Da Le Piane a Valfinale e a Mera
Lunga, bellissima, selvaggia cavalcata in ambiente aperto e affascinante, degno sicuramente di competere con molti altri più declamati itinerari alpini.
Il percorso si può fare in due modi, il primo, a mio avviso il più interessante, segue il G8 fino al rifugio Cai Valsessera poi segue il G12 passando per l’Alpe Solivetti e la stupenda Alpe Campo, raggiunge Lavazzola per ricongiungersi con il G1 proveniente da Cascinetta e prosegue, magnifico, fino a Valfinale.
Il secondo invece è il classico G1, da Le Piane fino al bivacco di Cascinetta, che poi prosegue su sentiero, a tratti semiscomparso, fino a Lavazzola dove si ricongiunge col G12.
15) Dal Rifugio CAI alla Bocchetta di Valfinale sentieri G12 e G1
Al rifugio Cai Valsessera, a Ponasca, con gli itinerari descritti precedentemente, seguendo il G1 fino alla Ciota e poi il G8 via Bura e Scarpie.
Da qui il sentiero diventa G12, inizia nei pressi del locale invernale del rifugio (attenzione a non seguire l’attigua traccia che invece scende verso la cosiddetta Spelonca di Ales) sale ripido attraversando un riale ostico e raggiunge una costola che scende dalla vetta del Barone, dove si incontra il primo dei paletti segnavia, molto utili quando ci sono alte erbe che mascherano quelli a terra.
Raggiunge in breve l’alpeggio ristrutturato dell’alpe Solivetti (sulle carte IGM Giaccio dell’Asino), posto subito dopo un bel ruscello che scorre su lisce placconate rocciose. Lo attraversa e lo supera aggirandolo a destra e prosegue in saliscendi continui fino a una breccia che scende ripida verso il semicerchio finale che conduce all’ampia sella erbosa che precede i ruderi dell’alpe Campo, posti appena al di sotto, sul lato Confienzo.
Nota: da Campo una ben chiara traccia che parte dalla parte bassa dell’alpeggio conduce al sottostante sentiero G1 nei pressi dell’Alpe Navagli.
Il luogo è magnifico, solitario e silenzioso e merita una breve sosta contemplativa, se non altro per individuare il proseguimento del sentiero G12.
Uno sbiadito segnavia, disegnato su di un sasso semicoperto dalla vegetazione, ne dà una prima indicazione ma è il paletto segnavia posto ben in alto a circa un centinaio di metri che vi mette sulla strada giusta. Se siete da quelle parti in estate la traccia è coperta da alte erbe dal colore rossastro e diventa ben poco individuabile.
Da qui in poi il sentiero molto spesso scompare, dato che è ormai non più ripulito né mantenuto.
Seguite la traccia in decisa salita, passando sotto i rocciosi contrafforti a spuntoni che scendono dalla cima del Barone, proseguite avendo alla vs sx, in basso, i ruderi dell’alpe Navagli, fino a pochi anni fa ancora utilizzati dai pastori durante la stagione estiva, e continuate in ampi semicerchi e saliscendi fino ad un poggio dove potete dare un primo sguardo al piccolo minimale bivacco dell’alpe Lavazzola. Sembra lì vicino ma ci vorrà ancora una buona mezz’ora prima di arrivarci passando sotto le pendici della Cima di Lavazzola.
Il bivacco è posto al termine del G12 ed è punto di raccordo con il G1, che proseguirà fino a Valfinale diventando ancor di più difficile da individuare ma comunque sempre segnalato da sbiaditi segnavia bianchi e rossi del CAI, che seguono un percorso intuitivo in leggere salita, ma a cui occorre prestare attenzione al ritorno.
Rifornirsi di acqua alla piccola fontana del bivacco, se asciutta pulire i filtri alla presa dei tubi, poiché dopo è difficile trovarne ancora.
Dopo un ampio semicerchio alle pendici del Talamone, dove non è infrequente l’incontro con piccoli branchi di camosci, il sentiero si inerpica su di un panoramico poggio dalla sommità del quale si ha una visione completa della valle del Confienzo, specie della sua impervia parte superiore.
Da lì appare l’alpe Valfinale, in basso, e la bocchetta omonima in alto. Anche se i segnavia portano all’alpe è meglio, a mio avviso seguire la curva di livello e puntare alla bocchetta, per non perdere quota se dovete proseguire verso il Bors, oppure per dare un’occhiata alla sottostante Valbarbina e alla lontana Valsesia.
