A grandi linee:
La regina del gruppo svetta con i suoi 2847 metri su tutte le cime circostanti. Riconoscibile da ogni versante, essa è un maestosa cupola rocciosa di indistrubbile granito che si innalza sopra ad uno splendido lago e al Rifugio Ottone Brentari, dal quale avvengono la maggior parte delle salite. Temibile la sua parete sud, percorsa da alcune delle vie più difficili e tecniche del Trentino, selvaggio il suo versante nord, regno di totale solitudine ed ideale per escursionisti d'avventura. Cima d'Asta è un regno a se stante, diviso dal vicino Lagorai per la diversa conformazione geologica ma anche perchè rappresenta di per se una zona escursionistica ben individuabile circoscritta dalla Val Campelle ad ovest, dalla Val di Cia a nord, dalla Val Malene a sud e dalla Valle del Vanoi ad est. Tantissime sono le possibilità per giungere al cospetto della vetta: la Val Sorgazza, per chi viene da sud, rappresenta il punto di partenza maggiormente frequentato e da lì è possibile salire diretti nella valle verso il Rifugio Brentari oppure stando sul versante dell'Alta Via del Granito, splendido trekking ad anello che porta ad una maggior conoscenza di questo gruppo. La via descritta sale da Forcella Magna, raggiungibile in tre modi distinti: dal Passo Cinque Croci, dalla Malga Sorgazza o dal sentiero in quota 373 appartenente al trekking appena descritto.
Difficoltà:
EEA attrezzatura da ferrata
Tempi:
3 ore e 30 minuti da Forcella Magna
Dislivello:
da Forcella Magna 700 metri, dalla Malga Sorgazza 1400 metri
Come raggiungerla:
Malga Sorgazza si raggiunge seguendo la Valsugana fino a Strigno dove si seguono le indicazioni per Tesino. A Pieve Tesino, si svolta in Val Malene (indicazioni Malga Sorgazza) e si percorre il fondovalle fino alla malga (1450 metri).
Descrizione:
Avvicinamento a Forcella Magna dal Malga Sorgazza: non effettuato
Avvicinamento a Forcella Magna dall'Alta via del Granito: il sentiero 373 percorre in quota tutto uno splendido tratto sotto le poco frequentate cime Cengello e Lasteati, quindi perde quota passando per il piccolo laghetto sovrastante la forcella da dove si cala alla stessa in breve tempo (2117 metri).
Dalla Forcella Magna si prende l'impervia rampa che conduce in breve ad una cengia. Di facile percorrenza, essa richiede comunque un passo sicuro in quanto, sotto di essa, si apre un baratro non indifferente. Si arriva quindi ad un bivio dove è possibile proseguire diretti al Rifugio Brentari perdendo quota ed evitando la cresta, oppure si prosegue sulle indicazioni della Ferrata Gabrielli. Su splendidi camminamenti bel scalinati nel candido granito, si sale faticosamente ad una prima larga elevazione della cresta, quindi si perde quota per giungere ad un intaglio. Superato uno stretto passaggio non attrezzato ma reso sicuro da un piccolo alberello, si giunge alle prime attrezzature: una bella cengia attrezzata piuttosto facile che sale seguendo le vene naturali del granito. Con una bella tirata sempre in totale sicurezza, si giunge ad un secondo intaglio che porta alla paretina, punto chiave della ferrata: tre sezioni di cambre divise da terrazzini da 5 metri ciascuna circa piuttosto verticali. Senza lasciarsci intimorire e con molta calma si giunge al prato superiore dove finisce ogni difficoltà ma non la fatica: ci si deve guadagnare l'ultima elevazione da dove si discende finalmente alla Forcella Socede su facili roccette (2516 metri). A questo punto si può decidere la via di salita alla vetta: il canale dei Bassanesi è la via forse più veloce. Si traversa sotto alle bastionate in direzione dell'evidente canalino: trovata la traccia segnata con bolli rossi si entra nel passaggio tra la pareti e, facendo attenzione al fondo franoso, si perviene alla forcella del Canalino. Si svolta dunque sulla cresta a destra arrampicando su terreno scosceso ma ben appigliato, facendo un attimo di attenzione in più nei tratti più esposti alla parete sud: in breve, con una bella tirata, si arriva a Cima d'Asta. Il panorama è apertissimo, siamo sulla cima più alta del gruppo: Pale di San Martino, Lagorai, Marmolada.
La discesa si può effettuare dalla normale, facendo attenzione in caso di neve residua: si cala per il versante nord fino alla buca sotto alla frastagliata cresta e si risale all'intaglio dove un breve tratto attrezzato ci permette di guadagnare la forcella. In breve si è al Rifugio Ottone Brentari dove ci si può ristorare.
Come proseguire:
Per chi ancora non fosse stanco, si può allungare la discesa tramite il sentiero del "Passetto" variante pittoresca ed amena, altrimenti lungo la normale per il vallone centrale verso la Malga Sorgazza.
FOTO DELL'ITINERARIO
MAPP DELL'ITINERARIO