In: La Civiltà Cattolica n. 3826
Psicoterapia e ricerca. Dalla teoria alla clinica, a cura di Maria Luisa De Luca,
Roma, LAS, 2009
Per far parte del mondo scientifico, la psicoterapia deve necessariamente avere un solido rapporto con la ricerca. Ma questa affermazione, accettata dai più, si scontra poi con una serie di difficoltà concrete, che ostacolano il rapporto tra pratica psicoterapeutica e ricerca scientifica. È questo il nucleo portante del testo curato dall’A., psicoterapeuta e docente di Psicopatologia presso l’Università Pontificia Salesiana.
La prima parte del lavoro si occupa delle basi teoriche della ricerca scientifica in psicoterapia. Considera gli aspetti epistemologici e metodologici del rapporto tra psicoterapia e ricerca e affronta il tema centrale dell’alleanza terapeutica. I clinici vengono invitati a fare ricerca, sottolineando le somiglianze tra le attività dello psicoterapeuta e del ricercatore, proponendo come ambito comune lo studio del caso singolo e immaginando il terapeuta come «scienziato locale».
La seconda parte del volume affronta il tema della ricerca nella pratica psicoterapeutica. In particolare, utilizzando il modello teorico degli Stati dell’Io, elaborato da P. Scilligo sulla base del sistema SASB (Structural Analysis of Social Behavior) di L. S. Benjamin, lo applica allo studio dell’alleanza terapeutica. Si può comprendere, così, la correlazione tra Stati dell’Io del terapeuta, vale a dire il suo livello si sviluppo psicologico, e il cambiamento del cliente. A tal fine vengono proposti casi clinici concreti che incarnano la teoria. Particolare attenzione viene riservata all’intervento terapeutico di tipo regressivo, collocato all’interno dell’Analisi Transazionale, e all’analisi strutturale del comportamento interpersonale. Non mancano riferimenti al lavoro di gruppo, soprattutto al «Gruppo di parenting», e a tecniche di intervento terapeutico quali la «Rigenitorizzazione» e la «Genitorizzazione» in relazione all’Analisi Transazionale.
Anche se il titolo è più generale, il testo si muove nell’ambito di un inquadramento teorico preciso, quello dell’Analisi Transazionale. Questa scelta, forse, potrebbe limitare il suo interesse solo a quanti si riconoscono in tale ambito teorico e terapeutico, che più direttamente potranno beneficiarne. Nonostante questa necessaria delimitazione, il testo è comunque importante nell’ottica più estesa che vorrebbe indurre i terapeuti ad occuparsi di ricerca e a fare loro stessi ricerca.
Con riferimento a tale obiettivo di indubbia importanza, che dovrebbe interessare tutte le scuole di psicoterapia, occorre tener presenti anche i contributi provenienti da altri orientamenti teorici, come quelli in atto nella terapia cognitiva, con particolare riferimento alla relazione terapeuta-paziente. In ogni caso il testo è certamente utile per riproporre la questione del rapporto tra psicoterapia e ricerca. Il problema è che tale dibattito rischia di rimanere relegato sempre e soltanto negli ambiti accademici e in qualche piccola isola di ricerca, senza riuscire effettivamente a raggiungere e provocare prima i formatori e poi la base degli psicoterapeuti.
Anche per scongiurare tale rischio, si raccomanda il volume a coloro che si occupano della formazione degli psicoterapeuti, a qualunque scuola facciano riferimento, quindi non solo al ristretto ambito dell’Analisi Transazionale.