Da allora, la storia religiosa di Roma è strettamente congiunta con quella del Lazio, con la sua fioritura di opere e di santità, come dimostrano le superbe testimonianze dei celebri monasteri, delle basiliche, dei santuari di ogni età, che costellano la regione, e come ricordano le figure dei grandi santi, che qui stamparono orma indelebile del loro genio e della loro vocazione, sia che appartengano al Lazio o sia che quivi abbiano fatto prolungati soggiorni: e vengono alla mente i nomi dei martiri numerosi, dei quali sarebbe troppo lungo intessere l’elenco; e i ricordi di Agostino e di Monica nel colloquio di Ostia, allo scolorare di un tramonto estatico e indimenticabile; e Benedetto e Scolastica, a Subiaco e a Montecassino; e Francesco nei verdi recessi solitari della Valle Reatina; e poi Bonaventura da Bagnoregio, e poi Tommaso, che ad Aquino ebbe i natali, a Fossanova la morte, e poi Rosa da Viterbo; e più vicini a noi, testimoni di una linfa spirituale perenne, Giacinta Marescotti, Carlo da Sezze, Tommaso da Cori, Giuseppe da Leonessa, Felice da Cantalice, Paolo della Croce, e altri e altri ancora.