PER CREDERE E' NECESSARIO ASCOLTARE...
PER CREDERE E' NECESSARIO ASCOLTARE...
Per credere è necessario ascoltare. L’ascolto di cui parla il Vangelo però è evidentemente diverso da quello che intendiamo noi, perché è possibile leggere la Parola, anche ogni giorno, senza farsi cambiare e addirittura senza essere credenti, quindi senza lasciarsi coinvolgere, analizzando il testo da un punto di vista puramente razionale-letterario. Si tratta di un tipo di lettura che, per così dire, conduce informazioni esclusivamente dagli occhi alla mente e, pertanto, non ci porta molto lontano. L’ascolto invece di cui parla il Vangelo coinvolge un ambito ben più ampio e riguarda una dimensione assai più profonda della nostra semplice ragione, riguarda cioè il cuore. In altre parole, non si tratta di “capire”, ma di “sentire”. Ci sono molti aspetti della nostra vita, infatti, che non riusciamo a spiegare razionalmente, ma che sentiamo profondamente come veri. Anzi, oserei dire che gli aspetti più importanti, le verità più grandi sono quelle che sentiamo, non tanto quelle che capiamo. Perciò, con un’immagine, descriverei la fede come quella esperienza che si prova quando ci rendiamo conto che dentro una stanza ci sono dei fiori, anche se non li vediamo, perché ne sentiamo il profumo. Infatti la fede, come l’amore, è possibile descriverlo scientificamente come una serie di reazioni chimiche che si verificano in qualche zona del nostro organo cerebrale, tuttavia una simile descrizione non riesce a spiegare cosa sia veramente l’amore. Spiega forse come si manifesta a livello fisico, ma non ne spiega la ragione e il senso profondo. Per esempio, non è possibile spiegare scientificamente il comportamento dei Santi, che offrono la loro stessa vita per amore e per gli altri.
Si tratta infatti di un comportamento non “naturale”, perché ogni essere vivente tende alla propria sopravvivenza o alla conservazione della specie. Si tratta, quindi, di un comportamento anomalo, cioè non comprensibile razionalmente. E anche se guardiamo a noi stessi ci rendiamo subito conto che l’uomo non è fatto solo per soddisfare i propri bisogni primari, aspira sempre per sua natura a qualcosa di più alto, è alla continua ricerca di senso ed, anche nelle migliori condizioni di vita, sperimenta sempre una continua insoddisfazione, perchè l’uomo in sé non si basta. Forse perché è stato creato per qualcosa di più grande? Evidentemente, di fronte a queste considerazioni la spiegazione scientifica dell’uomo come animale evoluto non è sufficiente per spiegare l’uomo e il suo comportamento. E non è neppure sufficiente per dissetare la sete dell’uomo. La scienza risponde alla domanda “come?”, ma di certo non alla domanda “perché?”, che intrinseca in ogni dettaglio della nostra vita. La scienza perciò arriva fino a un certo punto. Per vedere oltre gli “occhi della mente”, ci servono, per così dire, gli “occhi del cuore”, che Dio stesso ci ha dato. Pertanto, credo si possa sostenere, tornando all’affermazione iniziale, che per credere è necessario ascoltare, ma anche che, per ascoltare, è necessario credere. Ѐ necessaria, cioè, una predisposizione del cuore, l’umiltà di chi si lascia guidare, di chi si fida più di Dio che di se stesso, di chi sa ascoltare oltre i propri pensieri e sentire i bisogni più profondi che esistono dentro di sè. Solo chi si accosta al Vangelo, per mezzo della fede, si lascia veramente cambiare, provocare e istruire da esso, perché, la fede è la chiave che apre la porta, che conduce al cuore di Dio. In un altro passo del Vangelo Gesù dirà “io sono la porta”. Cioè, Gesù è Dio stesso e, allo stesso tempo, è la porta che conduce a Dio-Padre. Tuttavia, non è possibile farsi condurre da Gesù senza la fede ed essa, a sua volta, è una Grazia, un dono gratuito di Dio.
Nostro compito è tenerla sempre viva, perché, come una fiamma, se non viene continuamente alimentata, si spegne, così accade per la fede. Anzi, aggiungerei che se non viene continuamente accresciuta e approfondita, si estingue. Anche la fede, infatti, come tutto nella nostra vita, è in continua evoluzione, in movimento costante e se non cresce, è destinata a ridursi fino a morire. I sacramenti, la preghiera, la Parola e la vicinanza a Dio sono gli strumenti che abbiamo per accrescerla e mantenerla accesa. Perciò non stanchiamoci di rivolgerci a Dio, con le parole di un altro passo del Vangelo: “Signore, io credo, ma tu aumenta la mia fede”.