A grandi linee:
Maestosa e caratteristica vetta che domina la valle di Zai: la sua inconfondibile forma, il suo ghiacciaio a forma di mezzaluna e la sua relativa facilità di accesso, ne fanno una delle mete più ambite di questa zona. Per affrontare questa stupenda montagna, è preferibile pernottare al Rifugio Serristori, in quanto, sebbene il dislivello non sia proibitivo, la salita è dura e difficoltosa poichè il sentiero si inerpica lungo sfasciumi aumentando notevolmente lo sforzo fisico passo dopo passo. Inoltre cercate di rispettare il vostro fisico procedendo lentamente in quanto l'altitudine si farà sentire superati i 3200 metri.
Godetevi questa splendida escursione con condizioni meteo stabili, a queste quote è meglio non scherzare: si farà sentire il freddo all'ombra ed il sole scotterà velocemente la pelle (consiglio qualche crema protettiva).
Difficoltà:
EEA escursionisti esperti con attrezzatura
Tempi:
Dal Rifugio Serristori 4 ore // 4 ore e 30 minuti
Dislivello:
800 metri
Come raggiungerlo:
Da Merano seguire le indicazioni per la Val Venosta, quindi all'altezza di Spondigna deviate verso il Passo dello Stelvio. A Gomagoi girate a sinistra per Solda quindi, giunti in paese, parcheggiate nell'ampia area di sosta della seggiovia Il Pulpito. Utilizzate l'impianto e raggiungete in circa 1 ora di tempo il rifugio Serristori. Consigliato vivamente il pernottamento!!
Descrizione:
Da dietro il Rifugio si sale per le indicazioni per l'Angelus, tenendo la destra in direzione della montagna. Il sentiero percorre la piana morenica tra i vari torrenti che scendono dalle vedrette (fate attenzione a seguire sempre le indicazioni gialle, gialle e rosse) fino a raggiungere un cartello col nome della via da percorrere ("Reinstadler Rute”). Da qui la via comincia a salire su pendio detritico-morenico e, seguendo il filo della cresta, ci si porta sotto la paretina attrezzata: questo tratto non deve impensierire anche se, per i più sensibili, sarebbe meglio munirsi di imbrago. Superata questa parte un pò più ostica, si cominicia la lunga cresta dal profilo irregolare: un continuo salire su sfasciumi a volte un pò esposti sul lato del ghiacciaio, vi porterà ad un comdo terrazzino dove un grosso "ometto" ci farà compagnia assieme alla spettacolare vista della cima e della vedretta a mezzaluna. Da qui il crinale si fa sempre più accidentato e sempre più inclinato, facendoci sentire la fatica, incrementata anche dall'altitudine ora più rilevante. Uscirete infine sulla cresta terminale dove la vista si apre sulla spettacolare vedretta di Lasa molti metri più in giù e sulla Cima Vertana: fate attenzione a questi ultimi passaggi un poco aerei, superate un grosso blocco di roccia sull'anticima (attenzione se c'è ghiaccio) e, in pochi minuti si raggiunge la particolare croce di vetta dell'Angelo Grande (3521 metri) con libro annesso dove firmare il proprio pensiero. La vista è a dir poco grandiosa, dai vicini ghiacciai e la Cima Vertana, a tutta l'intera estensione del gruppo, quindi a sud Adamello, Presanella e Dolomiti di Brenta ed a nord la Palla Bianca e Similaun.
ECCO ALCUNE FOTO DELL'ITINERARIO
Come proseguire:
Consiglio di tornare dalla stessa. In alternativa, varie vie più o meno alpinistiche, scendono da questa imponente montagna.