A grandi linee:
Maestosa cima, una delle piu' alte di tutto il gruppo raggiungibile senza particolari difficolta'. Essa e' in realta' l'anticima del Cevedale, di soli 12 metri piu' bassa ma la sua particolarita' e' che non richiede specifiche capacita' su ghiaccio in quanto il sentiero si svolge quasi interamente in cresta. Da non sottovalutare assolutamente e' l'altitudine: superati i 3500 metri le prestazioni calano ed oltre i 3700 dovrete dosare ogni movimento. Ascensione assolutamente da provare, spazi enormi ed immensi silenzi vi aspettano soprattutto se fatto in giorni feriali ed in solitaria come ho fatto io. PERNOTTAMENTO CONSIGLIATO AL RIFUGIO LARCHER
Difficolta':
Sebbene viene valutato dalle guide ufficiali EE, certi tratti richiedono piede fermo e sapersi districare tra selvaggi sfasciumi lungo la cresta in quasi totale assenza di traccia. La mia valutazione: EEA (escursionsti esperti alpinistico).
Tempi:
PERNOTTAMENTO CONSIGLIATO
Dal Rifugio Larcher: 3 ore e 50 minuti che possono variare a seconda dell'allenamento
Dislivello:
Dal Rifugio Larcher: 1100 metri
Come raggiungerlo:
Dall'uscita Trento Nord dell'A22, seguite in direzione della Val di Non, Val di Sole. Dopo Cles, seguite per Val di Sole, Passo del Tonale; seguite per Peio ed arrivati a Cogolo prendete per Malga Mare. Una comoda stradina molto suggestiva vi portera' dunque al parcheggio della centrale elettrica poco sotto la Malga a 1972 metri
Descrizione:
1 giorno: Lasciate il parcheggio proseguendo per l'evidente mulattiera che, dopo alcune curve, diventera' sentiero all'altezza di Malga Mare. Si sale quindi nel bosco di conifere non fitto che vi permettera' di scorgere quasi da subito l'imponente massa ed il ghiacciaio del Vioz. Dopo qualche tornante si esce nei prati solcati da vari ruscelli provenienti dai bacini lacustri e dai ghiacciai superiori. Con qualche suggestivo ponticello vi risparmierete di guadare tali rivoli e comincerete quindi a risalire il prato sopraggiungendo nell'immenso ed antico bacino glaciale dove in lontanza scorgerete il Rifugio Larcher e le cime sovrastanti. Ignorate la via che sale al bacino del Careser e seguite l'evidente sentiero che intaglia il pendio destro della valle. Sempre con moderata pendenza e con alcuni tornanti finali arriverete al Rifugio Larcher (2607 metri).
2 giorno: sveglia presto, buona colazione e partenza. Il nostro sentiero parte proprio dalla piazzola antistante il rifugio con evidente indicazione per la Cima Cevedale. Si ridiscende di qualche decina di metri tenendo sempre il pendio destro della valle fino ad arrivare ad un bivio. Abbandonate la via dei ghiacciai che conduce verso la Vedretta de La Mare e seguite il sentiero a destra che risale a tornanti la conca poco al di sotto del sovrastante Passo della Forcola. Dopo alcuni minuti si rimonta una spalla rocciosa ed il sentiero si fa un poco piu' impervio fino al raggiungimento del suddetto Passo (3032 metri) dove il panorama si apre sulla vasta Vedretta della Forcola e sull'imponente cima dell'Ortles. Da qui comincia l'ascensione alla vetta percorrendo il lunghissimo crinale roccioso: la prima meta' della cresta la considero la piu' ostica in quanto la traccia tende spesso a scomparire ed, in alcuni punti, vi tocchera' arrampicare nel vero senso della parola, sebbene solo di qualche metro. Il problema sta nel fatto che a quanto pare, secondo alcune guide ufficiali, sarebbe piu' comodo percorrere il bordo del Ghiacciaio della Forcola, ma a mio avviso (e secondo le informazioni ricevute da altre guide) e consigliabile transitare in cresta in quanto il ghiacciaio e' parecchio crepacciato e marcio in alcuni punti. Quindi armatevi di pazienza e trovatevi la vostra via lungo questi sfasciumi spesso instabili ma mai esposti (ogni tanto rassicura la presenza di qualche "ometto"). Le difficolta' finiscono quando arriverete ad un ampio spazio marcato da un chiaro "ometto" di grosse dimensioni. Ora la traccia diventera' piu' evidente salendo dapprima lungo un paio di rampe non troppo impervie, poi seguendo il filo della cresta in un punto particolarmente pianeggiante quindi di nuovo lungo una rampa poco piu' aerea ed infine su una gobba larga e comdamente percorribile. Giungerete quindi all'unico tratto di ghiacciaio da percorrere: circa 40 metri completamente pianeggianti che renderanno ancora piu' pittoresca la salita (sono consigliati i ramponi in ogni caso per non rischiare). Arriverete quindi all'ultima faticosa rampa che vi portera' sulla cresta terminale: nonostante la fatica questo e' sicuramente il tratto piu' bello della salita ma da non sottovalutare in quanto il crinale si fara' piuttosto aereo in certi punti percorrendo anche qualche brevissima cornice di neve. Sono gli ultimi metri ormai e, superata qualche gradone di roccia con le mani arriverete sulla Cima Zufall a 3757 metri. Il panorama lascia senza fiato: si aprono davanti a voi le piu' alte cime del gruppo, Gran Zebru' e sua maesta' l'Ortles, alla vostra sinistra invece le imponenti vedrette e le cime del Vioz, del Palon de la Mare e della suggestiva Punta San Matteo. A sud la classica massa dolomitica del Gruppo di Brenta mentre piu' lontane ad est tutte le dolomiti orientali. Direttamente a fianco la bellissima ed aerea cresta nevosa che sale alla piu' alta Cima Cevedale (3769 metri) percorribile preferibilmente in cordata. Indimenticabile!!
ECCO LE FOTO DI QUESTA MERAVIGLIOSA ASCENSIONE
Come proseguire:
Da qui sarebbe possibile per chi non si trova in solitaria come me, la prosecuzione alla Cima Cevedale quindi la discesa per la via dei ghiacciai compiendo l'intero anello di questa imponente montagna. Io sono chiaramente ridisceso dalla stessa: fate attenzione al tratto di cresta poco prima del passo che vi rallentera' di parecchio il rientro.