8) La Cima di Bo 2550 mt sentiero F1
La Cima di Bo, posta al confine tra la Valle del Sessera e la Valle del Cervo (da non confondere con il Monte Bo di Valsesia situato nelle vicinanze) è la montagna alle cui pendici orientali nasce il Dolca, principale affluente del Sessera che invece ha le sue origini nella vicina Punta del Manzo.
Dalla pianura piemontese le due cime, il Bo e il Manzo, appaiono inconfondibili come a formare una unica bifida prominenza. Per la sua ubicazione e la sua notevole altezza il panorama che si gode dalla sua vetta è quanto mai interessante e completo sulla cerchia delle Alpi, dal Bianco, al Cervino al Rosa.
La via normale per raggiungere la sommità del Bo parte dal piccolo paese di Montesinaro, in valle del Cervo, e quindi la sua descrizione esula da questa guida.
Dal lato Sessera invece ci sono tre alternative:
La prima, una volta arrivati alla Cima delle Guardie con l'itinerario descritto in precedenza, se si dispone ancora di una buona riserva d'acqua, si può salire fino al Bo, passando per la Bassa Cavallina e farsi tutta la lunga, ripida e affilata cresta che conduce al panoramico Cravile, da lì proseguire verso la Cima D’Ala e scendere successivamente al Colle del Manzo o dei Laghetti.
Il tratto dal Cravile alla Cima D’Ala è molto aereo e presenta qualche passaggio esposto, anche se nulla di problematico,
Dalla stretta sella del Colle del Manzo si prosegue passando sotto la cima del Manzo e infine si perviene al Bo, nei pressi del minuscolo bivacco Antoniotti.
Questo tratto è poco evidente e va affrontato con le dovute cautele, in alternativa si può percorrere la cresta che va al Manzo e al Bo con passaggi su roccia più impegnativi, fino al terzo grado.
Sono altre tre ore buone dalla cima delle Guardie, ma il sentiero è difficile ed esposto. Anche se, in alcuni punti, è stato attrezzato con corde fisse è comunque un percorso riservato agli escursionisti esperti e allenati (EE/F).
Difficoltà EE/F (F alpinistico)
Dislivello 1200 mt circa dal Bocchetto Sessera non cumulato.
Lunghezza del percorso dal Bocchetto Sessera 9,4 km Dal Bocchetto Sessera al Bo 6 ore.
Segnale rete mobile a tratti
Sconsigliato, dato il suo sviluppo notevole. In giornate estive la mancanza di acqua lungo tutto il percorso si fa sentire e occorre portarsene una buona scorta, consigliabile tre litri.
La seconda, la più consigliabile, parte dall'alpeggio di Artignaga di sotto che si può raggiungere anche in auto seguendo la sterrata che, partendo dal Bocchetto Sessera passa dall'agriturismo di Montuccia. Alla fine della sterrata, a fianco del posteggio, parte il sentiero, segnato da apposito cartello che in breve raggiunge il grosso alpeggio dell'alpe La Bassa, continua fino alla sella della Bassa del Campo, ai piedi della Cima delle Guardie, da cui seguendo l'itinerario precedente si arriva al Bo.
Difficoltà EE/F (F alpinistico)
Dislivello 1200 mt non cumulato da Artignaga di sotto
Lunghezza del percorso da Artignaga di sotto 6,3 km tempo di percorrenza 4/5 ore
La terza alternativa parte dalla Casa del Pescatore, raggiunge la Bocchetta della Balma delle Basse con l'itinerario descritto per raggiungere la Cima dell'Asnas, piega a sinistra, verso ovest, e, rimanendo sempre sotto cresta arriva al Colle del Manzo da cui al Bo come sopra descritto.
Difficoltà EE/F (F alpinistico)
Dislivello 1350 mt dalla Casa del Pescatore
Lunghezza del percorso 8,8 km dalla casa del Pescatore Tempo di percorrenza 5 ore
Nota: la descrizione dettagliata del sentiero basso dal colle del Manzo alla cima è riportata più sotto
la traccia dal Bocchetto Sessera alla Cima di Bo
la traccia da Artignaga di sotto alla Cima di Bo
la traccia dalla Casa del Pescatore alla Cima di Bo
cartello segnavia per il Bo ad Artignaga di sotto
alpe La Bassa
alpe La Bassa Artignaga dalla Bassa di Campo
Bassa della Cavallina e Cravile
la cima del Cravile
cima d'Ala Manzo e Bo
colle del Manzo e Manzo
colle del Manzo
Tutti e tre gli itinerari descritti sopra hanno in comune il tratto che dal Colle del Manzo porta in vetta al Bo.
Come già indicato questo tratto si può percorrere sia integralmente in cresta, passando dalla Punta del Manzo con passaggi in roccia fino al terzo grado e a tratti esposto, oppure più facilmente seguendo un sentiero basso che contorna il Manzo per salire fino al Bivacco Antoniotti da cui in breve alla cima.
Questo sentiero, pur essendo segnato e non alpinistico, va tuttavia affrontato con la massima attenzione sia per i numerosi tratti franati e sia nell'uso dei numerosi canaponi piazzati nei tratti più difficili. Numerosi sono infatti gli ancoraggi staccati e i tratti di corde deteriorati, per cui occorre sempre controllare il loro stato e, comunque sollecitarli il meno possibile. Da evitare con nebbie, come nel caso riportato dalle foto, specie in discesa appena sotto il bivacco dove i segnavia sono più scarsi.
La partenza di questo sentiero basso si trova appena sopra il colletto di arrivo del sentiero F5, indicato da una grossa scritta sbiadita appena al di sotto, e segnato da un segno rosso a cui è affiancato un segno blu con un'asta di segnalazione.
Se invece si arriva dalla Cima D'Ala occorre superare il primo colletto che si incontra, più basso, e raggiungere quello successivo.
Infine ricordarsi che il Bivacco Antoniotti è privo di acqua e non se ne trova nemmeno nelle vicinanze.
segnavia sotto il colletto di parteza
la partenza del sentiero basso
corde fisse sul sentiero basso
segnavia
il bivacco Antoniotti nella nebbia
interno del bivacco Antoniotti