A grandi linee:
Lunga ma facile escursione sulla seconda cima di questa catena montuosa: la Cima Juribrutto presenta, come per la vicina Cima Bocche, un versante morbidissimo che concederà all'escurisionista una salita comoda senza eccessivi dislivelli, in quanto il punto di attacco è già, di per se, in quota. Non ci si aspetta che da questa montagna, così poco attraente nei suoi profili, si possano provare così belle emozioni: la panoramicità è unica nel suo genere ed il fatto di essere così semplice il conquistarla, può risultare d'interesse anche per l'escursionista principiante.
Tempi:
L'intero anello richiede almeno 6 ore (con neve)
Difficoltà:
E escursionistico
Dislivello:
762 metri
Come raggiungerlo:
Uscita Egna/Ora dell'Autobrennero, seguite per Cavalese/Val di Fiemme poi per Predazzo quindi per il Passo Valles. Poco prima del Passo, lasciate la macchina alla Malga Vallazza (1935 meri).
Descrizione:
Dalla Malga Vallazza, prendete il sentiero 631 (abbastanza battuto) che sale nel bosco con alcuni tornanti fino ad uscire su di una bella piana dove, dopo poco, si taglia sulla sinistra salendo verso un sella tra due cime secondarie. Una volta arrivati ad un evidente "ometto" si incomincia la lunga salita verso Juribrutto: puntiamo quindi verso la cima che vedete alla vostra destra lungo un pendio un poco ripido. Al termine del pendio una facile cengia percorre la destra della cresta che, dopo pochi metri, si risale aprendo così la vista sul morbidissimo versante sud di Juribrutto. Da qui, seguendo radi ometti (non lasciatevi ingannare dalle croci, sono resti della 1° Guerra) si tiene il versante destro che sale in maniera molto dolce (attenzione però a non sporgervi troppo in quanto il versante è delimitato da un dirupo) per tutta la tratta fino alla pianeggiante Cima Juribrutto a 2697 metri (attenzione ai diurpi tutti intorno). La vista è a dir poco splendida e spazia su gran parte delle Dolomiti della zona: spiccano le vicinissime ed arditissime Pale di San Martino, poi il Lagorai e la vicina Cima Bocche; continuando a girare lo sguardo, Latemar, Catinaccio, Sassolungo, Sella, l'incredibile parete Sud della Marmolada, Le Tofane, Antelao, Pelmo e la parete Nord-Ovest della Civetta, la più ardita delle Dolomiti.
Ora scendete sfruttando l'altro bordo del versante seguendo i chiari ometti attraverso pendii sassosi ed erbosi fino a discendere completamente in direzione della Forcella Juribrutto (2381 metri). Da qui cominciate a percorrere la valle in direzione del Lago Juribrutto che si presenta piuttosto stretta inizialmente per poi allargarsi in corrispondenza del suddetto lago. Fate attenzione a seguire le tracce poichè, subito dopo il bacino, si scenderà lungo una forra e, se si sbaglia il sentiero, ci si trova ad inerpicarsi lungo ripidi pendii. Dopo un altro tratto pianeggiante, incontreremo la vegetazione nella quale ci si inoltra per un pò fino a raggiungere il bivio con il sentiero 623 in corrispondenza della Malga Juribrutto (1912 metri). Prendete il 623 e, dopo un lungo tratto in costa nel bosco, si perviene alla Malga Vallazza, chiudendo così l'itinerario.