In: La Civiltà Cattolica n. 4020
Francesco,
La luce del Natale. Perché il presepe è la nostra speranza,
(a cura di Anna Maria Foli), Roma, Piemme, 2017
In questo libro viene proposta una corposa raccolta di testi e interventi di papa Francesco, a partire dall’inizio del suo pontificato fino ad oggi, che ruotano intorno al tema dell’incarnazione. Data la molteplicità delle occasioni e delle fonti, e quindi il rischio di dispersione nella lettura, i testi sono stati opportunamente raggruppati in tre parti: «Verso il Natale»; «Di fronte al presepe»; «Vivere il Natale». Esse scandiscono le fasi della vita spirituale dei credenti di fronte all’evento centrale dell’Incarnazione: andare incontro al Natale, contemplarlo, tradurlo in vita concreta di amore per Dio e per gli altri.
Così, nella prima parte, il Papa offre spunti di meditazione sull’Annunciazione, sull’Avvento e sull’incontro con Gesù. Nella seconda parte ci aiuta a meditare sul Bambino, sulla Santa Famiglia, Maria, Giuseppe, i pastori, gli angeli, i magi, i poveri, la mangiatoia. Nella terza parte la meditazione verte su quelle che sono le «conseguenze» del Natale per i credenti: la gioia, la speranza, la misericordia, l’accoglienza e la solidarietà, la «piccolezza» e l’umiltà.
Il sottotitolo sembra far convergere le aspettative del lettore sul tema del presepe, ma non deve trarre in inganno: non si tratta di una raccolta di testi di Francesco sul presepe, ma su ciò che questo rappresenta. L’attenzione del Pontefice non è rivolta al segno, ma al suo significato; il suo è un forte richiamo all’assoluta centralità dell’Incarnazione nella vita dei credenti: «Senza l’Incarnazione del Verbo viene a mancare il fondamento della nostra fede» (p. 39). Di qui l’importanza di meditare i testi evangelici specifici, seguendo in particolare la liturgia della Parola propria dei periodi di Avvento e di Natale.
Dietro le parole del Papa si percepisce l’abitudine personale a meditare su questo tema, a penetrarne gli aspetti più profondi. Uno su tutti: l’amore di Dio per l’uomo, che giunge fino al dono del Figlio, che si fa uomo, rendendoci figli di Dio. Ricordiamo, ad esempio, altre sue parole, come quelle contenute nell’esortazione Evangelii gaudium: «Confessare che il Figlio di Dio ha assunto la nostra carne umana significa che ogni persona umana è stata elevata al cuore stesso di Dio» (n. 178).
Il Papa ci invita a fermarci un momento e a «fare memoria» delle persone e degli eventi che segnano gli inizi della vita umana del Figlio di Dio. Un possibile aiuto, in tale percorso di riflessione e di contemplazione, può essere anche il presepe, nella misura in cui questa antica sacra rappresentazione riesce a «incarnare» i testi evangelici sui quali si fonda. Il ricorso ai segni spirituali, infatti, quando viene attuato nel modo giusto, è sempre un valido aiuto, come ha ben compreso san Francesco d’Assisi con il suo primo presepe, quello di Greccio: «Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello» (Fonti Francescane, n. 468).
Quindi, un segno come quello del presepe vuole aiutarci a «tornare alle fonti e alle radici della nostra fede» (p. 49); vuole aiutarci nella meditazione, proprio stimolando l’immaginazione e l’immedesimazione, una tecnica spirituale sempre utile, come sant’Ignazio di Loyola raccomanda negli Esercizi Spirituali.
Ma, come papa Francesco ci ricorda anche nei pensieri raccolti in questo libro – soprattutto nella terza parte –, la contemplazione di questo evento fondamentale per la fede dei cristiani – lo «scandalo» di un Dio incarnato – non deve essere fine a se stessa, ma deve coniugarsi con l’impegno apostolico, tradursi in carità.
In piena sintonia con il suo stile omiletico, anche queste riflessioni del Papa sul Natale sono caratterizzate da chiarezza e semplicità: ogni suo intervento consegna al lettore validi spunti di riflessione e continui stimoli al cambiamento.
La lettura di questo libro permette di contemplare il mistero della nostra salvezza, che è il Natale. Favorisce, inoltre, il discernimento su come tradurre tale mistero nel concreto, nel «qui e ora» della nostra esistenza individuale, nella trama di relazioni in cui siamo inseriti, e portare agli altri la luce del Verbo incarnato e la speranza che ne deriva.