Il Circolo di promozione culturale La Pianca di Balangero nasce ufficialmente il 9 febbraio 2009, anche se era già attivo da circa un anno. Soci fondatori: Silvano Antonelli, Mauro Barra, Cesarina Bo, Enrico Bo e Felice Cardone.
La scelta del nome non è stata facile.
Siamo partiti dalla considerazione che lo scopo principale del circolo doveva essere quello di promuovere la cultura, cioè di gettare ponti in modo da permettere al maggior numero possibile di persone di avvicinarla.
Così ci sono venute alla mente le pianche di antica memoria, quegli attraversamenti agili e volanti costruiti sui corsi d’acqua o, pensando al nostro paese, sulle strade quando, per la buria, si trasformavano in torrenti ed erano semplici assi gettate da una perriera all’altra.
Lo spirito che ci anima è stato ben colto da Alberto Morella nell'Elogio che ha voluto dedicare alla nostra neonata associazione:
Una pianca è fragile e leggera,
può essere allestita in poco tempo
ed è subito a disposizione di tutti.
Risponde a una esigenza,
a una domanda,
quando serve è lì,
pronta a traghettarti altrove
con semplicità.
Non ha la pretenziosità sussiegosa di un ponte,
che ostenta sicurezza
e sa di dover resistere e durare.
La pianca è utile,
a volte indispensabile,
nella sua antica e pur attualissima precarietà.
Sa che una qualunque piena
la può spazzare via, ma non se ne duole
e accetta con serenità
il suo destino che dipende dagli eventi.
Si sa adattare, ma è anche caparbia
e non si arrende facilmente.
“Se poi proprio dovesse andar male
ci va poco a ricominciare,
appena un po’ più in là.”
Intanto si diverte,
ondeggiando e tremolando,
ad impaurire i malcapitati,
ma è solo un gioco innocente
con una piccola morale:
qualche rischio bisogna pur correrlo
se si vuole sorridere dalla nuova sponda
appena conquistata.