Qui finisce il G1 e il sentiero cambia nome in 238/38 e prosegue fino alla Bocchetta del Valè.
Dalla Bocchetta del Valè per giungere a Mera ci sono due possibilità:
La prima, la più lunga ma la più consigliabile è quella di proseguire fino alle pendici della Cima di Bors sul G20.
Giunti alla sua base, continuare sul G20 e, passata la Cima della Mora come G9, scendere a dx all’alpe Fontanamora poi a Baroso, alpe Stramba e risalire alla Bocchetta della Boscarola seguendo la sterrata che arriva da Bielmonte. Dalla Bocchetta della Boscarola seguire i segnavia per Mera, sentiero 233b/33b che in breve porta al piazzale del posteggio dell'Alpe di Mera.
Più lungo ma molto più panoramico e sempre segnato con i segnavia bianchi e rossi del CAI.
Difficoltà EE+
Lunghezza totale del percorso 15,2 km tempo di percorrenza 11/13 ore dal rifugio CAI di Ponasca dislivello cumulato 1500 mt
Da Le Piane 20 km tempo di percorrenza 15 ore dislivello cumulato 2000 mt
La seconda possibilità può essere considerata una variante della prima. Una volta giunti alla Cima della Mora occorre salire sulla sua vetta e da lì prendere una traccia che, seguendo fedelmente la cresta nord/nord ovest prima su ampi prati e poi nella boscaglia, porta direttamente alla Bocchetta della Boscarola.
La riduzione di percorso rispetto alla prima è notevole, ma si tratta di una traccia che, pur essendo sempre evidente, non è riportata su alcuna mappa nè segnata se non da qualche sporadico ometto. Essendo molto ripido è sconsigliato in periodi umidi perché a tratti molto scivoloso.
Difficoltà EE++
La lunghezza del percorso dal rifugio CAI di Ponasca è di 10 km circa e il tempo di percorrenza 9/11 ore
Da farsi con occhio attento alle nuvole basse, si corre il rischio di rimanere intrappolati in una nebbia che, non solo toglie il piacere della camminata , ma che può diventare pericolosa al punto da far smarrire la traccia di sentiero.
Da evitare con vegetazione rigogliosa, periodo consigliato maggio metà giugno, residui nevai permettendo.
Segnale rete mobile a tratti fino a Lavazzola, oltre nessuna rete dati e, a tratti, poi di nuovo presente sul versante Mera.
la traccia del percorso da Ponasca a Mera sul G12 G1 da Baroso e Boscarola
Una possibile terza variante ai due itinerari sopra descritti è quella di scendere all'alpe Nasercio una volta arrivati alla Bocchetta del Valè.
Dalla Bocchetta del Valè piegare subito a dx seguendo una traccia, segnavia presenti, che in breve porta alla Bocchetta dei Partigiani, appena sopra l'Alpe Nasercio a cui ci si arriva in una ventina di minuti.
Da Nasercio per direttamente a Mera, seguite una traccia sulla sx, senza segnavia ma ben evidente, dapprima in leggera discesa e poi in decisa discesa nel bosco sul fianco nord della Cima di Bors. Dopo aver attraversato il rio Boscarola la traccia si fa più evidente, attraversa una zona disboscata e termina sul sentiero 33. Svoltate a sx e in breve si arriva alla Bocchetta della Boscarola da cui prendendo il 33b in venti minuti si arriva al posteggio di Mera.
Percorso per esperti "ravanatori" specie appena dopo l'alpeggio che, da tempo non viene più usato durante il periodo estivo.
Difficoltà EE+++
Lunghezza del percorso 10 km da Ponasca a Nasercio alla Boscarola a Mera
Tempo di Percorrenza 11 ore o più a seconda delle difficoltà dopo Nasercio
La traccia qua sotto riportata scende fino a uno degli ultimi tornati della strada asfaltata Scopello Mera
la traccia da Nasercio alla carrozzabile Scopello Mera
il sentiero verso la Bocchetta dei Partigiani
lapidi dei partigiani
Alpe Nasercio dalla Bocchetta dei Partigiani
Alpe Nasercio
tracce di sentieri a Nasercio
la traccia da Nasercio verso Boscarola
la casetta della pastora
la traccia verso Scopello
Come ultima nota: da Nasercio si può altresì scendere fino a Scopello, seguendo il ben segnato sentiero 238/38 che scende fino al quinto tornante della carrozzabile Scopello Mera
il sentiero CAI 238/38 da Nasercio a Scopello