A grandi linee:
Salita ad una bellissima pala innevata, alternativa alla classica Cima Vegaia: vario e panoramico, l'itinerario si sviluppa sui soleggiati versanti sud della Val di Sole, sopra la bella frazione di Ortisè, paesino dimenticato e suggestivo. Nonostante da sotto possa sembrare una montagna docile e morbida, una volta al cospetto dei suoi pendii si rimane impressionati dalla grandezza e dalla ripidezza della pala sommitale: di fatto, a nord nasconde un orrido e scosceso abisso sulla Val di Cercen e la sua salita richiede molta prudenza per le grosse cornici che si formano su quel lato. Quindi non sottovalutatela, rispettatela e, al termine, la soddisfazione arriverà al culmine.
Difficoltà:
MS/BS per lo scosceso pendio finale.
Tempi:
4 ore la salita
Dislivello:
1250 metri
Come raggiungerlo:
poco prima di Pellizzano, si seguono le indicazioni per Ortisè. Dopo qualche chilometro di strada tortuosa, si raggiunge la frazione e la si supera proseguendo su sterrato fino dove possibile (max 1700 metri circa).
Descrizione:
Da dove sono partito io (q. 1608 metri), si prende la mulattiera in direzione di Malga Pozze che taglia il pendio boscoso per un buon tratto fino a ricongiungersi alla sovrastante strada. Ripresa la rotabile (innevata) si risale costantemente e, superato il torrente, si sale per tornanti (tagliando dove possibile) fino ad un ricovero in corrispondenza di una radura. Si riprenda la salita appena dietro con uno strappo più ripido raggiungendo così gli ampi pendii dove ha sede la Malga Pozze, raggiungibile facilmente in poco tempo (2237 metri). Si continua per i facili pendii retrostanti e si attacca l'evidente avvallamento incavato nella larghissima spalla del Monte Le Pozze, ben visibile dall'alpeggio. I primi strappi sono abbastanza facili e comodi, ma dopo un pò i risalti diventano ripidi e si deve tagliare il versante scegliendo al meglio il percorso. Un ultimo tiro, ci separa da quella che da sotto sembrava una facile dorsale: l'apparenza inganna in quanto ci troviamo sul filo di una cresta piana ma scoscesa e con grandi cornici verso nord. Cerchiamo di tenerci a debita distanza e qui, per i più inesperti, è meglio togliere gli sci e proseguire con la picca (se in presenza di ghiaccio). Passata la parte di cresta pianeggiante, si attacca direttamente la ripida pala sommitale stando attenti sempre al versante di Cercen, dove l'abisso regna incontrastato. Con una bella ma breve faticata, raggiungiamo la sommita del Monte Le Pozze a 2824 metri. Il panorama ora si apre completamente: spicca la vicina ed estetica Cima Vegaia, quindi le imponenti cime Vioz, Palon e Cevedale; più a nord le cime di Rabbi, con in testa Sternai e Gioveretto e lontane, ad est, le Dolomiti; la visione sicuramente più affascinante è però verso sud, sulla temibile parete Nord della Presanella che si staglia in tutto il suo cupo splendore.
La discesa si effettua per il versante di salita.