Ricordo di padre Gaspare Perino Pag. 3 Cardone Felice
La “Unione Sportiva Balangerese” Pag. 35 Bo Cesarina
Il Castello di Balangero: ultimo atto Pag. 41 Cardone Mario
Dei medici e dei farmacisti Pag. 61 Bo Enrico
Mi ricordo... Pag. 72 Antonelli Silvano
I confini contesi. Balangero contro Coassolo e Lanzo:
vicende secolari per la definizione dei confini Pag. 75 Colombatto Giancarlo
Da "Dei medici e dei farmacisti"
di
Enrico Bo
Per raccontare la storia più o meno recente di un paese, si deve focalizzare l'attenzione sul contesto sociale dei vari periodi. Subito ci si rende conto, come già accaduto in occasione di altre ricerche, che anche per la storia più vicina a noi nel tempo sono difficili da recuperare dati obiettivi per ricostruire vicende, personaggi, situazioni familiari o di paese. Piccole variazioni di comportamento sociale, esempio ne sia la trasmissione verbale dei fatti, rischiano di far dimenticare velocemente una parte del passato.
Quanto segue è stato proprio scritto per non dimenticare...
Si diceva un tempo che in un paese le figure che contano sono il parroco, il medico e il farmacista.
Dei parroci ne aveva già parlato Don Giuseppe Fassero nel suo libro "1792 ieri 1992 oggi", ma dei medici e dei farmacisti?
Quelle persone che piano piano sapevano conquistare la fiducia dei balangeresi, che sovente arrivavano da lontano e che, per un tempo più o meno lungo, si stabilivano in quel paesino della provincia di Torino, fino a quel momento a loro sconosciuto.
Nei loro studi un po’ spartani o al domicilio, si trovavano di fronte a pazienti che sgranavano le storie dei loro piccoli o grandi mali, confidavano le loro angosce, facevano scorgere gli abissi della sofferenza, il più delle volte non solo fisica. E il medico ascoltava con infinita calma, smisurata pazienza, in silenzio. Ascoltava e poi visitava, una visita accurata in cui affondava le mani nel cuore del cupo dolore, per uscirne ogni volta più stremato e più umano, facendosi carico di tutte quelle sofferenze che tentava di alleviare. [...]
Da "I confini contesi. Balangero contro Coassolo e Lanzo: vicende secolari per la definizione dei confini"
di
Giancarlo Colombatto
Le lotte nel Medioevo videro Balangero affrontarsi più volte contro Lanzo durante le guerre di potere tra i Principi d'Acaia e i Marchesi del Monferrato, non terminarono con l'annessione di entrambi i territori al ducato sabaudo, ma continuarono, con alterne vicende, fino alla prima metà dell'800 sotto forma di liti giudiziali per la definizione dei confini tra le due Comunità.
Le prime liti per definire i confini tra i comuni iniziarono il 22 gennaio 1341 con la permuta tra l'Abbazia di San Mauro ed il conte Aimone di Savoia, dove l'abate di San mauro cedeva ai Savoia i terreni denominati Margoni, tenuti allora in affitto da uomini sia di Lanzo che di Balangero.
Il 1° settembre 1392 venne promulgata la prima sentenza che stabiliva il confine tra le Comunità di Balangero da una parte e Lanzo e Coassolo dall'altra in corrispondenza del percorso del rio Banna.
Purtroppo questa sentenza non placò per nulla gli animi bellicosi delle due comunità, anzi da allora iniziò una diatriba secolare su quale, tra tutti i rivi che scendevano dalla montagna, fosse il rio Banna. [...]