carta della Valle del Sessera (geoadmin ch)
L’ampio bacino della Valle del Sessera comprende tutto quella estesa cerchia di montagne che parte dalle sorgenti poste alla Cima di Bo e arriva fino alla sua foce, a Bornate, dove il torrente si immette nel Sesia.
L'area di Bielmonte segue la lunga cresta sopra statale della Panoramica Zegna, arriva fino alla poderosa e inconfondibile Cima di Bo per poi girare per un breve tratto verso nord-est fino al Testone delle Tre Alpi e da lì svoltare decisamente verso est, sopra le Alpi di Mera fino alla Bocchetta della Boscarola. Da qui il percorso in cresta si fa complicato, tocca la Cima della Mora, poi la Cima di Bors, prosegue fino alla remota Cima di Foggia per terminare alla diga delle Mischie o Miste.
Partono da questa lunga cresta due poderosi contrafforti, il primo è quello che, scendendo dalla punta del Manzo va alla Cima dell’Asnass e che divide il Sessera dal Dolca, mentre il secondo scende dalla Cima di Bors, tocca la selvaggia Cima di Foggia e cala, dirupata, al ponte della Babbiera separando la Valle Sessera propriamente detta dalla zona del Barone.
Un lungo e affascinante percorso di una quarantina di chilometri, con le montagne della Valsesia davanti e sempre affacciato sulle due valli principali, quella del Sessera propriamente detta e quella del Dolca, suo maggior tributario.
Gli ingressi principali per entrare in Valle Sessera di Bielmonte si possono individuare nelle bocchette di Stavello, di Margosio, della Luvera e del sempre affollato Bocchetto Sessera, tutte lungo la statale della Panoramica Zegna, e della lontana Bocchetta della Boscarola, alle alpi di Mera, a cui si accede più facilmente dalla Valsesia salendo da Scopello.
Merita anche citare la solitaria e defilata Bocchetta dei Fornei, posta a cavallo tra l’alta Valle del Dolca e la Val Sorba di Rassa, a cui si accede salendo da Piode per la strada carrozzabile che sale fino a Meggiana.
Cuore della Valle del Sessera è la Diga delle Mischie (o delle Miste a seconda delle versioni cartografiche) un piccolo capolavoro di ingegneria italiana, una stupenda diga a doppio arco, esile e slanciata, posta proprio alla confluenza del Sessera e del Dolca, in un ambiente selvaggio e difficile da raggiungere, se non per la lunga sterrata che parte dal grazioso paesino di Castagnea, che si incontra defilato salendo verso Trivero.
È questa una stretta e tortuosa gippabile con splendidi scorci sul torrente, che appare di tanto in tanto incassato tra arcigne e inquietanti montagne.
Un percorso da gustare a piedi, quasi al rallentatore, sicuramente poco raccomandabile in auto e che comunque non permette più l’accesso fino alla diga poiché, un paio di chilometri prima, è stato piazzato un cancello, chiuso da lucchetto che ne impedisce il proseguimento con i mezzi motorizzati, ma non a piedi.
Discorso a parte è l’area del Barone.
Pur facendo parte della Valle del Sessera, è in realtà un po' defilato e ne costituisce un ambiente separato, con caratteristiche sue peculiari che lo fanno da cerniera tra la Valle del Sessera e la vicina valle dello Strona di Postua.
L'area del Monte Barone si considera compresa tra la dimenticata Valmala e la lunga cresta Talamone Lavazzola Barone Gemevola.
Punti di accesso al Barone sono Le Piane, sei chilometri sopra Coggiola, e Noveis a un paio di chilometri dopo Le Piane.
Il Barone può essere raggiunto anche dalla frazione Roncole di Postua con un dislivello notevole e con sentieri in parte difficili da individuare, specie nella parte bassa del percorso.
Anche la piccola valle dello Strona di Postua merita una descrizione separata sia perché decisamente più spostata verso la Val Sesia, e sia perché poco conosciuta e selvaggia, specie nella sua parte alta, dove molti sentieri, benché segnati sulle carte, sono ormai scomparsi da tempo.
Lo stesso discorso del Barone vale per il Bo, che viene considerato, una montagna della Valle del Cervo dato che si raggiunge più facilmente da Montesinaro, piccola frazione di Piedicavallo, mentre è di difficile accesso dalla parte della valle del Sessera, riservato a escursionisti esperti.
Tuttavia il Bo e i suoi circondari sono le montagne da cui nascono sia il Sessera e sia il Dolca per cui possono e devono, giustamente, essere considerate parte della Valle Sessera.
Unico neo della valle è la mancanza di punti di appoggio centrali. Il bivacco Antoniotti è proprio sulla cima del Bo quindi in posizione defilata e molto scomoda per gli escursionisti, il bivacco La Peccia posto al termine di un ramo laterale della sterrata che collega la Boscarola al Bocchetto Sessera, il minuscolo bivacco della Lavazzola nella alta valle del Confienzo in zona Barone, la baita riattata a bivacco e sempre aperta della Cascinetta al Barone, e, infine, la baita bivacco all'alpe Panin nella valle dello Strona di Postua, bivacco sempre chiuso e per il quale occorre chiedere le chiavi al municipio di Postua.
Come rifugi veri e proprii, quindi custoditi e con servizio di alberghetto ci sono, il rifugio di Piana del Ponte posto a meno di un’ora di cammino dal Bocchetto Sessera, il rifugio CAI Valsessera all'alpe Ponasca alle pendici del Barone, il punto ristoro della Ciota sempre in zona Barone senza possibilità di pernottare, e il rifugio Gilodi in zona Postua ma sul lato valsesiano.
Nota bene:
Le numerazioni dei sentieri fanno riferimento alle carte “Valsesia Quadrante Sud Ovest” e Quadrante Sud Est della Geo4Map al 25.000 edizione 2015.
I sentieri della zona di Bielmonte sono numerati con la lettera F, quelli del Monte Barone con la lettera G. Quelli di Postua sono numerati alcuni con la lettera H altri con numerazione 700, quelli sul versante sinistro orografico e nella zona di Guardabosone.
carta dinamica della Valle del Sessera dal Bo alla foce sul Sesia