esperienza, perdere un ragazzo che era con me da 4 anni, per capire che solo la fede può aiutare ad attraversare una tragedia così, ma sono ferite che non si rimarginano mai.
La vita all'ostello è poi ovviamente ripresa ma con questa fatica nel cuore. Adesso i ragazzi sono a casa per le vacanze delle feste musulmane e rientreranno prima della settimana santa. Nei giorni scorsi abbiamo saccheggiato i boschi attorno alla missione per portare a casa quante più foglie possibili da ammassare nel nostro capannone. Ci serviranno per cucinare per tutto l'anno e risparmiare così sui costi del legname. È stata l'occasione per stare insieme anche nel lavoro con allegria e un po' di spensieratezza.
Lo scorso 28 febbraio abbiamo ricordato durante la messa padre Adolfo nel giorno del suo compleanno. Indimenticabili i compleanni celebrati con lui perché erano sempre una festa con molta allegria. Scherzava sempre sulla sua età giocando sulla bisestilità della data di nascita e quindi dichiarando la metà dei suoi anni effettivi.
Padre Adolfo lo abbiamo ricordato anche in occasione della celebrazione del Giubileo della chiesa di Dhanjuri, celebrato lo scorso 30 dicembre. La parrocchia è stata istituita nel 1909, mentre la prima chiesa è stata costruita nel 1925, ecco perché della ricorrenza.
Circa 4000 persone sono venute nonostante il freddo, per pregare e fare festa insieme. 100 anni sono pochissimi paragonati alla millenaria storia della chiesa. Sono tanti, però per noi del PIME che siamo arrivati qui nell’allora Bengala 170 anni fa.
Si dice spesso che camminiamo sulle spalle di giganti. Nel nostro caso credo che sia proprio vero.
I nostri missionari hanno costruito la comunità cristiana partendo da zero, in condizioni di vita proibitive e a costo di sacrifici immani. Basti pensare che fino agli anni 30 l’aspettativa di vita di un missionario in Bengala era di 3/4 anni.
Ora che la diocesi è totalmente in mano al clero locale, possiamo guardarci indietro e ringraziare il Signore per il loro dono (ma anche quello di tante suore!), che ha permesso questa crescita: niente di quello che stiamo facendo sarebbe stato altrimenti possibile.
Personalmente sento nel cuore veramente tanta gratitudine per l’esempio e l’amicizia di tanti confratelli come Adolfo che mi hanno fatto vedere con la vita cosa significa essere discepoli del Signore, nonostante le proprie povertà.
Grazie dal profondo del cuore per tutto l'aiuto e il ricordo fattivo nella preghiera che non ci fate mai mancare. È un dono talmente prezioso che solo il signore nella sua bontà può ricompensare.
Vi assicuro anche il mio ricordo nella preghiera per ciascuno di voi. E se ci fossero delle intenzioni speciali di preghiera, vi prego di farmele sapere così che possa soddisfarle.
Un grande abbraccio a ciascuno di voi.
p. Fabrizio Calegari
p. Fabrizio Calegari