A grandi linee:
Favolosa escursione su una delle più panoramiche vette della Val di Rabbi, in quanto tecnicamente molto semplice, quindi percorribile anche in bassa stagione con neve. Lungo il sentiero scopriremo la meravigliosa vallata che ospita una miriade di laghetti d'alta quota, un luogo di assoluto silenzio e colori fantastici. Inoltre è possibile compiere un intero anello che allunga di parecchio l'escursione ma che vi farà conoscere tutti i segreti di questa montagna che rappresente il balcone perfetto dove la vista spazia sulle alte cime della Val di Saent e sui più lontani giganti del Cevedale
Difficoltà:
E escursionistico (con la neve la difficoltà rimane uguale nonostante l'impegno fisico salga di parecchio)
Tempi:
2 ore e un quarto fino al Rifugio Lago Corvo, quindi altre 2 ore per la vetta (3 ore con neve abbondante) ed altre 2 ore per il ritorno. L'intero anello comporta almeno 6 ore e 30 di camminata.
Dislivello:
1500 dal parcheggio di Cavallar
Come raggiungerlo:
Da Trento Nord seguite per la Val di Non. Dopo Cles prendete le indicazioni per la Val di Sole quindi dopo Terzolas, entrate in Val di Rabbi. Arrivati a Rabbi seguite per Cavallar e si arriva al parcheggio.
Descrizione:
Dal parcheggio di Cavallar seguite l'evidente sentiero che sale nel bosco tagliando i numerosi tornanti della strada forestale fino alla Malga Cespedè Bassa a 1835 metri. Si percorre quindi per un breve tratto lo stradina e la si abbandona più o meno al centro della vallata. Da qui si prosegue in mezzo ai larici in costante ma leggera salita fino ad incrociare un'altra mulattiera che si abbandona subito tenendo la destra orografica della valle. Arrivati ad un ponticello sul fiume si può salire per il pendio oppure, su di una traccia non segnata ma evidente, ci si tiene vicino al ruscello sempre in costante salita fino a ritrovare il sentiero più in quota. Man mano che si avanza, la vegetazione diventa più sparuta e le roccie lasciano posto ai cespugli e si raggiunge quindi il Rifugio Lago Corvo alla testata della valle (2425 metri). Da qui, la via prende una decisa piega verso ovest salendo in maniera dolce passando dapprima accanto al suddetto Lago Corvo, poi, superando alcune balze erbose, si passa vicino ad un altro splendido specchio d'acqua dalla forma molto caratteristica. Si sale nuovamente in costa sulla sinsitra e ci si trova su una bella spianata in falso piano che porta direttamente ad un'altra rampa un pò faticosa, anticamera della conca al di sotto della cima. In estate il sentiero continua al centro puntanto direttamento allo scosceso pendio sotto la cresta; in inverno è preferibile portarsi in costa sulla sinistra seguendo gli intuitivi sbalzi meno arditi e poi, tagliando il pendio, si raggiunge la cresta. La cima è ormai a portata di mano: prima un bel tratto pianeggiante e poi un'ultima tirata sullo stretto crinale ci portano sulla vetta del Collecchio a 2957 metri. Il panorama è bellissimo e spazia a 360 gradi: subito a nord le cime Sternai e Gioveretto svettano imponenti mentre ad ovest le appuntite vette che circondano il ghiacciaio del Careser delle quali balza all'occhio la Cima Rossa di Saent; alle loro spalle i tre giganti Vioz, Palon de la Mare e Cevedale; a sud, in controluce, le possenti sagome delle Dolomiti di Brenta, Presanella ed Adamello. Ad est, a perdita d'occhio, il Lagorai, le Dolomiti Orientali e il Gran Pilastro. La cima gemella, di pochi metri più bassa, ospita la croce ed il libro di vetta.
Da qui cominciate a discendere lungo l'ampia cresta fino a raggiungere il Giogo Nero (2822 metri) quindi seguite le vaghe traccie che scendono in direzione del Rifugio Dorigoni; percorretele per 10 minuti, dopodichè scendete in maniera libera per le balze erbose in modo da ricongiungervi col sentiero 130 che collega il Rifugo con la Malga Terzolasa (fate molta attenzione quando incrociate il sentiero in quanto, nel caso lo saltaste, perderete troppa quota scendendo direttamente verso il Prà di Saent in fondovalle). Si inizia quindi la lunga traversata che taglia tutto lo scosceso versante sud ovest del Collecchio, quindi, senza rendervene troppo conto, si comincierà a perdere quota. I primi cespugli, poi qualche albero ed infine nel bosco: state scendendo verso la Malga Terzolasa (1850 metri). Giunti qui, seguite la stradina sterrata che discende nel bosco sempre più fitto fino ad arrivare al Parcheggio di Cavallar, chiudendo così l'intero anello del Collecchio.