7) Da Balmella (880 mt) alla Sella Bassa 1609 mt sentiero non segnato
Itinerario lungo, difficile e pericoloso, da farsi senza vegetazione e in periodo asciutto.
La classificazione EE non è sufficiente a darne una gradazione.
Il percorso, di per se stesso impegnativo e con lunghi tratti esposti, si svolge in ambiente severo, dove occorre concentrazione e attenta osservazione per individuare gli scarsi segni di vernice e gli scarsi, ma provvidenziale, ometti.
Evitare di proseguire se la traccia non è evidente o non si vedono segni di antichi passaggi come muretti a secco o senza ometti o segni di vernice.
Escursione degna delle più rinomate e celebrate del Parco Nazionale Val Grande.
Giunti a Balmella con l’itinerario precedente, individuare l’inizio del percorso, segnato da due muretti evidenti che costituiscono una specie di vialetto che corre a fianco del torrente.
Proseguire fino al grosso del vecchio alpeggio, ora completamente diruto, superarlo stando leggermente a sx su tracce che, con vegetazione estiva, diventano quasi invisibili.
Si arriva poco dopo a un “balm” accentuato, oltre il quale si incontra uno dei primi passaggi chiave.
Si imbocca una stretta cengia, in leggera salita, protetta con un cavetto d’acciaio solamente nella sua prima parte.
L’ambiente qui è particolarmente severo, il torrente molto più in basso, forma una forra impressionante e i corsi d’acqua, in discesa dal versante della cresta che scende dal Cugnolaccio, scavano profondi e vertiginosi solchi.
La cengia prosegue oltre la fine del cavetto, sempre in salita e sempre più stretta fino ad un poggiolo dove si incontra il primo segno rosso dipinto su di una betulla bianca e con un ometto su di un masso lì accanto.
È il secondo passaggio chiave della salita e non ci sono evidenze di dove proseguire, se non per una labilissima traccia, in leggera discesa, a semicerchio su pendio esposto e scivoloso, che porta all’inizio di un boschetto sotto una nera e ributtante placca verticale.
Passaggio insidioso anche se breve.
Inoltrarsi nel boschetto in leggera salita fino a vedere, poco lontano, un secondo segno rosso su di una betulla bianca.
Proseguire in salita girando leggermente a dx oltre uno spuntone roccioso alla base del quale c’è una grossa freccia di vernice rossa.
Continuare su terreno più aperto e su traccia abbastanza evidente fino a una seconda freccia rossa, appena prima di un ruscello che si attraversa senza problemi.
Superato il ruscello puntare in salita a un muretto a secco sulla sx, passarlo e continuare ormai solo su traccia e seguendo gli ometti.
Segni rossi non ce ne sono più fino alla Sella Bassa.
Seguono un paio di giavine, inframmezzate da spazi invasi dai rovi, fino ad un tratto in discesa dopo la seconda giavina, che porta al terzo passaggio chiave del percorso.
Occorre scendere e attraversare un ruscello.
Esattamente in questo punto, prima di passare il ruscello, sulla dx un accenno di traccia porta dentro uno spettacolare canyon, stretto non più di qualche metro, incassato tra due pareti a picco ma che, stranamente va a morire, dopo una cinquantina di metri, contro la montagna, mentre sulla sx un ruscello superiore scarica qua dentro la sua acqua con una piccola cascata.
Una veloce visita lo merita.
Attraversato il ruscello, occorre fare molta attenzione a individuare la sottile traccia di sentiero sulla riva opposta, ometto evidente, che sale repentinamente sulla costola che sorregge le rovine dell’alpeggio della Montà.
Da qui fino all’alpeggio il tracciato è sempre ripido ed esposto ma va seguito fedelmente e mandato a mente per la successiva discesa.
All’uscita di questo brutto tratto ci si trova sul pianoro della Montà, proseguire oltre la prima baita diroccata dell’alpeggio, passare un prato di felci e superare il grosso dell’alpeggio fino al primo salto roccioso.
Non farsi impressione da questo salto, si può affrontare direttamente, basta guardare un attimo.
Così pure il secondo salto, fino al terzo, alla base del quale è evidente, da come appare in alto la conca della sella, che occorre spostarsi sulla dx, passare tre piccoli vallecole per trovarsi alla base del ripido prato finale dove la depressione della Sella Bassa si raggiunge in una decina di minuti, su vaghe tracce di sentiero.
Panorama vastissimo, uguale a quello della Gavala mentre in basso appare Scopa in Valsesia.
Difficoltà EE F per ben allenati
Dislivello da Roncole 1150 mt circa
Lunghezza del percorso 9 km da Roncole Tempo di percorrenza almeno 6 ore.
Segnale rete mobile solo alla sella.
In discesa per raggiungere la crestina puntare a dx verso un alberello solitario e lì piegare decisamente a dx.
Descrizione e foto del 23 maggio 2019
la traccia da Balmella alla Sella Bassa
la traccia dinamica da Balmella alla Sella Bassa