La Cima di Foggia può essere considerata come punto centrale della Valle del Sessera superiore, ciò quella compresa tra le sorgenti e Coggiola.
Rinserrata tra il Sessera e la Valmala è una montagna impervia, dai pendii scoscesi che presenta aspetti selvaggi che nulla hanno da invidiare ai più rinomati ambienti della Val Grande, nel VCO.
Si trova sul sentiero G9 che, partendo dalle pendici della Cima della Mora, tocca in successione la Cima della Bondala, la Bondala della Mora, la Cima di Foggia per poi precipitarsi a valle nei pressi del ponte della Babbiera, a fianco del memoriale dei soldati inglesi e australiani uccisi dai nazifascisti nel 1944.
Da questo punto, ben segnato con una palina segnavia, parte il sentiero classico per raggiungere la sua cima.
Dalla statale per Trivero Valdilana, appena dopo Portula, si svolta repentinamente a destra seguendo l'indicazione per Castagnea e il Santuario della Novareia (il cartello si vede solamente all'ultimo). Si attraversa tutto il paese per una via stretta a ciottoli, in ripida salita, al termine della quale si svolta a destra. Poco dopo la strada diventa una sterrata, ben tenuta fino al Santuario della Novareia (746 mt. merita una veloce visita) oltre il quale scende ripidamente alla centrale idroelettrica del Piancone (600 mt circa) senza particolari problemi.
Alla centrale si attaversa il ponte sul Sessera e si svolta a sinistra, il fondo della sterrata impone da qui in poi una velocità adeguata, va pure tenuto presente il pericolo di caduta sassi.
Dalla centrale al punto di partenza per la Cima di Foggia sono 3,3 chilometri, in leggera salita da 600 a 700 mt, per cui sarebbe consigliabile procedere a piedi, in genere ci si impiegano 40 minuti.
Si oltrepassa il ponte della Babbiera e dopo un centinaio di metri si è al memoriale dei soldati inglesi e australiani, nei pressi del quale parte il sentiero G9 per la Cima di Foggia (paline segnavia)
Il sentiero si alza subito ripido nel bosco, passa accanto ai ruderi di una baita (forse facente parte dell'alpe Barbero che però non si vede essendo scostata sulla sinistra) e prosegue in salita fino ai ruderi di una seconda baita sulla sinistra, grosso albero ai bordi.
Dopo circa cinquanta minuti si arriva a un evidente bivio, provvidenziale palina segnavia, dove occorre svoltare a destra, se si va via diritti si fa una variante di salita (sbiaditi segnavia ma non numerata sulle carte).
Da questo punto in poi si è quasi sempre fuori dal bosco, su terreno aperto, su una dorsale e a fianco di bellissime betulle bianche che si stagliano contro l'azzurro del cielo.
Continuando si raggiunge la parte di dorsale meno ripida, alle betulle bianche si alternano i faggi, si oltrepassa una bella selletta e dopo un'altra ora si è ai ruderi del grosso alpeggio di Masunchio superiore (1325 mt)
Oltrepassato Masunchio il sentiero si avvia verso una dorsale, bosco di faggi, che si risale fino alla cresta sommitale da cui, in breve alla cima a quota 1538mt. (targhetta)
Poco più avanti si trova una seconda elevazione che, in prima approssimazione, non dovrebbe essere molto più bassa della vetta vera e propria.
Panorama notevole specie sulla Cima D'Asnas, il Bo, il Manzo e poi, ovviamente, sulla bellissima e lunga cresta che dalla Bondala della Mora arriva fino alla Cima di Bors, il Rosa sulla sfondo, per scendere alla Bocchetta di Valfinale, il Talamone e il Barone a est.
La selvaggia Valmala è ben visibile in tutta la sua asperità.
Sotto l'Asnas si intravede la diga delle Mischie.
Dalla cima si può vedere bene la quota 1410 che si raggiunge arrivando dalla diga del Piancone, passando dagli alpeggi di Aunone e Frassolao.
Il sentiero è sempre ben segnato ed evidente, tuttavia andrebbe percorso quando non c'è vegetazione, le erbe alte possono infatti nascondere segnavia e traccia.
Va segnalato inoltre che su tutto il tracciato non si trova acqua e che si svolge sempre su cresta e al sole, quindi da evitare in giornate calde e soleggiate, scorta d'acqua necessaria.
Difficoltà EE la traccia è su Openstreet Map ed è seguibile con un gps/smartphone (raccomandabile)
Dislivello 900 mt circa cumulato lunghezza del percorso 3,5 km tempo di percorrenza 2/3 ore
Segnale rete mobile presente in alto
Foto 26 marzo 2022
Aggiornamento del 28 gennaio 2024.
Il G9 appare piuttosto abbandonato, i segnavia molto sbiaditi e si incontrano parecchi alberi abbattuti sul sentiero che però è sempre ben visibile e non presenta problemi particolari. Da segnalare una piccola area di bosco di faggi, non distante da Masunchio, dove parecchi alberi appaiono spezzati in due, come colpiti da una raffica di vento molto forte e improvvisa. A metà percorso, circa, si incontra un carrello abbandonato di una teleferica piuttosto importante e con relativi basamenti, a Masunchio, dietro i resti della baita principale un paio di piccole costruzioni, probabilmente adibite alla stagionatura dei formaggi, e una piccola fontanella, fresca e molto gradevole.