A grandi linee:
Trekking di ampio respiro dal sapore autunnale per via dei morbidi versanti effettuabili anche con neve. Nonostante il dislivello quasi insuperabile, questa escursione si ammorbidisce parecchio nella parte superiore fatta di alte cime dai profili quasi pianeggianti. Dal profondo della coloratissima Val di Rabbi, unica in autunno per via della sovrabbondanza di larici che dipingono i pendii, alle ariose lande del vallone innominato che sovrasta il Baito Campisol, quindi alle splendide e lunghe creste che dominano il Ghiacciaio del Careser fino alla stupenda Cima Rossa di Saent in vista delle meravigliose vette principali del gruppo dell'Ortles-Cevedale dove vi aspettano panorami incredibili.
Difficoltà:
EE escursionsti esperti
Tempi:
12 ore l'intero anello
Dislivello:
2070 metri
Come raggiungerlo:
Da Trento seguire per la Val di Non, Val di Sole: dopo Cles, si prosegue per Val di Sole, quindi, poco prima di Malè, si svolta in Val di Rabbi fino al parcheggio del Coler (1386 metri)
Descrizione:
Dal parcheggio si percorre la comoda strada che porta fino alla Malga Stablasolo, quindi, poco più in là, si stacca il sentiero che risale il versante destro con numerosi tornanti dove troviamo anche qualche fonte dove attingere acqua. Una volta giunti alla casa forestale, si prende il segnavia che sale a sinistra verso il Baito Campisol: la traccia si fa più impervia e sale di parecchio in mezzo ai larici con tante svolte fino al suddetto baito che si erge su di un ridente pulpito in vista della splendida Val di Rabbi (2150 metri). Da qui percorrete il sentiero che gira a sinistra per pochi metri fino a trovare una vaga traccia che risale il vallone sovrastante: con stretti passaggi tra qualche paretina si esce quindi all'imboccatura dell'enorme vallata del Campisol. Sempre seguendo il sentierino, segnato con ometti, si perviene al Baito Campisol Alto (2433 metri). Ora bisogna più o meno inventarsi la strada: cerchiamo di puntare alla lontana cresta sulla destra che discende da Cima Careser e che delimita l'anfiteatro a nord. Con vari sospiri su ghiaioni casuali, si giunge quindi sul crinale, dove ritroviamo gli ometti: seguiteli per tutto il percorso della cresta fino a giungere finalmente in vetta alla Cima Careser (3180 metri). Ci si gode il bellissimo panorama sulla vedretta omonima e sulle lontane cime della Val di Pejo, Vioz, Palon e Cevedale, quindi riprendiamo la marcia verso nord in direzione di Cima Mezzena che la si può comodamente saltare passando sul fianco sinistro poco sopra il ghiacciaio, quindi raggiungiamo la Bocchetta di Saent Nord (3119 metri): tutto il percorso sul crinale è abbastanza facile, molto suggestivo se percorso su una bella neve autunnale. Da qui la cresta si impenna un pò fino a raggiungere delle roccette un attimo imperve dove si dovranno usare un pò le mani, dopdichè rimane la pendenza ma il terreno è solo franoso: brevemente, con un ultimo sforzo, si giunge alla seplendida Cima Rossa di Saent (3347 metri) da dove la vista spazia enormemente su Cime Venezie, Ortles, Gran Zebrù, Cime Sternai, Palla Bianca, Similaun, Brenta e Presanella.
Torniamo quindi sui nostri passi oltre alla Cima Mezzena dove troviamo la Bocchetta di Saent Sud (3121 metri): da qui scendiamo in direzione del Rifugio Dorigoni. Inizialmente la dorsale è comoda e facile, ma, giunti ad una spalla, la traccia discende scoscesa sul versante nord: è doveroso prestare attenzione a questo tratto davvero impervio e un poco esposto dove possono tornare utili ramponi e piccozza. Si percorre quindi il pendio ombroso cercando di seguire alla buona gli ometti (la salita da questo versante è ben descritta QUI). Giunti finalmente al Dorigoni, imbocchiamo la via del fondovalle che, lungamente, ci porta fino alla Parcheggio del Coler, chiudendo così questo enorme anello.