Come ricordo di questo incontro, tanto gradito, amiamo trasmettere a ciascuno di voi, e a quanti verranno dopo di voi, il monito del Libro dei Proverbi: Fili mi, custodi sermones meos, et praecepta mea reconde tibi. Fili, serva mandata mea, et vives, et legem meam quasi pupillam oculi tui.
Figlio mio, custodisci le mie parole e conserva dentro di te i miei precetti. Osservali e vivrai; e la mia istruzione come la pupilla dei tuoi occhi [Prov. 7,1-2 ].
Poco profitto può venire al giovane studente che, conchiuso il curriculum studiorum, conchiuso magari brillantemente, ben orientato nelle discipline umanistiche e scientifiche, sia privo dei fondamenti essenziali del vivere. E cioè: la fede in Dio, la pratica religiosa e cattolica anche esterna, la disciplina del carattere, l'amore del prossimo.
L'esperienza insegna, cari figliuoli. Ove vien meno il fervore della vita cristiana, manca quanto è più prezioso, confortevole e bello nella vita di quaggiù.
Senza questa guida, l'uomo brancola in un bosco senza via di uscita.
Continua il testo sacro dei Proverbi: Melior est enim sapientia cunctis pretiosissimis, et omne desiderabile ei non potest comparari. — La sapienza vale più delle perle preziose, e tutti i tesori non la eguagliano [Prov. 8,2 ].
S. Bonaventura dice bene: Scopo finale di ogni scienza è di provare quanto ragionevole sia la fede; è di dare gloria al Creatore e solido fondamento alla legge morale [De reductione artium ad Theolog. n. 26 ]. Il che significa che l'uomo sapiente è in pari tempo uomo di fede. Chi obbedisce alla legge di Dio e tutto volge alla sua gloria rende testimonianza alla parola biblica: Initium sapientiae timor Domini.
Diletti figli! Posti su questo sentiero, proseguite con decisione, con coraggio e con amore. Non vi mancheranno le celesti grazie per saper perseverare e le terrestri consolazioni per meglio corrispondere alla vocazione propria di ciascuno.