In seguito al terremoto del 1695 la sua casa aveva sofferto. Soggetta alla corrosione per essere edificata sopra un terreno tufoso e molle, non fu risparmiata dalla rovina come scriveva il vescovo nella sua relazione del 1700, tuttavia ancora restava in piedi quasi miracolosamente, e la si poteva vedere e visitare trasformata in chiesa decentemente ornata come affermava il vescovo nella sua visita " Ad Limina " del 1725.
La casa ancora miracolosamente si conserva, quando un altro terremoto del 1764 fece crollare tanti parte della Civita. Di questo tempio di San Bonaventura rimanevano ancora nel 1842 due pareti e, quattro anni più tardi, nel 1846, le pietre residuali della chiesa saranno trasportate processionalmente dal popolo delle due contrade, per costruire con esse, su iniziativa del Vescovo Ferrini, O.F.M.Conv un sacello dedicato al santo nella nuova chiesa di "San Francesco". In seguito al disastro subìto dalla chiesa che dovette essere chiusa al culto fu costruito un Oratorio nel chiostro e fu chiesta ed ottenuta la facoltà di poter soddisfare nei due suoi altari tutti gli obblighi e di potervi trasferire anche l'altare privilegiato.