IL GRANDE ANELLO DELL’ALTA VALLE DEL SESSERA
Dopo aver percorso tutti i sentieri descritti nelle pagine precedenti, se si è in buona forma, ben motivati e con davanti qualche giorno di belle e limpide giornate, non resta altro da fare se non il giro di tutte le montagne attorno a Bielmonte, tutto per cresta.
Partenza e arrivo il Bocchetto Sessera.
Dal Bocchetto salire al Monte Marca, scendere alla sella del Moncerchio e poi proseguire per la Cima dell’Argimonia per scendere alla Bocchetta della Luvera. Risalire la poco evidente Cima della Ragna e da li percorrere tutta la lunga dorsale del Monte Rubello fino al Santuario di S. Bernardo e scendere alla Bocchetta di Stavello. Dal largo piazzale della bocchetta, nei pressi di un cartello dolciniano imboccare il sentiero F2 che entra immediatamente nel fitto bosco e scende a ripidi tornanti fino al ponte della Babbiera, sulla sterrata delle Mischie.
Risalire per un centinaio di metri la sterrata fino al piazzale del memoriale dei soldati inglesi e australiani uccisi nel 1944 durante un rastrellamento nazifascista. Appena prima del memoriale, un cartello indica il sentiero per la Cima di Foggia F2, seguirlo avendo sempre ben presenti i segnavia bianchi e rossi, se non li vedete siete fuori sentiero. Occorre fare attenzione perché su tutte le carte il sentiero F2 segue un itinerario più diretto per la Cima di Foggia, mentre sul terreno i segnavia portano a un diverso percorso.
Dopo circa due ore si arriva al bivio del G9 che conduce all’alpe Masunchio superiore. Il bivio è ben segnato su di un masso a terra ma è anche facile saltarlo quindi occorre prestare molta attenzione. Da quel punto in poi i segnavia sono molto scarsi ma la traccia è sempre abbastanza evidente, si tiene prima sulla sx e poi esce dal bosco verso dx e sotto le rovine di Masunchio piega decisamente a sx per raggiungere il diruto alpeggio.
Da lì in poi si è in terreno aperto ma invaso dalle felci e dai rovi, i segnavia pochissimo visibili, ma non c’è problema. La cresta è appena sopra e la si raggiunge facilmente.
Seguire la cresta fino alla cima di Foggia, da lì scendere e superare una serie di bocchette boscose e di dossi rocciosi fino alla risalita sotto la cima della Bondala della Mora, dove si esce dal bosco e si ritorna su terreno aperto. Da qui in poi i segnavia sono ben visibili e sempre sul filo della cresta che supera un paio di belle bocchette, oltrepassa la Cima della Bondala da dove, sulle cartine è segnato un sentiero che scende a Fontanamora. In realtà sono solo vaghe tracce che si perdono tra i rododendri, meglio proseguire oltre, verso la cima della Mora fino a una traccia più libera, sulla sx che in breve scende al grosso alpeggio di Fontanamora.
Dalla grande stalla dell’alpeggio, in direzione sud ovest, inizia il sentiero F22 che scende a Baroso dove incrocia il F2 proveniente dalla sterrata delle Mischie e che prosegue fino all’Alpe Stramba e termina alla Bocchetta della Boscarola.
Proseguire sul sentiero F24 che con ertissima salita raggiunge la cima del Monte Camparient, punto di partenza della lunghissima cresta che corona tutta l’alta valle del Sessera.
Da qui in poi e fino al Bocchetto Sessera è tutto un librarsi aereo con il Monte Rosa sempre ben in vista.
Superare nell’ordine la Colma dei Lavaggi, la Cima dell’Ometto, il dosso del Pallone della Crocetta, la sella della Crocetta, la Cima delle Bose e la Bocchetta delle Varalle per toccare infine il Testone delle Tre Alpi. Appena prima di questa panoramicissima cima il sentiero piega a sx e tocca la Punta della Scalaccia dalla quale si scende alla dolciniana Bocchetta dei Fornei con l’aiuto di grossi canaponi.
Dalla Bocchetta dei Fornei il percorso si fa più incerto, segnato solo da ometti, ma sempre sul filo di cresta.
Passa senza problemi Punta del Campanile per raggiungere la difficile Punta del Corteis. Qui conviene scendere per tracce sul lato Rassa, arrivare ad una costola da cui appare il bel lago del Talamone che si raggiunge con vaghe tracce tra i rododendri.
Da questo lago il percorso ridiventa segnato, sale una noiosa pietraia fino a ritrovare la cresta precedente e dalla quale si prosegue fino alla Punta del Talamone e alla Cima di Bo di Montesinaro.
Scendere al minuscolo bivacco Antoniotti da dove parte il sentiero F1 che passa sotto la Cima del Manzo, tratti esposti ma con catene di protezione, fino allo stretto Colle del Manzo, proprio sopra i laghetti delle sorgenti del Sessera.
Per cresta aerea, esposta ma non problematica, raggiungere la Cima D’Ala, la Punta del Cravile, e la Cima delle Guardie.
Il percorso si chiude con il Bonom e il Monticchio per rientrare al punto di partenza al Bocchetto Sessera.
Da farsi appena va via la neve, quindi a giugno, sia per avere a disposizione un numero maggiore di ore di luce e sia per evitare la presenza di vegetazione che, in punti con pochi segnavia, renderebbe più difficile la progressione.
A giugno, nei valloni in ombra, potrebbe esserci ancora qualche residuo nevaio, specie nell’area della Cima di Bo.
Anche la presenza di acqua lungo il percorso va tenuta in considerazione, specie sulla lunga cresta dalla Cima di Foggia a Fontanamora e dalla Cima di Bo al Bocchetto Sessera.
Da ultimo, da luglio fino a settembre è possibile imbattersi in numerose greggi di pecore e capre o mandrie di bovini da cui è prudente stare alla larga. I pastori potrebbero non essere sul posto ma invece potrebbero esserlo i loro vigili cani.
Segnale rete mobile presente solo tra il Monte Marca e Stavello per il resto del percorso solo a tratti.
Tempo di percorrenza 23 ore, soste escluse.
Tempi di percorrenza parziali
- Bocchetto Sessera Monte Marca 1 ora
- Monte Marca Bocchetta di Stavello 3 ore
- Bocchetta di Stavello ponte Babbiera 1
- Ponte della Babbiera Cima di Foggia 3
- Cima di Foggia Fontanamora 1
- Fontanamora Boscarola 2
- Boscarola Camparient 1
- Camparient Fornei 3
- Fornei Talamone Bo 3
- Bo Bocchetto Sessera 5
Totale 23 ore
Per un totale di 46 chilometri e un dislivello cumulato di 3000 metri (valori indicativi)
Trattasi di un giro molto impegnativo anche perché non ci sono punti di appoggio sul percorso se si eccettua il piccolo bivacco dell’alpe Fornei, posto appena sotto l’omonima bocchetta e il bivacco Antoniotti alla Cima di Bo che però é sprovvisto di acqua.
Si può tuttavia pernottare in uno dei tanti alberghi di Mera con una minima deviazione dal Monte Camparient.
Oppure si può partire, anziché dal Bocchetto Sessera, dalla Bocchetta della Boscarola e suddividere il percorso in questo modo:
- Boscarola Bocchetto Sessera 12 ore
- Pernottamento al Monte Marca
- Monte Marca Boscarola 12 ore
Per i pochi duri, amanti del silenzio e della solitudine, zaini ben progettati ed eventuali pernottamenti alla bella stella.
il grande anello della valle del Sessera di Bielmonte
mappa dinamica del grande anello della valle del Sessera di Bielmonte