La via "normale" per salire alla Cima di Foggia, 1538 mt, è quella che parte dal memoriale dei soldati australiani e inglesi uccisi nel 1944, via già descritta, come G9, nella relativa pagina.
Esiste una possibile variante che parte dalla centrale del Piancone, 600 mt circa, e raggiunge l'alpe Drizzagamba, 772 mt, tramite una bella mulattiera, ampia e ben tenuta, al servizio della stazione del bacino di compensazione della condotta forzata che porta l'acqua dal lago artificiale delle Mischie alle turbine della centrale idoelettrica (vedasi relativa pagina).
Oltre questo punto la mulattiera scompare e, con una bella traccia non segnata ma evidente, si può raggiungere in una mezz'oretta il soprastante grosso alpeggio, ruderi, di Aunone, 1016 mt. Non ci sono particolari difficoltà perchè il percorso si snoda su di una costola della montagna, in una bella faggeta il cui sottobosco è libero e ben percorribile. Qualche ometto, fatto da generosi escursionisti, aiuta di certo.
Dopo Aunone, rimanendo sempre sulla stessa costola, si arriva all'ultimo alpeggio prima della Cima di Foggia, l'alpe Frassolao, 1263 mt, tuttavia qui le tracce sono scarse e anche gli ometti assenti, per giunta il percorso è molto ripido e accidentato. Vale la pena seguire una traccia (IGM e OpenStreetMap) abbastanza evidente che piega a destra e, con un largo semicerchio in salita, raggiunge una costola più lontana che guarda sul versante Valmala Cima di Bors. Qualche ometto lo si trova. Una volta raggiunta la nuova costola della montagna la traccia piega a sinistra e la segue, in un bellissimo bosco di faggi, fino alle grosse rovine di Frassolao.
Arrivati a questo alpeggio, sul retro ci si trova su di un bel prato che occorre risalire per entrare in un nuovo bosco di betulle bianche che si percorre facilmente, ma faticosamente, seguendo tracce confuse e sempre restando leggermente sul lato Sessera della costola, che porta infine alla quota 1410, una piccola prominenza che guarda il versante est della Cima di Foggia. Un grande ometto a metà percorso circa.
Da questa prominenza ci si affaccia su di una selletta che dà l'illusione di essere la base della Cima di Foggia ma, purtroppo non è così. Risalito il versante opposto delle selletta, passaggio su roccia a destra di uno spuntone, ci si trova su di una seconda prominenza che si affaccia sulla vera sella alla base della Foggia.
La discesa da questa seconda prominenza va affrontata con cautela, e, nel caso si volesse proseguire, meglio ritornare indietro e aggirare sulla sinistra queste asperità, senza neppure salire alla quora 1410.
L'ultimo tratto verso la Cima di Foggia non presenta difficoltà pur essendo molto ripido e, in caso di terreno bagnato, rischioso in discesa.
A titolo puramente informativo si riporta la foto di una vecchia carta dei sentieri della zona Barone, carta che si trova all'interno del rifugio CAI Valsesera a Ponasca.
Difficoltà EE/F per esperti con buon senso dell'orientamento, specie in discesa.
Dislivello 800 mt circa lunghezza del percorso 3,2 km circa, da Piancone a quota 1410, tempo 3 ore circa.
Segnale rete mobile a tratti.
foto del 23 marzo 2022
la traccia del percorso dalla centrale del Piancone alla quota 1410 versante est della Cima di Foggia
la traccia del percorso dalla centrale del Piancone alla quota 1410 versante est della Cima di Foggia
da una vecchia cartina che si trova al rifugio CAI Valsessera al Barone