Tre parole dicono tutto e riassumono la grande Regola, che Papa Innocenzo approvò: « Paupertas; oboedientia; caritas ».
I due illustratori più attendibili e più devoti, Tommaso da Celano e Santo Bonaventura, per quel che ci hanno riferito di S. Francesco e degli inizi dell'opera sua, hanno offerto al mondo il manuale più perfetto di vita religiosa, eletta e santa, e la forma veramente magistrale per ottenere dallo sforzo collettivo di tutti i figli di S. Francesco successi consolantissimi di rinnovamento religioso e sociale.
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Osservammo nella Nostra età giovanile un'antica pittura, distesa su tutta una parete di una splendida chiesa del secolo XIV. Il dipinto si chiama albero di S. Bonaventura: con frati che salgono con semplicità sui rami robusti : altri ardimentosi e impetuosi, che precipitano miseramente. Spesso l'inganno succede alla ambizione segreta e alla spavalderia. L'autore della « Imitazione di Cristo » procede imperterrito: « Sovente si domanda che cosa un uomo ha compiuto: ma non si ha cura di cercare con quale spirito di obbedienza abbia proceduto nel suo sforzo. Si preferisce cercare se sia potente, ricco, bello, abile, scrittore sapiente, cantore piacevole, oratore vivace, lavoratore instancabile, ma non si chiede se abbia spirito di obbedienza, di povertà; se sia dolce, pio, interiore. La natura inganna sovente: lo spirito obbediente canta sempre vittoria »
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S. Bonaventura nella sua « Legenda maior et Legenda minor », consacra pagine commoventi alla preparazione di questa regola di apostolato missionario su vasta scala, che doveva segnare la trama del lavoro conquistatore di anime innumeri, quale si sarebbe svolto nel corso di oltre sette secoli, per la diffusa conoscenza, per il trionfo del nome, dell'amore, del regno tutto spirituale di Gesù Crocifisso, Salvatore del mondo.