A grandi linee:
Baluardo settentrionale delle Maddalene, il Monte Luco è una grande e maestosa "collina" che si innalza possente completamente distaccata dal gruppo: essa divide le rigogliose zone boscose di Proves dal Passo Palade e domina tutta l'immensa Val di Non, essendo esattamente alla testata di quest'ultima. Per quanto possa sembrara una variopinta cupola erbosa, il Luco è una montagna da non sottovalutare: i suoi fianchi sono scoscesi, i sentieri ne tagliano il profilo in maniera piuttosto decisa e, se la neve li ricopre, diventa una salita di tutto rispetto. Per poter apprezzare al meglio questo splendido territorio, il periodo migliore è quello autunnale, quando ancora il bianco manto è sottile e lascia trasparire le gialle lande che contraddistinguono le Maddalene.
Difficoltà:
EE escursionsti esperti
Tempi:
3 ore la salita, 3 ore la discesa dalla cresta Sud
Dislivello:
750 metri (qualche saliscendi)
Come raggiungerlo:
Da Trento seguire per Cles/Val di Non quindi, appena dopo Cles, prendere la strada che scende a destra verso Cagnò/Revò. Si prosegue per Lauregno/Proves e si parcheggia al tunnel prima di entrare in Val d'Ultimo (1680 metri).
Descrizione:
Si segue il facile sentiero che sale al di sopra del tunnel, quindi la traccia prosegue nel bosco fino alla bella ed ampia spianata del Passo Castrin (1785 metri). Si prende per la Malga Castrin seguendo la comoda mulattiera ed in breve si giunge a tal malga (1813 metri): le indicazioni portano sopra alla costruzione ed il sentiero continua nel bosco. Una prima rampa bella scoscesa ci separa da una piccola radura; subito dopo si percorre un altro tratto parecchio impervio nella vegetazione e si esce quindi in una fascia meno boscosa. Superato un dosso, si perviene sulla morbidissima dorsale ovest, piena di saliscendi dove può essere facile perdere la direzione in caso di nebbia. Si continua per belle spianate fino al bivio col sentiero che sale dalla Val d'Ultimo: da qui prende forma la cresta del Luco. Si inizia a tagliare con secchi zig-zag il pendio sempre più erto, composto da sfasciumi fini ed erba fino ad un traverso che può risultare pericoloso con ghiaccio: consiglio piuttosto (in caso di neve) di proseguire sempre dritti verso la dorsale che la si raggiunge con un'ultima tirata. Senza più grossi problemi, continuiamo sulla facile cresta fino alla croce del Monte Luco (2434 metri), dove la vista spazia in ogni direzione: spicca subito l'enorme mole dell'Orecchia di Lepre, poi il gruppo di Tessa a Nord, mentre ad Est tutte le Dolomiti ed a sud il Brenta e la Presanella.
Cominciamo la discesa sulla cresta sud che risulta piuttosto facile ed intuitiva: solo un breve punto dove il sentiero cala verso destra per superare un salto roccioso del crinale può creare problemi. Esso è costituito da un traverso che può essere pericoloso in caso di neve e da una scaletta attrezzata però con una grossa corda. Superata la difficoltà, la landa si fa sempre più dolce ed ampia fino al bivio non molto chiaro col sentiero 133: se c'è neve, noterete invece i paletti che fanno intuire la discesa ed il ritorno verso il crinale ovest. Si percorre dunque tutto il traversone, incontrando numerosi solchi di torrenti che potrebbero dare qualche problema di superamento per mancanza di passerelle. Si passa davanti al Baito del Batista, un incantevole ricovero che sfrutta un'anfratto di roccia come parete posteriore e richiuso con dei muri nella parte anteriore, quindi, in breve, si ritorna alla facile e panoramica cresta ovest, che ripercorriamo a ritroso verso il Passo e la Malga Castrin, chiudendo così questa splendida escursione.