A grandi linee:
Raggiungere la quota 3000 non è sempre una meta riservata ad alpinisti esperti. Nel gruppo Ortles-Cevedale molte cime superano questa quota, ma alcune di queste possono avere accessi comodi ed, allo stesso tempo, interessanti. E' il caso di questa cima, posta alla testata della Val di Solda, la quale regala sguardi unici e ravvicinati sulle grandi vette del comprensorio quali Cevedale, Gran Zebrù ed Ortles. La gita è accorciabile di parecchio usando la funivia, ma per godere appieno dell'ambiente naturale, la si può percorrere interamente a piedi.
Difficoltà:
EE escursionisti esperti (attenzione ai tratti di neve dopo le nevicate)
Tempi:
4 ore dal Solda, 2 ore dal Rifugio Città di Milano
Dislivello:
Usando la funivia 630 metri. Dal paese 1350 metri
Come raggiungerlo:
Da Merano seguire le indicazioni per la Val Venosta, quindi verso il Passo dello Stelvio. All'altezza di Gomagoi, girate a sinistra verso Solda e raggiungete la stazione della funivia in fondo alla valle.
Descrizione:
Dal parcheggio, prendete il sentiero 1 che percorre dapprima un bel tratto attraverso il bosco ma che presto risale sulla destra il pendio attraverso un lariceto, poi per prati congiungendosi dunque alla strada carrozzabile che porta alla stazione a monte della funivia. Si taglia sulla sinistra ancora per prati e qualche sfasciume, quindi, nell'ultimo tratto si ritorna sulla rotabile che sale piuttosto inclinata tra scuri pendii rocciosi girando attorno al costone che si rimonta in breve giungendo così al Rifugio Città di Milano (2581 metri).
Da qui, seguite la strada che termina in vista delle vedrette che scendono dalle cime di Solda, in corrispondenza di una costruzione. Ora, lungo i primi 100 metri, troviamo, sinistra, le indicazioni per la Stecknersteig, ovvero la via che sale alla nostra cima. Il primo tratto si svolge su un lungo pendio di sfasciumi che si stringe sempre di più fino a rimontare una spalla che diventa ben presto una cresta; un tratto pianeggiante ben segnato precede un impenno del crinale dove, seguendo vaghi segnali gialli, si risale faticosamente. Dopo questa tirata, la cresta si fa più aerea fino a stringersi particolarmente poco prima di arrivare alla paretina: spesso si può trovare della neve residua che può trasformare il crinale roccioso in una bella traversata un poco esposta (ramponi e piccozza nel caso). La parete si rimonta facilmente con delle comode cengette intagliate nella roccia, qualche corda non fissa può essere stata lasciata dalle guide per facilitare i tratti più esposti in caso di ghiaccio. Raggiungiamo dunque la cresta terminale, sulla quale svoltiamo verso destra passando facili tratti con quache nevaio o, nel caso di nevicate, qualche breve cornice (sempre ramponi e picca) ed infine con facili passi di arrampicata si perviene alla sommità della Punta Lago Gelato (3230 metri). Nonostante la facilità e la brevità dell'itinerario, la visione che ci si presenta è a dir poco spettacolare in quanto ci si affaccia sull'immenso ghiacciaio del Cevedale, quindi sul superbo profilo del trittico Gran Zebrù, Zebrù ed Ortles.
Come proseguire:
Volendo sconfinare, a proprio rischio, sul ghiacciaio di Solda, si scende al Passo Lago Gelato e si ritorna per la vedretta ricongiungendosi al sentiero che abbiamo abbandonato prima in prossimità della costruzione. Altra bella possibilità è la traversata completa al Rifugio Casati e la salita alla Cima Cevedale.