A grandi linee:
Splendido percorso ad anello che ci portera' ai piedi del gruppo principale. La Cima Marinelli e' un fantastico punto panoramico dal quale potremo ammirare tutta la vastita' e la verticalita' del Pizzo Bernina e dei suoi contrafforti quali Scerscen, Roseg e Zupo'. Il sentiero si sviluppa anche su ghiacciaio quindi sono vivamente consigliati i ramponi, benche' la parte in questione e' piuttosto pianeggiante e non crepacciata.
Difficolta':
EEA (alpinistico)
Tempi:
8-9 ore
Dislivello:
1248 metri
Come arrivare:
Dalla statale della Valtellina, arrivati a Sondrio, seguite le indicazioni per la Val Malenco. Arrivati all'altezza di Chiesa in Val Malenco, girate a destra per Lanzada e proseguite per una lunga strada che diventa sempre piu' impervia fino alla localita' Campomoro, all'altezza della diga dove si parcheggia.
Descrizione:
Seguite l'evidente stradina che costeggia a destra il Lago di Campomoro fino a raggiungere la seconda diga dove, prima con alcuni tornanti, poi per mezzo di una comoda passerella in cemento, ci alziamo al Lago di Gera. Attraversiamo quindi lo sbarramento e percorriamo il sentiero a picco sul bacino che poi sale stando in costa lungo ripidi pendii erbosi. Con qualche rampa di tornanti, giungiamo al Rifugio Bignami a 2491 metri. Da qui, seguiamo le indicazioni e attraversiamo l'antico e suggestivo paesino di Fellaria, raggiungendo quindi una piana glaciale: al bivio giriamo a destra per seguire il segnavia del Sentiero Glaciologico L.Marson. Si punta ad un'evidente spalla erbosa molto scoscesa che si raggiunge tramite una vaga traccia; dopo qualche sfasciume, si inizia a percorrere una particolare cresta di materiale franato molto fine che ci conduce al di sotto degli imponenti ghiacciai che scendono dal Piz Palu'. Seguendo le indicazioni (triangolo giallo, Alta via n.6), superiamo un laghetto glaciale ed abbandoniamo quindi suddetta cresta per risalire l'evidente conca sulla sinistra. La traccia diventa poco chiara sebbene sembra percorrere, nella prima parte, il fondo del canalone per poi risalire il pendio fino ad un'evidente bocchetta sulla destra (attenzione ai piccoli tratti di arrampicata su grosse rocce). Ora possiamo calzare i nostri ramponi ed iniziare l'attraversamento della facile Vedretta di Fellaria Ovest: il ghiacciaio non e' crepacciato ed una vaga traccia di passaggio ci indica piu' o meno la strada da percorrere. Un'unico tratto in pendenza con qualche piccola fenditura, rappresenta l'unica difficolta'; dopo questo piccolo dislivello, si raggiunge il non segnato Passo Marinelli Orientale a 3128 metri. Sulla sinistra la traccia si stacca e ci porta in un'insenatura rocciosa dove togliamo i ramponi. La cima e' a portata di mano e dei piccoli "ometti" ci indicano la via giusta, risalendo sfasciumi e lastroni scoscesi: in pochi minuti raggiungiamo Punta Marinelli a 3182 metri. Godetevi l'immenso panorama delle verticali pareti sopra di voi che s'innalzano di altri 1000 metri rispetto alla vostra posizione: Scerscen, Roseg e Pizzo Bernina dominano inconstrastati, mentre a destra e a sinistra le vette secondarie, splendide roccaforti di ghiaccio e roccia; spettacolare la veduta a sud-Ovest dell'isolatissimo Monte Disgrazia che sembra infinitamente piu' alto rispetto a voi. Ora possiamo scendere seguendo sempre gli "ometti" questa volta puntando verso sinistra dove ci portiamo al Passo Marinelli Occidentale ed iniziamo la discesa. Dopo qualche sfasciume un po' impervio, siamo al Rifugio Marinelli-Bombardieri a 2813 metri; dal largo piazzale seguiemo le indicazioni per Campomoro e disciendiamo una rampa di tornanti fino alla valle glaciale sottostante. Il sentiero risale leggermente fino alla forcella da dove ammiramo per l'ultima volta i giganti della Val Malenco: pochi metri al di sotto, ecco il Rifugio Carate-Brianza a 2662 metri. Da qui, la discesa si dilunga per un lungo pendio erboso fino a raggiungere i margini del bosco. Ora, attraversando qualche sparuto larice, il sentiero si mantiene in costa per un bel po' aggirando quindi la montagna da dove scorgiamo finalmente la diga attraverso gli alberi. L'ultimo tratto di discesa e' piuttosto scosceso e ci porta ai piedi dello sbarramento. Dobbiamo quindi risalire lungo la stradina di servizio fino raggiungere le prime case di Campomoro, attraversiamo l'impianto, ed arriviamo la parcheggio.